Caso Salis, negati i domiciliari: il padre di Ilaria si rivolge a Mattarella

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È un’Odissea senza fine quella di Ilaria Salis, detenuta al guinzaglio in Ungheria. L’esito della seconda udienza del processo che la vede imputata per l’aggressione ad estremisti di destra, ancora una volta non è stato a favore di Ilaria, a cui sono stati rifiutati i domiciliari a Budapest.

Affranto il padre della trentanovenne che a questo punto dopo il ricorso, chiede solidarietà agli italiani e una protesta contro l’immobilismo del governo. “Chiederò aiuto a Mattarella ancora una volta”, dichiara Roberto Salis. Il padre di Ilaria accusa Nordio che aveva incolpato loro se la donna non fosse ancora fuori dal carcere dopo aver perso un anno per chiedere i suoi domiciliari. Il ministro degli esteri Antonio Tajani aveva richiesto a sua volta, che il caso non fosse politicizzato. Roberto Salis intanto sostiene che la battaglia non è ancora persa e che il governo italiano deve fare in modo che la nostra cittadina non sia trattata come un cane. Ilaria è demotivata, delusa dopo l’ultimo esito processuale. Lo rende noto suo padre.

Tajani pur non condividendo la sentenza ungherese, vuole evitare qualsiasi scontro con la controparte. Anche la proposta avanzata dal PD di una eventuale candidatura alle europee della Salis, non comporterebbe in caso di elezione, la liberazione automatica dell’insegnante.

La Farnesina si è espressa ieri sul caso Salis, preventivando una sua risoluzione entro la fine del 2024. La condanna potrebbe essere chiara in quanto i video di cui è in possesso l’accusa, mostrano le responsabilità della donna. Una volta sancita la condanna, il governo potrebbe espellere la donna per farle scontare la pena in Italia, anche se questo richiederà del tempo, prevedendo almeno un altro anno di carcerazione a Budapest per Ilaria Salis.

Pina Stendardo
Pina Stendardo
Giornalista attenta ai fermenti quotidiani, raccontati con umanità. Convinta che scrivere sia un atto d’amore e responsabilità, ama divulgare il bello dell’Arte e del sociale, proponendo una narrazione alternativa sullo spaccato culturale.

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