Caso Salis, Ungheria perentoria: “Basta interferenze. In Italia la dipingono come una martire”

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Si sta trasformando in un estenuante braccio di ferro mediatico il processo di Ilaria Salis. L’esito negativo del secondo appello che ha rigettato la richiesta dei domiciliari per la 39enne milanese ha determinato l’intervento del Capo dello Stato Sergio Mattarella.

La mossa italiana ha compiaciuto la detenuta in Ungheria, ma il governo di Budapest non l’ha presa bene. Perentorio ha dichiarato: “Nessuna richiesta diretta del governo italiano (o di qualsiasi media) al governo ungherese renderà più facile la difesa del caso Salis perché il governo, come in ogni altra democrazia moderna, non ha controllo dei tribunali”. Così il portavoce ungherese Zoltan Kovacs in un tweet ha inteso mettere a tacere qualsivoglia tentativo di intercessione per la scarcerazione della Salis o l’ottenimento dei domiciliari.

Sulla Salis il governo Orban ha una visione netta: “In Italia la dipingono come una martire”. L’intento ungherese è chiaro ed è diventato affare di Stato. Si vuole incarcerare anche il compagno di Ilaria. I giudici di Orban rivolgono la loro attenzione a Gabriele Marchesi, accusato di avere partecipato insieme all’insegnante, alle aggressioni avvenute nel febbraio dello scorso anno. In una missiva inviata all’Italia si è annunciato che anche Marchesi verrebbe spedito direttamente in cella.

La situazione si è ormai inasprita per i giudici ungheresi. Memori anche degli eventuali tentativi che il Pd vorrebbe mettere in atto candidando Salis alle europee sperando in una immunità, l’Ungheria si trincera dietro queste dichiarazioni, rivendicando la superiorità del proprio ruolo decisionale.

Eppure Sergio Mattarella, in una telefonata a Roberto Salis lo aveva rassicurato che avrebbe fatt quanto è nelle sue possibilità, definite ampie sul piano operativo italiano, per aiutare Ilaria.

Pina Stendardo
Pina Stendardo
Giornalista attenta ai fermenti quotidiani, raccontati con umanità. Convinta che scrivere sia un atto d’amore e responsabilità, ama divulgare il bello dell’Arte e del sociale, proponendo una narrazione alternativa sullo spaccato culturale.

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