‘La linea rossa’, la storia che definì per sempre l’ambiguo rapporto Usa-Russia

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Tutto ciò che è presente ha un passato ed affonda le sue ragioni nella storia. I difficili rapporti, ancora vigenti tra Usa e Russia, sono infatti da circoscrivere ad un anniversario che oggi compie 61 anni.

Siamo in piena Guerra Fredda ed è il 20 giugno del 1963. Washington e Mosca creano una linea di comunicazione diretta fra la Casa Bianca e il Cremlino per evitare una guerra nucleare. La battezzano ‘Linea Rossa’, ma non è un semplice collegamento telefonico, bensì una cortina di limitazione che esiste ancora e non è stata mai recisa, in senso metaforico.

La famosa ‘Linea rossa’ viene attivata il 30 agosto dello stesso anno, con un documento firmato a Ginevra dai delegati dei governi di Stati Uniti e Unione Sovietica.

Con sé porta la speranza di evitare di dare inizio alla Terza Guerra Mondiale. Usa ed ex Urss si erano messe al lavoro dopo la crisi dei missili a Cuba. Le due superpotenze erano pronte ad armarsi col nucleare, e pensarono di ideare un insieme di otto telescriventi (quattro per Paese), collegati tra loro in maniera elettromeccanica, per trasmettere messaggi di testo 24 ore su 24.

Si predilesse questa opzione per evitare una equivocabile comunicazione verbale, scatenante incomprensioni dal vivo. Il linguaggio sorvegliato sarebbe dovuto servire a placare gli animi di Usa e Urss. L’allora presidente sovietico era Nikita Kruscev, rinomato per le sue sfuriate. Sembra infatti, che nel 1960, nel palazzo delle Nazioni Uniti, si sfilò addirittura una scarpa per sbatterla sul tavolo, in preda all’ira.

Negli Stati Uniti c’era invece John Fizgerald Kennedy. L’allora presidente scoprì che i sovietici stavano per portare sull’isola di Cuba testate nucleari in grado di colpire gli Usa. Bisognava dunque correre ai ripari.

In quel frangente il mondo aveva il cardiopalma. Pentagono e Cremlino si scambiavano messaggi fraintendibili a causa delle linee telegrafiche disturbate e lente. Così i leader dei due Paesi, Kruscev e Kennedy, decisero di affrontare la questione in modo diplomatico con il red telephone, in modo tale da sentirsi in caso di ‘emergenze’, istantaneamente e in qualsiasi momento della giornata, per scongiurare ogni pericolo di conflitto.

La Linea rossa dopo 61 anni è ancora più emblematica oggi che continua il conflitto tra Russia ed Ucraina, con gli Usa pronti a sostenere Kiev contro l’ingerenza di Mosca. Dimostra che il conflitto sottile tra le due superpotenze non si è mai sedato, nonostante l’esistenza di quel collegamento telefonico diretto, creato per riavvicinare e non dividere. Esso serviva ad evitare il confronto nucleare, pericolo che continua a fare capolino tra i macro discorsi di Usa e Mosca con attualità, allorquando ricorrono ad una comunicazione mediatica spesso enigmatica e plausibilmente pericolosa, non solo per i due diretti interessati, ma per il mondo intero.

Pina Stendardo
Pina Stendardo
Giornalista attenta ai fermenti quotidiani, raccontati con umanità. Convinta che scrivere sia un atto d’amore e responsabilità, ama divulgare il bello dell’Arte e del sociale, proponendo una narrazione alternativa sullo spaccato culturale.

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