Il 57esimo rapporto Censis fotografa l’Italia del futuro: spopolata e sempre più anziana

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Una fotografia dell’Italia sempre più stanca e rassegnata al declino del paese è quanto emerge dal 57esimo Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese nel 2023. L’80,1%, tra cui tantissimi giovani, è convinto che l’Italia sia irrimediabilmente in declino a causa di presagi funesti in seguito a processi economici e sociali a lungo trascurati.

E i dati parlano chiaro: “Nel 2050 l’Italia avrà perso complessivamente 4,5 milioni di residenti (come se le due più grandi città, Roma e Milano insieme, scomparissero). La flessione demografica sarà il risultato di una diminuzione di 9,1 milioni di persone con meno di 65 anni (in particolare, -3,7 milioni con meno di 35 anni) e di un contestuale aumento di 4,6 milioni di persone con 65 anni e oltre (in particolare, +1,6 milioni con 85 anni e oltre). Si stimano quasi 8 milioni di persone in età attiva in meno nel 2050: una scarsità di lavoratori che avrà un impatto inevitabile sul sistema produttivo e sulla nostra capacità di generare valore”.

Ma la colpa non è solo delle classi dirigenti ma anche dei singoli che si sono lasciati avvolgere da una sorta di sonnambulismo in cui regna, principalmente, l’individualismo. Secondo il rapporto Censis, a contribuire allo spopolamento della nostra penisola, il caro affitti, l’impossibilità di acquistare una casa di proprietà e il divario di salari tra genere maschile e femminile.

Inevitabilmente, come sottolinea il rapporto, si arriverà ad avere un’Italia più anziana. E se oggi gli anziani compongono il 24% della popolazione complessiva, nel 2050 saranno 4,6 milioni in più raggiungendo un peso del 34,5% sul totale della popolazione ma saranno anche più soli e senza figli. Infatti, le coppie con figli diminuiranno fino a rappresentare nel 2040 solo il 25,8% del totale, mentre le famiglie unipersonali aumenteranno fino a 9,7 milioni (il 37,0% del totale).

Rimane quindi sul tavolo della discussione la questione ineludibile del bisogno assistenziale legato agli effetti epidemiologici dell’invecchiamento demografico.

Chiara Imbimbo
Chiara Imbimbo
Laureata in Filologia Moderna alle Federico II di Napoli con una tesi in critica letteraria. Iscritta all’albo dei giornalisti come pubblicista coltiva la passione per il cinema, la lettura e la scrittura.

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