<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Attualità - Pubblica Now</title>
	<atom:link href="https://www.pubblicanow.it/category/attualita/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.pubblicanow.it/category/attualita/</link>
	<description>Articoli, news e consigli da Pubblica Now</description>
	<lastBuildDate>Tue, 01 Sep 2026 13:24:49 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1</generator>

<image>
	<url>https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2022/05/cropped-favicon-pubblicanow-32x32.png</url>
	<title>Attualità - Pubblica Now</title>
	<link>https://www.pubblicanow.it/category/attualita/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>L’Odissea: Nolan reinventa il poema e vince la sfida</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/09/01/lodissea-nolan-reinventa-il-poema-e-vince-la-sfida/</link>
					<comments>https://www.pubblicanow.it/2026/09/01/lodissea-nolan-reinventa-il-poema-e-vince-la-sfida/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 13:24:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pubblicanow.it/?p=48363</guid>

					<description><![CDATA[<p>Christopher Nolan reinventa l’Odissea trasformando il poema omerico in un racconto epico, oscuro e spettacolare, costruito attraverso una narrazione non lineare che intreccia la guerra di Troia, il lungo viaggio di Ulisse e la ricerca del padre da parte di Telemaco di Giovanni Ottone Il racconto epico diventa una trama crepuscolare di angoscia, di dolore e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/09/01/lodissea-nolan-reinventa-il-poema-e-vince-la-sfida/">L’Odissea: Nolan reinventa il poema e vince la sfida</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Christopher Nolan reinventa l’<em>Odissea</em> trasformando il poema omerico in un racconto epico, oscuro e spettacolare, costruito attraverso una narrazione non lineare che intreccia la guerra di Troia, il lungo viaggio di Ulisse e la ricerca del padre da parte di Telemaco</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>di Giovanni Ottone</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il racconto epico diventa una trama crepuscolare di angoscia, di dolore e di determinazione: incalzante, avvincente e spettacolare. Una scrittura innovativa e sistematica seleziona gli episodi del poema e ricombina cronologia e piani narrativi: dalla guerra di Troia alle avventure di Ulisse, alle vicende di Telemaco. Il personaggio di Ulisse, dubbioso e spogliato dai falsi miti dell’eroismo, della nostalgia e del ritorno, accetta e persegue il suo destino, il compimento della vendetta, ma in seguito riparte, scegliendo una nuova vita. Il film dell’anno, ambizioso, audace e magnifico, girato interamente su pellicola IMAX da 70 millimetri, ha incassato finora circa 1,460 miliardi di dollari in tutto il mondo e circa 54 milioni di euro in Italia, in appena sei settimane di programmazione nei cinema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cinquantaseienne inglese <strong>Christopher Nolan </strong>ha dichiarato di essere stato particolarmente influenzato dallo stile visivo sorprendente di Ridley Scott e da alcuni mitici film di fantascienza, come <em>2001: A Space Odyssey</em> (1968), di Stanley Kubrick, e <em>Star Wars</em> (1977), di George Lucas. Nel corso di 27 anni di carriera ha scritto e diretto 13 lungometraggi, raggiungendo la notorietà presso il grande pubblico con la “Trilogia del Cavaliere Oscuro”, il rilancio della saga cinematografica del supereroe Batman, comprendente <em>Batman Begins</em> (2005), <em>The Dark Knight</em> (2008) e <em>The Dark Knight Rises</em> (2012).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha realizzato film memorabili di ambientazione e di generi diversi: il cult neo-noir&nbsp;<em>Memento</em>&nbsp;(2000), straordinaria prova di rappresentazione visiva di spazio, tempo, azioni e immagini e primo esempio di quella che è diventata la sua abituale scelta stilistica: la narrazione di una storia frammentata in episodi, poi rimontati in ordine cronologico inverso e alternato, convergente verso il centro, in una differenza totale fra fabula e intreccio; il crepuscolare thriller psicologico&nbsp;<em>Insomnia</em>&nbsp;(2002); il dramma-thriller, dedicato al mondo dell’illusionismo,&nbsp;<em>The Prestige</em>&nbsp;(2006);&nbsp;<em>Inception</em>&nbsp;(2010) e&nbsp;<em>Interstellar</em>&nbsp;(2014), due varianti diverse, intelligenti e intriganti di storie di fantascienza, con riflessi psicologici; il coraggioso dramma di guerra&nbsp;<em>Dunkirk</em>&nbsp;(2017), dedicato all’evacuazione delle truppe britanniche sconfitte dalla spiaggia di Dunkerque nel maggio del 1940; l’affascinante spy story, con spostamenti nel flusso temporale,&nbsp;<em>Tenet</em>&nbsp;(2020); il coraggioso e articolato thriller biografico “epico”&nbsp;<em>Oppenheimer</em>&nbsp;(2023), dedicato al fisico teorico statunitense Julius Robert Oppenheimer, direttore del “Progetto Manhattan”, il programma di realizzazione delle prime bombe atomiche, poi caduto in disgrazia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La poetica e lo stile di Nolan</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti i film di Christopher Nolan sono altamente spettacolari. Costituiscono il risultato dello sviluppo sistematico e definitivo di un’idea, attraverso una scrittura densa e dettagliata, con il fine di abbattere i tempi morti e di caratterizzarne gli aspetti visivi, estetici e visionari. Sono opere che presentano prospettive esistenziali e temi metafisici: la distinzione tra apparenza e realtà, l’essenza e il valore della verità, il concetto del tempo e la natura duttile della memoria e dell’identità personale. E che mostrano azione, suspense e violenza, senza proporre derive didascaliche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nolan costruisce meticolosamente la messa in scena anche attraverso concetti e immagini di ispirazione matematica, strutture narrative non convenzionali, effetti speciali pratici, utilizzando materiale di scena, montaggio alternato e passaggi sonori d’avanguardia. E supervisiona anche le scenografie e tutti gli aspetti della produzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In effetti, finora, il suo approccio tecnico e produttivo ha seguito logiche, per così dire, “artigianali”: è ricorso in modo limitato alla computer grafica, preferendo un approccio “pre-digitale” che si riflette anche nella scelta di utilizzare spesso pellicole IMAX di grande formato e ad alta risoluzione. In sostanza, coniuga azioni sperimentali pragmatiche rispetto al tempo cinematografico, utilizzando anche miniature e modellini, con le esigenze dell’intrattenimento mainstream, giocato sul piacere per la macchinazione e l’artificio, intesi come espedienti per risvegliare nello spettatore un rapporto attivo con il film presentato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne deriva che la costruzione delle storie, l’elaborazione di simmetrie e di architetture narrative composite, con correlazioni interne e intrecci che si risolvono progressivamente, servono ad assicurare l’assoluta atipicità dei suoi film. Il suo cinema denota quindi un dialogo continuo tra ricerca personale e intrattenimento, cinema d’autore e grande spettacolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro della sua poetica vi sono il tempo e lo spazio, declinati in tutte le modalità possibili: tempo percepito, tempo reale, ambienti suggestivi, costruzioni reali, immaginarie e paradossali. Si tratta di elementi essenziali che vengono ingegnosamente e brillantemente distorti, manipolati e messi al servizio di storie avvincenti, fortemente geometriche, ma anche, a volte, con venature fantastiche, raffinate e potenti sul piano visivo ed efficaci su quello narrativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il box office premia l&#8217;Odissea</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>The Odyssey</em>&nbsp;(<em>L’Odissea</em>), tredicesimo lungometraggio scritto e diretto da Christopher Nolan, conferma pienamente la poetica e le scelte autoriali del regista, che abbiamo riassunto in premessa e che illustriamo nel commento specifico. Questo eccellente film, ambizioso e audace, della durata di 172 minuti, è stato il primo nella storia del cinema girato interamente con una cinepresa IMAX, del peso di 130 kg, e su pellicola IMAX di 70 millimetri, un formato analogico che offre immagini ad altissima qualità grazie ai suoi fotogrammi di grandi dimensioni. Vi è stato un utilizzo complessivo di ben 640.000 metri di pellicola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prodotto dalla Universal, a fronte di un budget di 250 milioni di dollari, a cui si aggiungono 150 milioni di dollari per il marketing,&nbsp;<em>L’Odissea</em>&nbsp;ha incassato finora circa 550 milioni di dollari in Nord America e 910 milioni di dollari nel resto del mondo, per un totale di 1,460 miliardi di dollari. Finora è il 18º film col maggior incasso nella storia del cinema. In Italia ha incassato circa 54 milioni di euro ed è attualmente il quarto film col maggior incasso di sempre distribuito nei cinema italiani. Inoltre, è ufficialmente il film R-rated (vietato ai minori di 17 anni negli USA) con il maggior incasso di sempre nella storia del box office mondiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cast comprende alcuni tra gli attori più stimati di Hollywood: Matt Damon (Ulisse), Tom Holland (Telemaco), Anne Hathaway (Penelope), Robert Pattinson (Antinoo), Zendaya (Atena), Charlize Theron (Calipso), Benny Safdie (Agamennone) e Lupita Nyong’o (che interpreta sia Elena sia Clitennestra), Samantha Morton (Circe), Himesh Patel (Euriloco), Bill Irwin (Polifemo) ed Elliot Page (Sinone).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le riprese, durate 91 giorni, si sono svolte in vari Paesi: Marocco, Sahara Occidentale, Grecia, Islanda, Scozia e Italia. Le parti del film ambientate in Italia sono state girate soprattutto in Sicilia e nell’isola di Lipari. Il set di Troia, delle dimensioni di oltre 10.000 metri quadrati, incastonato tra le mura di Aït Benhaddou, è stato popolato da 2.000 comparse. La nave su cui sono stati imbarcati Ulisse e i suoi compagni è la&nbsp;<em>Draken</em>, una nave vichinga norvegese, sulla quale il cast ha davvero imparato a remare e a governare le vele in mare aperto, senza trucchi di scena.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perchè è un film straordinario</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>L’Odissea</em>&nbsp;è forse il film meno cerebrale e più emotivo di Nolan. Uno dei suoi temi centrali è l’ambiguità tra il mito soprannaturale e la spiegazione psicologica, introdotto fin dalla didascalia iniziale, che recita: “Un tempo di apparente magia&#8230;”. Il termine “apparente” è ambivalente. Nolan crea un mondo in cui le forze naturali, le esperienze psicologiche, le scelte umane e l’intervento divino possono occupare la stessa immagine senza annullarsi a vicenda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il regista reinventa il poema-leggenda di Omero, trasformandolo in una peregrinazione angosciosa, segnata dai ricordi di una guerra terribile, conclusasi con una vittoria senza onore. E non rinuncia alla geometria narrativa non lineare, con i flashback, le allucinazioni e le trame parallele.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta innovativa della sceneggiatura di Nolan ricolloca le vicende che avvengono durante il viaggio decennale di Ulisse come singoli episodi non continui, in parallelo con quelle di Telemaco, che rappresentano una sorta di romanzo di formazione durante la ricerca della verità sul proprio padre, che di fatto non ha mai conosciuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La convivenza con i Proci a Itaca, il viaggio-inchiesta a Sparta, alla corte di Menelao, e l’agguato mortale nel tempio di Pilo, vissuti da Telemaco, si intrecciano in un doppio arco narrativo, che si riunisce solo nell’epilogo, con episodi famosi che coinvolgono Ulisse-Odisseo e i suoi compagni in una sequela quasi di genere fantasy, in cui compaiono Polifemo, Circe, i giganti Lestrigoni, l’Ade, le Sirene, le Vacche del dio Sole a Thrinacia, Scilla e Cariddi e Calipso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nolan riformula un assetto unitario in cui questi episodi affascinanti e attraenti, raccontati da Ulisse nel tentativo di ricordarli e non mediati da un racconto rivolto ad altri, determinano un ritmo narrativo con continue accelerazioni, in parallelo allo svolgersi della vicenda principale che, nel film, a differenza del poema, diventa quella che si svolge a Itaca, con Telemaco, Penelope e i loro antagonisti, i Proci, ovvero Antinoo e gli altri nobili pretendenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova organizzazione del racconto consente di integrare alla linea principale altri episodi e personaggi, come Sinone, un personaggio dell’<em>Eneide</em>&nbsp;di Virgilio, che diventa protagonista durante l’inquietante discesa di Ulisse nell’Ade, caratterizzata da una suggestiva iconografia di morti viventi. E impone una selezione e una rideterminazione funzionale dei personaggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne risultano alcune peculiarità: l’assenza di personaggi favorevoli e ospitali, Nausicaa e Alcinoo, il re dei Feaci, e Laerte e Anticlea, gli anziani genitori dell’eroe, forse voluta per sottolineare che Ulisse si trova in un mondo dove tutti i legami sociali sono stati troncati; la restituzione di Agamennone come potente sovrano, di fronte a cui tutti si inchinano; l’innovazione di Penelope, solenne regina, ma soprattutto donna innamorata; la trasformazione di Circe in una donna matura, una strega nefasta che vive in una catapecchia-laboratorio di sortilegi su un’isola inospitale, inveisce contro le violenze perpetrate dagli uomini e, soprattutto, si lamenta a causa delle sue frustrazioni; la nuova, sorprendente immagine di Elena, spogliata del ruolo di causa della guerra perché, come afferma Ulisse, la spedizione greca contro Troia in realtà mirava al controllo delle rotte e dei traffici mercantili, e privata della sua pericolosa bellezza perché Menelao, dopo averla riaccolta nella sua casa, ne ha sfregiato il volto, come mostra senza ritegno allo stesso Telemaco, che gli ha reso visita e che apprende da lui alcuni particolari sul cavallo e sulla distruzione di Troia grazie a un magistrale flashback visivo, ricco di realismo e di tensione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il finale che ne deriva, dopo la strage dei Proci, per necessità e verosimiglianza non può che consistere nella nuova partenza di Ulisse da Itaca, insieme a Penelope, in un viaggio verso Occidente per cercare la pace in esilio, mentre Telemaco, invece, viene proclamato nuovo re di Itaca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nolan propone le vicissitudini e le traversie di un eroe vulnerabile, tormentato dalla propria&nbsp;<em>hybris</em>&nbsp;e lacerato da dubbi, mancanza di certezze sul suo ruolo rispetto ai compagni, rimpianti e presa di coscienza di sé. Ulisse è un uomo determinato, ma la sua curiosità si è quasi spenta e, anche quando Calipso gli dichiara il suo amore e gli prospetta un’unione imperitura, non manifesta alcuna pulsione erotica. Perché si sente oppresso dal peso delle proprie responsabilità, avendo inventato, con l’inganno, il cavallo, un meccanismo che ha generato conseguenze tremende e irreversibili, distruggendo i fragili legami tra gli uomini, e perché è sconcertato dall’orrore di ciò che ha visto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cavallo di Troia è infatti il prodotto della sua intelligenza strategica, ma quella stessa intelligenza viene utilizzata per provocare una carneficina. Ma il suo personaggio è ben lontano dalla versione “politicamente corretta” del reduce colpevole di crimini di guerra che deve espiare le sue colpe, perché rappresenta l’esperienza umana e la voglia di vivere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ulisse segue il suo destino: lo anticipa, lo accetta e lo vive. Persegue con ostinazione, pazienza e capacità di sopportazione l’obiettivo cui è suo malgrado rivolto, si fa carico di guidare gli altri nonostante le resistenze, le incomprensioni e le accuse, sopravvive a infinite sofferenze e, eppure, continua il viaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cavallo e la corda dell’arco disegnano così il doppio registro del personaggio: da una parte, l’uomo che avverte la preda per affrontarla ad armi pari; dall’altra, lo stratega che nasconde soldati nel ventre di un’offerta votiva e che utilizza l’inganno per far prevalere l’esercito a cui appartiene. È un eroe che diventa progressivamente un antieroe: per tornare a casa, dovrà fare i conti non soltanto con ciò che ha perduto, ma anche con il modo in cui ha vinto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nolan utilizza a più riprese i flashback in cui Ulisse narra in prima persona i suoi viaggi ai confini del mondo reale e in cui racconta l’episodio cruciale del cavallo di legno e della successiva, feroce distruzione di Troia e del massacro dei suoi abitanti, vecchi e giovani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella tradizione letteraria successiva a Omero, da Dante a Pascoli, Ulisse è stato l’eroe della conoscenza e dei necessari limiti imposti dalla natura umana: l’uomo famoso per la sua celebre astuzia e per l’etica mercantile e fraudolenta del marinaio, capace di imbrogli e di insperate soluzioni. E il tema del ritorno si è trasformato in modo semplicistico nel sentimento della nostalgia, pressoché sconosciuto nell’epoca della Grecia arcaica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nolan rinuncia radicalmente a questa prospettiva, ormai parte della complessiva percezione dell’<em>Odissea</em>&nbsp;omerica, e non sviluppa quasi per niente il tema dell’astuzia. Mostra un personaggio ancora epico, vestito da guerriero, con l’elmo, quando sconfigge il selvaggio Polifemo e quando si scontra con i feroci Lestrigoni. Mentre la conquista e la devastazione di Troia non si riducono all’espediente del cavallo, ma sono rappresentate nelle diverse fasi, con un montaggio che ne alterna le sequenze allo scorrere della narrazione principale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel film, al contrario rispetto al poema omerico, la guerra è costantemente presente e determinante, fino all’epilogo, in cui Ulisse-Odisseo combatte duramente contro i Proci, rischiando di soccombere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>L’Odissea</em>&nbsp;è caratterizzata da una scelta precisa di articolazioni narrative complesse e non lineari e di un superamento dell’oggettività epica della narrazione in terza persona, che determina molteplici risultati: la presenza di una forte soggettività; la modifica dell’ordine sequenziale del tempo della storia; la revisione del principio di realtà in quello di verosimiglianza, come nel caso di Polifemo, che appare non reale, mentre sono verosimili le modalità con cui è narrato l’episodio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne consegue una successione narrativa dinamica ed emozionante, scandita da una colonna sonora incalzante e dal frenetico movimento delle immagini, impreziosite dalla scelta della pellicola IMAX, che rende coinvolgente la visione da parte dello spettatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ulisse è un uomo che sfida gli dei, ma che, per continuare a vivere e per tornare a casa, deve imparare l’arte più difficile, quella della rinuncia al controllo, come gli suggerisce la ninfa Calipso, che vive su una spiaggia deserta, condividendo con l’eroe un’alcova di frasche. L’amante-carceriera che lo ha irretito e lo ha trattenuto nell’isola di Ogigia durante sette anni e che, nella revisione di Nolan, che non menziona i Lotofagi, gli fornisce il loto, l’ingrediente dell’oblio. Ma che lo lascia andare quando scopre che lui ha recuperato il ricordo della moglie Penelope e, quindi, la sua identità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli dei sono presenti ed evocati, ma sono invisibili. Zeus si manifesta con il tuono, come da tradizione. Nei poemi omerici gli dei svolgono un’importante funzione narrativa: i protagonisti umani del genere epico sono determinati nel destino eroico e non vi è spazio per la dimensione psicologica dei personaggi. Le azioni, le scelte e le soluzioni ai contrasti degli esseri umani non possono trovare motivazione interna nella presa di coscienza di sé, nel conflitto interiore e nell’evoluzione della propria soggettività. E quindi le loro cause sono demandate al volere e all’intervento divino, che si impone sugli uomini e ne spiega le scelte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Viceversa, nella versione cinematografica di Nolan, in cui i personaggi e gli eventi vengono ridefiniti, la presenza divina non può più essere tale. Gli dei sono esclusi come personaggi scenici, a eccezione di Atena, che compare come presenza muta al fianco di Ulisse. Ne ascolta le parole e i dubbi e, più che suggerire consigli e soluzioni, gli rivolge il suo sguardo, che esprime la vicinanza e l’accorata condivisione emotiva dei travagli dell’eroe che lei predilige e protegge.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le scelte narrative e di messa in scena squisitamente cinematografiche di Nolan, che hanno contrariato alcuni eminenti studiosi e traduttori del testo omerico e che hanno suscitato polemiche speciose rispetto alla fedeltà storica e archeologica del film nel confronto con il poema, hanno invece incontrato il favore di molti spettatori, che sembrano aver gradito le novità del racconto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">D’altronde, l’<em>Odissea</em>&nbsp;omerica è chiaramente una storia finzionale. Ed è noto da secoli che la tradizione epica e mitologica si rinnova sempre, pur nella ripetizione di intrecci, temi e linguaggi, per adeguarsi alle aspettative del pubblico, modificando le trame e i caratteri dei personaggi. La sua fortuna dipende proprio dalla possibilità di variazione, sempre che, come nel caso di Nolan, le intenzioni siano esplicite e funzionali al perseguimento di idee precise e propositive e non a una manipolazione ricattatoria del pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cinema ha contribuito a rendere universale l’immaginario e le vicende dell’<em>Odissea</em>&nbsp;e dell’<em>Iliade</em>&nbsp;sono da sempre familiari a gran parte del pubblico. Per questo risulta indispensabile, ogni volta, proporre un nuovo racconto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nolan è fedele alla tradizione proprio perché è in grado di rinnovarla. Trasferisce la sua selezione innovativa di episodi in strutture narrative adeguate al cinema di dimensione colossal, con qualità superiore e proiettato sul grande schermo. E ha vinto la sfida perché il suo obiettivo non è stato quello di preservare la sacralità del testo letterario e di esibirne l’ennesimo rifacimento, ma piuttosto quello di palesare la sua idea della storia e dei personaggi e di coinvolgere il pubblico con i necessari dispositivi di immersione nei climax e di immedesimazione e straniamento nei personaggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’operazione in cui il miglior cinema d’autore diventa anche cinema per il grande pubblico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La qualità estetica del film</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, alcune note sulle qualità estetiche del film. Il direttore della fotografia, lo svizzero-olandese Hoyte van Hoytema, collaboratore abituale di Nolan, mostra gli elementi della natura nel loro stato primordiale con effetti meravigliosi e impressionanti: immagini spezzate di terribili tempeste con i cieli picei, piogge torrenziali e onde spaventose e inquadrature animate da strane geometrie di corpi contorti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cinepresa diventa protagonista quando conduce lo spettatore letteralmente dentro il viaggio, a bordo della nave, con primi piani ravvicinati dei volti dei compagni di Ulisse e rivelando, con estrema credibilità, il sudore, il sale e la paura. Poi, per contrasto, vi sono le immagini nei campi lunghissimi tra mare, cielo e terra, senza i tradizionali cliché cromatici, e le sequenze dei combattimenti feroci e concitati, accompagnati dal rullo incessante dei tamburi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La colonna sonora, curata dal compositore svedese Ludwig Göransson, alla sua terza collaborazione con Nolan dopo&nbsp;<em>Tenet</em>&nbsp;e&nbsp;<em>Oppenheimer</em>, è il “centro vitale” del film. Nolan ha chiesto di evitare la tradizionale orchestrazione sinfonica. Göransson ha quindi realizzato una partitura che combina ritmi dai timbri più disparati, rumori ambientali percussivi e melodie corali monumentali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha utilizzato strumenti antichi, sonorità metalliche ed elementi elettronici, nel tentativo di creare atmosfere adeguate allo scopo. Tra gli strumenti impiegati figurano: 35 gong di bronzo sovrapposti a sintetizzatori, strumenti a percussione in bronzo, un prototipo di una lira, un aulos, un fyell e tamburi in lamiera che emanano cacofonie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questi si affiancano soprattutto cori tradizionali albanesi in isopolifonia e registrazioni di flauti popolari eseguiti da pastori albanesi, scelti per la loro vicinanza a pratiche musicali di origine arcaica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il musicista britannico James Blake e il rapper statunitense Travis Scott hanno collaborato con Göransson alla realizzazione del brano originale “When I&#8217;m Home”, utilizzato durante i credits di coda. Emergono tre note ricorrenti: un lamento che riecheggia il pizzicato della corda del leggendario arco di Ulisse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimani aggiornato su&nbsp;<a href="https://www.pubblicanow.it/">Pubblica Now</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/09/01/lodissea-nolan-reinventa-il-poema-e-vince-la-sfida/">L’Odissea: Nolan reinventa il poema e vince la sfida</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.pubblicanow.it/2026/09/01/lodissea-nolan-reinventa-il-poema-e-vince-la-sfida/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come funziona il rimpatrio sanitario dei cittadini italiani all&#8217;estero (e perché il caso Di Battista non è un&#8217;eccezione)</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/09/01/come-funziona-il-rimpatrio-sanitario-dei-cittadini-italiani-allestero/</link>
					<comments>https://www.pubblicanow.it/2026/09/01/come-funziona-il-rimpatrio-sanitario-dei-cittadini-italiani-allestero/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 12:17:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pubblicanow.it/?p=48360</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il ricovero di Alessandro Di Battista a Cuba ha riacceso il dibattito sull&#8217;utilizzo dei voli di Stato per il rimpatrio sanitario degli italiani malati all&#8217;estero. La procedura, secondo le regole ufficiali, non costituisce un privilegio riservato a politici o personaggi pubblici, ma può essere attivata anche per cittadini comuni in presenza di specifiche condizioni cliniche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/09/01/come-funziona-il-rimpatrio-sanitario-dei-cittadini-italiani-allestero/">Come funziona il rimpatrio sanitario dei cittadini italiani all&#8217;estero (e perché il caso Di Battista non è un&#8217;eccezione)</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il ricovero di Alessandro Di Battista a Cuba ha riacceso il dibattito sull&#8217;utilizzo dei voli di Stato per il rimpatrio sanitario degli italiani malati all&#8217;estero. La procedura, secondo le regole ufficiali, non costituisce un privilegio riservato a politici o personaggi pubblici, ma può essere attivata anche per cittadini comuni in presenza di specifiche condizioni cliniche e logistiche</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>di Alessio Ramaccioni</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il malore che ha colpito <strong>Alessandro Di Battista</strong> a Cuba, dove l&#8217;ex deputato del Movimento 5 Stelle è ricoverato dal 28 agosto, ha riportato l&#8217;attenzione su un meccanismo dello Stato italiano poco conosciuto ma tutt&#8217;altro che raro: il rimpatrio sanitario dei connazionali che si ammalano gravemente all&#8217;estero. Sui social sono circolate polemiche e domande legittime: perché mettere a disposizione un aereo per un ex politico? È un privilegio riservato a chi ha un nome noto? La risposta, in base a quanto ricostruito da fonti giornalistiche e dalle regole ufficiali, è no: la procedura applicata al caso Di Battista è quella ordinaria, già utilizzata decine di volte in passato per cittadini comuni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa prevede la Farnesina</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <a href="https://www.esteri.it/it/">Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazional</a>e garantisce forme di assistenza consolare ai cittadini italiani che si trovano in difficoltà all&#8217;estero, incluse le emergenze sanitarie gravi. Questo non significa, però, che lo Stato organizzi automaticamente un volo dedicato per chiunque si ammali in viaggio: l&#8217;assistenza per il rientro sanitario riguarda in linea di principio qualsiasi cittadino italiano che, trovandosi all&#8217;estero, abbia bisogno di proseguire le cure in patria, non solo politici o personaggi pubblici. Il volo di Stato, in particolare, resta però uno strumento riservato a situazioni eccezionali, e non la modalità standard di rientro: nella maggior parte dei casi il rimpatrio avviene con mezzi civili, eventualmente assistiti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La procedura passo dopo passo</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il meccanismo non nasce per il caso specifico: è disciplinato da una direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 23 settembre 2011, che regola l&#8217;utilizzo dei voli di Stato, di governo e umanitari. L&#8217;iter prevede alcuni passaggi fissi:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Segnalazione consolare</strong>: la richiesta parte sempre dalla rappresentanza diplomatica o consolare italiana competente per il Paese in cui si trova il cittadino, che segue il caso fin dal primo contatto con l&#8217;ospedale locale.</li>



<li><strong>Documentazione medica</strong>: il fascicolo deve contenere la documentazione clinica sulle condizioni del paziente, una valutazione della sua idoneità a volare e l&#8217;indicazione della struttura ospedaliera italiana pronta ad accoglierlo.</li>



<li><strong>Valutazione a Palazzo Chigi</strong>: il dossier passa alla Presidenza del Consiglio, tramite l&#8217;ufficio competente per i voli di Stato, di governo e umanitari, che decide se autorizzare la missione.</li>



<li><strong>Organizzazione della missione</strong>: una volta autorizzato, è l&#8217;Aeronautica Militare a scegliere velivolo, equipaggio e dispositivo sanitario più adatti alle condizioni del paziente.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Un punto centrale, spesso frainteso nel dibattito pubblico, è che la gravità delle condizioni cliniche da sola non basta ad attivare un volo di Stato. Il criterio decisivo è l&#8217;impossibilità di ricorrere a un volo civile o ad altri mezzi ordinari adeguati, insieme alla certezza che il paziente sia effettivamente in grado di sostenere il trasporto. Anche nel caso di Di Battista, il rientro è rimasto sospeso non per motivi burocratici ma perché le sue condizioni, secondo quanto riferito, non gli consentivano ancora di affrontare un viaggio così lungo: la decisione finale sul &#8220;quando&#8221; spetta ai medici, non alla politica.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Non è la prima volta: i precedenti</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni la macchina dei voli sanitari di Stato è stata attivata più volte, per cittadini comuni, minori, operatori umanitari e in occasione di epidemie. Tra i casi più noti riportati dalla stampa:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Wuhan, febbraio 2020</strong>: un diciassettenne di Grado, rimasto bloccato in Cina perché febbricitante durante l&#8217;emergenza Covid, fu recuperato con una missione dedicata dell&#8217;Aeronautica su un velivolo configurato per il biocontenimento.</li>



<li><strong>Sierra Leone, 2014-2015</strong>: due operatori di Emergency contagiati da Ebola furono rimpatriati con voli militari attrezzati e trasferiti allo Spallanzani di Roma.</li>



<li><strong>Gerusalemme, ottobre 2023</strong>: un connazionale ricoverato in un ospedale israeliano fu trasferito a Torino con un velivolo dell&#8217;Aeronautica.</li>



<li><strong>Phuket, aprile 2024</strong>: una bambina italiana ricoverata d&#8217;urgenza in Thailandia fu riportata a Milano con un volo dedicato, vista la delicatezza del quadro clinico e la giovane età.</li>



<li><strong>Bangkok, aprile 2026</strong>: un connazionale in gravi condizioni fu riportato in Italia con un volo diretto di circa dodici ore, atterrato a Milano Linate.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questi precedenti mostrano che la disponibilità di un aereo dedicato, quando ricorrono i presupposti clinici e logistici, rientra nelle prassi già sperimentate dallo Stato italiano: non si tratta dunque di un trattamento riservato a chi ha visibilità pubblica.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi coordina, chi decide</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il coordinamento operativo coinvolge tipicamente tre soggetti: l&#8217;ambasciata o il consolato competente, che segue il paziente e dialoga con l&#8217;ospedale estero; la Presidenza del Consiglio, che autorizza l&#8217;uso del volo di Stato; e l&#8217;Aeronautica Militare, che esegue la missione con personale ed equipaggiamento sanitario a bordo quando necessario. Nel caso Di Battista, ad esempio, è stata l&#8217;ambasciatrice italiana a Cuba a seguire direttamente la vicenda in ospedale, mentre il ministro degli Esteri ha confermato la disponibilità del velivolo, in attesa del via libera medico al trasferimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pertanto a procedura applicata al caso di Alessandro Di Battista è quella standard prevista per qualunque cittadino italiano che si trovi in condizioni sanitarie gravi all&#8217;estero e non possa rientrare con mezzi ordinari: valutazione medica, richiesta consolare, autorizzazione della Presidenza del Consiglio ed esecuzione da parte dell&#8217;Aeronautica Militare. Ciò che cambia, di caso in caso, è la distanza, la complessità clinica e il tipo di velivolo impiegato — non le regole di accesso al servizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimani aggiornato su <a href="https://www.pubblicanow.it/">Pubblica Now</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/09/01/come-funziona-il-rimpatrio-sanitario-dei-cittadini-italiani-allestero/">Come funziona il rimpatrio sanitario dei cittadini italiani all&#8217;estero (e perché il caso Di Battista non è un&#8217;eccezione)</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.pubblicanow.it/2026/09/01/come-funziona-il-rimpatrio-sanitario-dei-cittadini-italiani-allestero/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ad Allumiere torna il premio letterario &#8220;Femminile plurale&#8221;, madrina Chiara Francini</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/08/26/ad-allumiere-torna-il-premio-letterario-femminile-plurale-madrina-chiara-francini/</link>
					<comments>https://www.pubblicanow.it/2026/08/26/ad-allumiere-torna-il-premio-letterario-femminile-plurale-madrina-chiara-francini/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 09:23:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pubblicanow.it/?p=48350</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ad Allumiere, piccolo comune dei Monti della Tolfa, una notte di libri e scrittura al femminile: finaliste del premio &#8220;Femminile, plurale&#8221; Sara Gambazza, Maria Grazia Giammarino, Michela Panichi Venerdì 28 agosto, alle ore 21, il Parco del Risanamento di Allumiere ospiterà la serata conclusiva dell’VIII edizione del Premio Letterario Nazionale “Femminile, plurale”, uno degli appuntamenti [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/08/26/ad-allumiere-torna-il-premio-letterario-femminile-plurale-madrina-chiara-francini/">Ad Allumiere torna il premio letterario &#8220;Femminile plurale&#8221;, madrina Chiara Francini</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ad Allumiere, piccolo comune dei Monti della Tolfa, una notte di libri e scrittura al femminile: finaliste del premio &#8220;Femminile, plurale&#8221; Sara Gambazza, Maria Grazia Giammarino, Michela Panichi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Venerdì 28 agosto, alle ore 21, il Parco del Risanamento di Allumiere ospiterà la serata conclusiva dell’VIII edizione del Premio Letterario Nazionale <strong>“<a href="http://femminileplurale.altervista.org/">Femminile, plurale</a></strong>”, uno degli appuntamenti culturali più attesi del territorio dei Monti della Tolfa, quest’anno riconosciuto dalla Regione Lazio tra le iniziative di Promozione e Valorizzazione del Territorio Regionale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A guidare la serata come madrina sarà <strong>Chiara Francini</strong>, attrice e scrittrice, che consegnerà il riconoscimento alla vincitrice tra le tre finaliste selezionate da una giuria di esperte composta da Martina Testa, Elisabetta Appetecchi, Veronica Ricotta e Laura Faranda: <strong>Sara Gambazza</strong>, Quando i fiori avranno tempo per me (Longanesi) <strong>Maria Grazia Giammarinaro</strong>, Donne di un altro mondo (Edizioni All Around) <strong>Michela Panichi</strong>, La Cecilia (Nottetempo) Le tre autrici saranno presenti sul palco per raccontare al pubblico i propri romanzi prima della proclamazione. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Femminile-plurale-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-48353" style="width:436px;height:auto" srcset="https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Femminile-plurale-1024x683.jpg 1024w, https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Femminile-plurale-300x200-1.jpg 300w, https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Femminile-plurale-768x512.jpg 768w, https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Femminile-plurale-150x100.jpg 150w, https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Femminile-plurale-696x464.jpg 696w, https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Femminile-plurale-1068x712.jpg 1068w, https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Femminile-plurale-324x216.jpg 324w, https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Femminile-plurale.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Un premio cresciuto anno dopo anno Nato nel 2018, con Dacia Maraini madrina della prima edizione, il Premio “Femminile, plurale” ha ospitato negli anni firme come Grazia Di Michele, Anarkikka, Matilde D’Errico, Francesca Reggiani, Cinzia Leone e Anna Foa. Quest’anno ha registrato un record di partecipazione: 52 scrittrici in concorso, tra grandi editori nazionali e piccole case editrici indipendenti — un dato che conferma la crescita del Premio ben oltre i confini del comprensorio. Più che un concorso letterario, “Femminile, plurale” è diventato negli anni uno spazio di incontro e di attivismo civico, capace di mettere al centro la scrittura delle donne e il coinvolgimento diretto della comunità: la prima fase di lettura e selezione delle opere è affidata a un grande gruppo popolare di circa 80 lettrici e lettori volontari, prima del giudizio della giuria di esperte. </p>



<p class="wp-block-paragraph">«Ogni edizione è una festa collettiva, costruita dal basso grazie al lavoro di lettrici e lettori che ogni anno si mettono in gioco per accompagnare le opere fino alla finale», dichiara Brunella Franceschini, presidente dell’Aps Femminile, plurale. «Portare la scrittura delle donne al centro della vita culturale di un piccolo paese come Allumiere è la scommessa che continuiamo a vincere, edizione dopo edizione». La manifestazione è patrocinata da Comune di Allumiere, Fondazione Cariciv e Regione Lazio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimani aggiornato su <a href="https://www.pubblicanow.it/">Pubblica Now</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/08/26/ad-allumiere-torna-il-premio-letterario-femminile-plurale-madrina-chiara-francini/">Ad Allumiere torna il premio letterario &#8220;Femminile plurale&#8221;, madrina Chiara Francini</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.pubblicanow.it/2026/08/26/ad-allumiere-torna-il-premio-letterario-femminile-plurale-madrina-chiara-francini/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le città al tempo del grande caldo: come si prova a raffreddare le metropoli del futuro</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/08/24/le-citta-al-tempo-del-grande-caldo-come-si-prova-a-raffreddare-le-metropoli-del-futuro/</link>
					<comments>https://www.pubblicanow.it/2026/08/24/le-citta-al-tempo-del-grande-caldo-come-si-prova-a-raffreddare-le-metropoli-del-futuro/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 07:29:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pubblicanow.it/?p=48339</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tra alberi, vernici riflettenti, &#8220;stanze fresche&#8221; e nuove figure istituzionali dedicate al caldo, le amministrazioni urbane cercano soluzioni per mesi estivi sempre più lunghi e roventi di Alessio Ramaccioni Camminare in centro città in una giornata di piena estate, oggi, significa spesso attraversare un forno a cielo aperto. Lo abbiamo sperimentato in maniera definitiva questa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/08/24/le-citta-al-tempo-del-grande-caldo-come-si-prova-a-raffreddare-le-metropoli-del-futuro/">Le città al tempo del grande caldo: come si prova a raffreddare le metropoli del futuro</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Tra alberi, vernici riflettenti, &#8220;stanze fresche&#8221; e nuove figure istituzionali dedicate al caldo, le amministrazioni urbane cercano soluzioni per mesi estivi sempre più lunghi e roventi</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>di Alessio Ramaccioni</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Camminare in centro città in una giornata di piena estate, oggi, significa spesso attraversare un forno a cielo aperto. Lo abbiamo sperimentato in maniera definitiva questa estate, ma sono anni ormai che chi vive in città percepisce un livello di difficoltà quotidiana collegata alle alte temperature, direttamente esponenziale al progredire della stagione estiva. L&#8217;asfalto restituisce calore anche di notte, i palazzi di vetro lo intrappolano, l&#8217;aria condizionata di migliaia di edifici lo scarica all&#8217;esterno alimentando un circolo vizioso. È il fenomeno che gli scienziati chiamano <strong>isola di calore urbana</strong>: le città possono risultare dai cinque ai dieci gradi più calde delle campagne circostanti, con effetti diretti su salute pubblica, mortalità, consumi energetici e qualità della vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è più un problema di nicchia per climatologi e urbanisti, e lo abbiamo compreso chiaramente in questo 2026, con un&#8217;estate anticipata già a fine maggio: una prima, intensa ondata di calore ha investito gran parte dell&#8217;Europa occidentale, con temperature superiori di 10-15 gradi rispetto alle medie stagionali e punte oltre i 40°C in Portogallo. <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/08/10/caldo-siccita-e-gas-perche-litalia-e-il-ventre-molle-dellenergia-europea/">Un’estate caldissima</a>, che segue quella del 2025 che gli scienziati hanno definito tra le più letali degli ultimi decenni per il continente, con decine di migliaia di morti attribuibili al caldo eccezionale, secondo le stime degli istituti di ricerca europei. Un quadro preoccupante, che rende sempre più urgente una domanda: come si può rendere una città vivibile quando le temperature estive diventano strutturalmente più alte?</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un problema non solo climatico</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il riscaldamento globale spiega solo una parte del fenomeno. L&#8217;altra parte, quella su cui le amministrazioni possono effettivamente intervenire, riguarda <strong>come sono fatte le città</strong>: superfici scure che assorbono radiazione solare, scarsità di vegetazione, edifici alti e ravvicinati che intrappolano il calore e ostacolano la ventilazione naturale, traffico e climatizzatori che riversano calore aggiuntivo nell&#8217;ambiente urbano. È la combinazione tra un clima più caldo e un tessuto urbano progettato per trattenere quel calore a rendere le estati in città sempre più difficili da sopportare, soprattutto nei quartieri più densi e meno alberati, che spesso sono anche quelli abitati dalle fasce di popolazione più fragili.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le strategie sul tavolo</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Di fronte a questo scenario, città di tutto il mondo stanno sperimentando e discutendo diverse tipologie di interventi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Più verde, meno cemento.</strong> L&#8217;aumento della copertura arborea resta la misura più citata dagli esperti: gli alberi offrono ombra diretta e raffreddano l&#8217;aria tramite l’evapotraspirazione. Molte città europee, tra cui diverse italiane, hanno inserito nei propri piani di intervento l’espansione del verde urbano e della cosiddetta &#8220;foresta urbana&#8221;, insieme alla depavimentazione di piazze e cortili scolastici per far posto a superfici permeabili e alberate.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Superfici che riflettono invece di assorbire.</strong> Tetti e pavimentazioni chiare o rivestite con vernici ad alta riflettanza (i cosiddetti <em>cool roofs</em> e <em>cool pavements</em>) respingono parte della radiazione solare invece di accumularla. Alcune sperimentazioni condotte, come ad esempio a Phoenix, negli Stati Uniti, hanno registrato riduzioni della temperatura superficiale dell&#8217;asfalto di diversi gradi grazie a rivestimenti specifici; interventi simili sono allo studio o in fase di test anche in diverse città europee su tetti pubblici e scolastici.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Acqua e fontane come infrastruttura di raffrescamento.</strong> In diverse capitali europee, durante le ondate di calore più intense, le amministrazioni hanno reso gratuite le piscine pubbliche o potenziato l&#8217;accesso a fontane e nebulizzatori nei luoghi di maggiore passaggio, trasformando l&#8217;acqua da elemento estetico a vera e propria infrastruttura di emergenza climatica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8220;Stanze fresche&#8221; e reti di rifugio.</strong> Sul modello già sperimentato in diverse città francesi e statunitensi, si moltiplicano gli spazi pubblici climatizzati — biblioteche, centri civici, alcune stazioni della metropolitana — aperti gratuitamente come rifugio nelle ore più calde, spesso pensati in primo luogo per anziani, persone sole e senza fissa dimora.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Urbanistica e regolamenti edilizi.</strong> Un fronte più strutturale riguarda le regole di progettazione: altezza e orientamento degli edifici per favorire la ventilazione naturale, requisiti minimi di ombreggiamento negli spazi pubblici, limiti alla cementificazione dei nuovi quartieri, incentivi per isolamento termico e materiali da costruzione a bassa capacità di accumulo del calore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;intelligenza artificiale al servizio della pianificazione.</strong> Un tema sempre più discusso è l&#8217;uso di modelli di analisi dati e intelligenza artificiale per mappare con precisione le aree più a rischio ’isola di calore’ all&#8217;interno di una città, prevedere i picchi di domanda energetica legata al raffrescamento e ottimizzare in tempo reale la gestione degli impianti di climatizzazione degli edifici pubblici, riducendo sprechi e costi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una nuova figura istituzionale: i &#8220;responsabili del caldo&#8221;</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno degli sviluppi più interessanti degli ultimi anni sul piano della governance è la nascita della figura del <strong>Chief Heat Officer</strong>, un funzionario dedicato esclusivamente alla gestione del rischio caldo. La prima nomina risale al 2021, a Miami-Dade, negli Stati Uniti. Una sperimentazione che è stata recepita in fretta da altre città, sempre in America (Phoenix e Los Angeles), in Europa (Atene) e poi in altre città nel mondo. Il compito di questi funzionari è coordinare i tanti soggetti coinvolti nella risposta al caldo (sanità, protezione civile, urbanistica, servizi sociali), che spesso lavorano in modo frammentato, e dare priorità politica e comunicativa a un rischio che, a differenza di alluvioni o terremoti, uccide silenziosamente e in modo diluito nel tempo. Anche altre grandi città nordamericane, come Toronto, stanno valutando l&#8217;introduzione di ruoli analoghi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I limiti e le critiche</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non mancano, ovviamente, gli scetticismi. Alcuni esperti di pianificazione urbana fanno notare che molte di queste misure — dagli alberi ai tetti bianchi — richiedono anni per produrre effetti misurabili e soprattutto risorse economiche significative, in un momento in cui i bilanci comunali sono spesso sotto pressione. C&#8217;è poi il tema dell&#8217;equità: senza una pianificazione mirata, gli interventi di rinverdimento e riqualificazione rischiano di concentrarsi nei quartieri già più ricchi e alberati, lasciando indietro le periferie più dense e povere di verde, che sono anche quelle statisticamente più esposte al rischio caldo. Infine, la ricerca più recente segnala che indicatori come la sola temperatura superficiale non bastano a descrivere lo stress da calore effettivamente percepito da chi cammina per strada: contano anche ombra, ventilazione e umidità, il che significa che le strategie di mitigazione vanno progettate combinando più soluzioni insieme, e non affidandosi a un&#8217;unica misura.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Uno scenario che non può più aspettare</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Con estati che iniziano prima, durano di più e toccano temperature record — come mostrano sia il 2025 sia questa caldissima estate 2026 — la discussione sulla mitigazione del caldo urbano sta rapidamente passando dalla fase sperimentale a quella delle politiche strutturali. Il nodo, per molte amministrazioni, non è più <em>se</em> intervenire, ma <em>quanto in fretta</em> e <em>con quali priorità</em>, in un contesto in cui il caldo estremo è ormai riconosciuto come uno dei rischi climatici più letali — e meno visibili — per chi vive nelle città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimani aggiornato su&nbsp;<a href="https://www.pubblicanow.it/">Pubblica Now</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/08/24/le-citta-al-tempo-del-grande-caldo-come-si-prova-a-raffreddare-le-metropoli-del-futuro/">Le città al tempo del grande caldo: come si prova a raffreddare le metropoli del futuro</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.pubblicanow.it/2026/08/24/le-citta-al-tempo-del-grande-caldo-come-si-prova-a-raffreddare-le-metropoli-del-futuro/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Teatro Massimo, dal Ministero 15,2 milioni di euro: la fondazione palermitana è quarta in Italia e prima nel Mezzogiorno per risorse assegnate</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/08/17/teatro-massimo-dal-ministero-152-milioni-di-euro-la-fondazione-palermitana-e-quarta-in-italia/</link>
					<comments>https://www.pubblicanow.it/2026/08/17/teatro-massimo-dal-ministero-152-milioni-di-euro-la-fondazione-palermitana-e-quarta-in-italia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pubblicanow.it/?p=48322</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo 2026 conferma la Fondazione palermitana al quarto posto tra le dodici Fondazioni lirico-sinfoniche senza forma organizzativa speciale. Il Sindaco Lagalla: «Un risultato che premia continuità e qualità» Il Teatro Massimo di Palermo riceverà 15,2 milioni di euro dal Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo 2026 del Ministero della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/08/17/teatro-massimo-dal-ministero-152-milioni-di-euro-la-fondazione-palermitana-e-quarta-in-italia/">Teatro Massimo, dal Ministero 15,2 milioni di euro: la fondazione palermitana è quarta in Italia e prima nel Mezzogiorno per risorse assegnate</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo 2026 conferma la Fondazione palermitana al quarto posto tra le dodici Fondazioni lirico-sinfoniche senza forma organizzativa speciale. Il Sindaco Lagalla: «Un risultato che premia continuità e qualità»</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <a href="https://www.teatromassimo.it/">Teatro Massimo</a> di Palermo riceverà <strong>15,2 milioni di euro dal Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo 2026</strong> del Ministero della Cultura. Un finanziamento che conferma la Fondazione palermitana al <strong>quarto posto in Italia</strong> per entità delle risorse assegnate tra le dodici Fondazioni lirico-sinfoniche non dotate di forma organizzativa speciale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Davanti al Massimo, nel riparto ordinario, si collocano il Teatro dell’Opera di Roma, il Teatro La Fenice di Venezia e il Maggio Musicale Fiorentino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Massimo resta primo nel Mezzogiorno</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Confermando la posizione raggiunta nel 2023, il Teatro Massimo si mantiene al quarto posto per il quarto anno consecutivo e rafforza il proprio ruolo di <strong>prima Fondazione lirico-sinfonica del Mezzogiorno</strong>. Per il 2026, le risorse destinate alle attività istituzionali sono state assegnate dal Ministero sulla base della <strong>media delle percentuali individuate nel triennio precedente</strong>. Un criterio che, secondo la Fondazione, rende particolarmente significativo il risultato ottenuto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lagalla: «Premiata la continuità»</h2>



<p class="wp-block-paragraph">«Con oltre 15,2 milioni di euro assegnati, la Fondazione si conferma per il quarto anno al quarto posto tra le Fondazioni lirico-sinfoniche considerate nel riparto ordinario e, soprattutto, prima Fondazione lirico-sinfonica del Mezzogiorno», commenta <strong>Roberto Lagalla</strong>, presidente della Fondazione Teatro Massimo e sindaco di Palermo. Per Lagalla, il meccanismo di assegnazione basato sulla media del triennio precedente «premia la continuità e la qualità dell&#8217;attività realizzata dalla Fondazione». Un risultato che, sottolinea, è frutto del lavoro di «lavoratori, artisti, tecnici e di tutta la struttura del Teatro», oltre che della capacità di mantenere un elevato livello di produzione e programmazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida: investire ancora sulla qualità</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato ottenuto porta con sé anche nuove responsabilità. Secondo Lagalla, il Teatro dovrà continuare a investire «sulla qualità artistica, sulla capacità produttiva, sull&#8217;apertura del Teatro alla città e sulla sua proiezione nazionale e internazionale». Un percorso che punta dunque a consolidare il ruolo del Massimo non soltanto nel sistema culturale siciliano, ma anche nel panorama teatrale italiano e internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Betta: «Un riconoscimento al lavoro quotidiano»</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Soddisfazione anche da parte del sovrintendente <strong>Marco Betta</strong>, secondo cui l&#8217;assegnazione «conferma il ruolo che il Teatro Massimo ha assunto nel panorama lirico-sinfonico nazionale e il suo particolare rilievo nel Mezzogiorno». Betta considera il finanziamento soprattutto «un riconoscimento al lavoro quotidiano di tutto il Teatro» e ringrazia lavoratori, artisti e pubblico, insieme al Ministero della Cultura, alla Regione Siciliana, al Comune di Palermo, ai partner e agli sponsor. Al centro, aggiunge, c&#8217;è la capacità del Massimo di unire «qualità artistica, progettualità e una relazione sempre più forte con Palermo, con la Sicilia e con il mondo teatrale nazionale e internazionale».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Oltre 350 dipendenti e una crescita dei ricavi propri</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sul fronte economico e organizzativo, il direttore esecutivo <strong>Ettore Artioli</strong> sottolinea il contributo degli oltre 350 dipendenti della Fondazione e il ruolo dei finanziamenti del Ministero e degli altri soci. Parallelamente, cresce progressivamente il peso dei <strong>ricavi propri</strong>, che secondo Artioli consentono di destinare maggiori risorse al miglioramento della qualità artistica delle produzioni e, allo stesso tempo, agli investimenti per gli impianti e le aree operative del Teatro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Casellati: «Qualità, identità e apertura internazionale»</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il direttore artistico <strong>Alvise Casellati</strong> collega il risultato anche al percorso di programmazione sviluppato negli ultimi anni. «Abbiamo lavorato per costruire una programmazione capace di coniugare qualità, identità e apertura internazionale», spiega, sottolineando la valorizzazione delle risorse artistiche e produttive del Teatro Massimo. Per Casellati, la forza di un grande teatro sta nella capacità di «custodire la propria tradizione e, insieme, di guardare al futuro», aprendosi a nuovi linguaggi, artisti e pubblici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un punto di partenza per il futuro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;assegnazione dei 15,2 milioni di euro rappresenta quindi non solo una conferma del peso raggiunto dal Teatro Massimo nel sistema lirico-sinfonico italiano, ma anche <strong>un punto di partenza per il prossimo percorso artistico e organizzativo</strong>. L&#8217;obiettivo della Fondazione è consolidare la qualità delle produzioni e rafforzare ulteriormente la presenza del Massimo a livello nazionale e internazionale, mantenendo al tempo stesso un rapporto sempre più stretto con Palermo e con il territorio siciliano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimani aggiornato su <a href="https://www.pubblicanow.it/">Pubblica Now</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/08/17/teatro-massimo-dal-ministero-152-milioni-di-euro-la-fondazione-palermitana-e-quarta-in-italia/">Teatro Massimo, dal Ministero 15,2 milioni di euro: la fondazione palermitana è quarta in Italia e prima nel Mezzogiorno per risorse assegnate</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.pubblicanow.it/2026/08/17/teatro-massimo-dal-ministero-152-milioni-di-euro-la-fondazione-palermitana-e-quarta-in-italia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Debito pubblico in aumento, nuovo record storico: a giugno raggiunge quota 3.207,2 miliardi</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/08/14/debito-pubblico-in-aumento-nuovo-record-storico-a-giugno-raggiunge-quota-3-2072-miliardi/</link>
					<comments>https://www.pubblicanow.it/2026/08/14/debito-pubblico-in-aumento-nuovo-record-storico-a-giugno-raggiunge-quota-3-2072-miliardi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2026 10:12:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pubblicanow.it/?p=48319</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il debito delle amministrazioni pubbliche cresce di 26,2 miliardi in un mese. L’aumento è legato soprattutto al fabbisogno della Pa e alla crescita delle disponibilità liquide del Tesoro. In calo la quota detenuta dalla Banca d’Italia A giugno il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato di 26,2 miliardi di euro rispetto al mese precedente, raggiungendo quota 3.207,2 miliardi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/08/14/debito-pubblico-in-aumento-nuovo-record-storico-a-giugno-raggiunge-quota-3-2072-miliardi/">Debito pubblico in aumento, nuovo record storico: a giugno raggiunge quota 3.207,2 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il debito delle amministrazioni pubbliche cresce di 26,2 miliardi in un mese. L’aumento è legato soprattutto al fabbisogno della Pa e alla crescita delle disponibilità liquide del Tesoro. In calo la quota detenuta dalla Banca d’Italia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">A giugno il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato di <strong>26,2 miliardi di euro</strong> rispetto al mese precedente, raggiungendo quota <strong>3.207,2 miliardi di euro</strong>, nuovo record storico. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incremento riflette principalmente il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche, pari a&nbsp;<strong>13,3 miliardi</strong>, e la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro, aumentate di&nbsp;<strong>9,8 miliardi</strong>, fino a raggiungere i&nbsp;<strong>61,7 miliardi di euro</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli altri fattori che hanno inciso sull&#8217;aumento</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A determinare la variazione hanno contribuito anche, per complessivi&nbsp;<strong>3,1 miliardi di euro</strong>, gli scarti e i premi all’emissione e al rimborso dei titoli, la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e le variazioni dei tassi di cambio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cresce il debito delle amministrazioni centrali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando alla ripartizione per sottosettori, l’aumento del debito è riconducibile principalmente alle <strong>amministrazioni centrali</strong>, il cui debito è cresciuto di <strong>26,9 miliardi di euro</strong>. A compensare parzialmente l’incremento ha contribuito la riduzione del debito delle <strong>amministrazioni locali</strong>, diminuito di <strong>0,7 miliardi</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Vita media del debito stabile a 7,9 anni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>vita media residua del debito</strong>&nbsp;è rimasta invariata a&nbsp;<strong>7,9 anni</strong>, confermando una struttura delle scadenze sostanzialmente stabile rispetto al mese precedente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Banca d&#8217;Italia in calo, salgono i non residenti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Prosegue invece la diminuzione della quota di debito detenuta dalla <strong><a href="https://www.bancaditalia.it/">Banca d’Italia</a></strong>, scesa al <strong>16,7%</strong>, rispetto al 17,2% del mese precedente. Per quanto riguarda gli altri detentori, a maggio — ultimo mese per il quale il dato è disponibile — la quota detenuta dai <strong>non residenti</strong> è salita al <strong>35,9%</strong>, dal 35,7% di aprile. In calo, invece, la quota detenuta dagli <strong>altri residenti</strong>, principalmente famiglie e imprese non finanziarie, passata dal <strong>14,7% al 14,5%</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimani aggiornato su <a href="https://www.pubblicanow.it/">Pubblica Now</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/08/14/debito-pubblico-in-aumento-nuovo-record-storico-a-giugno-raggiunge-quota-3-2072-miliardi/">Debito pubblico in aumento, nuovo record storico: a giugno raggiunge quota 3.207,2 miliardi</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.pubblicanow.it/2026/08/14/debito-pubblico-in-aumento-nuovo-record-storico-a-giugno-raggiunge-quota-3-2072-miliardi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ceuta, UE in crisi sull’immigrazione: Schengen sospeso, scontro Italia – Spagna, tensioni anche con la Germania</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/08/12/ceuta-ue-in-crisi-sullimmigrazione-schengen-sospeso-scontro-italia-spagna-tensioni-anche-con-la-germania/</link>
					<comments>https://www.pubblicanow.it/2026/08/12/ceuta-ue-in-crisi-sullimmigrazione-schengen-sospeso-scontro-italia-spagna-tensioni-anche-con-la-germania/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 07:29:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pubblicanow.it/?p=48315</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cronaca di una crisi migratoria che sta spaccando l&#8217;Europa: dall&#8217;assalto alla frontiera nordafricana tra Marocco e Spagna alla sospensione degli accordi di Schengen tra Roma e Madrid, fino al pressing tedesco per rimandare in Italia i richiedenti asilo &#8220;secondari&#8221;. E ora cresce la paura che il 15 agosto tutto possa ripetersi di Alessio Ramaccioni Il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/08/12/ceuta-ue-in-crisi-sullimmigrazione-schengen-sospeso-scontro-italia-spagna-tensioni-anche-con-la-germania/">Ceuta, UE in crisi sull’immigrazione: Schengen sospeso, scontro Italia – Spagna, tensioni anche con la Germania</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Cronaca di una crisi migratoria che sta spaccando l&#8217;Europa: dall&#8217;assalto alla frontiera nordafricana tra Marocco e Spagna alla sospensione degli accordi di Schengen tra Roma e Madrid, fino al pressing tedesco per rimandare in Italia i richiedenti asilo &#8220;secondari&#8221;. E ora cresce la paura che il 15 agosto tutto possa ripeters</em>i</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>di Alessio Ramaccioni</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 30 luglio scorso migliaia di persone hanno attraversato in poche ore il confine tra il Marocco e <a href="https://www.ceuta.es/ceuta/">Ceuta</a>, l&#8217;exclave spagnola sul continente africano. Le cronache hanno parlato di una vera e propria &#8220;valanga umana&#8221;: in un solo giorno diverse migliaia di migranti hanno scavalcato le barriere di frontiera, mentre altri hanno tentato la traversata a nuoto lungo la scogliera del Tarajal. Il bilancio umano è stato drammatico fin da subito, con vittime e dispersi il cui bilancio è aumentato nei giorni seguenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le autorità spagnole hanno parlato di circa 60mila persone entrate nell&#8217;exclave, di cui oltre 48mila rimpatriate in tempi rapidi verso il Marocco. Il conto delle vittime è salito – come detto &#8211; progressivamente: le squadre di soccorso, tra Guardia Civil, sommozzatori e servizi di salvataggio marittimo, hanno recuperato 84 corpi tra le acque antistanti la frontiera, ai quali si aggiungono altre decine di vittime, decedute nel tentativo di raggiungere Ceuta a nuoto. Ad oggi le Ong parlano di 142 morti e decine di dispersi: una crisi che, per dimensioni, ha immediatamente richiamato alla memoria quella del maggio 2021, quando in meno di 24 ore circa 8mila persone avevano varcato lo stesso confine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sindaco di Ceuta ha parlato, nei giorni successivi all’assalto dei migranti ai confini spagnoli che, giova ricordare e ribadire, si trovano in territorio africano, e non sul continente europeo, di una situazione ancora lontana dall&#8217;essere risolta, con migliaia di persone — tra le 8mila e le 11mila— ancora presenti nell&#8217;enclave nei giorni successivi al picco della crisi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La decisione italiana: stop a Schengen con la Spagna</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Di fronte a quella che Palazzo Chigi ha definito una possibile &#8220;emergenza migratoria programmata&#8221;, il governo Meloni ha deciso di sospendere unilateralmente il trattato di Schengen nei confronti della Spagna, ripristinando i controlli di frontiera per chi arriva dai principali scali iberici verso l&#8217;Italia. Il provvedimento ha riguardato in particolare gli hub con collegamenti diretti dalla Spagna, come Milano Malpensa, Milano Linate e Bologna Marconi, oltre ai porti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha motivato la scelta richiamando un duplice rischio: quello del terrorismo e quello dell&#8217;immigrazione clandestina, affermando che non potevano essere sottovalutati al netto della situazione in atto. Sulla stessa linea del vicepremier si è espresso tutto il governo, che si è posizionato compatto a sostegno della sospensione di Schengen decisa dalla premier Meloni. Il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo,&nbsp; ha addirittura annunciato l&#8217;assunzione straordinaria di 500 nuovi agenti di polizia, operativi da dicembre 2026, per rafforzare i controlli di frontiera e le attività delle questure.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A sostegno della posizione del governo italiano è arrivata anche un&#8217;informativa dei servizi di intelligence, secondo cui alcune aree limitrofe a Ceuta sarebbero da anni un centro di radicalizzazione jihadista, con diverse decine di persone partite in passato per raggiungere i teatri di guerra in Siria e Iraq. Un elemento che Tajani ha utilizzato per giustificare la linea dura, pur specificando che si tratta di un rischio strutturale dell&#8217;area, non direttamente collegato agli eventi dello scorso luglio.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lo scontro diplomatico con Madrid</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La decisione italiana ha provocato una reazione durissima da parte del governo spagnolo. Il premier Pedro Sánchez ha bollato lo stop a Schengen come una misura &#8220;asimmetrica&#8221; e ingiustificata, sottolineando come Ceuta non faccia parte in senso proprio dello spazio Schengen e come la Spagna sia, secondo i dati Frontex, uno dei confini esterni dell&#8217;Unione meno permeabili, con un numero di ingressi irregolari pari alla metà di quello registrato in Italia nel periodo 2021-2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande Marlaska, ha parlato apertamente di un&#8217;azione &#8220;eccessiva e non necessaria&#8221;, mentre lo stesso Sánchez ha accusato l&#8217;Italia di aver agito per interessi politici. Madrid ha risposto, sul piano pratico, introducendo a sua volta controlli sui viaggiatori in arrivo dall&#8217;Italia, in un clima che alcuni osservatori hanno descritto come un vero e proprio &#8220;occhio per occhio&#8221; diplomatico, con l&#8217;invito rivolto a Bruxelles di evitare ulteriori escalation.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano istituzionale, la Spagna ha chiesto e ottenuto una videoconferenza straordinaria dei ministri dell&#8217;Interno dei 27 Paesi membri dell’UE, tenutasi il 4 agosto. L&#8217;esito dell&#8217;incontro ha in parte disinnescato le tensioni più acute: i ministri europei hanno riconosciuto che la gestione spagnola della crisi era stata &#8220;rapida ed efficace&#8221;, hanno convenuto che quanto accaduto a Ceuta non fosse riconducibile ai normali flussi migratori — richiedendo quindi un rafforzamento strutturale delle frontiere esterne e dei rimpatri — e hanno ribadito che lo spazio Schengen &#8220;non è mai stato a rischio&#8221;. Anche il commissario europeo agli Affari interni, Magnus Brunner, ha assicurato che nessun migrante proveniente da Ceuta sarebbe entrato nell&#8217;area Schengen. Nonostante queste rassicurazioni europee, il governo italiano ha mantenuto la propria linea, confermando la sospensione degli accordi con Madrid almeno fino a Ferragosto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il timore del 15 agosto: nuovo assalto in vista?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">A tenere alta la tensione, nelle ultime settimane, è soprattutto il timore che la crisi possa ripetersi il prossimo 15 agosto. Secondo un report di intelligence giunto sul tavolo di Palazzo Chigi, lo scenario delineato dai servizi segreti prevede il possibile arrivo di ulteriori 30-50mila persone in prossimità di Ferragosto: numeri paragonabili, se non addirittura superiori, a quelli della crisi di fine luglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A dare corpo a questi timori sono anche segnalazioni relative a una mobilitazione organizzata sui social network. Secondo quanto riportato fonti di informazione spagnole, decine di account riconducibili a utenti marocchini starebbero diffondendo su piattaforme come TikTok, WhatsApp e Facebook messaggi rivolti soprattutto ai più giovani, con inviti a organizzare un nuovo ingresso di massa nell&#8217;exclave proprio il 15 agosto, coordinandosi attraverso gruppi privati. Al momento, tuttavia, non è arrivata alcuna conferma ufficiale né da Madrid né da Rabat sull&#8217;esistenza di un piano organizzato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio in ragione di questo allarme, il ministro Tajani ha collegato esplicitamente la durata della sospensione di Schengen a questa scadenza, dichiarando che l&#8217;Italia non potrà rivedere la propria decisione prima del 15 agosto, per poi essere pronta a &#8220;ripristinare la situazione precedente&#8221; una volta che il quadro sarà tornato alla normalità. Nei giorni scorsi, intanto, è stato ritrovato il corpo di un giovane migrante subsahariano morto nel tentativo di raggiungere Ceuta sorvolando il confine con un parapendio, precipitato in mare al largo del Tarajal: un episodio che testimonia quanto la pressione migratoria sull&#8217;area resti alta anche nelle settimane di relativa calma.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il nuovo fronte: la Germania rispedisce i migranti in Italia</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come se non bastasse lo scontro con Madrid, negli ultimi giorni si è aperto un secondo fronte, questa volta con Berlino. Il governo tedesco guidato dal cancelliere Friedrich Merz ha infatti annunciato l&#8217;intenzione di riprendere i trasferimenti verso l&#8217;Italia dei cosiddetti &#8220;dublinanti&#8221;: i richiedenti asilo che, dopo essere sbarcati sul territorio italiano come primo Paese di approdo, si sono poi spostati in Germania.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il caso simbolo di questa svolta riguarda una cittadina somala di 22 anni, Abdirisaq Warsame, arrivata in Germania lo scorso marzo dopo essere transitata dall&#8217;Italia. La donna, che vive attualmente in un centro di accoglienza in Baviera, ha ricevuto lo scorso 25 giugno una lettera dal ministero dell&#8217;Interno tedesco che le comunica il trasferimento in Italia previsto per il 19 agosto. Secondo quanto riferito da fonti del ministero dell&#8217;Interno tedesco, si tratterebbe soltanto del primo di una serie di casi analoghi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Berlino giustifica la scelta richiamando l&#8217;entrata in vigore, dal 12 giugno 2026, del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l&#8217;asilo, e dal 1° luglio del nuovo Regolamento sulla gestione dell&#8217;asilo e della migrazione, destinato a sostituire il precedente sistema definito dal Regolamento di Dublino. &nbsp;La mossa tedesca arriva in un contesto politico interno delicato per Merz, alle prese con sondaggi in calo e con la crescita dell&#8217;estrema destra di AfD, elemento che secondo diverse ricostruzioni giornalistiche avrebbe influito sulla decisione di adottare una linea più dura sul tema migratorio, in questo caso nei confronti dell&#8217;Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Viminale ha reagito respingendo l&#8217;impostazione tedesca: secondo il ministero dell&#8217;Interno italiano, un accordo siglato l&#8217;8 dicembre 2025 in sede di Consiglio Ue avrebbe di fatto azzerato il contenzioso sui circa 60mila &#8220;dublinanti&#8221; pregressi, in cambio di un bilanciamento legato alla scarsa solidarietà mostrata dall&#8217;Europa rispetto ai 340mila ingressi irregolari registrati in Italia dall&#8217;inizio del governo Meloni. Per Roma, quell&#8217;intesa riguarderebbe però solo i casi precedenti al 12 giugno 2026, mentre per gli arrivi successivi sarebbe ancora troppo presto per accertare eventuali movimenti secondari verso altri Paesi. L&#8217;Italia chiede inoltre che eventuali rientri vengano compensati tenendo conto dei migranti sbarcati sul territorio nazionale dalle navi delle ong che battono bandiera di altri Stati europei, Germania compresa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le opposizioni italiane non hanno mancato di sottolineare il paradosso della situazione: il Movimento 5 Stelle ha parlato, ironizzando, di un &#8220;grande successo&#8221; del governo Meloni che, a seguito dello scontro con la Spagna, si ritroverebbe ora anche la Germania pronta a rimandare indietro richiedenti asilo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una crisi ancora aperta</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">A quasi due settimane dalla crisi di Ceuta la situazione resta quindi lontana da una soluzione definitiva. &nbsp;Le prossime settimane, e in particolare la scadenza di Ferragosto, chiariranno se i timori dell&#8217;intelligence siano concreti e riferiti&nbsp; possibilità reali o se la tensione, come già accaduto in altre fasi della crisi, si tradurrà soprattutto in un confronto politico e diplomatico tra le cancellerie europee.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimani aggiornato su <a href="https://www.pubblicanow.it/">Pubblica Now</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/08/12/ceuta-ue-in-crisi-sullimmigrazione-schengen-sospeso-scontro-italia-spagna-tensioni-anche-con-la-germania/">Ceuta, UE in crisi sull’immigrazione: Schengen sospeso, scontro Italia – Spagna, tensioni anche con la Germania</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.pubblicanow.it/2026/08/12/ceuta-ue-in-crisi-sullimmigrazione-schengen-sospeso-scontro-italia-spagna-tensioni-anche-con-la-germania/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Claudio Baglioni, il viaggio verso il “GrandTour” comincia sui social: al via “Frammenti”</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/08/10/claudio-baglioni-il-viaggio-verso-il-grandtour-comincia-sui-social-al-via-frammenti/</link>
					<comments>https://www.pubblicanow.it/2026/08/10/claudio-baglioni-il-viaggio-verso-il-grandtour-comincia-sui-social-al-via-frammenti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 13:27:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pubblicanow.it/?p=48312</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il nuovo progetto multimediale accompagna il pubblico verso il 24 ottobre 2026, data del debutto di “Che notte è questa! La partenza”, con sette concerti a Piazza di Siena, nel cuore di Villa Borghese. Ad aprire il percorso, un video con immagini d’archivio, nuove elaborazioni e la voce di Paola Cortellesi Prende il via sui [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/08/10/claudio-baglioni-il-viaggio-verso-il-grandtour-comincia-sui-social-al-via-frammenti/">Claudio Baglioni, il viaggio verso il “GrandTour” comincia sui social: al via “Frammenti”</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il nuovo progetto multimediale accompagna il pubblico verso il 24 ottobre 2026, data del debutto di “Che notte è questa! La partenza”, con sette concerti a Piazza di Siena, nel cuore di Villa Borghese. Ad aprire il percorso, un video con immagini d’archivio, nuove elaborazioni e la voce di Paola Cortellesi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Prende il via sui canali social ufficiali di <a href="https://www.baglioni.it/">Claudio Baglioni</a> <strong>“Frammenti”</strong>, il progetto multimediale ideato per accompagnare il pubblico verso uno degli appuntamenti più attesi del percorso artistico del cantautore: il debutto, il <strong>24 ottobre 2026</strong>, di <strong>“Che notte è questa! La partenza”</strong>. L’evento riunirà in un unico progetto i sette concerti live in programma a <strong>Piazza di Siena, a Villa Borghese, Roma</strong>, dando ufficialmente il via al <strong>“GrandTour LaVitaÈAdesso”</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Musica, immagini e memoria</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo video di “Frammenti”, pubblicato oggi sui social di Baglioni, intreccia <strong>immagini storiche e nuove elaborazioni visive</strong> con le note di <em>Un nuovo giorno o un giorno nuovo</em>. A impreziosire il progetto c’è anche la partecipazione straordinaria di <strong>Paola Cortellesi</strong>, che interpreta alcuni passaggi del testo della canzone. “Frammenti” nasce come un percorso narrativo destinato a svilupparsi settimana dopo settimana. Le tracce dell’album vengono così rilette attraverso una composizione multimediale che combina <strong>immagini, illustrazioni, grafiche, musiche e voci recitanti</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Verso “Che notte è questa! La partenza”</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto accompagnerà Baglioni e il suo pubblico lungo la strada che porta al 24 ottobre 2026, costruendo una sorta di diario fatto di appunti, ricordi e annotazioni. Un racconto che diventa anche il “bagaglio” ideale per affrontare il <strong>GrandTour LaVitaÈAdesso</strong> e prepararsi alla grande apertura romana. La scelta di Piazza di Siena assume inoltre un particolare valore simbolico. Proprio lì, <strong>44 anni fa, il 24 ottobre 1982</strong>, si tenne il concerto di <em>Alé-Oó</em>, considerato la prima grande adunata della musica live italiana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il repertorio storico e l’album dei record</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sul palco, la scaletta proporrà il repertorio storico più conosciuto e affermato di Claudio Baglioni. Ma ci sarà anche una novità assoluta: <strong>per la prima volta saranno eseguiti dal vivo tutti i brani dell’album dei record</strong>. Un appuntamento che punta quindi a unire memoria e presente, ripercorrendo una parte fondamentale della carriera del cantautore e, allo stesso tempo, aprendo una nuova fase del suo percorso live.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un viaggio lungo un anno</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il debutto di Roma sarà soltanto l&#8217;inizio di un lungo itinerario. Il <strong>“GrandTour LaVitaÈAdesso”</strong> accompagnerà Baglioni in un viaggio che arriverà fino al suo capitolo conclusivo, ancora una volta nel cuore della Capitale. La data da segnare è il <strong>23 ottobre 2027</strong>, quando ai <strong>Fori Imperiali</strong> andrà in scena <strong>“Che notte è questa! Il ritorno”</strong>, l’evento destinato a chiudere simbolicamente il grande viaggio. Tra il punto di partenza e quello di arrivo, “Frammenti” accompagnerà il pubblico settimana dopo settimana, trasformando ricordi, immagini e musica in un racconto collettivo verso il nuovo capitolo live di Claudio Baglioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimani aggiornato su <a href="https://www.pubblicanow.it/">Pubblica Now</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/08/10/claudio-baglioni-il-viaggio-verso-il-grandtour-comincia-sui-social-al-via-frammenti/">Claudio Baglioni, il viaggio verso il “GrandTour” comincia sui social: al via “Frammenti”</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.pubblicanow.it/2026/08/10/claudio-baglioni-il-viaggio-verso-il-grandtour-comincia-sui-social-al-via-frammenti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Caldo, siccità e gas: perché l&#8217;Italia è il ventre molle dell&#8217;energia europea</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/08/10/caldo-siccita-e-gas-perche-litalia-e-il-ventre-molle-dellenergia-europea/</link>
					<comments>https://www.pubblicanow.it/2026/08/10/caldo-siccita-e-gas-perche-litalia-e-il-ventre-molle-dellenergia-europea/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 08:18:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pubblicanow.it/?p=48308</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’estate bollente che stiamo attraversando sta mettendo a dura prova il nostro paese e un po&#8217; tutta l’Europa tra incendi, città rese quasi inabitabili, gestione sanitaria e costi energetici. Ma proprio riguardo all’energia, il problema non è solo il consumo, ma anche la produzione. di Alessio Ramaccioni L&#8217;estate 2026 ha reso visibile a tutti un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/08/10/caldo-siccita-e-gas-perche-litalia-e-il-ventre-molle-dellenergia-europea/">Caldo, siccità e gas: perché l&#8217;Italia è il ventre molle dell&#8217;energia europea</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’estate bollente che stiamo attraversando sta mettendo a dura prova il nostro paese e un po&#8217; tutta l’Europa tra incendi, città rese quasi inabitabili, gestione sanitaria e costi energetici. Ma proprio riguardo all’energia, il problema non è solo il consumo, ma anche la produzione.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>di Alessio Ramaccioni</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;estate 2026 ha reso visibile a tutti un rischio che gli addetti ai lavori conoscono da anni: quando il clima si surriscalda, il sistema elettrico non regge solo per il caldo che spinge i consumi verso l&#8217;alto, ma anche perché la produzione stessa vacilla. In Italia il fenomeno si è manifestato con un record: il 3 agosto il prezzo dell&#8217;elettricità ha toccato il livello più alto degli ultimi tre anni e mezzo, sopra i 197 euro al megawattora, in una giornata in cui la domanda ha superato i mille gigawattora e l&#8217;eolico ha contribuito per poco più dell&#8217;1% del fabbisogno. Non è un incidente isolato: è la fotografia di un sistema energetico che, più di altri in Europa, si scopre fragile proprio quando l&#8217;emergenza climatica si fa sentire con più forza.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un Paese che dipende dal gas, e il gas dipende dall&#8217;acqua</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">A differenza della Francia, che affronta la crisi idrica con il problema — comunque serio — dei suoi reattori nucleari da raffreddare, l&#8217;Italia ha un tallone d&#8217;Achille diverso e per certi versi più strutturale: il <strong>gas naturale</strong>. Nel mix elettrico italiano il gas resta la fonte singola più importante, e nei primi mesi del 2026 ha determinato il prezzo dell&#8217;elettricità per circa l&#8217;89% delle ore, una percentuale molto più alta che nel resto d&#8217;Europa. Il problema è che quasi tutto questo gas arriva da fuori: le importazioni coprono circa il 95% dei consumi nazionali, in gran parte come gas naturale liquefatto trasportato via nave da Qatar e Stati Uniti. Questo rende l&#8217;Italia esposta non solo alle tensioni geopolitiche, ma anche — ed è il punto meno raccontato — alla stessa vulnerabilità idrica che colpisce il nucleare francese o ungherese: le centrali termoelettriche a gas, per condensare il vapore dopo la turbina, hanno bisogno di grandi quantità di acqua di raffreddamento prelevata dai fiumi, che d&#8217;estate sono più bassi e più caldi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il caso più emblematico è <a href="https://www.adbpo.it/">quello del Po</a>. Nell&#8217;estate 2026 il fiume ha toccato livelli di magra severa già dai primi giorni di agosto, e gli impianti termoelettrici lungo il suo corso — diversi gigawatt di potenza installata tra Piemonte, Lombardia ed Emilia — si trovano a fare i conti con lo stesso doppio limite che blocca i reattori europei: da un lato le pompe di aspirazione non riescono più a garantire un flusso costante quando il livello scende troppo, dall&#8217;altro la temperatura dell&#8217;acqua restituita al fiume rischia di superare le soglie fissate per legge a tutela degli ecosistemi. Il risultato è lo stesso osservato in Polonia, dove a inizio agosto la siccità sul fiume Vistola ha costretto due centrali a carbone a ridurre la produzione per circa 1,3 gigawatt: un problema che non riguarda solo il nucleare, ma qualunque impianto termoelettrico legato a un fiume.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;idroelettrico, la seconda fonte che sparisce proprio quando serve</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è poi un secondo fronte di crisi, più diretto: l&#8217;idroelettrico. In Italia è storicamente una delle principali fonti rinnovabili, seconda solo al fotovoltaico da quando quest&#8217;ultimo lo ha superato nel 2024. Ma è anche la fonte più esposta alla siccità: quando piove poco e le riserve nevose si riducono, i bacini si svuotano e la produzione cala. Nel 2025 la generazione idroelettrica italiana è scesa di oltre il 21% rispetto all&#8217;anno precedente, e nell&#8217;estate 2026 la tendenza si è confermata, con gli impianti che soffrono proprio nei mesi di punta della domanda. È un paradosso pericoloso: la fonte rinnovabile più flessibile e pronta all&#8217;uso — capace di intervenire in pochi minuti per coprire i picchi di consumo — è anche quella che si indebolisce quando il caldo la renderebbe più necessaria, lasciando il vuoto da colmare quasi sempre con più gas.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il conto in bolletta, e non solo</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le conseguenze si vedono nei prezzi. Nei primi quattro mesi del 2026 l&#8217;Italia ha registrato il costo dell&#8217;elettricità all&#8217;ingrosso più alto tra i grandi Paesi europei, con una media di oltre 130 euro al megawattora, contro i circa 100 euro di Germania e Olanda, i 70 euro della Francia e appena 42 euro della Spagna — un Paese che, pur non avendo il nucleare, ha investito con decisione su eolico e fotovoltaico, aumentando la produzione rinnovabile del 42% negli ultimi cinque anni, contro il 10% registrato in Italia. Il confronto è istruttivo: non è il nucleare a fare la differenza tra un sistema resiliente e uno fragile, ma la varietà delle fonti e la rapidità con cui un Paese riesce ad aggiungere capacità che non dipende dall&#8217;acqua di raffreddamento, come il fotovoltaico e l&#8217;eolico.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>E il nucleare, per l&#8217;Italia?</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia oggi non ha centrali nucleari in funzione sul proprio territorio, quindi la crisi che ha colpito Francia, Ungheria e Romania durante questa estate non la riguarda direttamente sul piano della produzione interna. Ciò non significa però che la questione non sia da tenere in considerazione: il ritorno del dibattito politico sul nucleare come possibile soluzione alla dipendenza dal gas si scontra proprio con le fragilità che l&#8217;estate 2026 ha reso evidenti altrove in Europa: tempi di realizzazione lunghi, costi elevati e, appunto, la stessa vulnerabilità idrica che oggi paralizza i reattori francesi e ungheresi. Un&#8217;eventuale scelta nucleare andrebbe quindi valutata anche alla luce di questo rischio strutturale, non solo dei suoi vantaggi in termini di emissioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché non è un&#8217;estate come le altre, ma la prova generale delle prossime</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto centrale, che rischia di passare in secondo piano nella cronaca delle singole giornate di caldo record, è che questa non è un&#8217;emergenza eccezionale ma una condizione destinata a ripresentarsi, e a peggiorare. Più le ondate di calore diventano frequenti e prolungate, più si riduce la disponibilità d&#8217;acqua nei fiumi proprio nei mesi in cui la domanda di elettricità per il raffrescamento è più alta. È la stessa dinamica osservata su scala continentale: dal Danubio, dove la siccità ha imposto lo stato di emergenza in Romania e riduzioni drastiche alla centrale ungherese di Paks, alla Vistola in Polonia, fino al Po in Italia, il messaggio è identico ovunque. Un sistema elettrico costruito in gran parte su impianti che hanno bisogno di grandi quantità d&#8217;acqua — che siano a gas, a carbone o nucleari — è per definizione più vulnerabile proprio nei momenti di massimo stress climatico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per l&#8217;Italia questo significa che parlare di crisi climatica non è più solo una questione ambientale, ma sempre di più una questione di sicurezza energetica. Ogni ondata di calore aumenta la domanda di elettricità e allo stesso tempo riduce la capacità di produrla: un doppio effetto che nessun sistema può assorbire all&#8217;infinito senza interventi strutturali. Accelerare sulle fonti che non hanno bisogno di acqua per funzionare — solare ed eolico in primis — insieme a investimenti su stoccaggio, reti e diversificazione degli approvvigionamenti, non è più solo un obiettivo di decarbonizzazione a lungo termine: è una misura di protezione immediata contro un rischio che, come mostra l&#8217;estate 2026, è già presente ed attuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimani aggiornato su <a href="https://www.pubblicanow.it/">Pubblica Now</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/08/10/caldo-siccita-e-gas-perche-litalia-e-il-ventre-molle-dellenergia-europea/">Caldo, siccità e gas: perché l&#8217;Italia è il ventre molle dell&#8217;energia europea</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.pubblicanow.it/2026/08/10/caldo-siccita-e-gas-perche-litalia-e-il-ventre-molle-dellenergia-europea/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>FIFA, Infantino sotto pressione. L&#8217;UEFA conferma la sfiducia, ma arriva il sostegno di Argentina e Messico</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/08/07/fifa-infantino-sotto-pressione-uefa-conferma-la-sfiducia-ma-arriva-il-sostegno-di-argentina-e-messico/</link>
					<comments>https://www.pubblicanow.it/2026/08/07/fifa-infantino-sotto-pressione-uefa-conferma-la-sfiducia-ma-arriva-il-sostegno-di-argentina-e-messico/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 12:28:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pubblicanow.it/?p=48302</guid>

					<description><![CDATA[<p>La crisi attorno al presidente della FIFA, Gianni Infantino, si intensifica dopo il fallimento del progetto di vendita di quote legate ai Mondiali. Mentre UEFA, FIFPRO, Federcalcio inglese e Amnesty International chiedono riforme e mettono in discussione la sua leadership, Argentina e Messico confermano il proprio sostegno, in vista delle elezioni FIFA del marzo 2027 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/08/07/fifa-infantino-sotto-pressione-uefa-conferma-la-sfiducia-ma-arriva-il-sostegno-di-argentina-e-messico/">FIFA, Infantino sotto pressione. L&#8217;UEFA conferma la sfiducia, ma arriva il sostegno di Argentina e Messico</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>La crisi attorno al presidente della FIFA, Gianni Infantino, si intensifica dopo il fallimento del progetto di vendita di quote legate ai Mondiali. Mentre UEFA, FIFPRO, Federcalcio inglese e Amnesty International chiedono riforme e mettono in discussione la sua leadership, Argentina e Messico confermano il proprio sostegno, in vista delle elezioni FIFA del marzo 2027</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gianni Infantino, presidente della <a href="https://www.fifa.com/it">FIFA</a> e grande organizzatore dei Mondiali in Nord America, continua a essere al centro delle polemiche. In particolare, l&#8217;UEFA ha confermato la minaccia di <strong>boicottare</strong> le competizioni FIFA, nonostante le scuse ufficiali della federazione internazionale per il fallito piano di vendita di quote relative ai Mondiali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;organismo che governa il calcio europeo ribadisce di non avere più fiducia in Infantino e chiede «garanzie che simili tentativi di snaturare il gioco non si ripetano mai più».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le critiche a Infantino si moltiplicano</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La FIFA aveva cercato di mostrare un fronte compatto dopo il vertice di alto livello svoltosi mercoledì in Marocco, al termine del quale era stato annunciato il pieno sostegno dei partecipanti al presidente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giornata successiva, però, ha aggravato la posizione di Infantino. Il sindacato mondiale dei calciatori, FIFPRO, lo ha accusato di «un grave abuso di potere presidenziale». Anche la Federcalcio inglese ha ritirato il proprio sostegno alla sua rielezione, mentre Amnesty International ha sottolineato come «l&#8217;attuale crisi evidenzi la necessità di riforme della governance».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sostegno di Messico e Argentina</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A difesa del presidente della FIFA sono invece intervenute le federazioni calcistiche di Messico e Argentina. La Federazione messicana ha ribadito di credere che «il calcio rappresenti un valore fondamentale» e che la sua tutela passi attraverso «l&#8217;istituzionalità e il rispetto della governance». Per questo motivo, ha annunciato che non riconoscerà iniziative avviate al di fuori del quadro istituzionale e ha aderito all&#8217;appello lanciato da Infantino il 5 agosto 2026 per proseguire lo sviluppo del calcio a beneficio delle 211 federazioni affiliate. La FMF ha inoltre confermato il proprio sostegno alla leadership del presidente della FIFA. Anche la Federcalcio argentina ha espresso pieno appoggio a Infantino, elogiando la gestione degli ultimi dieci anni, fondata sullo sviluppo del calcio a livello globale e su un modello di governance «chiaro, stabile e trasparente».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso del progetto FFE e le elezioni del 2027</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La federazione argentina ha comunque riconosciuto che il progetto FFE, poi ritirato dopo pochi giorni di polemiche, «ha generato molte più incertezze che certezze». Per questo ha giudicato importante l&#8217;assunzione di responsabilità da parte della FIFA e le scuse rivolte da Infantino alle 211 federazioni affiliate. Secondo la federazione albiceleste, il rispetto delle regole di governance rappresenta un pilastro fondamentale per rafforzare i rapporti tra FIFA, confederazioni e federazioni nazionali. Intanto si avvicina un appuntamento decisivo: le elezioni per il rinnovo dei vertici della FIFA, in programma nel marzo 2027, che potrebbero rappresentare un banco di prova determinante per il futuro della presidenza Infantino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimani aggiornato su <a href="https://www.pubblicanow.it/">Pubblica Now</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/08/07/fifa-infantino-sotto-pressione-uefa-conferma-la-sfiducia-ma-arriva-il-sostegno-di-argentina-e-messico/">FIFA, Infantino sotto pressione. L&#8217;UEFA conferma la sfiducia, ma arriva il sostegno di Argentina e Messico</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.pubblicanow.it/2026/08/07/fifa-infantino-sotto-pressione-uefa-conferma-la-sfiducia-ma-arriva-il-sostegno-di-argentina-e-messico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
