Terremoto di magnitudo 7.8 in Turchia e Siria, morte oltre 1.300 persone

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Trema la terra in Turchia e in Siria. Una scossa di terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito il sud della Turchia e il nord della Siria la scorsa notte. I morti al momento sono 1.358. Il sisma è stato localizzato a 4 km a sud-est di Ekinozu, nella provincia di ElazÕg, ad una profondità di 10 km. Da quanto comunicato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) la nuova scossa di terremoto è avvenuta alle 11:24 ora italiana ed è stata localizzata alle coordinate geografiche 38.0918 latitudine, 37.2674 longitudine.

Così il dottor Haluk Özener, direttore dell’osservatorio Kandilli e istituto di ricerca sui terremoti:

“Stiamo affrontando il più grande terremoto che abbiamo visto in 24 anni in questa regione. Finora si sono verificate 100 scosse di assestamento. Circa 53 di loro sono più di 4 gradi (sulla scala Richter). Sette di loro sono più di 5 gradi. Possiamo dire che questi terremoti continueranno nei prossimi giorni”.

L’America si è resa disponibile ad inviare qualsiasi tipo di assistenza ad Ankara, mentre in Azerbaigian è già stata inviata una squadra di 370 persone per aiutare nei soccorsi.

Solidarietà, vicinanza e sostegno anche dai presidenti Zelensky e Putin, pronti ad inviare e fornire assistenza a seguito del sisma. Lo stesso Josep Borrell, Alto rappresentante per la Politica Estera dell’Ue: Un terremoto devastante ha scosso la Turchia e la Siria questa mattina, causando la morte di centinaia di persone e il ferimento di molte altre. I nostri pensieri sono rivolti alle popolazioni della Turchia e della Siria. L’Ue è pronta ad aiutare”.

Intanto la Farnesina fa sapere che nel tremendo terremoto, non è stato coinvolto nessun italiano:

“A seguito del violento terremoto che questa notte alle 4:17 ha colpito le regioni della Turchia meridionale e della Siria settentrionale, l’Unità di Crisi del Ministero degli Esteri ha preso contatto con i connazionali presenti nel paese e sta agendo in stretto raccordo con le rappresentanze diplomatico-consolari italiane dell’area per verificare le condizioni delle comunità italiane nelle zone colpite. Al momento non risultano feriti o morti tra i connazionali”.

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