Decreto Carceri, più assunzioni di polizia penitenziaria con più diritti per i detenuti

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Il Consiglio dei Ministri ha approvato nella giornata del 3 luglio il Decreto carceri. Stabilita la liberazione anticipata dei detenuti, con più diritti per la loro tutela quali telefonate e visite incrementate. Sarà creato anche un albo delle comunità, anche se la vera novità riguarderà l’implementazione di del personale di polizia penitenziaria.

Così Carlo Nordio in qualità di ministro della Giustizia, sceglie di reclutare maggiore personale per completare l’organico richiesto dalle carceri italiane. Ogni istituto di pena avrà dunque un comandante e un direttore; mentre quelli più grandi godranno di un vice direttore, così da costruire una catena di gestione che sia il più efficiente possibile.

Contemporaneamente saranno assunti più funzionari ed ispettori del corpo di polizia. Questo porterà all’arrivo di 22 nuovi vice commissari e 48 nuovi vice ispettori con inserimento delle graduatorie già esistenti. Si velocizza anche la tempistica dell’immissione in servizio degli agenti della polizia penitenziaria con una formazione che va da 4 a 12 mesi.

Il nodo centrale del ddl del Consiglio dei Ministri verte però sull’accesso alla liberazione anticipata. Il detenuto può presentare istanza per avere il calcolo e il riconoscimento dello sconto di pena. Con la nuova norma, si tiene conto della buona condotta, rafforzando il patto rieducativo del detenuto. Un magistrato di ufficio calcolerà poi la liberazione anticipata che inciderà sul fine pena.

Questa disposizione andrà ancora di più ad infierire sull’importanza data durante la detenzione, al rispetto delle regole. Il detenuto potrà, comportandosi bene, avere dei vantaggi carcerari. La procedura snellisce anche il sistema giudiziario che va a tutelare sia la magistratura requirente che quella di sorveglianza.

La popolazione carceraria potrà ottenere più colloqui settimanali in presenza, per un totale di sei visite, incrementabili a discrezione del direttore del carcere. Il benessere del detenuto diventa un bene da tutelare, anche con l’accesso a più telefonate rivolte ai propri cari. Sono esclusi però da queste misure coloro che sono sottoposti al regime 41 bis.

Un albo delle comunità servirà, secondo ministro della giustizia ad elencare strutture residenziali che possono accogliere i detenuti per reinserirli, sia nell’accesso alla detenzione domiciliare, che alle misure penali di comunità. L’elenco sarà ripartito in sezioni regionali e verrà gestito dal Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità. Più strutture residenziali mireranno dunque alla riqualificazione professionale e alla riabilitazione per detenuti con disagio fisico o psichico.

Entro un anno sarà inoltre previsto un tribunale per le persone, i minorenni e le famiglie.

Pina Stendardo
Pina Stendardo
Giornalista attenta ai fermenti quotidiani, raccontati con umanità. Convinta che scrivere sia un atto d’amore e responsabilità, ama divulgare il bello dell’Arte e del sociale, proponendo una narrazione alternativa sullo spaccato culturale.

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