Vandalizzata la tomba di Berlinguer, la politica insorge: “Gesto ignobile”

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Due volte in un mese lo stesso gesto: marmo, vasi rotti, aiuole calpestate. Dopo 40 anni di omaggi, la tomba di Enrico Berlinguer è stata vandalizzata. Sdegnata la figlia dell’ex ministro italiano e leader Pci, la giornalista Bianca Berlinguer che sui social ha lasciato fluire il suo sfogo, rammaricata.

Alla sua morte avvenuta l’11 giugno 1984, tanti furono i riconoscimenti tributati a Berlinguer. Per il leader comunista morto a 62 anni dopo quattro giorni di coma, Roberto Benigni disse: “In questi giorni è bruciato il firmamento”. Durante i funerali del 13 giugno a Roma, parteciparono circa un milione e mezzo di persone divise in tre cortei diretti a piazza san Giovanni in Laterano, luogo della cerimonia. In questa vicinanza i familiari trovavano consolazione, come confessato dalla conduttrice di ‘Carta Bianca’ che adesso prova rabbia.

La appoggiano nel pensiero anche i maggiori esponenti politici come la segretaria Pd Elly Schlein e il presidente del Senato Ignazio La Russa. Entrambi hanno definito il gesto “vigliacco”, mostrando vicinanza alla famiglia.

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri prova rammarico per l’offesa alla memoria di un uomo che “ha rafforzato lo spirito democratico e unitario della Costituzione oltre a essere stato protagonista di una stagione di battaglie e di conquiste fondamentali nella storia di questo Paese. Ho chiesto ad Ama di verificare quanto accaduto e valutare l’entità dei danni”.

Enrico Berlinguer ha segnato la storia della Prima Repubblica italiana. Iniziò negli anni Settanta una collaborazione con Aldo Moro e la Democrazia cristiana per arrivare al compromesso storico che avrebbe cambiato tutto. A causa della scomparsa di Moro non si realizzerà il progetto ambito, ma ci sarà solo una esperienza consociativa tra partiti. Tra la fine degli Settanta e gli inizi anni Ottanta Berlinguer propose la “Terza via” tra capitalismo e socialismo reale. Voleva salvaguardare la politica italiana, ma morì improvvisamente per ictus celebrale mentre era impegnato nella campagna elettorale per le elezioni europee, in un comizio. Quell’anno il Partito Comunista Italiano schiacciò per numero di voti la Democrazia Cristiana, anche se il suo leader non c’era più.

Pina Stendardo
Pina Stendardo
Giornalista attenta ai fermenti quotidiani, raccontati con umanità. Convinta che scrivere sia un atto d’amore e responsabilità, ama divulgare il bello dell’Arte e del sociale, proponendo una narrazione alternativa sullo spaccato culturale.

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