Le primarie del Campo largo rischiano di trasformarsi in uno scontro tra Conte e Schlein, mettendo a rischio l’unità della coalizione. Sullo sfondo, avanzano anche possibili candidati a sorpresa come Salis, Manfredi e Gualtieri
di Mattia Pascal
Le primarie in Italia sono sempre state un oggetto misterioso. Mai codificate in modo preciso, sono state introdotte dal centrosinistra nel lontano 2005 per garantire una maggiore partecipazione degli elettori alle scelte dei candidati. Raramente sono state usate dal centrodestra, se non in qualche elezione amministrativa, che ha quasi sempre preferito gli accordi tra i partiti. Il Campo largo rischia, però, un vero e proprio big bang sulle primarie che possono diventare una battaglia senza esclusione di colpi tra i partiti della coalizione, minandone definitivamente la già precaria unità.
Mentre Giuseppe Conte, leader M5S, sogna di tornare a Palazzo Chigi e incalza la leader dem sull’ideologia woke, Elly Schlein, segretario più longevo del Pd, punta a capitalizzare il consenso consolidato in questi anni di segreteria dem. Ma di fronte a questa lotta fratricida sono in sono in molti a tirare il freno a mano. Prima ci ha pensato Roberto Speranza, ex Ministro della Sanità, che ha proposto di fare una scelta simbolica, come quella di indicare come premier un neo-diciottenne o un anziano partigiano, paventando il rischio di un “clamoroso autogol”. Poi Goffredo Bettini, grande sponsor di Giuseppe Conte, che sulle primarie ha il timore “che riparta nel centrosinistra una ‘tarantella’ infinita su metodi e regole”. Anche il leader dei Verdi Angelo Bonelli non sembra entusiasta sostenendo, non senza qualche ragione, che “prima viene la costruzione di un programma condiviso”.
Ma il M5S non sembra intenzionato a fare marcia indietro: le primarie potrebbero avere un esito tutt’altro scontato, favorendo Giuseppe Conte a scapito di una Elly Schlein che non sembra una trascinatrice di folle. Se poi dovessero svolgersi con le regole prospettate dal deputato pentastellato Riccardo Ricciardi il risultato rischia di essere ancora più incerto: Ricciardi chiede primarie aperte a tutti, senza registrazione, anche online. Quasi un ritorno alle votazioni del vecchio blog di Beppe Grillo, in verità assai poco trasparenti. Ma tra i due litiganti, Conte e Schlein, potrebbero avere la meglio altri nomi, a partire dai sindaci Silvia Salis, Gaetano Manfredi e Roberto Gualtieri, con quest’ultimo che potrebbe essere la sorpresa finale. Una prospettiva, però, che riaprirebbe la corsa per il Campidoglio.
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