<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Pubblica Now</title>
	<atom:link href="https://www.pubblicanow.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.pubblicanow.it/</link>
	<description>Articoli, news e consigli da Pubblica Now</description>
	<lastBuildDate>Tue, 15 Sep 2026 08:58:55 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1</generator>

<image>
	<url>https://www.pubblicanow.it/wp-content/uploads/2022/05/cropped-favicon-pubblicanow-32x32.png</url>
	<title>Pubblica Now</title>
	<link>https://www.pubblicanow.it/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La crisi dello stretto di Bab el-Mandeb e il rischio di uno shock per il commercio internazionale</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/09/15/la-crisi-dello-stretto-di-bab-el-mandeb-e-il-rischio-di-uno-shock-per-il-commercio-internazionale/</link>
					<comments>https://www.pubblicanow.it/2026/09/15/la-crisi-dello-stretto-di-bab-el-mandeb-e-il-rischio-di-uno-shock-per-il-commercio-internazionale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 08:58:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pubblicanow.it/?p=48389</guid>

					<description><![CDATA[<p>La crescente instabilità nello stretto di Bab el-Mandeb, strategico passaggio tra Mar Rosso e Golfo di Aden, rischia di trasformare il conflitto yemenita in una crisi con ripercussioni globali. Il controllo della costa yemenita da parte degli Houthi e le tensioni con l&#8217;Arabia Saudita aumentano i rischi per la navigazione internazionale. Una chiusura o una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/09/15/la-crisi-dello-stretto-di-bab-el-mandeb-e-il-rischio-di-uno-shock-per-il-commercio-internazionale/">La crisi dello stretto di Bab el-Mandeb e il rischio di uno shock per il commercio internazionale</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><br><strong>La crescente instabilità nello stretto di Bab el-Mandeb, strategico passaggio tra Mar Rosso e Golfo di Aden, rischia di trasformare il conflitto yemenita in una crisi con ripercussioni globali. Il controllo della costa yemenita da parte degli Houthi e le tensioni con l&#8217;Arabia Saudita aumentano i rischi per la navigazione internazionale. Una chiusura o una grave limitazione del traffico attraverso il Mar Rosso costringerebbe le navi a percorsi alternativi, con un forte aumento di tempi, costi di trasporto, assicurazioni e prezzi delle materie prime. Lo scenario sarebbe ancora più grave in presenza di una contemporanea crisi dello stretto di Hormuz</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stretto di <strong>Bab el-Mandeb</strong> rappresenta uno dei principali punti strategici del commercio marittimo mondiale. Situato tra lo Yemen e il Corno d&#8217;Africa, collega il <strong>Golfo di Aden al Mar Rosso</strong> e costituisce quindi un passaggio essenziale per le navi che percorrono la rotta tra <strong>Asia ed Europa</strong> attraverso il Canale di Suez. La crisi yemenita e l&#8217;espansione del controllo degli Houthi sulla costa del Mar Rosso hanno trasformato questo passaggio geografico in un potenziale <strong>chokepoint</strong>, cioè un punto di strozzatura dal quale può dipendere la continuità di importanti flussi commerciali ed energetici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La situazione è resa particolarmente grave dal coinvolgimento degli <strong>Houthi (Ansar Allah)</strong>, movimento yemenita filo-iraniano impegnato nel conflitto contro il governo yemenita e, più direttamente, contro l&#8217;Arabia Saudita. Gli Houthi hanno rivendicato attacchi missilistici e con droni contro obiettivi sauditi e hanno minacciato di aumentare la portata delle loro operazioni. Parallelamente, le forze governative yemenite hanno condotto operazioni militari nell&#8217;area di Mokha e lungo la direttrice che porta verso Bab el-Mandeb. L&#8217;arrivo di circa 1.400 persone dallo Yemen a Gibuti in sole 24 ore testimonia inoltre l&#8217;intensità dello scontro e la sua crescente dimensione regionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per ora Bab el Mandeb resta aperto</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un elemento importante è però la <strong>contraddizione tra la minaccia alla sicurezza della rotta e la continuità effettiva del traffico</strong>. Secondo una fonte del Ministero dei Trasporti degli Houthi, 73 navi hanno attraversato Bab el-Mandeb nell&#8217;arco di due giorni, un volume pari al 98,6% della media precedente al divieto imposto alle navi saudite. Questi dati vengono utilizzati dagli Houthi per sostenere che il traffico internazionale non sia stato realmente compromesso. Tuttavia, la questione non riguarda soltanto quante navi riescano ancora a transitare: anche la <strong>possibilità che la rotta diventi insicura o venga chiusa</strong> può produrre conseguenze economiche molto rilevanti, perché gli operatori marittimi possono essere costretti a modificare le proprie rotte, sostenendo costi maggiori e aumentando i tempi di consegna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema assume una dimensione ancora più ampia se si considera la contemporanea crisi dello <strong>stretto di Hormuz</strong>. I due passaggi costituiscono infatti due punti strategici distinti ma strettamente collegati. Hormuz è fondamentale soprattutto per i flussi energetici provenienti dal Golfo Persico, mentre Bab el-Mandeb è essenziale per collegare questi traffici e, più in generale, le merci asiatiche con il Mediterraneo e l&#8217;Europa. La loro eventuale chiusura contemporanea produrrebbe quindi un vero <strong>&#8220;double chokepoint&#8221;</strong>, mettendo sotto pressione contemporaneamente l&#8217;approvvigionamento energetico e le principali rotte commerciali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo alcune analisi, la chiusura simultanea dei due stretti potrebbe mettere a rischio <strong>fino a 10 miliardi di dollari di commercio globale al giorno</strong>, oltre a coinvolgere fino al <strong>30% dello shipping mondiale via container</strong>. Sarebbe inoltre minacciata una quota molto significativa delle forniture globali di petrolio e gas, indicata intorno al <strong>22% e, secondo altre stime, fino al 25%</strong>. Le conseguenze riguarderebbero anche le importazioni europee, che potrebbero subire forti ripercussioni, e merci strategiche come fertilizzanti, alluminio e beni di consumo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rischio non consiste quindi soltanto nella <strong>mancanza fisica delle merci</strong>, ma anche nell&#8217;aumento generalizzato dei costi. Una chiusura di Bab el-Mandeb costringerebbe molte navi a evitare il Mar Rosso e a circumnavigare l&#8217;Africa passando per il <strong>Capo di Buona Speranza</strong>. Questo comporterebbe percorsi molto più lunghi, maggiori consumi di carburante, tempi di trasporto più elevati, aumento dei costi assicurativi e potenziale crescita dei noli marittimi. L&#8217;effetto finale potrebbe trasferirsi sui prezzi delle materie prime e dei prodotti finiti, alimentando nuove pressioni inflazionistiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio questo il significato delle dichiarazioni del ministro italiano Gilberto Pichetto Fratin, secondo cui il blocco degli stretti avrebbe un effetto negativo particolarmente forte sui prezzi. La vulnerabilità dell&#8217;Arabia Saudita è significativa: anche nel caso in cui il regno riesca a utilizzare infrastrutture alternative, come l&#8217;oleodotto East-West, parte del petrolio destinato ai mercati asiatici deve comunque passare attraverso Bab el-Mandeb. Di conseguenza, un&#8217;interruzione del traffico nello stretto potrebbe limitare l&#8217;efficacia delle strategie utilizzate per aggirare la crisi di Hormuz.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimani aggiornato su <a href="https://www.pubblicanow.it/">Pubblica Now</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/09/15/la-crisi-dello-stretto-di-bab-el-mandeb-e-il-rischio-di-uno-shock-per-il-commercio-internazionale/">La crisi dello stretto di Bab el-Mandeb e il rischio di uno shock per il commercio internazionale</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.pubblicanow.it/2026/09/15/la-crisi-dello-stretto-di-bab-el-mandeb-e-il-rischio-di-uno-shock-per-il-commercio-internazionale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lombardia, stipendi bassi anche nella Regione &#8220;locomotiva&#8221;: un lavoratore su due guadagna meno di 25mila euro</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/09/14/lombardia-stipendi-bassi-anche-nella-regione-locomotiva-un-lavoratore-su-due-guadagna-meno-di-25mila-euro/</link>
					<comments>https://www.pubblicanow.it/2026/09/14/lombardia-stipendi-bassi-anche-nella-regione-locomotiva-un-lavoratore-su-due-guadagna-meno-di-25mila-euro/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 13:22:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pubblicanow.it/?p=48386</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il rapporto della Uil Lombardia sui dati Inps del 2024 fotografa un mercato del lavoro segnato da forti disuguaglianze. Tra i giovani la situazione è ancora più critica, mentre il divario retributivo tra uomini e donne supera i 10mila euro Anche nella Lombardia, la cosiddetta “Locomotiva d’Italia”, i livelli salariali raccontano una realtà preoccupante. Nonostante [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/09/14/lombardia-stipendi-bassi-anche-nella-regione-locomotiva-un-lavoratore-su-due-guadagna-meno-di-25mila-euro/">Lombardia, stipendi bassi anche nella Regione &#8220;locomotiva&#8221;: un lavoratore su due guadagna meno di 25mila euro</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il rapporto della Uil Lombardia sui dati Inps del 2024 fotografa un mercato del lavoro segnato da forti disuguaglianze. Tra i giovani la situazione è ancora più critica, mentre il divario retributivo tra uomini e donne supera i 10mila euro</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche nella Lombardia, la cosiddetta <strong>“Locomotiva d’Italia”</strong>, i livelli salariali raccontano una realtà preoccupante. Nonostante il costo della vita sia tra i più elevati del Paese, quasi la metà dei lavoratori guadagna meno di 25mila euro all’anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il rapporto della <strong><a href="https://www.uilmilanolombardia.it/">Uil Lombardia</a></strong> sugli stipendi nel 2024, elaborato sulla base dei dati Inps, il <strong>49,66% dei lavoratori</strong> non supera infatti questa soglia. Una quota consistente, pari al <strong>36,5%</strong>, guadagna invece meno di 20mila euro annui.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La crescita del lavoro non basta</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I numeri, secondo il sindacato, evidenziano un paradosso: alla crescita nominale delle retribuzioni e dell&#8217;occupazione non corrisponde un miglioramento altrettanto significativo della qualità del lavoro. Una situazione che assume contorni ancora più critici considerando il costo della vita della regione e le difficoltà per molti lavoratori di raggiungere una reale autonomia economica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Giovani, redditi al limite della sussistenza</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A pagare il prezzo più alto sono soprattutto gli under 35. In Lombardia sono circa <strong>1,25 milioni i giovani lavoratori dipendenti</strong>, pari al 33,22% del totale. Tra loro, <strong>il 50,31% non supera i 20mila euro annui</strong>, mentre il <strong>65,18% resta sotto i 25mila euro</strong>. Per la Uil si tratta di livelli retributivi che rischiano di compromettere la possibilità per le nuove generazioni di costruire un proprio percorso di autonomia. «In una regione ad alto costo della vita, questo gap limita drasticamente la possibilità di un&#8217;autonomia abitativa e familiare», evidenzia il rapporto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il divario di genere supera i 10mila euro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A pesare sul quadro complessivo c&#8217;è anche il <strong>gender pay gap</strong>, che in Lombardia rimane particolarmente ampio. La retribuzione media annua degli uomini raggiunge <strong>34.714,35 euro</strong>, mentre quella delle donne si ferma a <strong>24.707,09 euro</strong>: una differenza di oltre <strong>10mila euro</strong>, pari al <strong>28,83% in meno</strong> per le lavoratrici. Secondo la Uil, il divario non è riconducibile soltanto alle differenze nella retribuzione oraria. A incidere sono anche il <strong>part-time involontario</strong>, la discontinuità dei percorsi lavorativi e la minore presenza delle donne nei ruoli apicali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La richiesta della Uil: più qualità e salari adeguati</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Di fronte a questi dati, il sindacato chiede che la crescita economica della Lombardia si traduca maggiormente in occupazione di qualità e in una distribuzione più equilibrata della ricchezza. «Il rapporto conferma che la crescita deve tradursi maggiormente in qualità del lavoro e in una distribuzione più equilibrata della ricchezza prodotta», commenta <strong>Antonio Albrizio</strong>, segretario generale della Uil Lombardia. Per Albrizio, dunque, salari adeguati, stabilità occupazionale e buona occupazione devono tornare al centro delle politiche regionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimani aggiornato su <a href="https://www.pubblicanow.it/">Pubblica Now</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/09/14/lombardia-stipendi-bassi-anche-nella-regione-locomotiva-un-lavoratore-su-due-guadagna-meno-di-25mila-euro/">Lombardia, stipendi bassi anche nella Regione &#8220;locomotiva&#8221;: un lavoratore su due guadagna meno di 25mila euro</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.pubblicanow.it/2026/09/14/lombardia-stipendi-bassi-anche-nella-regione-locomotiva-un-lavoratore-su-due-guadagna-meno-di-25mila-euro/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Venezia 2026, al Festival del Cinema Leone d’Oro a Clooney e Burstyn. Da Moretti a Khan, i film più importanti in gara</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/09/12/venezia-2026-alla-mostra-del-cinema-leone-doro-a-clooney-e-burstyn-da-moretti-a-khan-i-film-piu-importanti-in-gara/</link>
					<comments>https://www.pubblicanow.it/2026/09/12/venezia-2026-alla-mostra-del-cinema-leone-doro-a-clooney-e-burstyn-da-moretti-a-khan-i-film-piu-importanti-in-gara/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Sep 2026 09:33:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pubblicanow.it/?p=48382</guid>

					<description><![CDATA[<p>La mostra del cinema di Venezia 2026 si dimostra un concorso variegato che ha compreso 5 autori italiani, 4 francesi, 2 americani e 3 dall&#8217;Asia di Giovanni Ottone La Mostra del cinema di Venezia si è inaugurata mercoledì 2 settembre con una serata in gran spovero durante la quale è stato consegnato il Leone d&#8217;Oro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/09/12/venezia-2026-alla-mostra-del-cinema-leone-doro-a-clooney-e-burstyn-da-moretti-a-khan-i-film-piu-importanti-in-gara/">Venezia 2026, al Festival del Cinema Leone d’Oro a Clooney e Burstyn. Da Moretti a Khan, i film più importanti in gara</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La mostra del cinema di Venezia 2026 si dimostra un concorso variegato che ha compreso 5 autori italiani, 4 francesi, 2 americani e 3 dall&#8217;Asia</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>di Giovanni Ottone</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Mostra del cinema di Venezia si è inaugurata mercoledì 2 settembre con una serata in gran spovero durante la quale è stato consegnato il Leone d&#8217;Oro alla carriera al noto attore americano <strong>George Clooney,</strong> un habituè del Festival.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 6 settembre è stato consegnato un secondo Leone d&#8217;Oro alla carriera alla straordinaria veterana, l&#8217;attrice americana novantatreenne <strong>Ellen Burstyn.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Mostra ha riconfermato quindi il suo solido legame con il cinema americano d&#8217;autore di Hollywood, ma anche con il miglior cinema d&#8217;autore e indipendente presente in Europa e in Asia. E ha saputo conservare la propria tradizione di eccellenza, offrendo una selezione di film di qualità sia in termini di filmmakers propositivi che di rinnovati linguaggi espressivi. Da considerare anche una crescente partecipazione, tra le opere in concorso e fuori concorso, di film prodotti da <a href="https://www.netflix.com/it/">Netflix</a>, la cui futura uscita nelle sale cinematografiche non è affatto garantita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In effetti, dal 2006, nella selezione ufficiale della Mostra, comprendente le due sezioni competitive, Concorso e Orizzonti, la sezione Fuori Concorso e quella Biennale College, sono presentati solamente film inediti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche quest&#8217;anno si è registrata una rinnovata e crescente presenza di addetti professionali del settore cinematografico, compresi produttori e distributori, molti stranieri, di giornalisti e di critici e un vasto stuolo di cinefili con accredito culturale, tra cui molti giovani ventenni e trentenni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si è registrata infine la presenza di un nutrito gruppo di attori e attrici internazionali, specie americani, tra cui: Maggie Gyllenhall, attrice e regista, Presidente della Giuria, John Malkovich, Nick Nolte, Casey Affleck,&nbsp; Robert Pattison, e anche Xavier Bardem, Penelope Cruz e Vincet Lindon.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il direttore artistico della Mostra, <strong>Alberto Barbera</strong>, uomo di grande preparazione e cultura cinematografica, con ormai quasi un ventennio complessivo in questo incarico, essendo stato ulteriormente riconfermato nel biennio 2027 e 2028, ed essendo comunque ininterrottamente al vertice del Festival dal 2012, ha confezionato, insieme alla sua equipe di validi collaboratori, un programma di film in concorso che hanno affrontato varie tematiche attuali, alcune delle quali, purtroppo, in termini didascalici.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I temi e la qualità dei film del concorso</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Citiamo i più significativi temi che contraddistinguono le opere della competizione ufficiale. Innanzitutto, la questione della crisi familiare che ha compresi spesso una retorica rappresentazione, pseudo politicamente corretta, di genitori, incapaci di risolvere crisi di identità e prospettive della propria realizzazione affettiva. Personaggi che si giustificano affermando che si devono innanzitutto occupare dei propri figli, come in <strong>Succederà questa notte</strong>, di Nanni Moretti, e in <strong>Bunker</strong>, del francese Florian Zeller e, in un quadro molto più grossolano e negativo, in L&#8217;estranea, di Paolo Strippoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi vi è il tema degli adolescenti, trattato sia in forma assolutamente non credibile, come in <strong>15/18</strong>,&nbsp; del francese Cedric Kahn, sia attraverso una parabola esistenziale genuina, emozionante e poetica, come in Look Back, del giapponese Kore-eda Hirokazu.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La questione del lavoro e della sopraffazione dei lavoratori da parte di logiche aziendali ciniche e utilitaristiche, come in <strong>Un bon petit soldat</strong> del francese Stephane Brizè.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E pure l&#8217;eccellente rappresentazione della dialettica tra una famiglia di lavoratori licenziati da un&#8217;impresa e una famiglia di borghesi che stabiliscono una relazione di presunta amicizia, in <strong>Possible Love</strong>, del sudcoreano Lee Chang-dong.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E inoltre la rivisitazione di fatti ed eventi storici del ventesimo secolo e contemporanei, sia attraverso ritratti convincenti di personaggi che sacrificano la propria identità per timore di essere perseguitati a causa di colpe del passato, in Woman Unknown, della danese, di padre egiziano, May el-Toukhy, sia nella convincente rivisitazione del retroscena oscuro del golpe militare dell&#8217;11 settembre 1973 in Cile, in Wild Horse Nine dell&#8217;irlandese Martin McDonagh.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E anche nella vicenda, pure credibile ed emozionante, riguardante i crimini contro gli oppositori e la questione dei desaparecidos da parte della dittatura militare argentina, dal 1976 al 1983, in Ritorno a Buenos Aires, del cileno &#8211; italiano Marco Bechis.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E purtroppo, viceversa, si devono rilevare anche le sottili manipolazioni relative alla URSS e al regime staliniano, secondo le note logiche propagandistiche di Putin, in Dau del russo Ilya Krzhabovsky.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E anche la parzialmente fuorviante tesi relativa ai bombardamenti israeliani durante la tragica guerra a Gaza dopo il massacro del 7 ottobre 2023 perpetrato dai terroristi di Hamas, in Naza, il documentario degli arabo israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Festival è stato inaugurato da <strong>Ink</strong>, del britannico Danny Boyle. Ambientato a Londra, durante l&#8217;arco temporale dal 1969 ai tardi anni &#8217;80, racconta la storia della vertiginosa ascesa del controverso e provocatorio editore australiano Rupert Murdoch (Guy Pearce).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217; incalzante parabola imperniata, all&#8217;inizio, sul rilancio del quotidiano popolare scandalistico &#8220;The Sun&#8221;, affidato al direttore Larry Lamb (Jack O&#8217;Connell). Un giornale che diventa simbolo di continue provocazioni rispetto al senso comune, ma che acquista sempre nuovi lettori fino a superare il prestigioso Daily Mirror. Un film che mostra non solo un brillante ritmo narrativo, ma anche un&#8217;originale messa in scena che favorisce la caratterizzazione dei personaggi e dell&#8217;epoca.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Possible Love</strong>, di Lee Chang-dong è un vero capolavoro sia nella descrizione del contesto sociale e della condizione della classe operaia sia in quella delle pulsioni, dei desideri, delle aspettative e dei contrasti esistenti tra le due coppie protagoniste che non possono trovare un&#8217;intesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Wild Horse Nine</strong>, di Martin McDonagh, è un dramma sarcastico e triste al tempo stesso. Ambientato in Cile, alla vigilia del golpe militare di Pinochet nel 1973, racconta l&#8217;amicizia tra due agenti della CIA, nonché killer provetti, l&#8217;anziano, cinico e malato Chris (John Malkovich, in un&#8217;interpretazione magistrale) e il quarantenne Lee (Sam Rockwell), pragmatico, ma tormentato dalla crisi della relazione conflittuale con la propria moglie. &nbsp;Una black comedy &#8211; drama che riecheggia il cinema dei fratelli Coen e che propone una verità credibile sul golpe cileno.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Look Back</strong>, di Kore-eda Hirokazu, narra la suggestiva relazione, nel corso di 13 anni, tra due adolescenti, una molto determinata e l&#8217;altra timida e solitaria, entrambe impegnate, con grande talento, a disegnare strisce mangaka che commentano fatti della vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Kore-eda adatta l&#8217;omonimo manga scritto e disegnato da Tatsuki Fujimoto. E propone, con estrema sensibilità e con una messa in scena emozionante, un romanzo di formazione minimalista, genuino e toccante, che riecheggia i suoi precedenti <strong>Nobody Knows</strong> (2004) e <strong>Still Walking</strong> (2008).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>The Woman Unknown</strong>, di May el -Toukhy è un dramma esistenziale con venature thriller ambientato nell&#8217;immediato dopoguerra in Danimarca, quando la popolazione voleva vendicarsi dei cittadini che avevano collaborato con gli ex occupanti nazisti.&nbsp;&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La trentenne Marie (Mathilde Arce) sta per sposare un ricco industriale rimasto vedovo, dopo essere stata per anni una domestica della famiglia. Ma nasconde il segreto di una precedente relazione con un soldato tedesco. &nbsp;Propone il ritratto di una donna in costante allarme che, ricorre ad atti indegni per garantirsi un futuro rispettabile, ma senza riuscire a emanciparsi davvero dalla propria condizione miserevole.&nbsp;&nbsp; È privo di deriva didascalica e caratterizzato da una messa in scena stilizzata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I film italiani in concorso</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ritorno a Buenos Aires</strong>, di Marco Bechis è un convincente dramma esistenziale e politico. &nbsp;Rievoca la terribile vicenda delle detenzioni illegali, delle torture e degli assassini di migliaia di oppositori durante la dittatura militare argentina negli anni &#8217;80.&nbsp; &nbsp;Il protagonista, il medico torinese Mariano Guerra (Adriano Giannini, perfettamente nella parte), già detenuto illegalmente e torturato per 24 mesi durante gli anni &#8217;70 nel cosiddetto &#8220;Garage Olimpo&#8221;, torna a Buenos Aires 33 anni dopo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Deve testimoniare in un processo contro i torturatori finalmente individuati e detenuti. Nanni Moretti, in concorso alla Mostra per la seconda volta, dopo 37 anni dalla precedente (nel 1981 con Palombella rossa) ha presentato <strong>Succederà questa notte</strong>, una sorta di commedia romantica. Racconta, intercalando modesti spunti ironici e autocitazioni da suoi precedenti film (Caro Diario e Il sol dell&#8217;avvenire), la tortuosa realizzazione di una relazione extraconugale tra due quarantenni romani, Matteo (Louis Garrel), proprietario di una libreria e Greta (Jasmine Trinca), una ex attrice entrambi sposati e con figli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo dopo 17 anni dal loro primo fatale incontro e dopo essere certi di essersi ben occupati dei rispettivi figli, potranno finalmente lasciare i loro coniugi e affrontare la vita insieme. Si tratta di un film piuttosto superficiale e scontato nella caratterizzazione dei personaggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>The Echo Chamber</strong>, di Andrea Pallaoro, parlato in inglese, con una sceneggiatura di Bernardo Bertolucci, Ilaria Bernardini e Ludovics Rampoldi, è un dramma esistenziale mediocre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È segnato da una dinamica affettiva, sentimentale ed emotiva semplificata e affatto efficace. Un chamber drama che racconta con scarsissima credibilità la vicenda di Leonardo (Luca Marinelli), un produttore musicale divenuto tossicodipendente da oppiacei avendoli usati intensivamente per combattere dolori articolari alla schiena.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto a lui Anne (AliciaVikander), la fidanzata in crisi e Ava (Susan Sarandin) un&#8217;anziana cantante, musa intrigante e maledetta di Leonardo. <strong>L&#8217;estranea</strong>, di Paolo Strippoli, è un horror&nbsp; grossolano. Racconta la vicenda di un&#8217;agiata famiglia barese proprietaria di una rinomata sartoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anna (Jasnine Trinca), Walter (Adriano Giannini) e il loro figli adolescenti, Tobia (Andrea Genovese) e Alice (Romana Maggiora Vergano) sono perseguitati da un&#8217;estranea (Valeria Bruni Tedeschi).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quest&#8217;ultima, che visibilmente è una personificazione del diavolo, costringe Anna a decidere di far morire altre persone per salvare i suoi figli da terribili incidenti e infermità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il fuoco che ti porti dentro</strong>, del napoletano Edoardo De Angelis è una efficace dark comedy familiare. Vi si intrecciano brillante sarcasmo e una sanguigna dinamica affettiva e culturale. La vicenda si svolge tutta in una notte, quella di Natale, in un appartamento a Milano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La protagonista assoluta è Angela (Vanessa Scalera in un&#8217;interpretazione eccellente), una vedova matriarca cinquantenne napoletana, petulante e vivacissima, molto determinata, ma anche pronta a utilizzare anche la tattica del vittimismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un personaggio impossibile, ma veridico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La donna che ha imposto di essere lei l&#8217;unica cuoca di una pantagruelica cena natalizia ricca di piatti tradizionali partenopei. Da un paio di settimane è ospite del figlio Antonio (Lino Musella), un promotore editoriale&nbsp; sposato con una signora milanese e padre di due liceali, maschio e femmina, che si mostrano interdetti di fronte alle continue battute e provocazioni verbali della&nbsp; strana nonna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi giunge anche un ospite esimio: uno scrittore (Tommaso Ragno) che entro pochi giorni dovrebbe firmare un contratto con la casa editrice presso cui lavora Antibio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Poco a poco la tensione cresce, tra recriminazioni, rivelazioni delle cause di&nbsp; antichi e nuovi dissapori e propositi di revisione totale dei fragoliv equilibri di convivenza familiare. Fino a un&#8217;esplosione di nervosismo e di rabbia che si accompagna a una tragica sorpresa che riguarda la stessa Angela.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimani aggiornato su <a href="https://www.pubblicanow.it/">Pubblica Now</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/09/12/venezia-2026-alla-mostra-del-cinema-leone-doro-a-clooney-e-burstyn-da-moretti-a-khan-i-film-piu-importanti-in-gara/">Venezia 2026, al Festival del Cinema Leone d’Oro a Clooney e Burstyn. Da Moretti a Khan, i film più importanti in gara</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.pubblicanow.it/2026/09/12/venezia-2026-alla-mostra-del-cinema-leone-doro-a-clooney-e-burstyn-da-moretti-a-khan-i-film-piu-importanti-in-gara/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Spettacolo, arte e cultura: l’Umbria mette in campo 2,6 milioni</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/09/10/spettacolo-arte-e-cultura-lumbria-mette-in-campo-26-milioni/</link>
					<comments>https://www.pubblicanow.it/2026/09/10/spettacolo-arte-e-cultura-lumbria-mette-in-campo-26-milioni/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 11:47:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pubblicanow.it/?p=48378</guid>

					<description><![CDATA[<p>È aperto dal 3 settembre il nuovo bando della Regione Umbria dedicato allo spettacolo dal vivo, all’eredità culturale e alle nuove forme dell’arte. Oltre 2,6 milioni di euro per sostenere il sistema culturale regionale attraverso interventi annuali e triennali, con l’obiettivo di dare continuità ai progetti e rafforzare il legame tra patrimonio, creatività e territorio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/09/10/spettacolo-arte-e-cultura-lumbria-mette-in-campo-26-milioni/">Spettacolo, arte e cultura: l’Umbria mette in campo 2,6 milioni</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>È aperto dal 3 settembre il nuovo bando della Regione Umbria dedicato allo spettacolo dal vivo, all’eredità culturale e alle nuove forme dell’arte. Oltre 2,6 milioni di euro per sostenere il sistema culturale regionale attraverso interventi annuali e triennali, con l’obiettivo di dare continuità ai progetti e rafforzare il legame tra patrimonio, creatività e territorio</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Si chiama <strong>“Umbria in scena. Avviso per la concessione di contributi per lo spettacolo dal vivo, l’eredità culturale e il futuro delle arti”</strong> il nuovo bando della Regione Umbria, aperto dallo scorso 3 settembre e pubblicato sul <a href="https://bur.regione.umbria.it/">Bollettino Ufficiale della Regione </a>il 2 settembre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La misura mette complessivamente a disposizione <strong>2 milioni e 605 mila euro</strong> e rappresenta uno dei primi strumenti attuativi della nuova legge regionale sulla cultura e sulle imprese culturali e creative. Il sostegno sarà articolato attraverso interventi sia annuali sia triennali, con l&#8217;intento di accompagnare in modo più strutturato e continuativo le realtà che operano nel settore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Continuità e prospettiva per chi produce cultura</h2>



<p class="wp-block-paragraph">«Con “Umbria in scena” inauguriamo un modo nuovo di sostenere la cultura in Umbria: non soltanto attraverso singoli contributi, ma attraverso una programmazione capace di dare continuità, riconoscimento e prospettiva al lavoro di chi produce cultura nel nostro territorio».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo sottolinea l’assessore alla Cultura <strong>Tommaso Bori</strong>, evidenziando la volontà della Regione di superare una logica basata esclusivamente sul sostegno a singole iniziative per costruire invece una politica culturale più stabile e programmata. «Per questo – aggiunge Bori – abbiamo voluto costruire uno strumento che tenga insieme la forza delle nostre tradizioni e la capacità di innovare, sostenendo tanto il patrimonio culturale quanto la produzione contemporanea e i nuovi linguaggi».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tradizione e innovazione al centro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo avviso nasce nell’ambito della <strong>Legge regionale 18 maggio 2026, n. 8</strong>, recante “Norme in materia di cultura e imprese culturali e creative”, e dà attuazione all’<strong>Atto di indirizzo triennale per la Cultura 2026-2028</strong> e al <strong>Programma Operativo Annuale per la Cultura 2026</strong>. L&#8217;obiettivo è rafforzare un vero e proprio ecosistema culturale regionale, capace di mettere in dialogo la valorizzazione dell’eredità culturale con la produzione artistica contemporanea e la sperimentazione di nuovi linguaggi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Qualità, lavoro e impatto sociale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le priorità del bando figurano la <strong>qualità artistica</strong>, la solidità economica e organizzativa dei progetti e la <strong>tutela del lavoro</strong> nel settore culturale. Particolare attenzione viene inoltre riservata alla capacità delle iniziative di produrre un impatto sociale e di costruire relazioni durature con <strong>scuole, comunità e territori</strong>. L’idea è quindi quella di sostenere non soltanto la produzione culturale in senso stretto, ma anche il suo ruolo nella crescita e nella coesione delle comunità umbre.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Interventi annuali e triennali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">“Umbria in scena” è articolato in <strong>diverse linee di intervento</strong>, distinguendo tra misure a valenza triennale e misure annuali. Una struttura pensata per rispondere a esigenze differenti e, al tempo stesso, favorire una maggiore stabilità del sistema culturale regionale: da una parte il sostegno alle attività e ai progetti di più lunga durata, dall’altra interventi capaci di accompagnare iniziative annuali e nuove progettualità. Con questo bando la Regione punta dunque a costruire un modello di sostegno alla cultura che guardi contemporaneamente alla <strong>memoria e al futuro</strong>, valorizzando il patrimonio dell’Umbria e creando nuove opportunità per chi oggi produce, sperimenta e porta avanti la cultura sul territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimani aggiornato su <a href="https://www.pubblicanow.it/">Pubblica Now</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/09/10/spettacolo-arte-e-cultura-lumbria-mette-in-campo-26-milioni/">Spettacolo, arte e cultura: l’Umbria mette in campo 2,6 milioni</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.pubblicanow.it/2026/09/10/spettacolo-arte-e-cultura-lumbria-mette-in-campo-26-milioni/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La corsa all’intelligenza artificiale e il timore di perdere il controllo. L&#8217;allarme di Coxon (ex Anthropic)</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/09/09/la-corsa-allintelligenza-artificiale-e-il-timore-di-perdere-il-controllo-lallarme-di-coxon-ex-anthropic/</link>
					<comments>https://www.pubblicanow.it/2026/09/09/la-corsa-allintelligenza-artificiale-e-il-timore-di-perdere-il-controllo-lallarme-di-coxon-ex-anthropic/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2026 13:50:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pubblicanow.it/?p=48374</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un ex ricercatore di Anthropic e OpenAI lancia l’allarme sui rischi di una superintelligenza capace di auto-migliorarsi. Intanto cresce la competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina, tra accuse reciproche e richiami alla cooperazione La corsa verso un’intelligenza artificiale sempre più potente potrebbe trasformarsi in una sfida dagli esiti imprevedibili. A rilanciare con forza questo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/09/09/la-corsa-allintelligenza-artificiale-e-il-timore-di-perdere-il-controllo-lallarme-di-coxon-ex-anthropic/">La corsa all’intelligenza artificiale e il timore di perdere il controllo. L&#8217;allarme di Coxon (ex Anthropic)</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un ex ricercatore di Anthropic e OpenAI lancia l’allarme sui rischi di una superintelligenza capace di auto-migliorarsi. Intanto cresce la competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina, tra accuse reciproche e richiami alla cooperazione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La corsa verso un’intelligenza artificiale sempre più potente potrebbe trasformarsi in una sfida dagli esiti imprevedibili. A rilanciare con forza questo timore è Jacob Coxon, ricercatore britannico di 27 anni che ha deciso di lasciare <a href="https://www.anthropic.com/">Anthropic </a>dopo aver lavorato anche per OpenAI, denunciando quella che considera una competizione sempre più difficile da controllare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In una serie di post pubblicati su X per annunciare le proprie dimissioni, Coxon ha sostenuto che all’interno dei principali laboratori di IA esiste una consapevolezza concreta dei rischi legati allo sviluppo di sistemi capaci, in prospettiva, di superare le capacità umane. Secondo il ricercatore, alcune delle persone impegnate nello sviluppo di queste tecnologie ritengono persino possibile che l’IA possa rappresentare una minaccia esistenziale per l’umanità entro la fine del decennio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Coxon ha definito la situazione come una sorta di scommessa sul futuro dell’umanità. A suo giudizio, la potenza dei sistemi di nuova generazione viene ancora largamente sottovalutata: potrebbero diventare rapidamente strumenti in grado di compiere attacchi informatici su vasta scala, trasformare interi settori economici e ottenere un accesso sempre maggiore a risorse e forme di potere nel mondo reale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema, sostiene, non riguarda soltanto una singola azienda. Anthropic e OpenAI, pur con approcci differenti, sarebbero entrambe coinvolte in una corsa per raggiungere per prime sistemi sempre più avanzati. Coxon ritiene che OpenAI possa non aver pienamente interiorizzato la portata dei rischi, mentre Anthropic, pur mostrando maggiore consapevolezza sul fronte della sicurezza, sarebbe a sua volta condizionata dalla necessità di competere e non rimanere indietro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da qui la richiesta di un cambio di passo. Secondo l’ex ricercatore, non è sufficiente riconoscere i pericoli: servirebbe un coordinamento concreto tra aziende e gruppi di ricerca, fino ad arrivare, se necessario, a una sospensione temporanea dell’aumento delle capacità dei modelli. Il punto centrale della sua critica è la difficoltà di comprendere fino in fondo il funzionamento e le possibili conseguenze di sistemi di apprendimento sempre più sofisticati prima di renderli ancora più potenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’allarme di Coxon si inserisce in un dibattito più ampio sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale, proprio mentre Anthropic si prepara a una possibile quotazione in Borsa che potrebbe portare la valutazione dell’azienda a livelli straordinari. La sicurezza dell’IA è, del resto, uno dei temi sui quali Anthropic ha costruito una parte importante della propria identità pubblica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida con la Cina sull&#8217;Intelligenza artificiale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Alla competizione tra i grandi laboratori occidentali si aggiunge quella geopolitica. Gli Stati Uniti hanno rivolto accuse alle principali aziende cinesi di IA, contestando in particolare l’utilizzo di tecniche di “distillazione” per trasferire conoscenze dai modelli statunitensi a quelli sviluppati in Cina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pechino ha respinto le accuse, invitando Washington a evitare quelle che ha definito “accuse infondate e diffamazioni”. La portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha sostenuto che i progressi dell’IA nazionale siano soprattutto il risultato dell’autonomia e dell’autosufficienza scientifica e tecnologica raggiunte dalla Cina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Pechino, lo sviluppo del settore beneficia inoltre di una politica fondata sulla condivisione, sulla cooperazione aperta e sulla collaborazione tecnologica. Una posizione che si contrappone alla crescente diffidenza statunitense e conferma come la corsa all’intelligenza artificiale non sia soltanto una competizione industriale, ma anche una partita strategica tra le principali potenze mondiali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, il monito di Coxon porta la discussione su un terreno ancora più delicato: <strong>quanto velocemente è opportuno sviluppare una tecnologia le cui conseguenze future non siamo ancora in grado di prevedere pienamente?</strong> La risposta potrebbe determinare non soltanto il futuro dell’industria tecnologica, ma anche l’equilibrio tra innovazione, sicurezza e controllo umano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/09/09/la-corsa-allintelligenza-artificiale-e-il-timore-di-perdere-il-controllo-lallarme-di-coxon-ex-anthropic/">La corsa all’intelligenza artificiale e il timore di perdere il controllo. L&#8217;allarme di Coxon (ex Anthropic)</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.pubblicanow.it/2026/09/09/la-corsa-allintelligenza-artificiale-e-il-timore-di-perdere-il-controllo-lallarme-di-coxon-ex-anthropic/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Governo Meloni è il più longevo della storia repubblicana: numeri e dati del record</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/09/06/il-governo-meloni-e-il-piu-longevo-della-storia-repubblicana-numeri-e-dati-del-record/</link>
					<comments>https://www.pubblicanow.it/2026/09/06/il-governo-meloni-e-il-piu-longevo-della-storia-repubblicana-numeri-e-dati-del-record/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Sep 2026 10:38:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pubblicanow.it/?p=48370</guid>

					<description><![CDATA[<p>A Bari le celebrazioni di Fratelli d&#8217;Italia alla quale hanno preso parte 10mila persone e i principali esponenti dell&#8217;esecutivo. Con 1.412 giorni battuto il precedente record, appartenuto al Berlusconi II, in carica dall&#8217;11 giugno 2001 al 23 aprile 2005 di Alessio Ramaccioni Il 4 settembre 2026 l&#8217;esecutivo guidato da Giorgia Meloni è diventato ufficialmente il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/09/06/il-governo-meloni-e-il-piu-longevo-della-storia-repubblicana-numeri-e-dati-del-record/">Il Governo Meloni è il più longevo della storia repubblicana: numeri e dati del record</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>A Bari le celebrazioni di Fratelli d&#8217;Italia alla quale hanno preso parte 10mila persone e i principali esponenti dell&#8217;esecutivo. Con 1.412 giorni battuto il precedente record, appartenuto al Berlusconi II, in carica dall&#8217;11 giugno 2001 al 23 aprile 2005</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>di Alessio Ramaccioni</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 4 settembre 2026 l&#8217;esecutivo guidato da Giorgia Meloni è diventato ufficialmente il <a href="https://www.governo.it/it">governo</a> più longevo nella storia della Repubblica italiana, superando il precedente primato detenuto dal secondo governo Berlusconi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I numeri del record</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>1.413 giorni</strong>: la durata raggiunta dal governo Meloni al 4 settembre 2026, dal giorno del suo insediamento.</li>



<li><strong>22 ottobre 2022</strong>: data di nascita dell&#8217;esecutivo, il 68° della storia repubblicana e il primo guidato da una donna.</li>



<li><strong>1.412 giorni</strong>: il precedente record, appartenuto al Berlusconi II, in carica dall&#8217;11 giugno 2001 al 23 aprile 2005. Il governo Meloni lo ha eguagliato il 3 settembre e superato di un giorno il 4 settembre 2026.</li>



<li><strong>68 governi</strong> in circa ottant&#8217;anni di storia repubblicana: un dato che, secondo la premier, misura quanto sia anomala per l&#8217;Italia una fase di stabilità così prolungata.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano economico-finanziario, il governo rivendica alcuni indicatori come segnali di stabilità:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>lo <strong>spread</strong> tra BTp e Bund sceso da circa 220 a circa 80 punti base rispetto all&#8217;insediamento;</li>



<li>il rapporto <strong>deficit/Pil</strong> ridotto dall&#8217;8% a poco più del 3%, livello vicino alla soglia che consentirebbe la chiusura della procedura d&#8217;infrazione Ue aperta sui conti pubblici italiani.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come si è arrivati al record</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quasi quattro anni segnati da diversi momenti di difficoltà: dalle tensioni interne alla maggioranza agli scontri con opposizioni e magistratura, dalla vittoria del NO al referendum sulla magistratura alla gestione di complesse crisi internazionali (guerra in Ucraina, crisi in Medio Oriente), fino al rapporto altalenante con l&#8217;amministrazione Trump. Nonostante questo, la coalizione di centrodestra non ha mai vissuto una vera crisi di governo, capace di interrompere la legislatura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resta aperta la domanda su cosa farà Meloni ora che ha raggiunto il traguardo: puntare ad arrivare a fine legislatura o muoversi verso un election day nella primavera del 2027? L&#8217;obiettivo dichiarato resta comunque il bis a Palazzo Chigi.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La festa a Bari e il discorso della premier</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per celebrare il traguardo, Fratelli d&#8217;Italia ha organizzato una manifestazione alla banchina 10 del porto di Bari, alla presenza di migliaia di sostenitori (le stime parlano di circa 10mila persone) e dei principali esponenti dell&#8217;esecutivo, incluso un intervento in videocollegamento di Matteo Salvini, che ha definito Berlusconi &#8220;un gigante&#8221; della politica italiana superato ora in longevità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Meloni ha tenuto il comizio conclusivo della serata, un intervento a tutto campo. Tra i passaggi principali del suo intervento, c’è stato un passaggio sulla stabilità, e su quello che realmente rappresenta nel quadro politico italiano: la premier ha chiarito che durare a lungo non significa automaticamente governare bene, e che il vero giudizio sull&#8217;operato spetta ai cittadini. Ha indicato come motivo di orgoglio non i 1.413 giorni in sé, ma il fatto di godere ancora oggi di un consenso superiore a quello raccolto il primo giorno di mandato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sui delicati temi dell&#8217;immigrazione e della sicurezza</strong> ha rivendicato il contrasto al fondamentalismo, ribadendo il principio dell&#8217;unicità della legge italiana e l&#8217;incedibilità della libertà delle donne nel Paese. Interessante il passaggio <strong>sui limiti dell&#8217;azione di governo</strong>: la premier ha ammesso alcune criticità, riconoscendo che su alcuni temi la discontinuità attesa dagli elettori &#8220;non si vede ancora come si dovrebbe&#8221; e che su altri le risposte non arrivano abbastanza rapidamente, pur rivendicando la volontà di proseguire nell&#8217;azione di riforma della macchina pubblica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inevitabile il passaggio sulle opposizioni, inevitabile all’interno di una celebrazione che, oltre a festeggiare un risultato comunque simbolico, ha rappresentato un momento di campagna elettorale, ormai aperta a tutti gli effetti: Giorgia Melon ha accusato gli avversari politici di trasformare ogni giorno una nuova questione in emergenza, definendo questo atteggiamento un modo di &#8220;tifare contro la propria nazione&#8221; piuttosto che fare opposizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Per quel che riguarda il futuro,</strong> la premier si è riferitaalla prossima scadenza elettorale, ricordando agli elettori che il giudizio finale sui quattro anni di governo spetterà a loro alle urne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fuori dall&#8217;area della manifestazione si è svolta anche una contromanifestazione dell&#8217;opposizione: la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha commentato duramente il traguardo parlando di &#8220;quattro anni buttati&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il quadro internazionale</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il record di longevità ottenuto dal governo Meloni ha avuto una discreta eco sulla stampa internazionale: secondo quanto riportato anche da diverse testate italiane, il <em>New York Times</em> ha sottolineato il pragmatismo della premier, mentre il <em>Financial Times</em> ha valorizzato l&#8217;operato del governo sul fronte economico. Restano tuttavia aperti, secondo diversi osservatori, gli interrogativi sulla crescita economica e sulle riforme strutturali ancora da completare.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="youtube-embed" data-video_id="8-XmwbJe0ag"><iframe title="Record governo, Lollobrigida: «Ecco perchè la stabilità di Governo è un vantaggio per il Paese»" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/8-XmwbJe0ag?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nel <strong>video</strong>, il Ministro dell&#8217;Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida commenta il raggiungimento del record di longevità del governo Meloni a margine dell’evento per la riapertura dell’Ippodromo delle Capannelle a Roma</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimani aggiornato su <a href="https://www.pubblicanow.it/">Pubblica Now</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/09/06/il-governo-meloni-e-il-piu-longevo-della-storia-repubblicana-numeri-e-dati-del-record/">Il Governo Meloni è il più longevo della storia repubblicana: numeri e dati del record</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.pubblicanow.it/2026/09/06/il-governo-meloni-e-il-piu-longevo-della-storia-repubblicana-numeri-e-dati-del-record/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Falkland, Milei riaccende la sfida a Londra: «Le Malvinas sono argentine». La risposta britannica: «Rimarranno nostre»</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/09/04/falkland-milei-riaccende-la-sfida-a-londra-le-malvinas-sono-argentine-la-risposta-britannica-rimarranno-nostre/</link>
					<comments>https://www.pubblicanow.it/2026/09/04/falkland-milei-riaccende-la-sfida-a-londra-le-malvinas-sono-argentine-la-risposta-britannica-rimarranno-nostre/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 14:20:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pubblicanow.it/?p=48367</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il presidente argentino rilancia la rivendicazione sulle isole contese e annuncia nuove misure contro le società impegnate nei progetti petroliferi. Londra replica senza esitazioni: «Il diritto all’autodeterminazione degli abitanti è fondamentale». Sullo sfondo, le aperture di Donald Trump che Buenos Aires interpreta come un possibile cambio di rotta degli Stati Uniti A più di quarant’anni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/09/04/falkland-milei-riaccende-la-sfida-a-londra-le-malvinas-sono-argentine-la-risposta-britannica-rimarranno-nostre/">Falkland, Milei riaccende la sfida a Londra: «Le Malvinas sono argentine». La risposta britannica: «Rimarranno nostre»</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il presidente argentino rilancia la rivendicazione sulle isole contese e annuncia nuove misure contro le società impegnate nei progetti petroliferi. Londra replica senza esitazioni: «Il diritto all’autodeterminazione degli abitanti è fondamentale». Sullo sfondo, le aperture di Donald Trump che Buenos Aires interpreta come un possibile cambio di rotta degli Stati Uniti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">A più di quarant’anni dalla guerra del 1982, la disputa sulle isole Falkland torna ad alimentare la tensione tra <a href="https://www.argentina.gob.ar/">Argentina</a> e Regno Unito. Buenos Aires, che continua a chiamarle Malvinas, non ha mai rinunciato alla propria rivendicazione sull’arcipelago dell’Atlantico meridionale. E ora il presidente Javier Milei rilancia con forza la questione, sostenendo che ci siano «venti favorevoli» per la causa argentina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una posizione che ha provocato l&#8217;immediata reazione di Londra. Il segretario di Stato britannico agli Esteri, Ed Miliband, ha ribadito sui social che le Falkland «sono britanniche e rimarranno tali», sottolineando come questa sia la volontà nettamente prevalente degli abitanti delle isole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla stessa linea il ministro britannico della Difesa, che ha definito la dichiarazione di Milei soprattutto un elemento di politica interna argentina, ribadendo che «le Falkland sono britanniche perché gli abitanti scelgono di essere britannici» e che l&#8217;impegno del Regno Unito nei confronti dell&#8217;arcipelago resta «assoluto e irremovibile».</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il petrolio riaccende la contesa</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">A far tornare la questione al centro del dibattito sono state soprattutto le nuove dichiarazioni di Milei sui progetti energetici nelle acque intorno alle isole. Nel corso di un discorso televisivo, il presidente argentino ha indicato il progetto petrolifero Sea Lion come una minaccia alla sovranità del Paese e come un tentativo di sottrarre risorse naturali al popolo argentino. Il giacimento è sviluppato da società israeliane e britanniche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Milei ha annunciato l&#8217;intenzione di presentare un progetto di legge per inasprire sanzioni e pene nei confronti delle aziende coinvolte in attività che Buenos Aires considera non autorizzate. Il presidente ha inoltre annunciato che sarà vietato operare sul territorio argentino alle società direttamente o indirettamente coinvolte in progetti nelle Malvinas senza autorizzazione di Buenos Aires.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Coloro che operano sulle nostre isole alle spalle del governo argentino dovranno scegliere tra una scommessa illegale in un territorio conteso e un&#8217;attività redditizia e sicura in un Paese sovrano», ha avvertito Milei, sottolineando che le due attività non potranno essere portate avanti contemporaneamente.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La nuova strategia di sicurezza di Buenos Aires</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova offensiva diplomatica sulle Malvinas si inserisce in un più ampio progetto di rafforzamento della sicurezza nazionale argentina. Milei ha firmato un decreto per ampliare le risorse destinate al ministero della Difesa e ha indicato come priorità la costruzione di una «base navale integrata» nella Terra del Fuoco, insieme al potenziamento delle capacità del Paese nel settore delle telecomunicazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il presidente, la nuova struttura dovrebbe trasformare la Terra del Fuoco nel «più importante polo logistico dell&#8217;Atlantico meridionale», assumendo un ruolo centrale nella proiezione geopolitica dell&#8217;Argentina. Il governo punta inoltre alla creazione di un Consiglio di Sicurezza Nazionale incaricato di coordinare Esteri, Difesa, intelligence ed economia. Milei ha annunciato che chiederà al Congresso di attribuire all&#8217;organismo i poteri necessari per consentire allo Stato di rispondere, con strumenti economici e diplomatici, alle eventuali minacce provenienti da attori statali o non statali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il presidente argentino, la sicurezza nazionale non riguarda soltanto la difesa fisica del territorio, ma comprende anche la stabilità economica, la protezione della valuta, il rafforzamento del sistema finanziario e lo sviluppo delle risorse strategiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;ombra di Trump sulla disputa</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">A rendere ancora più delicata la situazione sono le recenti dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, stretto alleato politico di Milei.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Trump ha lasciato intendere che Washington potrebbe rivedere la propria posizione sulla controversia, arrivando a mettere in discussione un eventuale sostegno al Regno Unito in caso di un futuro conflitto per le isole. Un&#8217;ipotesi legata anche alle tensioni tra Stati Uniti e Londra e al mancato sostegno britannico alle posizioni americane durante la guerra contro l&#8217;Iran. Gli Stati Uniti riconoscono che il Regno Unito esercita di fatto l&#8217;amministrazione delle Falkland, ma tradizionalmente non hanno assunto una posizione definitiva sulla sovranità dell&#8217;arcipelago.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Milei ha accolto le parole di Trump come un segnale particolarmente significativo per la causa argentina, definita dal presidente una questione «sacra» per il Paese. Secondo il leader argentino, Washington starebbe valutando un cambiamento perché considera l&#8217;Argentina «un partner affidabile», allineato ai valori occidentali e collocato in una posizione strategicamente rilevante nell&#8217;Atlantico meridionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>«Le Malvinas sono argentine per storia e per diritto»</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Milei ha quindi ribadito senza ambiguità la posizione di Buenos Aires: «Le Malvinas sono argentine per storia e per diritto». Il presidente sostiene che non ci sia alcuna discussione possibile sulla sovranità delle isole e ha accusato il Regno Unito di aver instaurato una situazione coloniale che, a suo giudizio, si protrae ancora oggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo la ricostruzione di Milei, Londra avrebbe occupato le isole, espulso le autorità argentine e imposto il proprio controllo sul territorio. Il presidente respinge inoltre il principio secondo cui gli abitanti delle Falkland possano determinare autonomamente lo status dell&#8217;arcipelago, sostenendo che la loro presenza sia il risultato di un insediamento successivo all&#8217;occupazione britannica. Di conseguenza, Buenos Aires considera non validi, ai fini della sovranità, gli argomenti fondati sui referendum organizzati nelle isole.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La guerra del 1982 e una ferita ancora aperta</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La disputa affonda le sue radici in una storia molto più lunga, ma il momento più drammatico resta la guerra del 1982. Il 2 aprile di quell&#8217;anno l&#8217;Argentina inviò migliaia di soldati per assumere il controllo dell&#8217;arcipelago. Il Regno Unito reagì con una massiccia operazione militare che, dopo 74 giorni di combattimenti, portò alla riconquista delle isole da parte britannica. Il conflitto provocò 649 morti tra gli argentini e 255 tra i britannici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella guerra continua a rappresentare una ferita profonda nella memoria argentina. La rivendicazione delle Malvinas è inoltre sancita dalla Costituzione del Paese, elemento che rende la questione particolarmente sensibile anche sul piano politico interno.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le Falkland oggi</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le isole Falkland si trovano nell&#8217;Atlantico meridionale, a circa 600 chilometri dalle coste della Patagonia argentina. L&#8217;arcipelago conta circa 3.600 abitanti e gode di un&#8217;ampia autonomia interna. Londra mantiene il controllo sulla politica estera e sulla difesa, oltre a una presenza militare permanente che comprende anche aerei da combattimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel referendum del 2013, gli abitanti delle Falkland votarono a stragrande maggioranza per mantenere lo status di territorio britannico. È proprio il principio di autodeterminazione della popolazione locale il principale argomento sul quale Londra fonda la propria posizione. Buenos Aires, al contrario, considera la controversia una questione di sovranità territoriale e sostiene che la popolazione delle isole non possa decidere autonomamente il futuro di un territorio che l&#8217;Argentina considera proprio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A oltre quarant&#8217;anni dalla guerra, dunque, la disputa resta irrisolta. E le nuove dichiarazioni di Milei, insieme alle aperture di Trump e alla crescente importanza delle risorse energetiche dell&#8217;Atlantico meridionale, rischiano di riportare le Malvinas al centro di una partita geopolitica che sembrava rimasta congelata nel tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimani aggiornato su <a href="https://www.pubblicanow.it/">Pubblica Now</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/09/04/falkland-milei-riaccende-la-sfida-a-londra-le-malvinas-sono-argentine-la-risposta-britannica-rimarranno-nostre/">Falkland, Milei riaccende la sfida a Londra: «Le Malvinas sono argentine». La risposta britannica: «Rimarranno nostre»</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.pubblicanow.it/2026/09/04/falkland-milei-riaccende-la-sfida-a-londra-le-malvinas-sono-argentine-la-risposta-britannica-rimarranno-nostre/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’Odissea: Nolan reinventa il poema e vince la sfida</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/09/01/lodissea-nolan-reinventa-il-poema-e-vince-la-sfida/</link>
					<comments>https://www.pubblicanow.it/2026/09/01/lodissea-nolan-reinventa-il-poema-e-vince-la-sfida/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 13:24:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pubblicanow.it/?p=48363</guid>

					<description><![CDATA[<p>Christopher Nolan reinventa l’Odissea trasformando il poema omerico in un racconto epico, oscuro e spettacolare, costruito attraverso una narrazione non lineare che intreccia la guerra di Troia, il lungo viaggio di Ulisse e la ricerca del padre da parte di Telemaco di Giovanni Ottone Il racconto epico diventa una trama crepuscolare di angoscia, di dolore e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/09/01/lodissea-nolan-reinventa-il-poema-e-vince-la-sfida/">L’Odissea: Nolan reinventa il poema e vince la sfida</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Christopher Nolan reinventa l’<em>Odissea</em> trasformando il poema omerico in un racconto epico, oscuro e spettacolare, costruito attraverso una narrazione non lineare che intreccia la guerra di Troia, il lungo viaggio di Ulisse e la ricerca del padre da parte di Telemaco</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>di Giovanni Ottone</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il racconto epico diventa una trama crepuscolare di angoscia, di dolore e di determinazione: incalzante, avvincente e spettacolare. Una scrittura innovativa e sistematica seleziona gli episodi del poema e ricombina cronologia e piani narrativi: dalla guerra di Troia alle avventure di Ulisse, alle vicende di Telemaco. Il personaggio di Ulisse, dubbioso e spogliato dai falsi miti dell’eroismo, della nostalgia e del ritorno, accetta e persegue il suo destino, il compimento della vendetta, ma in seguito riparte, scegliendo una nuova vita. Il film dell’anno, ambizioso, audace e magnifico, girato interamente su pellicola IMAX da 70 millimetri, ha incassato finora circa 1,460 miliardi di dollari in tutto il mondo e circa 54 milioni di euro in Italia, in appena sei settimane di programmazione nei cinema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cinquantaseienne inglese <strong>Christopher Nolan </strong>ha dichiarato di essere stato particolarmente influenzato dallo stile visivo sorprendente di Ridley Scott e da alcuni mitici film di fantascienza, come <em>2001: A Space Odyssey</em> (1968), di Stanley Kubrick, e <em>Star Wars</em> (1977), di George Lucas. Nel corso di 27 anni di carriera ha scritto e diretto 13 lungometraggi, raggiungendo la notorietà presso il grande pubblico con la “Trilogia del Cavaliere Oscuro”, il rilancio della saga cinematografica del supereroe Batman, comprendente <em>Batman Begins</em> (2005), <em>The Dark Knight</em> (2008) e <em>The Dark Knight Rises</em> (2012).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha realizzato film memorabili di ambientazione e di generi diversi: il cult neo-noir&nbsp;<em>Memento</em>&nbsp;(2000), straordinaria prova di rappresentazione visiva di spazio, tempo, azioni e immagini e primo esempio di quella che è diventata la sua abituale scelta stilistica: la narrazione di una storia frammentata in episodi, poi rimontati in ordine cronologico inverso e alternato, convergente verso il centro, in una differenza totale fra fabula e intreccio; il crepuscolare thriller psicologico&nbsp;<em>Insomnia</em>&nbsp;(2002); il dramma-thriller, dedicato al mondo dell’illusionismo,&nbsp;<em>The Prestige</em>&nbsp;(2006);&nbsp;<em>Inception</em>&nbsp;(2010) e&nbsp;<em>Interstellar</em>&nbsp;(2014), due varianti diverse, intelligenti e intriganti di storie di fantascienza, con riflessi psicologici; il coraggioso dramma di guerra&nbsp;<em>Dunkirk</em>&nbsp;(2017), dedicato all’evacuazione delle truppe britanniche sconfitte dalla spiaggia di Dunkerque nel maggio del 1940; l’affascinante spy story, con spostamenti nel flusso temporale,&nbsp;<em>Tenet</em>&nbsp;(2020); il coraggioso e articolato thriller biografico “epico”&nbsp;<em>Oppenheimer</em>&nbsp;(2023), dedicato al fisico teorico statunitense Julius Robert Oppenheimer, direttore del “Progetto Manhattan”, il programma di realizzazione delle prime bombe atomiche, poi caduto in disgrazia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La poetica e lo stile di Nolan</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti i film di Christopher Nolan sono altamente spettacolari. Costituiscono il risultato dello sviluppo sistematico e definitivo di un’idea, attraverso una scrittura densa e dettagliata, con il fine di abbattere i tempi morti e di caratterizzarne gli aspetti visivi, estetici e visionari. Sono opere che presentano prospettive esistenziali e temi metafisici: la distinzione tra apparenza e realtà, l’essenza e il valore della verità, il concetto del tempo e la natura duttile della memoria e dell’identità personale. E che mostrano azione, suspense e violenza, senza proporre derive didascaliche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nolan costruisce meticolosamente la messa in scena anche attraverso concetti e immagini di ispirazione matematica, strutture narrative non convenzionali, effetti speciali pratici, utilizzando materiale di scena, montaggio alternato e passaggi sonori d’avanguardia. E supervisiona anche le scenografie e tutti gli aspetti della produzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In effetti, finora, il suo approccio tecnico e produttivo ha seguito logiche, per così dire, “artigianali”: è ricorso in modo limitato alla computer grafica, preferendo un approccio “pre-digitale” che si riflette anche nella scelta di utilizzare spesso pellicole IMAX di grande formato e ad alta risoluzione. In sostanza, coniuga azioni sperimentali pragmatiche rispetto al tempo cinematografico, utilizzando anche miniature e modellini, con le esigenze dell’intrattenimento mainstream, giocato sul piacere per la macchinazione e l’artificio, intesi come espedienti per risvegliare nello spettatore un rapporto attivo con il film presentato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne deriva che la costruzione delle storie, l’elaborazione di simmetrie e di architetture narrative composite, con correlazioni interne e intrecci che si risolvono progressivamente, servono ad assicurare l’assoluta atipicità dei suoi film. Il suo cinema denota quindi un dialogo continuo tra ricerca personale e intrattenimento, cinema d’autore e grande spettacolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro della sua poetica vi sono il tempo e lo spazio, declinati in tutte le modalità possibili: tempo percepito, tempo reale, ambienti suggestivi, costruzioni reali, immaginarie e paradossali. Si tratta di elementi essenziali che vengono ingegnosamente e brillantemente distorti, manipolati e messi al servizio di storie avvincenti, fortemente geometriche, ma anche, a volte, con venature fantastiche, raffinate e potenti sul piano visivo ed efficaci su quello narrativo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il box office premia l&#8217;Odissea</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>The Odyssey</em>&nbsp;(<em>L’Odissea</em>), tredicesimo lungometraggio scritto e diretto da Christopher Nolan, conferma pienamente la poetica e le scelte autoriali del regista, che abbiamo riassunto in premessa e che illustriamo nel commento specifico. Questo eccellente film, ambizioso e audace, della durata di 172 minuti, è stato il primo nella storia del cinema girato interamente con una cinepresa IMAX, del peso di 130 kg, e su pellicola IMAX di 70 millimetri, un formato analogico che offre immagini ad altissima qualità grazie ai suoi fotogrammi di grandi dimensioni. Vi è stato un utilizzo complessivo di ben 640.000 metri di pellicola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prodotto dalla Universal, a fronte di un budget di 250 milioni di dollari, a cui si aggiungono 150 milioni di dollari per il marketing,&nbsp;<em>L’Odissea</em>&nbsp;ha incassato finora circa 550 milioni di dollari in Nord America e 910 milioni di dollari nel resto del mondo, per un totale di 1,460 miliardi di dollari. Finora è il 18º film col maggior incasso nella storia del cinema. In Italia ha incassato circa 54 milioni di euro ed è attualmente il quarto film col maggior incasso di sempre distribuito nei cinema italiani. Inoltre, è ufficialmente il film R-rated (vietato ai minori di 17 anni negli USA) con il maggior incasso di sempre nella storia del box office mondiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cast comprende alcuni tra gli attori più stimati di Hollywood: Matt Damon (Ulisse), Tom Holland (Telemaco), Anne Hathaway (Penelope), Robert Pattinson (Antinoo), Zendaya (Atena), Charlize Theron (Calipso), Benny Safdie (Agamennone) e Lupita Nyong’o (che interpreta sia Elena sia Clitennestra), Samantha Morton (Circe), Himesh Patel (Euriloco), Bill Irwin (Polifemo) ed Elliot Page (Sinone).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le riprese, durate 91 giorni, si sono svolte in vari Paesi: Marocco, Sahara Occidentale, Grecia, Islanda, Scozia e Italia. Le parti del film ambientate in Italia sono state girate soprattutto in Sicilia e nell’isola di Lipari. Il set di Troia, delle dimensioni di oltre 10.000 metri quadrati, incastonato tra le mura di Aït Benhaddou, è stato popolato da 2.000 comparse. La nave su cui sono stati imbarcati Ulisse e i suoi compagni è la&nbsp;<em>Draken</em>, una nave vichinga norvegese, sulla quale il cast ha davvero imparato a remare e a governare le vele in mare aperto, senza trucchi di scena.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perchè è un film straordinario</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em>L’Odissea</em>&nbsp;è forse il film meno cerebrale e più emotivo di Nolan. Uno dei suoi temi centrali è l’ambiguità tra il mito soprannaturale e la spiegazione psicologica, introdotto fin dalla didascalia iniziale, che recita: “Un tempo di apparente magia&#8230;”. Il termine “apparente” è ambivalente. Nolan crea un mondo in cui le forze naturali, le esperienze psicologiche, le scelte umane e l’intervento divino possono occupare la stessa immagine senza annullarsi a vicenda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il regista reinventa il poema-leggenda di Omero, trasformandolo in una peregrinazione angosciosa, segnata dai ricordi di una guerra terribile, conclusasi con una vittoria senza onore. E non rinuncia alla geometria narrativa non lineare, con i flashback, le allucinazioni e le trame parallele.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta innovativa della sceneggiatura di Nolan ricolloca le vicende che avvengono durante il viaggio decennale di Ulisse come singoli episodi non continui, in parallelo con quelle di Telemaco, che rappresentano una sorta di romanzo di formazione durante la ricerca della verità sul proprio padre, che di fatto non ha mai conosciuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La convivenza con i Proci a Itaca, il viaggio-inchiesta a Sparta, alla corte di Menelao, e l’agguato mortale nel tempio di Pilo, vissuti da Telemaco, si intrecciano in un doppio arco narrativo, che si riunisce solo nell’epilogo, con episodi famosi che coinvolgono Ulisse-Odisseo e i suoi compagni in una sequela quasi di genere fantasy, in cui compaiono Polifemo, Circe, i giganti Lestrigoni, l’Ade, le Sirene, le Vacche del dio Sole a Thrinacia, Scilla e Cariddi e Calipso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nolan riformula un assetto unitario in cui questi episodi affascinanti e attraenti, raccontati da Ulisse nel tentativo di ricordarli e non mediati da un racconto rivolto ad altri, determinano un ritmo narrativo con continue accelerazioni, in parallelo allo svolgersi della vicenda principale che, nel film, a differenza del poema, diventa quella che si svolge a Itaca, con Telemaco, Penelope e i loro antagonisti, i Proci, ovvero Antinoo e gli altri nobili pretendenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova organizzazione del racconto consente di integrare alla linea principale altri episodi e personaggi, come Sinone, un personaggio dell’<em>Eneide</em>&nbsp;di Virgilio, che diventa protagonista durante l’inquietante discesa di Ulisse nell’Ade, caratterizzata da una suggestiva iconografia di morti viventi. E impone una selezione e una rideterminazione funzionale dei personaggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne risultano alcune peculiarità: l’assenza di personaggi favorevoli e ospitali, Nausicaa e Alcinoo, il re dei Feaci, e Laerte e Anticlea, gli anziani genitori dell’eroe, forse voluta per sottolineare che Ulisse si trova in un mondo dove tutti i legami sociali sono stati troncati; la restituzione di Agamennone come potente sovrano, di fronte a cui tutti si inchinano; l’innovazione di Penelope, solenne regina, ma soprattutto donna innamorata; la trasformazione di Circe in una donna matura, una strega nefasta che vive in una catapecchia-laboratorio di sortilegi su un’isola inospitale, inveisce contro le violenze perpetrate dagli uomini e, soprattutto, si lamenta a causa delle sue frustrazioni; la nuova, sorprendente immagine di Elena, spogliata del ruolo di causa della guerra perché, come afferma Ulisse, la spedizione greca contro Troia in realtà mirava al controllo delle rotte e dei traffici mercantili, e privata della sua pericolosa bellezza perché Menelao, dopo averla riaccolta nella sua casa, ne ha sfregiato il volto, come mostra senza ritegno allo stesso Telemaco, che gli ha reso visita e che apprende da lui alcuni particolari sul cavallo e sulla distruzione di Troia grazie a un magistrale flashback visivo, ricco di realismo e di tensione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il finale che ne deriva, dopo la strage dei Proci, per necessità e verosimiglianza non può che consistere nella nuova partenza di Ulisse da Itaca, insieme a Penelope, in un viaggio verso Occidente per cercare la pace in esilio, mentre Telemaco, invece, viene proclamato nuovo re di Itaca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nolan propone le vicissitudini e le traversie di un eroe vulnerabile, tormentato dalla propria&nbsp;<em>hybris</em>&nbsp;e lacerato da dubbi, mancanza di certezze sul suo ruolo rispetto ai compagni, rimpianti e presa di coscienza di sé. Ulisse è un uomo determinato, ma la sua curiosità si è quasi spenta e, anche quando Calipso gli dichiara il suo amore e gli prospetta un’unione imperitura, non manifesta alcuna pulsione erotica. Perché si sente oppresso dal peso delle proprie responsabilità, avendo inventato, con l’inganno, il cavallo, un meccanismo che ha generato conseguenze tremende e irreversibili, distruggendo i fragili legami tra gli uomini, e perché è sconcertato dall’orrore di ciò che ha visto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cavallo di Troia è infatti il prodotto della sua intelligenza strategica, ma quella stessa intelligenza viene utilizzata per provocare una carneficina. Ma il suo personaggio è ben lontano dalla versione “politicamente corretta” del reduce colpevole di crimini di guerra che deve espiare le sue colpe, perché rappresenta l’esperienza umana e la voglia di vivere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ulisse segue il suo destino: lo anticipa, lo accetta e lo vive. Persegue con ostinazione, pazienza e capacità di sopportazione l’obiettivo cui è suo malgrado rivolto, si fa carico di guidare gli altri nonostante le resistenze, le incomprensioni e le accuse, sopravvive a infinite sofferenze e, eppure, continua il viaggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cavallo e la corda dell’arco disegnano così il doppio registro del personaggio: da una parte, l’uomo che avverte la preda per affrontarla ad armi pari; dall’altra, lo stratega che nasconde soldati nel ventre di un’offerta votiva e che utilizza l’inganno per far prevalere l’esercito a cui appartiene. È un eroe che diventa progressivamente un antieroe: per tornare a casa, dovrà fare i conti non soltanto con ciò che ha perduto, ma anche con il modo in cui ha vinto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nolan utilizza a più riprese i flashback in cui Ulisse narra in prima persona i suoi viaggi ai confini del mondo reale e in cui racconta l’episodio cruciale del cavallo di legno e della successiva, feroce distruzione di Troia e del massacro dei suoi abitanti, vecchi e giovani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella tradizione letteraria successiva a Omero, da Dante a Pascoli, Ulisse è stato l’eroe della conoscenza e dei necessari limiti imposti dalla natura umana: l’uomo famoso per la sua celebre astuzia e per l’etica mercantile e fraudolenta del marinaio, capace di imbrogli e di insperate soluzioni. E il tema del ritorno si è trasformato in modo semplicistico nel sentimento della nostalgia, pressoché sconosciuto nell’epoca della Grecia arcaica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nolan rinuncia radicalmente a questa prospettiva, ormai parte della complessiva percezione dell’<em>Odissea</em>&nbsp;omerica, e non sviluppa quasi per niente il tema dell’astuzia. Mostra un personaggio ancora epico, vestito da guerriero, con l’elmo, quando sconfigge il selvaggio Polifemo e quando si scontra con i feroci Lestrigoni. Mentre la conquista e la devastazione di Troia non si riducono all’espediente del cavallo, ma sono rappresentate nelle diverse fasi, con un montaggio che ne alterna le sequenze allo scorrere della narrazione principale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel film, al contrario rispetto al poema omerico, la guerra è costantemente presente e determinante, fino all’epilogo, in cui Ulisse-Odisseo combatte duramente contro i Proci, rischiando di soccombere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>L’Odissea</em>&nbsp;è caratterizzata da una scelta precisa di articolazioni narrative complesse e non lineari e di un superamento dell’oggettività epica della narrazione in terza persona, che determina molteplici risultati: la presenza di una forte soggettività; la modifica dell’ordine sequenziale del tempo della storia; la revisione del principio di realtà in quello di verosimiglianza, come nel caso di Polifemo, che appare non reale, mentre sono verosimili le modalità con cui è narrato l’episodio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne consegue una successione narrativa dinamica ed emozionante, scandita da una colonna sonora incalzante e dal frenetico movimento delle immagini, impreziosite dalla scelta della pellicola IMAX, che rende coinvolgente la visione da parte dello spettatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ulisse è un uomo che sfida gli dei, ma che, per continuare a vivere e per tornare a casa, deve imparare l’arte più difficile, quella della rinuncia al controllo, come gli suggerisce la ninfa Calipso, che vive su una spiaggia deserta, condividendo con l’eroe un’alcova di frasche. L’amante-carceriera che lo ha irretito e lo ha trattenuto nell’isola di Ogigia durante sette anni e che, nella revisione di Nolan, che non menziona i Lotofagi, gli fornisce il loto, l’ingrediente dell’oblio. Ma che lo lascia andare quando scopre che lui ha recuperato il ricordo della moglie Penelope e, quindi, la sua identità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli dei sono presenti ed evocati, ma sono invisibili. Zeus si manifesta con il tuono, come da tradizione. Nei poemi omerici gli dei svolgono un’importante funzione narrativa: i protagonisti umani del genere epico sono determinati nel destino eroico e non vi è spazio per la dimensione psicologica dei personaggi. Le azioni, le scelte e le soluzioni ai contrasti degli esseri umani non possono trovare motivazione interna nella presa di coscienza di sé, nel conflitto interiore e nell’evoluzione della propria soggettività. E quindi le loro cause sono demandate al volere e all’intervento divino, che si impone sugli uomini e ne spiega le scelte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Viceversa, nella versione cinematografica di Nolan, in cui i personaggi e gli eventi vengono ridefiniti, la presenza divina non può più essere tale. Gli dei sono esclusi come personaggi scenici, a eccezione di Atena, che compare come presenza muta al fianco di Ulisse. Ne ascolta le parole e i dubbi e, più che suggerire consigli e soluzioni, gli rivolge il suo sguardo, che esprime la vicinanza e l’accorata condivisione emotiva dei travagli dell’eroe che lei predilige e protegge.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le scelte narrative e di messa in scena squisitamente cinematografiche di Nolan, che hanno contrariato alcuni eminenti studiosi e traduttori del testo omerico e che hanno suscitato polemiche speciose rispetto alla fedeltà storica e archeologica del film nel confronto con il poema, hanno invece incontrato il favore di molti spettatori, che sembrano aver gradito le novità del racconto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">D’altronde, l’<em>Odissea</em>&nbsp;omerica è chiaramente una storia finzionale. Ed è noto da secoli che la tradizione epica e mitologica si rinnova sempre, pur nella ripetizione di intrecci, temi e linguaggi, per adeguarsi alle aspettative del pubblico, modificando le trame e i caratteri dei personaggi. La sua fortuna dipende proprio dalla possibilità di variazione, sempre che, come nel caso di Nolan, le intenzioni siano esplicite e funzionali al perseguimento di idee precise e propositive e non a una manipolazione ricattatoria del pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cinema ha contribuito a rendere universale l’immaginario e le vicende dell’<em>Odissea</em>&nbsp;e dell’<em>Iliade</em>&nbsp;sono da sempre familiari a gran parte del pubblico. Per questo risulta indispensabile, ogni volta, proporre un nuovo racconto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nolan è fedele alla tradizione proprio perché è in grado di rinnovarla. Trasferisce la sua selezione innovativa di episodi in strutture narrative adeguate al cinema di dimensione colossal, con qualità superiore e proiettato sul grande schermo. E ha vinto la sfida perché il suo obiettivo non è stato quello di preservare la sacralità del testo letterario e di esibirne l’ennesimo rifacimento, ma piuttosto quello di palesare la sua idea della storia e dei personaggi e di coinvolgere il pubblico con i necessari dispositivi di immersione nei climax e di immedesimazione e straniamento nei personaggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’operazione in cui il miglior cinema d’autore diventa anche cinema per il grande pubblico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La qualità estetica del film</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, alcune note sulle qualità estetiche del film. Il direttore della fotografia, lo svizzero-olandese Hoyte van Hoytema, collaboratore abituale di Nolan, mostra gli elementi della natura nel loro stato primordiale con effetti meravigliosi e impressionanti: immagini spezzate di terribili tempeste con i cieli picei, piogge torrenziali e onde spaventose e inquadrature animate da strane geometrie di corpi contorti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cinepresa diventa protagonista quando conduce lo spettatore letteralmente dentro il viaggio, a bordo della nave, con primi piani ravvicinati dei volti dei compagni di Ulisse e rivelando, con estrema credibilità, il sudore, il sale e la paura. Poi, per contrasto, vi sono le immagini nei campi lunghissimi tra mare, cielo e terra, senza i tradizionali cliché cromatici, e le sequenze dei combattimenti feroci e concitati, accompagnati dal rullo incessante dei tamburi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La colonna sonora, curata dal compositore svedese Ludwig Göransson, alla sua terza collaborazione con Nolan dopo&nbsp;<em>Tenet</em>&nbsp;e&nbsp;<em>Oppenheimer</em>, è il “centro vitale” del film. Nolan ha chiesto di evitare la tradizionale orchestrazione sinfonica. Göransson ha quindi realizzato una partitura che combina ritmi dai timbri più disparati, rumori ambientali percussivi e melodie corali monumentali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha utilizzato strumenti antichi, sonorità metalliche ed elementi elettronici, nel tentativo di creare atmosfere adeguate allo scopo. Tra gli strumenti impiegati figurano: 35 gong di bronzo sovrapposti a sintetizzatori, strumenti a percussione in bronzo, un prototipo di una lira, un aulos, un fyell e tamburi in lamiera che emanano cacofonie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questi si affiancano soprattutto cori tradizionali albanesi in isopolifonia e registrazioni di flauti popolari eseguiti da pastori albanesi, scelti per la loro vicinanza a pratiche musicali di origine arcaica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il musicista britannico James Blake e il rapper statunitense Travis Scott hanno collaborato con Göransson alla realizzazione del brano originale “When I&#8217;m Home”, utilizzato durante i credits di coda. Emergono tre note ricorrenti: un lamento che riecheggia il pizzicato della corda del leggendario arco di Ulisse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimani aggiornato su&nbsp;<a href="https://www.pubblicanow.it/">Pubblica Now</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/09/01/lodissea-nolan-reinventa-il-poema-e-vince-la-sfida/">L’Odissea: Nolan reinventa il poema e vince la sfida</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.pubblicanow.it/2026/09/01/lodissea-nolan-reinventa-il-poema-e-vince-la-sfida/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come funziona il rimpatrio sanitario dei cittadini italiani all&#8217;estero (e perché il caso Di Battista non è un&#8217;eccezione)</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/09/01/come-funziona-il-rimpatrio-sanitario-dei-cittadini-italiani-allestero/</link>
					<comments>https://www.pubblicanow.it/2026/09/01/come-funziona-il-rimpatrio-sanitario-dei-cittadini-italiani-allestero/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2026 12:17:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pubblicanow.it/?p=48360</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il ricovero di Alessandro Di Battista a Cuba ha riacceso il dibattito sull&#8217;utilizzo dei voli di Stato per il rimpatrio sanitario degli italiani malati all&#8217;estero. La procedura, secondo le regole ufficiali, non costituisce un privilegio riservato a politici o personaggi pubblici, ma può essere attivata anche per cittadini comuni in presenza di specifiche condizioni cliniche [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/09/01/come-funziona-il-rimpatrio-sanitario-dei-cittadini-italiani-allestero/">Come funziona il rimpatrio sanitario dei cittadini italiani all&#8217;estero (e perché il caso Di Battista non è un&#8217;eccezione)</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il ricovero di Alessandro Di Battista a Cuba ha riacceso il dibattito sull&#8217;utilizzo dei voli di Stato per il rimpatrio sanitario degli italiani malati all&#8217;estero. La procedura, secondo le regole ufficiali, non costituisce un privilegio riservato a politici o personaggi pubblici, ma può essere attivata anche per cittadini comuni in presenza di specifiche condizioni cliniche e logistiche</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>di Alessio Ramaccioni</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il malore che ha colpito <strong>Alessandro Di Battista</strong> a Cuba, dove l&#8217;ex deputato del Movimento 5 Stelle è ricoverato dal 28 agosto, ha riportato l&#8217;attenzione su un meccanismo dello Stato italiano poco conosciuto ma tutt&#8217;altro che raro: il rimpatrio sanitario dei connazionali che si ammalano gravemente all&#8217;estero. Sui social sono circolate polemiche e domande legittime: perché mettere a disposizione un aereo per un ex politico? È un privilegio riservato a chi ha un nome noto? La risposta, in base a quanto ricostruito da fonti giornalistiche e dalle regole ufficiali, è no: la procedura applicata al caso Di Battista è quella ordinaria, già utilizzata decine di volte in passato per cittadini comuni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa prevede la Farnesina</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <a href="https://www.esteri.it/it/">Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazional</a>e garantisce forme di assistenza consolare ai cittadini italiani che si trovano in difficoltà all&#8217;estero, incluse le emergenze sanitarie gravi. Questo non significa, però, che lo Stato organizzi automaticamente un volo dedicato per chiunque si ammali in viaggio: l&#8217;assistenza per il rientro sanitario riguarda in linea di principio qualsiasi cittadino italiano che, trovandosi all&#8217;estero, abbia bisogno di proseguire le cure in patria, non solo politici o personaggi pubblici. Il volo di Stato, in particolare, resta però uno strumento riservato a situazioni eccezionali, e non la modalità standard di rientro: nella maggior parte dei casi il rimpatrio avviene con mezzi civili, eventualmente assistiti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La procedura passo dopo passo</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il meccanismo non nasce per il caso specifico: è disciplinato da una direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 23 settembre 2011, che regola l&#8217;utilizzo dei voli di Stato, di governo e umanitari. L&#8217;iter prevede alcuni passaggi fissi:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Segnalazione consolare</strong>: la richiesta parte sempre dalla rappresentanza diplomatica o consolare italiana competente per il Paese in cui si trova il cittadino, che segue il caso fin dal primo contatto con l&#8217;ospedale locale.</li>



<li><strong>Documentazione medica</strong>: il fascicolo deve contenere la documentazione clinica sulle condizioni del paziente, una valutazione della sua idoneità a volare e l&#8217;indicazione della struttura ospedaliera italiana pronta ad accoglierlo.</li>



<li><strong>Valutazione a Palazzo Chigi</strong>: il dossier passa alla Presidenza del Consiglio, tramite l&#8217;ufficio competente per i voli di Stato, di governo e umanitari, che decide se autorizzare la missione.</li>



<li><strong>Organizzazione della missione</strong>: una volta autorizzato, è l&#8217;Aeronautica Militare a scegliere velivolo, equipaggio e dispositivo sanitario più adatti alle condizioni del paziente.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Un punto centrale, spesso frainteso nel dibattito pubblico, è che la gravità delle condizioni cliniche da sola non basta ad attivare un volo di Stato. Il criterio decisivo è l&#8217;impossibilità di ricorrere a un volo civile o ad altri mezzi ordinari adeguati, insieme alla certezza che il paziente sia effettivamente in grado di sostenere il trasporto. Anche nel caso di Di Battista, il rientro è rimasto sospeso non per motivi burocratici ma perché le sue condizioni, secondo quanto riferito, non gli consentivano ancora di affrontare un viaggio così lungo: la decisione finale sul &#8220;quando&#8221; spetta ai medici, non alla politica.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Non è la prima volta: i precedenti</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Negli anni la macchina dei voli sanitari di Stato è stata attivata più volte, per cittadini comuni, minori, operatori umanitari e in occasione di epidemie. Tra i casi più noti riportati dalla stampa:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Wuhan, febbraio 2020</strong>: un diciassettenne di Grado, rimasto bloccato in Cina perché febbricitante durante l&#8217;emergenza Covid, fu recuperato con una missione dedicata dell&#8217;Aeronautica su un velivolo configurato per il biocontenimento.</li>



<li><strong>Sierra Leone, 2014-2015</strong>: due operatori di Emergency contagiati da Ebola furono rimpatriati con voli militari attrezzati e trasferiti allo Spallanzani di Roma.</li>



<li><strong>Gerusalemme, ottobre 2023</strong>: un connazionale ricoverato in un ospedale israeliano fu trasferito a Torino con un velivolo dell&#8217;Aeronautica.</li>



<li><strong>Phuket, aprile 2024</strong>: una bambina italiana ricoverata d&#8217;urgenza in Thailandia fu riportata a Milano con un volo dedicato, vista la delicatezza del quadro clinico e la giovane età.</li>



<li><strong>Bangkok, aprile 2026</strong>: un connazionale in gravi condizioni fu riportato in Italia con un volo diretto di circa dodici ore, atterrato a Milano Linate.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questi precedenti mostrano che la disponibilità di un aereo dedicato, quando ricorrono i presupposti clinici e logistici, rientra nelle prassi già sperimentate dallo Stato italiano: non si tratta dunque di un trattamento riservato a chi ha visibilità pubblica.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi coordina, chi decide</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il coordinamento operativo coinvolge tipicamente tre soggetti: l&#8217;ambasciata o il consolato competente, che segue il paziente e dialoga con l&#8217;ospedale estero; la Presidenza del Consiglio, che autorizza l&#8217;uso del volo di Stato; e l&#8217;Aeronautica Militare, che esegue la missione con personale ed equipaggiamento sanitario a bordo quando necessario. Nel caso Di Battista, ad esempio, è stata l&#8217;ambasciatrice italiana a Cuba a seguire direttamente la vicenda in ospedale, mentre il ministro degli Esteri ha confermato la disponibilità del velivolo, in attesa del via libera medico al trasferimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pertanto a procedura applicata al caso di Alessandro Di Battista è quella standard prevista per qualunque cittadino italiano che si trovi in condizioni sanitarie gravi all&#8217;estero e non possa rientrare con mezzi ordinari: valutazione medica, richiesta consolare, autorizzazione della Presidenza del Consiglio ed esecuzione da parte dell&#8217;Aeronautica Militare. Ciò che cambia, di caso in caso, è la distanza, la complessità clinica e il tipo di velivolo impiegato — non le regole di accesso al servizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimani aggiornato su <a href="https://www.pubblicanow.it/">Pubblica Now</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/09/01/come-funziona-il-rimpatrio-sanitario-dei-cittadini-italiani-allestero/">Come funziona il rimpatrio sanitario dei cittadini italiani all&#8217;estero (e perché il caso Di Battista non è un&#8217;eccezione)</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.pubblicanow.it/2026/09/01/come-funziona-il-rimpatrio-sanitario-dei-cittadini-italiani-allestero/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le primarie e il rischio ‘big bang’ per il Campo largo</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/08/27/le-primarie-e-il-rischio-big-bang-per-il-campo-largo/</link>
					<comments>https://www.pubblicanow.it/2026/08/27/le-primarie-e-il-rischio-big-bang-per-il-campo-largo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 13:36:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La stanza delle opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.pubblicanow.it/?p=48355</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le primarie del Campo largo rischiano di trasformarsi in uno scontro tra Conte e Schlein, mettendo a rischio l’unità della coalizione. Sullo sfondo, avanzano anche possibili candidati a sorpresa come Salis, Manfredi e Gualtieri di Mattia Pascal Le primarie in Italia sono sempre state un oggetto misterioso. Mai codificate in modo preciso, sono state introdotte [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/08/27/le-primarie-e-il-rischio-big-bang-per-il-campo-largo/">Le primarie e il rischio ‘big bang’ per il Campo largo</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le primarie del Campo largo rischiano di trasformarsi in uno scontro tra Conte e Schlein, mettendo a rischio l’unità della coalizione. Sullo sfondo, avanzano anche possibili candidati a sorpresa come Salis, Manfredi e Gualtieri</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>di Mattia Pascal</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le primarie in Italia sono sempre state un oggetto misterioso. Mai codificate in modo preciso, sono state introdotte dal centrosinistra nel lontano 2005 per garantire una maggiore partecipazione degli elettori alle scelte dei candidati. Raramente sono state usate dal centrodestra, se non in qualche elezione amministrativa, che ha quasi sempre preferito gli accordi tra i partiti. Il Campo largo rischia, però, un vero e proprio big bang sulle primarie che possono diventare una battaglia senza esclusione di colpi tra i partiti della coalizione, minandone definitivamente la già precaria unità. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre Giuseppe Conte, leader M5S, sogna di tornare a Palazzo Chigi e incalza la leader dem sull&#8217;ideologia <em>woke</em>, Elly Schlein, segretario più longevo del Pd, punta a capitalizzare il consenso consolidato in questi anni di segreteria dem. Ma di fronte a questa lotta fratricida sono in sono in molti a tirare il freno a mano. Prima ci ha pensato <strong>Roberto Speranza</strong>, ex Ministro della Sanità, che ha proposto di fare una scelta simbolica, come quella di indicare come premier un neo-diciottenne o un anziano partigiano, paventando il rischio di un “clamoroso autogol”. Poi <strong>Goffredo Bettini</strong>, grande sponsor di Giuseppe Conte, che sulle primarie ha il timore “che riparta nel centrosinistra una &#8216;tarantella&#8217; infinita su metodi e regole”. Anche il leader dei Verdi <strong>Angelo Bonelli </strong>non sembra entusiasta sostenendo, non senza qualche ragione, che “prima viene la costruzione di un programma condiviso”.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il M5S non sembra intenzionato a fare marcia indietro: le primarie potrebbero avere un esito tutt’altro scontato, favorendo Giuseppe Conte a scapito di una Elly Schlein che non sembra una trascinatrice di folle. Se poi dovessero svolgersi con le regole prospettate dal deputato pentastellato Riccardo Ricciardi il risultato rischia di essere ancora più incerto: Ricciardi chiede primarie aperte a tutti, senza registrazione, anche online. Quasi un ritorno alle votazioni del vecchio blog di <strong>Beppe Grillo</strong>, in verità assai poco trasparenti. Ma tra i due litiganti, Conte e Schlein, potrebbero avere la meglio altri nomi, a partire dai sindaci <strong>Silvia Salis,</strong> <strong>Gaetano Manfredi</strong> e <strong>Roberto Gualtieri</strong>, con quest’ultimo che potrebbe essere la sorpresa finale. Una prospettiva, però, che riaprirebbe la corsa per il Campidoglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rimani aggiornato su <a href="https://www.pubblicanow.it/">Pubblica Now</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/08/27/le-primarie-e-il-rischio-big-bang-per-il-campo-largo/">Le primarie e il rischio ‘big bang’ per il Campo largo</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.pubblicanow.it/2026/08/27/le-primarie-e-il-rischio-big-bang-per-il-campo-largo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
