Mattinata tesa per Giovanni Toti, il governatore della Regione Liguria che oggi 4 giugno, nell’aula Sandro Pertini di via Fieschi è oggetto di una mozione di sfiducia da parte dell’opposizione. Quest’ultima chiede al Consiglio regionale di rimuovere dall’incarico il presidente, agli arresti domiciliari dal 7 maggio con l’accusa di corruzione.
La seduta è aperta dalle 10.00 del mattino e proseguirà ad oltranza, oltre la pausa prevista dalle 13.00 alle 14.00.
I proponenti della mozione sono Luca Garibaldi, Ferruccio Sansa, Fabio Tosi, Giovanni Battista Pastorino, Roberto Arboscello, Enrico Ioculano, Davide Natale, Armando Sanna, Selena Candia, Roberto Centi, Paolo Ugolin, in rappresentanza dei partiti di centro sinistra (Partito Democratico, M5S, Linea Condivisa e Lista Sansa). A loro Toti risponderà con un intervento letto in aula dal capogruppo della Lista Toti Liguria, Alessandro Bozzano, in cui sentenzia: “Non mi dimetto, si va avanti compatti insieme alla maggioranza. La sinistra cerca una spallata”.
L’unica strada possibile per l’opposizione di aggirare l’incompatibilità della carica da parte di Toti, è lo scioglimento del consiglio regionale con nuove elezioni “per garantire un governo regionale che operi nella piena legittimazione democratica e politica”.
Intanto Toti che si è messo a disposizione dei magistrati per chiarire quanto contestatogli, accusa il PD e la sua classe dirigente, capace di offenderlo solo per “recuperare un po’ il terreno perduto”.


