Prima riunione del gruppo di lavoro voluto dalla Regione per coordinare istituzioni, gestori del servizio idrico, Consorzi di Bonifica e mondo accademico sul tema della crisi idrica. Obiettivo: garantire l’approvvigionamento idrico e pianificare interventi a breve e lungo termine
La Regione Veneto ha avviato una task force dedicata alla gestione della crisi idrica, promossa dall’assessore all’Ambiente, al Clima e alla Protezione Civile, Elisa Venturini. Il gruppo di lavoro si è riunito per la prima volta giovedì 9 luglio con l’obiettivo di mettere a sistema le migliori competenze del territorio per individuare risposte immediate all’emergenza e definire una strategia di lungo periodo.
Coinvolti enti, gestori e mondo della ricerca
Al primo incontro hanno preso parte i Consorzi di Bonifica, rappresentati da ANBI Veneto, i gestori del servizio idrico attraverso Viveracqua, le strutture tecniche regionali e docenti universitari specializzati nella gestione delle risorse idriche. La task force è destinata ad ampliarsi progressivamente con il coinvolgimento di ulteriori soggetti in grado di offrire contributi scientifici, tecnici e progettuali per affrontare gli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici.
Monitoraggio costante e interventi prioritari
Nel corso della riunione è stato tracciato un quadro aggiornato della situazione idrica regionale, con particolare attenzione alle principali criticità. Tra le priorità individuate figurano la tutela della continuità dell’approvvigionamento di acqua potabile e la disponibilità della risorsa per il settore agricolo, attraverso un monitoraggio costante e l’adozione delle misure più efficaci nel breve termine.
La Regione ha ribadito la volontà di favorire un confronto permanente tra istituzioni, gestori, mondo della ricerca e altri soggetti coinvolti, nella convinzione che una situazione così complessa richieda un approccio condiviso e multidisciplinare.
In arrivo il rapporto sulla situazione regionale
La Protezione Civile del Veneto sta completando la relazione richiesta dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile sullo stato della crisi idrica. Il documento conterrà un aggiornamento sulle precipitazioni registrate negli ultimi mesi, sulla disponibilità d’acqua negli invasi, nei canali e nei principali corsi d’acqua, oltre alle previsioni meteorologiche che, al momento, non indicano precipitazioni significative nel breve periodo.
Il rapporto individuerà inoltre le azioni da attuare nell’immediato, nel breve e nel medio termine per garantire l’approvvigionamento di acqua potabile e ridurre gli effetti della siccità nelle aree più vulnerabili.
Confronto con le Regioni a monte dei bacini
Tra i temi affrontati durante l’incontro è emersa anche la necessità di rafforzare il dialogo con le Regioni situate a monte dei principali bacini idrografici. La richiesta, avanzata dai Consorzi di Bonifica, punta a valutare la possibilità di ulteriori rilasci d’acqua verso il Veneto per sostenere il territorio in una fase caratterizzata da una persistente carenza di risorse idriche.
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