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	<title>Territorio Archivi - Pubblica Now</title>
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	<description>Articoli, news e consigli da Pubblica Now</description>
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	<title>Territorio Archivi - Pubblica Now</title>
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	<item>
		<title>Lombardia, stipendi bassi anche nella Regione &#8220;locomotiva&#8221;: un lavoratore su due guadagna meno di 25mila euro</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/09/14/lombardia-stipendi-bassi-anche-nella-regione-locomotiva-un-lavoratore-su-due-guadagna-meno-di-25mila-euro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 13:22:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il rapporto della Uil Lombardia sui dati Inps del 2024 fotografa un mercato del lavoro segnato da forti disuguaglianze. Tra i giovani la situazione è ancora più critica, mentre il divario retributivo tra uomini e donne supera i 10mila euro Anche nella Lombardia, la cosiddetta “Locomotiva d’Italia”, i livelli salariali raccontano una realtà preoccupante. Nonostante [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il rapporto della Uil Lombardia sui dati Inps del 2024 fotografa un mercato del lavoro segnato da forti disuguaglianze. Tra i giovani la situazione è ancora più critica, mentre il divario retributivo tra uomini e donne supera i 10mila euro</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche nella Lombardia, la cosiddetta <strong>“Locomotiva d’Italia”</strong>, i livelli salariali raccontano una realtà preoccupante. Nonostante il costo della vita sia tra i più elevati del Paese, quasi la metà dei lavoratori guadagna meno di 25mila euro all’anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il rapporto della <strong><a href="https://www.uilmilanolombardia.it/">Uil Lombardia</a></strong> sugli stipendi nel 2024, elaborato sulla base dei dati Inps, il <strong>49,66% dei lavoratori</strong> non supera infatti questa soglia. Una quota consistente, pari al <strong>36,5%</strong>, guadagna invece meno di 20mila euro annui.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La crescita del lavoro non basta</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I numeri, secondo il sindacato, evidenziano un paradosso: alla crescita nominale delle retribuzioni e dell&#8217;occupazione non corrisponde un miglioramento altrettanto significativo della qualità del lavoro. Una situazione che assume contorni ancora più critici considerando il costo della vita della regione e le difficoltà per molti lavoratori di raggiungere una reale autonomia economica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Giovani, redditi al limite della sussistenza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A pagare il prezzo più alto sono soprattutto gli under 35. In Lombardia sono circa <strong>1,25 milioni i giovani lavoratori dipendenti</strong>, pari al 33,22% del totale. Tra loro, <strong>il 50,31% non supera i 20mila euro annui</strong>, mentre il <strong>65,18% resta sotto i 25mila euro</strong>. Per la Uil si tratta di livelli retributivi che rischiano di compromettere la possibilità per le nuove generazioni di costruire un proprio percorso di autonomia. «In una regione ad alto costo della vita, questo gap limita drasticamente la possibilità di un&#8217;autonomia abitativa e familiare», evidenzia il rapporto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il divario di genere supera i 10mila euro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A pesare sul quadro complessivo c&#8217;è anche il <strong>gender pay gap</strong>, che in Lombardia rimane particolarmente ampio. La retribuzione media annua degli uomini raggiunge <strong>34.714,35 euro</strong>, mentre quella delle donne si ferma a <strong>24.707,09 euro</strong>: una differenza di oltre <strong>10mila euro</strong>, pari al <strong>28,83% in meno</strong> per le lavoratrici. Secondo la Uil, il divario non è riconducibile soltanto alle differenze nella retribuzione oraria. A incidere sono anche il <strong>part-time involontario</strong>, la discontinuità dei percorsi lavorativi e la minore presenza delle donne nei ruoli apicali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La richiesta della Uil: più qualità e salari adeguati</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Di fronte a questi dati, il sindacato chiede che la crescita economica della Lombardia si traduca maggiormente in occupazione di qualità e in una distribuzione più equilibrata della ricchezza. «Il rapporto conferma che la crescita deve tradursi maggiormente in qualità del lavoro e in una distribuzione più equilibrata della ricchezza prodotta», commenta <strong>Antonio Albrizio</strong>, segretario generale della Uil Lombardia. Per Albrizio, dunque, salari adeguati, stabilità occupazionale e buona occupazione devono tornare al centro delle politiche regionali.</p>



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		<title>Spettacolo, arte e cultura: l’Umbria mette in campo 2,6 milioni</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/09/10/spettacolo-arte-e-cultura-lumbria-mette-in-campo-26-milioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 11:47:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È aperto dal 3 settembre il nuovo bando della Regione Umbria dedicato allo spettacolo dal vivo, all’eredità culturale e alle nuove forme dell’arte. Oltre 2,6 milioni di euro per sostenere il sistema culturale regionale attraverso interventi annuali e triennali, con l’obiettivo di dare continuità ai progetti e rafforzare il legame tra patrimonio, creatività e territorio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>È aperto dal 3 settembre il nuovo bando della Regione Umbria dedicato allo spettacolo dal vivo, all’eredità culturale e alle nuove forme dell’arte. Oltre 2,6 milioni di euro per sostenere il sistema culturale regionale attraverso interventi annuali e triennali, con l’obiettivo di dare continuità ai progetti e rafforzare il legame tra patrimonio, creatività e territorio</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Si chiama <strong>“Umbria in scena. Avviso per la concessione di contributi per lo spettacolo dal vivo, l’eredità culturale e il futuro delle arti”</strong> il nuovo bando della Regione Umbria, aperto dallo scorso 3 settembre e pubblicato sul <a href="https://bur.regione.umbria.it/">Bollettino Ufficiale della Regione </a>il 2 settembre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La misura mette complessivamente a disposizione <strong>2 milioni e 605 mila euro</strong> e rappresenta uno dei primi strumenti attuativi della nuova legge regionale sulla cultura e sulle imprese culturali e creative. Il sostegno sarà articolato attraverso interventi sia annuali sia triennali, con l&#8217;intento di accompagnare in modo più strutturato e continuativo le realtà che operano nel settore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Continuità e prospettiva per chi produce cultura</h2>



<p class="wp-block-paragraph">«Con “Umbria in scena” inauguriamo un modo nuovo di sostenere la cultura in Umbria: non soltanto attraverso singoli contributi, ma attraverso una programmazione capace di dare continuità, riconoscimento e prospettiva al lavoro di chi produce cultura nel nostro territorio».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo sottolinea l’assessore alla Cultura <strong>Tommaso Bori</strong>, evidenziando la volontà della Regione di superare una logica basata esclusivamente sul sostegno a singole iniziative per costruire invece una politica culturale più stabile e programmata. «Per questo – aggiunge Bori – abbiamo voluto costruire uno strumento che tenga insieme la forza delle nostre tradizioni e la capacità di innovare, sostenendo tanto il patrimonio culturale quanto la produzione contemporanea e i nuovi linguaggi».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tradizione e innovazione al centro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo avviso nasce nell’ambito della <strong>Legge regionale 18 maggio 2026, n. 8</strong>, recante “Norme in materia di cultura e imprese culturali e creative”, e dà attuazione all’<strong>Atto di indirizzo triennale per la Cultura 2026-2028</strong> e al <strong>Programma Operativo Annuale per la Cultura 2026</strong>. L&#8217;obiettivo è rafforzare un vero e proprio ecosistema culturale regionale, capace di mettere in dialogo la valorizzazione dell’eredità culturale con la produzione artistica contemporanea e la sperimentazione di nuovi linguaggi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Qualità, lavoro e impatto sociale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le priorità del bando figurano la <strong>qualità artistica</strong>, la solidità economica e organizzativa dei progetti e la <strong>tutela del lavoro</strong> nel settore culturale. Particolare attenzione viene inoltre riservata alla capacità delle iniziative di produrre un impatto sociale e di costruire relazioni durature con <strong>scuole, comunità e territori</strong>. L’idea è quindi quella di sostenere non soltanto la produzione culturale in senso stretto, ma anche il suo ruolo nella crescita e nella coesione delle comunità umbre.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Interventi annuali e triennali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">“Umbria in scena” è articolato in <strong>diverse linee di intervento</strong>, distinguendo tra misure a valenza triennale e misure annuali. Una struttura pensata per rispondere a esigenze differenti e, al tempo stesso, favorire una maggiore stabilità del sistema culturale regionale: da una parte il sostegno alle attività e ai progetti di più lunga durata, dall’altra interventi capaci di accompagnare iniziative annuali e nuove progettualità. Con questo bando la Regione punta dunque a costruire un modello di sostegno alla cultura che guardi contemporaneamente alla <strong>memoria e al futuro</strong>, valorizzando il patrimonio dell’Umbria e creando nuove opportunità per chi oggi produce, sperimenta e porta avanti la cultura sul territorio.</p>



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		<title>Allumiere si prepara al Palio delle Contrade: domenica 23 agosto la corsa, tra identità e tradizione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 09:04:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla rievocazione dei fasti del Cinquecento di Agostino Chigi all&#8217;eredità di Riccardo Rinaldi: la comunità di Allumiere rinnova il suo patto con la storia attraverso lo storico Palio Il conto alla rovescia sta per esaurirsi. Domenica prossima 23 agosto Allumiere, piccolo borgo in provincia di Roma, si fermerà per l’appuntamento più atteso dell’anno: il “Palio [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dalla rievocazione dei fasti del Cinquecento di Agostino Chigi all&#8217;eredità di Riccardo Rinaldi: la comunità di Allumiere rinnova il suo patto con la storia</strong> <strong>attraverso lo storico Palio</strong><br></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il conto alla rovescia sta per esaurirsi. Domenica prossima 23 agosto Allumiere, piccolo borgo in provincia di Roma, si fermerà per l’appuntamento più atteso dell’anno: il “<strong>Palio delle Contrade</strong>”, una manifestazione che ha ormai conquistato il rango di festa a rilevanza regionale e nazionale. Piazza della Fontana Tonda è pronta a trasformarsi nel teatro della mitica corsa dei 18 asinelli &#8211; tre per ciascuna delle sei contrade: Burò, Ghetto, La Bianca, Nona, Polveriera e Sant’Antonio- che si sfideranno nelle celebri tre &#8220;sgabbiate&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma se la carriera in piazza dura appena una ventina di minuti nel tardo pomeriggio, l&#8217;essenza del Palio si respira invece lungo tutta la giornata, a partire dai suoi momenti più solenni e carichi di tensione emotiva. La mattina di domenica aprirà infatti i battenti con due tappe rituali imprescindibili per ogni contradaiolo. Il debutto coincide con il momento più intimo e sentito dell&#8217;intera manifestazione: la Benedizione degli asini e dei fantini. Si tratta di un rito profondo capace di fondere sacro e profano, dove i fantini e l&#8217;intera comunità si stringono attorno agli animali, invocando la buona stella prima della rocambolesca corsa pomeridiana. Da qualche anno questa solenne funzione si svolge singolarmente in ciascun rione: don Roberto Fiorucci officerà il rito per le cinque contrade di Allumiere, mentre Don Fabio Casilli farà lo stesso per la contrada La Bianca. A seguire si terrà la Punzonatura, ovvero l&#8217;atto ufficiale di marchiatura e verifica degli asini che certifica la regolarità della gara, completando così i preparativi tecnici prima della sfida pomeridiana. </p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="592" height="1024" src="https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Palio2-592x1024.jpg" alt="" class="wp-image-48334" style="aspect-ratio:0.5781311501220184;width:260px;height:auto" srcset="https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Palio2-592x1024.jpg 592w, https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Palio2-173x300.jpg 173w, https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Palio2-768x1328.jpg 768w, https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Palio2-888x1536.jpg 888w, https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Palio2-150x259.jpg 150w, https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Palio2-300x519.jpg 300w, https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Palio2-696x1204.jpg 696w, https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Palio2-1068x1847.jpg 1068w, https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Palio2.jpg 1080w" sizes="(max-width: 592px) 100vw, 592px" /></figure>
</div>


<h2 class="wp-block-heading">Il significato del Palio di Allumiere, &#8220;collante identitario&#8221; della città</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ridurre però il Palio a una semplice corsa di asini sarebbe un errore imperdonabile, in quanto la manifestazione rappresenta la punta di un iceberg sociale immenso, un vero e proprio fenomeno dal profondo valore antropologico. Come ha ricordato il sindaco Luigi Landi, il Palio ad Allumiere funge da collante identitario, un ponte indissolubile tra le vecchie e le nuove generazioni. Dietro i circa 300 figuranti del corteo storico e dietro i volteggi degli sbandieratori, c&#8217;è un anno intero di cooperazione, di ricerca storica rigorosa e del lavoro instancabile delle sarte. Non a caso, a giudicare la sfilata storica — che rievoca i fasti del Cinquecento di Agostino Chigi, il ricco banchiere senese a cui venne affidato l’appalto delle storiche miniere di allume — è chiamata una giuria di esperti antropologi e costumisti, a testimonianza del rigoroso rilievo culturale che sorregge l&#8217;evento. Per quanto riguarda sbandieratori e tamburini, la valutazione è invece affidata a una giuria tecnica composta da maestri d&#8217;esibizione ed esperti della disciplina.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa straordinaria macchina sociale non esisterebbe senza la figura di Riccardo Rinaldi. Nel 1965, da sindaco lungimirante, Rinaldi ebbe l&#8217;intuizione di inventare il Palio. Non fu un semplice espediente folcloristico, ma un&#8217;operazione di salvataggio sociale: con la graduale chiusura delle cave d’allume, la principale attività produttiva dell&#8217;epoca, la comunità rischiava lo sfaldamento. Rinaldi ridiede al paese coesione, orgoglio e uno spirito di appartenenza che, a distanza di oltre mezzo secolo, arde ancora intatto nelle vene dei cittadini.<br>L&#8217;attesa della domenica è stata alimentata dalla &#8220;Notte del Palio&#8221;, l&#8217;evento organizzato dall&#8217;associazione Eureka, interamente dedicato alla presentazione del &#8220;Cencio&#8221;, il totem dipinto della comunità. L&#8217;ambitissimo drappo, un&#8217;opera d’arte interamente realizzata a mano dall’artista Danila Petrini, rimarrà custodito ed esposto nella parrocchia di Santa Maria Assunta in Cielo, meta di sguardi e speranze dei contradaioli, fino al momento in cui la contrada vincitrice lo conquisterà sul campo per portarlo trionfalmente nella propria sede.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Palio1-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-48335" style="aspect-ratio:0.6669954301870664;width:249px;height:auto" srcset="https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Palio1-683x1024.jpg 683w, https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Palio1-200x300.jpg 200w, https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Palio1-768x1152.jpg 768w, https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Palio1-1024x1536.jpg 1024w, https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Palio1-150x225.jpg 150w, https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Palio1-300x450.jpg 300w, https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Palio1-696x1044.jpg 696w, https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Palio1-1068x1602.jpg 1068w, https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2026/08/Palio1.jpg 1365w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">«Domenica prossima – ha commentato il sindaco, Luigi Landi – Allumiere rinnova il proprio patto con la storia e la tradizione. Il Palio non è una semplice rievocazione, ma l’anima stessa della nostra comunità, il filo rosso che unisce il nostro glorioso passato minerario al futuro delle nuove generazioni. Vedere i giovani lavorare fianco a fianco con gli anziani nelle scuderie e nelle sartorie è la prova che l&#8217;intuizione di Rinaldi è più viva che mai. Scendiamo in piazza non solo per vincere un drappo, ma per celebrare chi siamo, la nostra coesione e l&#8217;orgoglio profondo di appartenere a questa terra». </p>



<p class="has-text-align-left wp-block-paragraph"><br>In queste ore di vigilia, in cui si respira un’atmosfera coinvolgente e ricca di trepidazione, la Proloco di Allumiere – guidata da Maria Pinardi e organizzatrice della kermesse insieme al Comune – sta mettendo a punto gli ultimi dettagli per garantire, come ogni anno, la perfetta riuscita del Palio 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ringraziamento speciale da parte del Sindaco e della Presidente della Proloco va alle sei Contrade, per lo straordinario lavoro che stanno svolgendo, e ai tantissimi volontari il cui contributo resta determinante. Le istituzioni esprimono inoltre profonda gratitudine agli enti che supportano l&#8217;evento: la Regione Lazio, il MiC, la Città Metropolitana di Roma Capitale, la Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia ed Enel Spa.</p>



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		<title>Isole minori, le richieste di Lampedusa, Lipari e Favignana: «Servono diritti, servizi e collegamenti tutto l’anno»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La seconda tappa della rubrica Anci “Isole, non solo mare” accende i riflettori su Lampedusa, Lipari e Favignana. Dalla gestione dei flussi turistici all’isolamento invernale, i sindaci chiedono una politica nazionale strutturale per garantire alle comunità insulari servizi essenziali, continuità territoriale e nuove opportunità di sviluppo La rubrica Anci “Isole, non solo mare” ha fatto [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>La seconda tappa della rubrica Anci “Isole, non solo mare” accende i riflettori su Lampedusa, Lipari e Favignana. Dalla gestione dei flussi turistici all’isolamento invernale, i sindaci chiedono una politica nazionale strutturale per garantire alle comunità insulari servizi essenziali, continuità territoriale e nuove opportunità di sviluppo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La rubrica <a href="https://www.anci.it/">Anci </a>“Isole, non solo mare” ha fatto tappa in Sicilia per raccontare le criticità e le prospettive delle isole minori italiane. Al centro del confronto le esperienze di Lampedusa, Lipari e Favignana e la richiesta di una strategia nazionale capace di garantire pari diritti, opportunità e dignità alle comunità insulari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Le isole minori non sono periferie lontane dal centro, sono frontiere e, se sostenute, una straordinaria opportunità per la Nazione», sottolinea il sindaco di Lampedusa e Linosa, Filippo Mannino. La doppia dimensione stagionale rappresenta una delle principali sfide per l’isola. In estate l’aumento delle presenze mette sotto pressione la gestione dei rifiuti, l’approvvigionamento idrico, la mobilità, la sanità e i servizi comunali. In inverno, invece, è l’isolamento a diventare il problema principale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Mannino occorre quindi adeguare risorse e servizi alla popolazione effettivamente presente, rafforzare l’autonomia dei Comuni e assicurare una vera continuità territoriale durante tutto l’anno. Tra le proposte anche incentivi per chi vive e lavora nelle isole, sviluppo della telemedicina, sostegno agli studenti e una fiscalità di vantaggio che compensi i maggiori costi di energia, carburanti e trasporti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lipari, tra spopolamento e servizi essenziali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La stessa esigenza di una politica strutturale viene evidenziata dal sindaco di Lipari, Riccardo Gullo, che richiama le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la visita a Pantelleria. «Le isole minori richiedono attenzione e cura costante per il futuro del Paese», afferma Gullo. Le Eolie contano oltre 15 mila residenti e più di 500 mila visitatori ogni anno, ma devono affrontare problemi legati allo spopolamento, alla carenza dei servizi essenziali e alle difficoltà nell’accesso alle cure.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il sistema ospedaliero è in affanno e la situazione nell’ambito scolastico è carente, la discontinuità didattica resta una ferita ancora aperta», osserva il sindaco. La risposta, secondo Gullo, passa da maggiori investimenti in sanità, istruzione, trasporti e innovazione, insieme a politiche orientate all’accessibilità, alla destagionalizzazione e alla gestione sostenibile dei flussi turistici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’articolo 119 e la richiesta di interventi concreti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per il sindaco di Lipari, il riconoscimento costituzionale della specificità delle isole deve tradursi in misure concrete. «Il quadro tracciato dal nuovo articolo 119 della Costituzione – precisa – deve trovare applicazione non solo nei principi, ma anche nelle scelte concrete e negli investimenti».</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo è valorizzare le Eolie non soltanto come destinazione turistica d’eccellenza, ma anche come modello di garanzia dei diritti civili e sociali, superando le difficoltà strutturali che ancora condizionano la vita quotidiana dei residenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Favignana: «Collegamenti affidabili durante tutto l’anno»</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il sindaco di Favignana, Levanzo e Marettimo, Giuseppe Pagoto, pone al centro la necessità di investimenti e collegamenti affidabili. «La nostra forza economica risiede nella ricettività e nei flussi dei visitatori, ma necessita di infrastrutture moderne e collegamenti affidabili durante tutto l’anno», sottolinea. Durante la stagione estiva la pressione si concentra soprattutto su trasporti, porti, rete idrica e servizi. Nei mesi invernali, invece, le condizioni meteorologiche possono compromettere i collegamenti e rendere più difficile l’accesso alle prestazioni essenziali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dall’emergenza alla strategia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per i Comuni siciliani, dunque, la sfida è superare una gestione legata esclusivamente alle emergenze stagionali e costruire una programmazione di lungo periodo. L’obiettivo è fare delle peculiarità delle isole un punto di forza, attraverso servizi adeguati, infrastrutture moderne e una mobilità garantita in ogni periodo dell’anno. «L’obiettivo della nostra amministrazione è trasformare queste sfide in opportunità di crescita», conclude Pagoto, indicando la strada di servizi più efficienti, infrastrutture adeguate e collegamenti capaci di sostenere un turismo d’eccellenza e, allo stesso tempo, migliorare la qualità della vita dei residenti.</p>



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		<title>Roma, continua la polemica sul verde. Forza Italia: «Gualtieri persevera negli abbattimenti»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 13:03:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È polemica nella Capitale dopo l&#8217;annuncio di un nuovo bando della Giunta Gualtieri da 6 milioni di euro per ulteriori abbattimenti di alberi. Per il Segretario di Forza Italia Roma «una gestione del verde che sta trasformando Roma in un deserto urbano invivibile d’estate» L&#8217;estate rovente della Capitale, con l&#8217;isola di calore di Piazza Risorgimento [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>È polemica nella Capitale dopo l&#8217;annuncio di un nuovo bando della Giunta Gualtieri da 6 milioni di euro per ulteriori abbattimenti di alberi. Per il Segretario di Forza Italia Roma «una gestione del verde che sta trasformando Roma in un deserto urbano invivibile d’estate»</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;estate rovente della Capitale, con l&#8217;isola di calore di Piazza Risorgimento che ha fatto il giro del mondo dopo il servizio della CNN, continua a provocare reazioni politiche in ambito capitolino. L&#8217;annuncio di un nuovo bando da 6 milioni di euro dell&#8217;Assessore all&#8217;Ambiente Sabrina Alfonsi, che accanto al deceppamento prevederebbe anche nuovi &#8220;abbattimenti&#8221; di alberi, ha provocato la reazione del <a href="https://www.facebook.com/ForzaItaliaRomaCapitale/?locale=it_IT">Segretario romano di Forza Italia</a> Luisa Regimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La gestione del verde pubblico della Capitale è allo sbando. Oggi apprendiamo dalla stampa che la Giunta Gualtieri, su impulso dell’Assessore Alfonsi, ha intenzione di indire un nuovo bando da 6 milioni di euro per il deceppamento, la sistemazione delle aiuole e ulteriori abbattimenti di arbusti. Ad una prima lettura poteva sembrare di essere su scherzi a parte. Invece, dopo il più grande disastro ambientale degli ultimi decenni, con 30mila alberi abbattuti, la Giunta Gualtieri intende proseguire su questa strada scellerata, per altro impiegando ulteriori fondi pubblici che si aggiungono ai 100 milioni di euro stanziati per l’accordo quadro 2024-2026» attacca il Segretario romano azzurro e Assessore regionale alla Sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema delle alberature continua a spopolare sui social, dove tanti romani continuano a segnalare angoli di città prima alberati e ombrosi e oggi in balìa del torrido sole estivo. «Una quantità di risorse che non solo non ha prodotto risultati apprezzabili ma ha causato un vero disastro: oltre alle tante aree verdi in stato di abbandono, si continua a depauperare il patrimonio arboreo della Capitale perché troppo spesso alberi ad alto fusto sono stati sostituiti da arbusti di piccola taglia, spesso già secchi dopo qualche mese perché la manutenzione è assente. Una gestione che sta trasformando Roma in un deserto urbano invivibile d’estate» insiste Regimenti che poi lancia la stoccata finale: «Errare è umano, perseverare è Gualtieri: sarebbe bene che il sindaco si fermasse un attimo a riflettere e comprendesse una volta per tutte che gli alberi urbani non appartengono alla Giunta, ma costituiscono un bene pubblico e paesaggistico che appartiene all&#8217;intera collettività, una infrastruttura vitale per rendere le nostre città più vivibili». </p>



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		<title>Desertificazione bancaria, Calabria tra le regioni più colpite: tre comuni su quattro senza filiali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 12:13:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La chiusura degli sportelli bancari continua a ridisegnare la geografia del credito in Italia. In Calabria il 74,5% dei comuni è ormai privo di una filiale, mentre la provincia di Vibo Valentia registra il dato più critico a livello nazionale. L&#8217;allarme della Cna: a rischio non solo imprese ed economia, ma anche la coesione sociale [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>La chiusura degli sportelli bancari continua a ridisegnare la geografia del credito in Italia. In Calabria il 74,5% dei comuni è ormai privo di una filiale, mentre la provincia di Vibo Valentia registra il dato più critico a livello nazionale. L&#8217;allarme della Cna: a rischio non solo imprese ed economia, ma anche la coesione sociale dei territori</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La desertificazione bancaria continua ad avanzare e la Calabria si conferma tra le regioni italiane maggiormente penalizzate. Secondo un&#8217;elaborazione del <a href="https://www.cna.it/centro-studi/">Centro Studi Cna</a>, il 74,5% dei comuni calabresi non dispone più di uno sportello bancario, una situazione che rende sempre più difficile l&#8217;accesso ai servizi finanziari per cittadini e imprese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fenomeno si inserisce in un quadro nazionale caratterizzato da una drastica riduzione della presenza fisica delle banche. Tra il 2015 e il 2025, infatti, il numero delle filiali in Italia è passato da 30.258 a circa 19.140, con la chiusura di oltre 11 mila sportelli e una contrazione complessiva del 36,7%.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Vibo Valentia maglia nera in Italia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le province italiane è <strong>Vibo Valentia</strong> a registrare la situazione più critica. Oltre il 52,6% della popolazione vive infatti in comuni completamente privi di sportelli bancari, il dato più elevato del Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche sul fronte delle attività produttive il quadro è preoccupante. La Calabria è la terza regione italiana per numero di imprese – circa 32 mila – localizzate in comuni senza una filiale bancaria. A livello provinciale, Cosenza occupa il terzo posto della classifica nazionale, mentre Vibo Valentia guida il Paese per incidenza sul sistema produttivo locale: il 42,2% delle imprese opera in territori ormai sprovvisti di presìdi bancari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le cause: spopolamento e digitalizzazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Alla base del progressivo ridimensionamento della rete bancaria vi sono due fattori principali: lo spopolamento dei piccoli centri e la crescente digitalizzazione dei servizi finanziari. Un&#8217;evoluzione che, se da un lato rende più efficienti molte operazioni, dall&#8217;altro rischia di lasciare senza adeguata assistenza ampie fasce della popolazione e del tessuto produttivo, soprattutto nelle aree interne.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;appello della Cna Calabria</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per il presidente di Cna Calabria, Giovanni Cugliari, i numeri rappresentano un segnale che non può essere sottovalutato. «Si tratta di dati allarmanti che minano non solo il tessuto produttivo ed economico, ma anche quello sociale. È il momento di aprire una riflessione e ripensare la geografia dei presìdi bancari», afferma Cugliari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il presidente dell&#8217;associazione, la trasformazione digitale non può sostituire completamente la presenza fisica delle banche, soprattutto per le micro e piccole imprese che costituiscono il cuore dell&#8217;economia artigiana calabrese. «Per queste realtà il rapporto personale con la banca significa fiducia, consulenza e certezze. Come Cna Calabria auspichiamo un&#8217;inversione di tendenza, affinché la nostra regione non continui a essere tra le principali vittime della desertificazione bancaria», conclude Cugliari.</p>



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		<title>Scossa di terremoto in Toscana, 4.3 con epicentro nel pisano. Trema la Torre di Pisa ma nessun danno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 09:36:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;epicentro del terremoto è stato a 7 chilometri a ovest di Pisa, a una profondità di 8 km. La scossa è stata avvertita anche nelle province vicine di Lucca e Massa Carrara e fino a quella di Firenze. Centinaia le chiamate al 112, la gente si è riversata in strada Un evento sismico di magnitudo 4.3 è [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;epicentro del terremoto è stato a 7 chilometri a ovest di Pisa, a una profondità di 8 km. La scossa è stata avvertita anche nelle province vicine di Lucca e Massa Carrara e fino a quella di Firenze. Centinaia le chiamate al 112, la gente si è riversata in strada</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un evento sismico di magnitudo 4.3 è stato registrato vicino Pisa, nella zona della Marina, alle 10.15 dall&#8217;Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. La Sala Situazione Italia del <a href="https://www.protezionecivile.gov.it/it/">Dipartimento della Protezione Civile</a> si è messa in contatto con le strutture locali del Servizio nazionale della protezione civile: la <strong>scossa</strong> è stata nettamente avvertita dalla popolazione ma, dalle prime verifiche effettuate in seguito all&#8217;evento, non risulterebbero danni a persone o cose. L&#8217;epicentro è stato a 7 chilometri da Pisa, a una profondità di 8 km. La <strong>scossa</strong> è stata avvertita anche nelle province vicine di Lucca e Massa Carrara e fino a quella di Firenze</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>scossa</strong>&nbsp;ha provocato momenti di paura tra i cittadini. Numerose persone sono uscite dai negozi e dagli edifici per riversarsi in strada, mentre sono state disposte evacuazioni precauzionali in alcune strutture pubbliche, tra cui il Comune di Pisa, l&#8217;ospedale, il tribunale e l&#8217;Università Dopo i controlli, cittadini e dipendenti sono rientrati negli edifici. Continuano le attività di monitoraggio dell&#8217;area</p>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>scossa</strong> ha fatto sussultare anche la celebre Torre, ma gli immediati controlli al monumento hanno escluso danni. Nei momenti immediatamente successivi alla&nbsp;<strong>scossa</strong>&nbsp;sono stati fatti cautelativamente scendere i turisti in visita e nessuno ha avuto problemi, tanto che dopo poco sono riprese le visite a tutto il complesso monumentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La circolazione ferroviaria nel nodo di Pisa è stata sospesa in via precauzionale per verifiche tecniche dopo la <strong>scossa</strong> di <strong>terremoto</strong> registrata nella città toscana. «Centinaia di chiamate al numero unico regionale per le emergenze 112 a seguito della forte <strong>scossa</strong>, con molte persone scese in strada. Al momento nessuna segnalazione di feriti. In corso alcune <strong>evacua</strong>zioni nella zona a scopo precauzionale» scrive sui social il governatore della Toscana Eugenio Giani per la scossa avvertita in tutto il nord della Toscana. «Proseguono le verifiche in corso con il sistema regionale», così si legge sempre sui social di Giani.</p>



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		<title>Crisi idrica, il Veneto istituisce una task force regionale: al via il piano per affrontare l&#8217;emergenza</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/07/10/crisi-idrica-il-veneto-istituisce-una-task-force-regionale-al-via-il-piano-per-affrontare-lemergenza/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 15:06:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prima riunione del gruppo di lavoro voluto dalla Regione per coordinare istituzioni, gestori del servizio idrico, Consorzi di Bonifica e mondo accademico sul tema della crisi idrica. Obiettivo: garantire l&#8217;approvvigionamento idrico e pianificare interventi a breve e lungo termine La Regione Veneto ha avviato una task force dedicata alla gestione della crisi idrica, promossa dall&#8217;assessore [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Prima riunione del gruppo di lavoro voluto dalla Regione per coordinare istituzioni, gestori del servizio idrico, Consorzi di Bonifica e mondo accademico sul tema della crisi idrica. Obiettivo: garantire l&#8217;approvvigionamento idrico e pianificare interventi a breve e lungo termine</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La <a href="https://www.regione.veneto.it/">Regione Veneto</a> ha avviato una task force dedicata alla gestione della crisi idrica, promossa dall&#8217;assessore all&#8217;Ambiente, al Clima e alla Protezione Civile, Elisa Venturini. Il gruppo di lavoro si è riunito per la prima volta giovedì 9 luglio con l&#8217;obiettivo di mettere a sistema le migliori competenze del territorio per individuare risposte immediate all&#8217;emergenza e definire una strategia di lungo periodo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Coinvolti enti, gestori e mondo della ricerca</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Al primo incontro hanno preso parte i Consorzi di Bonifica, rappresentati da ANBI Veneto, i gestori del servizio idrico attraverso Viveracqua, le strutture tecniche regionali e docenti universitari specializzati nella gestione delle risorse idriche. La task force è destinata ad ampliarsi progressivamente con il coinvolgimento di ulteriori soggetti in grado di offrire contributi scientifici, tecnici e progettuali per affrontare gli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Monitoraggio costante e interventi prioritari</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso della riunione è stato tracciato un quadro aggiornato della situazione idrica regionale, con particolare attenzione alle principali criticità. Tra le priorità individuate figurano la tutela della continuità dell&#8217;approvvigionamento di acqua potabile e la disponibilità della risorsa per il settore agricolo, attraverso un monitoraggio costante e l&#8217;adozione delle misure più efficaci nel breve termine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Regione ha ribadito la volontà di favorire un confronto permanente tra istituzioni, gestori, mondo della ricerca e altri soggetti coinvolti, nella convinzione che una situazione così complessa richieda un approccio condiviso e multidisciplinare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>In arrivo il rapporto sulla situazione regionale</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La Protezione Civile del Veneto sta completando la relazione richiesta dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile sullo stato della crisi idrica. Il documento conterrà un aggiornamento sulle precipitazioni registrate negli ultimi mesi, sulla disponibilità d&#8217;acqua negli invasi, nei canali e nei principali corsi d&#8217;acqua, oltre alle previsioni meteorologiche che, al momento, non indicano precipitazioni significative nel breve periodo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto individuerà inoltre le azioni da attuare nell&#8217;immediato, nel breve e nel medio termine per garantire l&#8217;approvvigionamento di acqua potabile e ridurre gli effetti della siccità nelle aree più vulnerabili.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Confronto con le Regioni a monte dei bacini</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i temi affrontati durante l&#8217;incontro è emersa anche la necessità di rafforzare il dialogo con le Regioni situate a monte dei principali bacini idrografici. La richiesta, avanzata dai Consorzi di Bonifica, punta a valutare la possibilità di ulteriori rilasci d&#8217;acqua verso il Veneto per sostenere il territorio in una fase caratterizzata da una persistente carenza di risorse idriche.</p>



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		<title>Enna punta sull&#8217;economia circolare: al via il percorso per una città più sostenibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 12:38:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Comune avvia una collaborazione con la Banca europea per gli investimenti per definire una strategia di transizione ecologica. Mobilità sostenibile, risparmio energetico, riciclo delle risorse e nuovi investimenti al centro del piano Enna si prepara a intraprendere un percorso di trasformazione orientato alla sostenibilità ambientale e all&#8217;economia circolare, candidandosi a diventare una delle prime [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Comune avvia una collaborazione con la Banca europea per gli investimenti per definire una strategia di transizione ecologica. Mobilità sostenibile, risparmio energetico, riciclo delle risorse e nuovi investimenti al centro del piano</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.comune.enna.it/">Enna</a> si prepara a intraprendere un percorso di trasformazione orientato alla sostenibilità ambientale e all&#8217;economia circolare, candidandosi a diventare una delle prime città italiane ad adottare una strategia integrata per la transizione ecologica. L&#8217;obiettivo è promuovere un modello di sviluppo basato su mobilità sostenibile, efficienza energetica, tutela dell&#8217;ambiente e capacità di attrarre finanziamenti europei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa è stata illustrata nel corso di una conferenza stampa dagli assessori comunali alle Politiche comunitarie e reperimento risorse, Michele Sabatino, e all&#8217;Ambiente, Territori e Contrade, con delega a Pergusa, Leandro Lombardo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel corso dell&#8217;incontro, Sabatino ha annunciato che il Comune ha sottoscritto una lettera di impegno per avviare una collaborazione con la Banca europea per gli investimenti (BEI), che affiancherà l&#8217;amministrazione in qualità di advisor nella definizione della strategia di trasformazione della città verso un modello di economia circolare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto si inserisce nell&#8217;ambito delle iniziative promosse dall&#8217;Unione Europea per contrastare il cambiamento climatico, con un&#8217;attenzione particolare alle aree urbane, considerate tra le principali responsabili delle emissioni di gas serra, dei consumi energetici e della produzione di rifiuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo passo sarà la redazione del Piano strategico per l&#8217;economia circolare, documento che individuerà gli interventi necessari per ridurre le emissioni di anidride carbonica, migliorare la mobilità cittadina, aumentare l&#8217;efficienza energetica e idrica, incentivare il riciclo delle risorse e rendere Enna sempre più sostenibile e resiliente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli interventi già previsti figurano lo sviluppo di sistemi di car sharing, l&#8217;introduzione di soluzioni di smart parking, il potenziamento della mobilità elettrica e la realizzazione di nuovi collegamenti tra Enna alta ed Enna bassa. A questi si aggiunge un investimento di circa cinque milioni di euro destinato alla riqualificazione della mobilità urbana, con l&#8217;obiettivo di migliorare i servizi e ridurre l&#8217;impatto ambientale degli spostamenti in città.</p>



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		<title>Saldi estivi 2026 al via il 4 luglio: il calendario regione per regione e le regole sugli sconti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 09:40:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La stagione dei saldi estivi 2026 prenderà il via il 4 luglio nella maggior parte delle regioni italiane, con alcune eccezioni come le province autonome di Trento e Bolzano. Durata, date di chiusura e divieti sulle vendite promozionali variano da regione a regione: ecco il calendario completo e le principali regole da conoscere per consumatori [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>La stagione dei saldi estivi 2026 prenderà il via il 4 luglio nella maggior parte delle regioni italiane, con alcune eccezioni come le province autonome di Trento e Bolzano. Durata, date di chiusura e divieti sulle vendite promozionali variano da regione a regione: ecco il calendario completo e le principali regole da conoscere per consumatori ed esercenti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">I <strong>saldi </strong>estivi 2026 prenderanno il via il 4 luglio in gran parte d&#8217;Italia, con l&#8217;eccezione delle province autonome di Trento e Bolzano, dove sono previste date diverse. Il giro d’affari, secondo il <a href="https://codacons.it/">Codacons</a>, sarà attorno ai 3 miliardi di euro, ma solo 1 italiano su 2 si dice pronto a fare acquisti durante il periodo di sconti. Sono le stime del Codacons, che sottolinea come &#8220;i consumatori, complice e-commerce e social media, abbiano perso interesse verso i <strong>saldi</strong>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La quota di consumatori interessati agli sconti di fine stagione si attesta anche quest’anno tra il 50% e il 55%, dato in caduta libera rispetto a 15 anni fa, quando gli italiani che hanno approfittato dei&nbsp;<strong>saldi</strong>&nbsp;furono più di 7 su 10 &#8211; spiega il Codacons &#8211; Tra e-commerce, offerte veicolate tramite social media, sconti online e pre-sconti oramai divenuti una prassi per tutte le catene commerciali, i&nbsp;<strong>saldi</strong>&nbsp;hanno perso il loro potere attrattivo sui consumatori, che possono fare acquisti a prezzi scontati tutto l’anno».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il calendario dei saldi 2026 regione per regione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Abruzzo, Basilicata e Calabria</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">I&nbsp;<strong>saldi </strong>estivi 2026 prenderanno il via il 4 luglio in gran parte d&#8217;Italia, con l&#8217;eccezione delle province autonome di Trento e Bolzano, dove sono previste date diverse. In Abruzzo i&nbsp;<strong>saldi</strong>&nbsp;dureranno massimo sessanta giorni, con possibilità di effettuare vendite promozionali in qualsiasi periodo dell&#8217;anno. Questo è quanto stabilito dalla Determinazione 69/DPH007 del 21 novembre 2025 della giunta regionale. In Basilicata è stato stabilito che i<strong> saldi</strong> estivi 2026 si svolgeranno dal 4 luglio al 1° settembre 2026. Durante questo periodo, le vendite di fine stagione dovranno essere chiaramente pubblicizzate come tali. Confermato il divieto delle vendite promozionali nei 30 giorni precedenti dall&#8217;inizio. In Calabria i&nbsp;<strong>saldi </strong>estivi 2026 prenderanno il via il 4 luglio e si concluderanno dopo 60 giorni, il 1° settembre 2026. La normativa regionale prevede inoltre il divieto di effettuare vendite promozionali nei 15 giorni precedenti l&#8217;inizio dei&nbsp;<strong>saldi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia-Giulia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In Campania i&nbsp;<strong>saldi</strong>&nbsp;estivi 2026 prenderanno il via sabato 4 luglio e avranno una durata massima di 60 giorni. Lo ha stabilito la Giunta regionale con la delibera n. 266, approvata il 9 giugno 2026, in linea con gli indirizzi nazionali e con quanto concordato con le associazioni di categoria lo scorso 27 maggio. La normativa regionale prevede inoltre il divieto di effettuare vendite promozionali nei 30 giorni precedenti l&#8217;inizio dei&nbsp;<strong>saldi</strong>. Di conseguenza, dal 4 giugno 2026 gli esercenti non possono avviare nuove promozioni. Per garantire trasparenza a consumatori ed esercenti, nelle more della pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania (BURC), è già consultabile la delibera sul portale istituzionale nella sezione &#8216;Casa di vetro&#8217;. In Emilia-Romagna i&nbsp;<strong>saldi</strong>&nbsp;estivi 2026 inizieranno sabato 4 luglio e potranno svolgersi per un massimo di 60 giorni, come previsto dalla deliberazione della giunta regionale n. 1804/2016. La stessa normativa stabilisce inoltre il divieto di effettuare vendite promozionali nei 30 giorni precedenti l&#8217;avvio dei&nbsp;<strong>saldi</strong>. La disciplina regionale si inserisce nel quadro delle disposizioni generali sul commercio previste dal decreto legislativo n. 114/1998, che regola, tra l&#8217;altro, le vendite promozionali e quelle di liquidazione. In Friuli Venezia Giulia i&nbsp;<strong>saldi</strong>&nbsp;estivi 2026 prenderanno il via sabato 4 luglio e si concluderanno il 30 settembre, come previsto dalla legge regionale n. 29 del 5 dicembre 2005. A differenza di quanto avviene in molte altre regioni, la normativa regionale consente inoltre di effettuare vendite promozionali in qualsiasi periodo dell&#8217;anno, senza limitazioni nei giorni precedenti l&#8217;avvio dei&nbsp;<strong>saldi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lazio, Liguria, Lombardia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel Lazio i&nbsp;<strong>saldi</strong>&nbsp;estivi 2026 prenderanno il via sabato 4 luglio, come comunicato dalla Regione con nota del 25 novembre 2025. Le vendite di fine stagione potranno svolgersi per un periodo massimo di sei settimane consecutive a partire dalla data di avvio. Restano inoltre in vigore le disposizioni previste dall&#8217;articolo 34 della legge regionale n. 22/2019 (Testo unico del commercio), compreso il divieto di effettuare vendite promozionali nei 30 giorni precedenti l&#8217;inizio dei&nbsp;<strong>saldi</strong>. In Liguria gli sconti estivi 2026 prenderanno il via sabato 4 luglio, come previsto dall&#8217;articolo 119 della legge regionale 2 gennaio 2007. La giunta regionale può tuttavia modificare annualmente la data di avvio su richiesta delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative e sentiti i Comuni. Gli esercenti che intendono effettuare le vendite di fine stagione devono darne comunicazione almeno tre giorni prima dell&#8217;inizio dei&nbsp;<strong>saldi</strong>, mediante un cartello ben visibile dall&#8217;esterno del punto vendita, riportando le informazioni previste dalla normativa regionale. I&nbsp;<strong>saldi</strong>&nbsp;devono essere chiaramente presentati al pubblico come vendite di fine stagione. La normativa regionale stabilisce inoltre che le vendite di fine stagione non possono essere effettuate dagli esercizi commerciali che operano con la formula outlet.&nbsp;&nbsp;In Lombardia la stagione estiva degli sconti prenderà il via sempre il 4 luglio e si concluderà martedì 1° settembre, per una durata complessiva di 60 giorni, come previsto dalla DGR n. IX/2667 del 14 dicembre 2011. La normativa regionale prevede inoltre il divieto di effettuare vendite promozionali nei 30 giorni precedenti l&#8217;inizio dei&nbsp;<strong>saldi.</strong> Di conseguenza, dal 4 giugno 2026 non sarà più possibile avviare nuove promozioni, mentre quelle già in corso potranno essere pubblicizzate fino al 3 giugno 2026. Durante il periodo dei&nbsp;<strong>saldi</strong>, gli esercenti sono tenuti a indicare accanto a ogni prodotto il prezzo originario e la percentuale di sconto applicata. L&#8217;indicazione del prezzo finale scontato resta invece facoltativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Marche, Molise, Piemonte e Puglia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle Marche i&nbsp;<strong>saldi</strong>&nbsp;si svolgeranno dal 4 luglio al 1° settembre, mentre quelli invernali partiranno sabato 3 gennaio e termineranno il 1° marzo 2026. Le date sono state stabilite dalla giunta regionale in linea con quanto condiviso in sede di Coordinamento tecnico interregionale e dalla Commissione Sviluppo economico della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. In Molise i ribassi estivi prenderanno il via sabato 4 luglio e potranno proseguire per un massimo di 60 giorni, come previsto dalla Legge regionale 18 ottobre 2021, n. 4. La normativa regionale stabilisce inoltre il divieto di effettuare vendite promozionali nei 30 giorni precedenti e nei 30 giorni successivi all&#8217;inizio dei&nbsp;<strong>saldi</strong>. &nbsp;In Piemonte i&nbsp;<strong>saldi</strong>&nbsp;estivi 2026 prenderanno il via il 4 luglio, in linea con quanto stabilito dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e dalla normativa regionale. Le vendite di fine stagione potranno avere una durata complessiva di otto settimane, anche non continuative. La scansione temporale delle otto settimane è definita dai singoli Comuni e gli esercenti sono tenuti a rispettarla. La normativa regionale prevede inoltre il divieto di effettuare vendite promozionali nei 30 giorni precedenti l&#8217;inizio dei&nbsp;<strong>saldi</strong>. In Puglia i&nbsp;<strong>saldi</strong>&nbsp;estivi 2026 prenderanno il via sabato 4 luglio, in linea con il calendario condiviso dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, e si concluderanno il 15 settembre 2026. La normativa regionale prevede inoltre il divieto di effettuare vendite promozionali nei 15 giorni precedenti l&#8217;inizio dei&nbsp;<strong>saldi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sardegna, Sicilia, Toscana e Valle D’Aosta</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In Sardegna i&nbsp;<strong>saldi</strong>&nbsp;estivi 2026 prenderanno il via sabato 4 luglio, come previsto dalla normativa regionale che disciplina le vendite di fine stagione. La data di avvio coincide con il primo sabato di luglio, in linea con il calendario adottato dalla maggior parte delle regioni italiane. Le regole sono stabilite dal Decreto assessoriale n. 8 del 15 giugno 2011 e dalla legge regionale n. 17/2006, che disciplinano le modalità di svolgimento dei&nbsp;<strong>saldi</strong>&nbsp;sul territorio regionale. In Sicilia i&nbsp;<strong>saldi</strong>&nbsp;estivi 2026 si svolgeranno dal 4 luglio al 15 settembre, come previsto dal Decreto assessoriale n. 2763/1.S del 14 ottobre 2025 (scarica il documento in PDF), che disciplina il calendario delle vendite di fine stagione e delle vendite promozionali per il biennio 2026-2027. La normativa regionale consente inoltre di effettuare vendite promozionali in qualsiasi periodo dell&#8217;anno, compresi i 30 giorni precedenti l&#8217;inizio dei&nbsp;<strong>saldi</strong>. In Toscana sconti al via sempre sabato 4 luglio e dureranno 60 giorni, come stabilito dalla Delibera della Giunta regionale n. 607 del 18 maggio 2026. La decisione individua la data di avvio delle vendite di fine stagione e ne conferma la durata complessiva per l&#8217;intero territorio regionale. In Umbria le vendite di fine stagione inizieranno in linea col resto d&#8217;Italia, come previsto dall&#8217;articolo 31 della legge regionale n. 10/2014. Le vendite di fine stagione potranno svolgersi per un periodo massimo di 60 giorni a partire dalla data di avvio. Anche in Valle d&#8217;Aosta le vendite di fine estate inizieranno nel primo sabato di luglio e termineranno il 30 settembre, per un totale quindi di 60 giorni. Non sarà possibile effettuare vendite promozionali nei 15 giorni antecedenti l&#8217;inizio degli sconti. Le vendite di fine stagione estiva 2026 in Veneto si svolgeranno dal 4 luglio al 31 agosto, come previsto dalla disciplina regionale vigente di cui alla deliberazione di Giunta regionale n. 1105 del 28 giugno 2013.</p>



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