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	<title>report Archivi - Pubblica Now</title>
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	<description>Articoli, news e consigli da Pubblica Now</description>
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	<title>report Archivi - Pubblica Now</title>
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		<title>Il rapporto Unicef sul lavoro minorile fotografa l’Italia: oltre 78mila lavoratori under 17, tanti infortuni e gender pay gap</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2024/06/12/il-rapporto-unicef-sul-lavoro-minorile-fotografa-litalia-oltre-78mila-lavoratori-under-17-tanti-infortuni-e-gender-pay-gap/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Imbimbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jun 2024 13:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si celebra oggi, 12 giugno, la Giornata mondiale contro il lavoro minorile. Un’occasione per riflettere su un fenomeno ancor molto diffuso che comprende varie forme di abuso molto spesso causate da condizioni di estrema povertà, mancanza di istruzione e da situazioni in cui i diritti dei minori non vengono rispettati. Proprio per quest’occasione Unicef ha [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Si celebra oggi, <strong>12 giugno</strong>, la <strong>Giornata mondiale</strong> <strong>contro il lavoro minorile</strong>. Un’occasione per riflettere su un <strong>fenomeno</strong> ancor <strong>molto diffuso</strong> che comprende varie <strong>forme di abuso</strong> molto spesso causate da condizioni di estrema povertà, mancanza di istruzione e da situazioni in cui i <strong>diritti dei minori </strong>non vengono rispettati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio per quest’occasione <strong>Unicef</strong> ha diffuso il suo <strong>rapporto </strong><em>“Lavoro minorile in Italia: rischi, infortuni e sicurezza sui luoghi di lavoro”</em> da cui emerge che, <strong>nel 2023</strong>, il numero di <strong>lavoratori minorenni in Italia</strong>, tra i 15 ed i 17 anni, era di <strong>78.530</strong> un numero molto maggiore rispetto ai due anni precedenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le <strong>regioni italiane</strong> che registrano il numero più altro di giovani lavoratoti minorenni sono <strong>Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Lazio e Puglia</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dai dati emerge, anche per quello che riguarda il lavoro minorile, il fenomeno del <strong>gender pay gap</strong>. Le <strong>paghe</strong> <strong>settimanali</strong> per i giovani <strong>lavoratori di sesso maschile</strong> si attestano sui <strong>300 euro</strong>, non arrivano a questa cifra, invece, le <strong>ragazze</strong> confermando un trend generale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal <strong>rapporto Unicef</strong> emerge anche un altro dato preoccupante: l&#8217;elevato numero di <strong>infortuni sul lavoro</strong> e delle denunce presentate all’<strong>Inail</strong>. Nel quinquennio <strong>tra il 2018 e il 2022</strong> le <strong>denunce presentate</strong> sono state <strong>338.323</strong> di cui <strong>211.241 di minori di 14 anni</strong>. <strong>83</strong>, invece, sono state le denunce per <strong>infortuni mortali</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Il lavoro minorile è un tema da osservare con attenzione – </em><strong>sottolinea Carmela Pace</strong>, Presidente Unicef Italia <em>– perché rappresenta una spia dello stato di salute della nostra società e del benessere e del futuro dei giovani nel&nbsp;nostro&nbsp;Paese”.</em></p>
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		<title>Povertà alimentare: l’allarmante report di ActionAid, in Italia riguarda più di 6 milioni di persone</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2023/10/14/poverta-alimentare-lallarmante-report-di-actionaid-in-italia-riguarda-piu-di-6-milioni-di-persone/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Imbimbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Oct 2023 08:47:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[ActionAid]]></category>
		<category><![CDATA[giornatamondialedellalimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Povertàalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un numero allarmante emerso dal quarto report di ActionAid per quanto riguarda l’aumento del tasso di povertà alimentare nel nostro paese. I dati, giunti in procinto della Giornata Mondiale dell’Alimentazione di lunedì 16 ottobre, segnalano che tra il 2019 e il 2022 le persone che ricevono aiuti alimentari sono aumentate di 98.000 unità solo in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2023/10/14/poverta-alimentare-lallarmante-report-di-actionaid-in-italia-riguarda-piu-di-6-milioni-di-persone/">Povertà alimentare: l’allarmante report di ActionAid, in Italia riguarda più di 6 milioni di persone</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un <strong>numero allarmante</strong> emerso dal <strong>quarto report di ActionAid</strong> per quanto riguarda l’<strong>aumento del tasso di povertà alimentare</strong> nel nostro paese. I dati, giunti in procinto della <strong>Giornata Mondiale dell’Alimentazione di lunedì 16 ottobre</strong>, segnalano che <strong>tra</strong> <strong>il 2019 e il 2022</strong> le persone che ricevono <strong>aiuti alimentari sono aumentate di 98.000 unità</strong> solo in <strong>Campania</strong>, dove si segnala <strong>il tasso più alto</strong> di povertà alimentare che <strong>riguarda il 20,2% della popolazione</strong> di cui, <strong>oltre 488 mila ricevono aiuti alimentari</strong>. In <strong>Italia</strong>, invece, il fenomeno <strong>riguarda più di 6 milioni di italiani.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>povertà alimentare</strong> rende <strong>impossibile consumare un pasto completo</strong> con carne, pollo, pesce o equivalente vegetariano almeno <strong>una volta ogni due giorni</strong> e con l’<strong>impossibilità di uscire con amici o parenti</strong> per mangiare o bere qualcosa almeno una volta al mese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>tasso di povertà alimentare</strong> risulta più <strong>diffuso fra i disoccupati</strong> (28,3%), le persone <strong>inabili al lavoro</strong> (22,3%), coloro <strong>con istruzione uguale o inferiore alla licenza media</strong> (17,4%), <strong>giovani tra i 19 e i 35 anni</strong> (12,3%) e <strong>adulti tra i 50 e i 64 anni</strong> di età (12,7%), <strong>stranieri</strong> (23,1%), <strong>chi vive in una casa in affitto</strong> (22,6%) e <strong>le persone</strong> che vivono nelle <strong>aree metropolitane</strong> (13,3%).&nbsp; Guardando alla composizione del nucleo famigliare, invece, sono quelle<strong> monogenitoriali</strong> (16,7%) <strong>e quelle con 5 o più membri</strong> (16,4%) a registrare i <strong>tassi&nbsp;più&nbsp;elevati</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“In periodi di recessione, che causano l’aumento della povertà e riducono fortemente il potere d’acquisto delle famiglie, misure di protezione sociale e in particolare quelle di sostegno al reddito sono fondamentali per evitare che la povertà alimentare cresca”</em> &#8211; <strong>dichiara Roberto Sensi, Responsabile Programma Povertà alimentare ActionAid&nbsp;Italia</strong> il quale sottolinea come sia <strong>necessario un nuovo approccio</strong> <strong>multidimensionale </strong>capace di offrire risposte alle varie dimensioni dell’esperienza alimentare e in primis quella sociale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2023/10/14/poverta-alimentare-lallarmante-report-di-actionaid-in-italia-riguarda-piu-di-6-milioni-di-persone/">Povertà alimentare: l’allarmante report di ActionAid, in Italia riguarda più di 6 milioni di persone</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
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		<title>Il turismo sta cambiando volto</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2023/10/02/il-turismo-sta-cambiando-volto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso De Luca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Oct 2023 15:52:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[alloggio]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
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		<category><![CDATA[sviluppo settore turistico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni c’è stata un’evoluzione del settore turistico: dopo aver affrontato un’emergenza sanitaria globale che ha imposto la chiusura delle frontiere, il ritorno alla normalità ha spinto gli italiani verso mete lontane e prima impossibili da raggiungere. Ma l’inflazione ha subito obbligato i viaggiatori ad invertire la rotta. Che cosa ci aspetta? Un nuovo studio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2023/10/02/il-turismo-sta-cambiando-volto/">Il turismo sta cambiando volto</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni c’è stata un’<strong>evoluzione del settore turistico</strong>: dopo aver affrontato un’emergenza sanitaria globale che ha imposto la chiusura delle frontiere, il ritorno alla normalità ha spinto gli italiani verso mete lontane e prima impossibili da raggiungere. Ma l’<strong>inflazione</strong> ha subito obbligato i viaggiatori ad invertire la rotta. Che cosa ci aspetta? Un nuovo studio si concentra sulle tendenze future nel settore “travel”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi condotta da <strong>SiteMinder</strong>, ci regala una visione d’insieme su quelli che saranno i nuovi trend di viaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;<strong>Changing Traveller Report</strong>&nbsp;evidenzia ancora una volta il desiderio degli italiani di andare alla scoperta del mondo: il 58% dei nostri connazionali ha intenzione di trascorrere più tempo in vacanza nel 2024 (contro il 57% di valore medio globale). E questa volta in pochi si accontenteranno di rimanere vicino casa, preferendo qualche meta esotica. Il 43% degli intervistati ha infatti affermato di voler scegliere una<strong>&nbsp;meta internazionale</strong>&nbsp;per le prossime vacanze, una percentuale paragonabile a quella che è la media globale (42%).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un dato interessante è quello che riguarda lo&nbsp;<strong>sviluppo tecnologico</strong><strong> nel settore</strong>, circa la metà dei clienti lamenta una carenza dal punto di vista dell’informatizzazione, che rende meno agevole l’esperienza di prenotazione e il soggiorno stesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolarmente rilevante è la&nbsp;<strong>scelta dell’alloggio</strong>: il 19% ha deciso di pernottare in un bed&amp;breakfast (rispetto alla media globale dell’8%), mentre il 25% opta per resort e catene alberghiere (anche in questo caso ben oltre il valore globale del 19%). Solo il 6% non rinuncia al lusso, prenotando boutique hotel e strutture a cinque stelle. Il trend di viaggio dominante è dunque l’attenzione alla comodità e al benessere. L’85% dei turisti italiani è disposto a&nbsp;<strong>spendere di più per la qualità dei servizi</strong>, mentre il 28% punta ad una sistemazione che includa percorsi&nbsp;<strong>wellness</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi bisogna fare i conti anche con l’<strong>inflazione</strong>. In Italia ha colpito in maniera severa, e ciò si riflette su quelli che saranno i futuri viaggi dei turisti. Tra gli intervistati, l’88% ha affermato di dover ridurre il proprio budget destinato al pernottamento (la media globale si attesta invece all’80%). In che modo? Per il 26% dei nostri connazionali, ciò significa prenotare comunque la propria struttura preferita, ma&nbsp;<strong>scegliendo una camera più economica</strong>. C’è chi invece non vuole rinunciare ad un’esperienza a cinque stelle: il 20% opta per ridurre il periodo di soggiorno, così da non dover fare un downgrade.</p>
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