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	<title>Politica Archivi - Pubblica Now</title>
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	<title>Politica Archivi - Pubblica Now</title>
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		<title>Caro carburanti: perché benzina e diesel sono ai massimi, come funzionano le accise e cosa può davvero fare il governo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2026 07:54:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I prezzi dei carburanti in Italia sono tornati sopra i 2 euro al litro, spinti dalle tensioni geopolitiche e dall’aumento del petrolio. Il governo potrebbe continuare con i tagli temporanei alle accise, mentre si valuta a livello europeo una tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere. Resta aperto il problema di una soluzione strutturale per contenere [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>I prezzi dei carburanti in Italia sono tornati sopra i 2 euro al litro, spinti dalle tensioni geopolitiche e dall’aumento del petrolio. Il governo potrebbe continuare con i tagli temporanei alle accise, mentre si valuta a livello europeo una tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere. Resta aperto il problema di una soluzione strutturale per contenere i prezzi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>di Alessio Ramaccioni</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non capitava dal 2022: nell&#8217;ultimo weekend di agosto la benzina è tornata stabilmente sopra i 2 euro al litro e il gasolio ha sfondato quota 2,13 euro nella rete ordinaria, con punte oltre 2,20 euro in autostrada. Secondo i dati del <a href="https://www.mimit.gov.it/it/">Ministero delle Imprese e del Made in Italy</a>, il 23 agosto il prezzo medio del self service era di 2,010 €/l per la verde e 2,130 €/l per il gasolio, in aumento rispetto al giorno precedente e ormai vicino ai massimi storici toccati nel marzo 2022, subito dopo l&#8217;inizio della guerra in Ucraina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le cause sono note: le tensioni in Medio Oriente e le limitazioni al traffico petrolifero nello Stretto di Hormuz hanno spinto le quotazioni del greggio, che a giugno avevano superato i 120 dollari al barile prima di ridiscendere. Ma il calo delle quotazioni internazionali non si è tradotto in un sollievo equivalente alla pompa, alimentando accuse di speculazione lungo la filiera della distribuzione. Per una famiglia che fa il pieno di benzina, secondo le stime di Codacons, il rincaro rispetto all&#8217;anno scorso vale oggi quasi 14 euro a rifornimento; su un viaggio Milano-Lecce andata e ritorno la differenza tra benzina e diesel dell&#8217;anno scorso e quelli attuali supera i 30-50 euro. Nel complesso, secondo le analisi di Facile.it, il maggior esborso degli automobilisti italiani per il solo mese di agosto 2026 sfiora il miliardo di euro.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa sono le accise e perché pesano così tanto</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il prezzo di un litro di carburante alla pompa è la somma di quattro componenti: il costo industriale del prodotto (raffinazione e approvvigionamento della materia prima), il margine di distribuzione e trasporto, l&#8217;accisa e l&#8217;IVA al 22%, calcolata non solo sul prezzo del prodotto ma anche sull&#8217;accisa stessa, che quindi viene tassata due volte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;accisa è un&#8217;imposta indiretta fissa, espressa in euro per mille litri, che lo Stato applica alla produzione o all&#8217;immissione in consumo di un prodotto energetico, indipendentemente dal prezzo di mercato del petrolio. È per questo che si parla di tassazione &#8220;fissa&#8221;: che il petrolio costi 60 o 120 dollari al barile, l&#8217;accisa resta la stessa in valore assoluto, e quindi pesa proporzionalmente di più quando i prezzi sono bassi e di meno quando sono alti. In termini assoluti resta comunque un costo enorme e costante per l&#8217;automobilista. In Italia le accise sui carburanti sono storicamente tra le più alte d&#8217;Europa: secondo gli ultimi dati comparativi disponibili a livello UE erano pari a circa 728 euro ogni mille litri per la benzina e 617 euro ogni mille litri per il diesel. L&#8217;Italia risultava allora al primo posto nell&#8217;Unione per accisa sul gasolio e al secondo per quella sulla benzina, dopo i Paesi Bassi. Dal 1° gennaio 2026 il governo ha inoltre avviato un graduale riallineamento delle due aliquote, alzando di 5 centesimi al litro l&#8217;accisa sul gasolio e riducendo in modo speculare quella sulla benzina, per eliminare quello che viene considerato un sussidio ambientalmente dannoso al diesel: un&#8217;operazione non a saldo zero, che secondo le stime diffuse dagli operatori del settore genererà un gettito aggiuntivo per lo Stato di circa 600 milioni di euro nel solo 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel complesso, tra accisa e IVA, le imposte rappresentano ancora oggi più della metà del prezzo finale di un litro di benzina in Italia. È una delle ragioni storiche per cui il nostro Paese ha prezzi alla pompa tra i più alti dell&#8217;Unione Europea, ed è anche il motivo per cui, ogniqualvolta il greggio sale, il dibattito politico si concentra sulla possibilità di intervenire proprio su questa componente fiscale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le misure del governo: sconti temporanei, non riduzioni strutturali</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Di fronte all&#8217;impennata dei prezzi, l&#8217;esecutivo Meloni ha scelto la strada già battuta in passato dai governi precedenti: tagli temporanei e rinnovabili di mese in mese, finanziati non con nuovo debito ma con il maggior gettito IVA generato dagli stessi rincari (un meccanismo simile alla vecchia &#8220;sterilizzazione&#8221; evocata anche in campagna elettorale). Da luglio 2026 è in vigore uno sconto sull&#8217;accisa del gasolio di 17,1 centesimi al litro IVA inclusa, più volte prorogato — l&#8217;ultima volta fino al 26 agosto — con un decreto firmato dal ministro dell&#8217;Economia Giancarlo Giorgetti insieme al ministro dell&#8217;Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin. Accanto allo sconto sulle accise, è stato prorogato anche il credito d&#8217;imposta a favore dell&#8217;autotrasporto, il settore più esposto alle oscillazioni del prezzo del gasolio, e il governo ha convocato più volte le principali compagnie petrolifere — Eni, Ip, Tamoil, Q8 — per chiedere collaborazione nel contenere i rincari e scoraggiare eventuali speculazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste misure, però, hanno un limite strutturale: sono temporanee e vanno rifinanziate di mese in mese. Secondo una stima diffusa da Legambiente, che ha sommato le proroghe dei decreti sul taglio delle accise varati tra marzo e luglio 2026, la misura sarebbe costata alle casse pubbliche quasi 2 miliardi di euro in cinque mesi; il deputato dei Verdi Angelo Bonelli ha parlato invece di 2,5 miliardi in quattro mesi. Si tratta di stime di parte, diffuse da soggetti critici verso l&#8217;impostazione del governo, ma che convergono su un ordine di grandezza: quello di un trasferimento di risorse pubbliche — pagate da tutti i contribuenti attraverso il gettito fiscale — verso il prezzo alla pompa, senza intaccare i margini industriali lungo la filiera.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il nodo degli extraprofitti e la partita europea</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio su questo punto che si è riacceso lo scontro politico. Negli ultimi giorni Giorgetti ha firmato, insieme ai ministri economici di Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna, una lettera alla presidenza di turno irlandese dell&#8217;Ecofin per chiedere di aprire un confronto europeo su una tassa comune sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere, sul modello di quanto fatto dal governo Draghi nel 2022 con il contributo di solidarietà straordinario. Il tema dovrebbe arrivare sul tavolo dei ministri delle finanze dell&#8217;Unione a metà settembre, a Dublino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha colto l&#8217;occasione per chiedere all&#8217;esecutivo di anticipare l&#8217;iniziativa a livello nazionale, senza attendere l&#8217;accordo europeo che richiederebbe comunque diversi mesi prima di tradursi in norme operative. Le opposizioni sostengono che le sole misure &#8220;tampone&#8221; sulle accise non bastino più e che serva una strategia più strutturale, capace di intervenire sui margini industriali e non solo sul carico fiscale. Il governo, dal canto suo, ha finora preferito muoversi nella cornice europea, anche per evitare il rischio di contenziosi legali e di disincentivare gli investimenti delle compagnie energetiche nel Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali sono le possibilità reali di abbattere i costi</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Guardando alla sostanza tecnica, gli spazi di manovra reale sono più limitati di quanto il dibattito politico lasci intendere:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Il taglio delle accise</strong> è l&#8217;intervento più immediato e visibile, ma è anche il più costoso per le casse pubbliche e, non modificando la struttura del mercato, va costantemente rinnovato: se il governo smettesse di prorogarlo, l&#8217;effetto sui prezzi si annullerebbe nel giro di pochi giorni.</li>



<li><strong>Una tassa sugli extraprofitti</strong>, come quella ipotizzata a livello europeo, potrebbe generare risorse da redistribuire verso famiglie e imprese più esposte, ma il precedente 2022 mostrò le difficoltà applicative di questo strumento: definire cosa sia un &#8220;profitto straordinario&#8221;, evitare contenziosi e ricorsi, e impedire che il costo venga comunque scaricato sui consumatori.</li>



<li><strong>Un tetto ai prezzi (price cap)</strong>, più volte evocato anche a livello europeo per il gas, è tecnicamente complesso da applicare ai carburanti liquidi in un mercato globale e rischia di generare carenze di approvvigionamento se fissato in modo troppo aggressivo.</li>



<li><strong>La riduzione strutturale della dipendenza da petrolio e gas</strong>, attraverso l&#8217;accelerazione delle rinnovabili e dell&#8217;elettrificazione dei trasporti, è la leva che gli analisti indicano come l&#8217;unica realmente in grado di rendere l&#8217;Italia meno vulnerabile agli shock geopolitici nel medio-lungo periodo, ma richiede anni di investimenti e non offre alcun sollievo immediato.</li>



<li><strong>Maggiore trasparenza sui prezzi e controlli sulla filiera distributiva</strong>, per verificare che i cali del greggio si riflettano davvero e rapidamente sui listini alla pompa, restano lo strumento più a portata di mano nel breve periodo, anche se il loro impatto sui prezzi finali è storicamente modesto.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, con lo sconto sulle accise del gasolio destinato a scadere a fine agosto e i prezzi ancora sui massimi dell&#8217;anno, il governo si trova a dover decidere in tempi rapidi se prorogare ancora una misura che pesa sui conti pubblici o accettare un nuovo rincaro alla pompa proprio mentre si discute, a livello europeo, di una soluzione più strutturale che però non arriverà prima di settembre inoltrato.</p>



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		<title>Riconoscimento facciale, l&#8217;Italia recepisce l&#8217;AI Act: il difficile equilibrio tra esigenza di sicurezza e allarme privacy</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 09:35:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il riconoscimento facciale non è una novità assoluta per l&#8217;Italia: sistemi simili sono già impiegati negli eGate aeroportuali, negli stadi e negli archivi di polizia, ma con il decreto legislativo approvato dal Governo cambia perimetro giuridico entro cui queste tecnologie possono operare. Infuria la polemica politica di Alessio Ramaccioni Il decreto legislativo che regola l&#8217;uso [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il riconoscimento facciale non è una novità assoluta per l&#8217;Italia: sistemi simili sono già impiegati negli eGate aeroportuali, negli stadi e negli archivi di polizia, ma con il decreto legislativo approvato dal Governo cambia perimetro giuridico entro cui queste tecnologie possono operare. Infuria la polemica politica</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>di Alessio Ramaccioni</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il decreto legislativo che regola l&#8217;uso della biometria da parte delle forze dell&#8217;ordine ha ottenuto il via libera definitivo del governo, ma il percorso resta segnato da rilievi del Garante della privacy, da tensioni con Bruxelles e da uno scontro politico ancora aperto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa prevede il decreto</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva, lo scorso 4 agosto, il decreto legislativo che adegua l&#8217;ordinamento italiano al Regolamento europeo 2024/1689, il cosiddetto AI Act. Il provvedimento nasce dalla delega contenuta nella legge 132 del 23 settembre 2025, che impone al governo di completare l&#8217;adeguamento entro il 10 ottobre 2026. Il testo disciplina in particolare l&#8217;uso dell&#8217;intelligenza artificiale nelle attività di polizia, con un focus sui sistemi di identificazione biometrica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due gli strumenti al centro del provvedimento: il primo, disciplinato dall&#8217;articolo 8, riguarda l&#8217;identificazione biometrica &#8220;in tempo reale&#8221;, che è ammessa solo per prevenire minacce gravi e imminenti o per la ricerca di persone scomparse, vittime di sequestro, tratta o sfruttamento sessuale, e richiede sempre l&#8217;autorizzazione preventiva di un magistrato tramite decreto motivato, con indicazione di finalità, area, persone cercate e una durata massima di quindici giorni, prorogabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il secondo strumento, previsto dall&#8217;articolo 10, riguarda invece il riconoscimento facciale &#8220;a posteriori&#8221;, cioè applicato alle immagini già raccolte dai sistemi di videosorveglianza esistenti. In questo caso la tecnologia può essere attivata solo dopo che un reato sia stato commesso o anche solo tentato, per identificare persone già indiziate, e con un doppio controllo, da parte del PM e del Giudice per le Indagini Preliminari. Rispetto alla prima bozza, circolata a giugno, il governo ha ristretto il perimetro di utilizzo per rispondere ai rilievi arrivati da più direzioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il nodo dei dati biometrici raccolti nei luoghi pubblici</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La versione iniziale del testo, esaminata dal Consiglio dei ministri il 10 giugno, prevedeva la possibilità di raccogliere e trattare in modo automatizzato i dati biometrici di chiunque si trovasse in luoghi interessati da esigenze di ordine pubblico, una piazza, il percorso di un corteo, uno stadio, con conservazione dei volti registrati per sette giorni e di una traccia amministrativa per cinque anni. È proprio questo passaggio ad aver innescato le reazioni più dure.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Garante per la protezione dei dati personali, nel parere trasmesso al Parlamento il 14 luglio, ha giudicato il decreto complessivamente coerente con l&#8217;AI Act, ma ha bocciato in modo netto questo specifico punto: il trattamento automatizzato e generalizzato dei dati biometrici di chi semplicemente accede a un luogo, o a un evento pubblico, non sarebbe compatibile con il regolamento europeo, che ammette il riconoscimento facciale a posteriori solo per ricerche mirate su persone sospettate o già condannate, e non per una raccolta preventiva e di massa. L&#8217;Autorità ha chiesto inoltre garanzie più solide sulla supervisione umana dei sistemi di IA, sulla qualità delle banche dati biometriche utilizzate per i confronti, ed un proprio coinvolgimento diretto nelle fasi di sperimentazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la Commissione europea è intervenuta pubblicamente, ricordando che il riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili è vietato dall&#8217;AI Act. Palazzo Chigi ha replicato sostenendo la piena conformità del testo alla normativa comunitaria.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Lo scontro politico</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le opposizioni hanno trasformato il dossier in un terreno di scontro aperto. Durante l&#8217;esame parlamentare, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle hanno chiesto un rinvio per approfondire il testo; la richiesta non è stata accolta ed i rappresentanti dei due partiti hanno abbandonato i lavori, denunciando una forzatura da parte della maggioranza. Il voto della commissione Affari europei della Camera sullo schema di decreto è stato successivamente rinviato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli interventi più duri quello del senatore del PD Filippo Sensi, che ha descritto il riconoscimento facciale ‘a posteriori’ come una sorta di ‘pesca a strascicoi: una telecamera si accende, il cittadino passa per quella strada senza aver commesso alcun reato, eppure i suoi dati possono essere trattenuti per giorni. Il parlamentare ha rivendicato il sostegno a una polizia efficace, ma ha messo in guardia contro il rischio di scivolare verso uno Stato di polizia. Per AVS, il deputato Angelo Bonelli ha bollato come inaccettabile l&#8217;ipotesi di un uso della tecnologia che si traduca in una sorveglianza indiscriminata dei cittadini.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché la questione riguarda tutti</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il riconoscimento facciale non è una novità assoluta per l&#8217;Italia: sistemi simili sono già impiegati negli eGate aeroportuali, negli stadi e negli archivi di polizia, oltre che in sperimentazioni di videosorveglianza urbana. Ciò che cambia con il decreto è il perimetro giuridico entro cui queste tecnologie possono operare, in un contesto normativo europeo che considera i dati biometrici particolarmente sensibili perché consentono di identificare in modo univoco una persona, incrociando la sua immagine con banche dati di riferimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio questa caratteristica a rendere il tema delicato sul piano dei diritti fondamentali: la possibilità che un cittadino venga tracciato — anche solo temporaneamente — semplicemente per essersi trovato in un determinato luogo, senza aver commesso alcun illecito, tocca la libertà di movimento, la libertà di riunione e il diritto alla protezione dei dati personali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell&#8217;Unione europea. Va inoltre ricordato che, parallelamente al decreto, resta in vigore la sospensione dell&#8217;installazione e dell&#8217;uso di sistemi di riconoscimento facciale negli spazi pubblici da parte di soggetti pubblici e privati, prorogata fino al 31 dicembre 2027 dalla legge di conversione del decreto Milleproroghe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il testo approvato ad agosto ha già recepito alcune delle richieste del Garante, restringendo il campo di applicazione dell&#8217;articolo 10 e introducendo il doppio controllo giudiziario. Resta però da completare l&#8217;iter di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale prima dell&#8217;entrata in vigore, e non è escluso che il confronto tra governo, Autorità garante e istituzioni europee possa portare a ulteriori modifiche nelle prossime settimane.</p>



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		<title>Commissione Covid, Giuseppe Conte non ci sta e contrattacca: «Meloni mi affronti politicamente»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 10:59:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ex premier, dopo un lungo tira e molla, depone nella Commissione Covid e lancia accuse alla Meloni: «Spieghi i 100 milioni dati a un imprenditore privato per le mascherine». E accusa la premier di essere 1la regista di questi attacchi» di Alessio Ramaccioni Giuseppe Conte va all’attacco: all’uscita dalla lunga sessione dell’audizione di fronte alla [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;ex premier, dopo un lungo tira e molla, depone nella Commissione Covid e lancia accuse alla Meloni: «Spieghi i 100 milioni dati a un imprenditore privato per le mascherine». E accusa la premier di essere 1la regista di questi attacchi»</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>di Alessio Ramaccioni</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Giuseppe Conte va all’attacco: all’uscita dalla lunga sessione dell’audizione di fronte alla Commissione Covid, il leader del Movimento 5 Stelle ed ex premier ha risposto ai giornalisti presenti rilanciando: <em>«La Presidenza del Consiglio deve chiarire, e così anche il Ministro della Sanità,  come è stato possibile dare 100 milioni a un imprenditore privato che fatturava somme modestissime senza attendere il giudizio di appello e il procedimento cautelare</em>» ha infatti dichiarato Conte, in relazione alla vicenda della transazione economica da 100 milioni di euro che il governo Meloni avrebbe concesso alla società JC Electronics srl relativamente a una fornitura di mascherine durante la pandemia. <em>«100 milioni dei nostri soldi, è una vicenda che considero assolutamente singolare</em>» ha aggiunto Conte: <em>«Questo documento l&#8217;ho portato in Procura, che dovrà accertare, ed invito e diffido la Presidenza del Consiglio e il Ministero della salute a sospendere subito il pagamento di 100 milioni, perché quella vicenda va assolutamente chiarita, perché quella vicenda è assolutamente opaca e non ha una spiegazione».</em></p>



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<div class="youtube-embed" data-video_id="9Q8TpXNc-y8"><iframe title="Commissione Covid, Conte all’attacco dopo l&amp;apos;audizione" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/9Q8TpXNc-y8?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p class="wp-block-paragraph">Rispetto all’audizione, il leader del Movimento 5 Stelle entra nel merito rispondendo ad una domanda che è un po&#8217; un assist per innescare un’ulteriore polemica politica: <em>«Il centrodestra vorrebbe farsi domande e darsi anche le risposte. Oggi questo non è stato possibile</em>» ha spiegato Conte, che poi ha aggiunto: <em>«Non dovete chiedere a me se è andata bene oggi questa audizione. Dovete chiederlo a Giorgia Meloni se è soddisfatta, perché lei è la regista di tutto questo. Lei è la regista anche di questi attacchi, di questo plotone di esecuzione che viene portato e realizzato in Commissione, qui, e ovviamente di tutto quel circuito mediatico,  grazie a stampa e tv amiche, che gettano fango da tempo per colpirmi politicamente. E allora le mando un messaggio, visto che questi mezzucci hanno un corto respiro, perché poi arriva il momento in cui io ci sono. Sto qui a parlare, a chiarire tante ore, e addirittura neppure la maggioranza ha il coraggio di farmi le domande su quelle stupidaggini, sulle mascherine, su Di Donna: ma chiariremo comunque tutto, ci ritorneremo anche a settembre</em>», facendo riferimento alla prossima convocazione della Commissione Covid, calendarizzata appunto per il 14 di settembre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ultima battuta di Conte è ancora di sfida, evidentemente riferita alla campagna elettorale ormai chiaramente aperta: <em>«Dico questo a Giorgia Meloni: non è meglio che mi affronti politicamente? Suvvia, in trasparenza, io sono qui. Confrontiamoci politicamente da esponenti politici seri, responsabili e cerchiamo di evitare questi trucchetti, questi mezzucci, perché non portano da nessuna parte».</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Appuntamento rinviato a settembre, dunque, almeno per quel che riguarda la Commissione Covid e Giuseppe Conte. L’impressione è che il lavoro di questa commissione, già condizionato fin dall’inizio da una pregiudiziale ideologica rispetto alla delicatezza dei temi trattati, finisca del tutto fagocitato dallo scontro politico in vista delle elezioni. Alla faccia del diritto di chi avrebbe sul serio la necessità di chiarire alcuni passaggi oggettivamente confusi delle modalità di gestione dell’emergenza pandemica.</p>



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		<title>Roma, continua la polemica sul verde. Forza Italia: «Gualtieri persevera negli abbattimenti»</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/08/06/roma-continua-la-polemica-sul-verde-forza-italia-gualtieri-persevera-negli-abbattimenti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 13:03:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È polemica nella Capitale dopo l&#8217;annuncio di un nuovo bando della Giunta Gualtieri da 6 milioni di euro per ulteriori abbattimenti di alberi. Per il Segretario di Forza Italia Roma «una gestione del verde che sta trasformando Roma in un deserto urbano invivibile d’estate» L&#8217;estate rovente della Capitale, con l&#8217;isola di calore di Piazza Risorgimento [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>È polemica nella Capitale dopo l&#8217;annuncio di un nuovo bando della Giunta Gualtieri da 6 milioni di euro per ulteriori abbattimenti di alberi. Per il Segretario di Forza Italia Roma «una gestione del verde che sta trasformando Roma in un deserto urbano invivibile d’estate»</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;estate rovente della Capitale, con l&#8217;isola di calore di Piazza Risorgimento che ha fatto il giro del mondo dopo il servizio della CNN, continua a provocare reazioni politiche in ambito capitolino. L&#8217;annuncio di un nuovo bando da 6 milioni di euro dell&#8217;Assessore all&#8217;Ambiente Sabrina Alfonsi, che accanto al deceppamento prevederebbe anche nuovi &#8220;abbattimenti&#8221; di alberi, ha provocato la reazione del <a href="https://www.facebook.com/ForzaItaliaRomaCapitale/?locale=it_IT">Segretario romano di Forza Italia</a> Luisa Regimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La gestione del verde pubblico della Capitale è allo sbando. Oggi apprendiamo dalla stampa che la Giunta Gualtieri, su impulso dell’Assessore Alfonsi, ha intenzione di indire un nuovo bando da 6 milioni di euro per il deceppamento, la sistemazione delle aiuole e ulteriori abbattimenti di arbusti. Ad una prima lettura poteva sembrare di essere su scherzi a parte. Invece, dopo il più grande disastro ambientale degli ultimi decenni, con 30mila alberi abbattuti, la Giunta Gualtieri intende proseguire su questa strada scellerata, per altro impiegando ulteriori fondi pubblici che si aggiungono ai 100 milioni di euro stanziati per l’accordo quadro 2024-2026» attacca il Segretario romano azzurro e Assessore regionale alla Sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema delle alberature continua a spopolare sui social, dove tanti romani continuano a segnalare angoli di città prima alberati e ombrosi e oggi in balìa del torrido sole estivo. «Una quantità di risorse che non solo non ha prodotto risultati apprezzabili ma ha causato un vero disastro: oltre alle tante aree verdi in stato di abbandono, si continua a depauperare il patrimonio arboreo della Capitale perché troppo spesso alberi ad alto fusto sono stati sostituiti da arbusti di piccola taglia, spesso già secchi dopo qualche mese perché la manutenzione è assente. Una gestione che sta trasformando Roma in un deserto urbano invivibile d’estate» insiste Regimenti che poi lancia la stoccata finale: «Errare è umano, perseverare è Gualtieri: sarebbe bene che il sindaco si fermasse un attimo a riflettere e comprendesse una volta per tutte che gli alberi urbani non appartengono alla Giunta, ma costituiscono un bene pubblico e paesaggistico che appartiene all&#8217;intera collettività, una infrastruttura vitale per rendere le nostre città più vivibili». </p>



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		<title>Su Val di Susa, caso Fakir e caro energia prove di campo largo. Bonelli e Schlein all’attacco: «La destra pensa solo alla legge elettorale»</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/07/30/su-val-di-susa-caso-fakir-e-caro-energia-prove-di-campo-largo-bonelli-e-schlein-allattacco-la-destra-pensa-solo-la-legge-elettorale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 09:22:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Campo Largo prova a rafforzare la propria azione politica con interventi coordinati sui principali temi dell&#8217;attualità. Elly Schlein e Angelo Bonelli rilanciano le critiche al governo Meloni su salari, caro energia, sanità, legge elettorale e gestione dell&#8217;ordine pubblico, mostrando una sostanziale convergenza di posizioni di Alessio Ramaccioni Dal caso Fakir agli scontri in Val [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il Campo Largo prova a rafforzare la propria azione politica con interventi coordinati sui principali temi dell&#8217;attualità. Elly Schlein e Angelo Bonelli rilanciano le critiche al governo Meloni su salari, caro energia, sanità, legge elettorale e gestione dell&#8217;ordine pubblico, mostrando una sostanziale convergenza di posizioni</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>di Alessio Ramaccioni</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal caso Fakir agli scontri in Val di Susa, da salari e caro energia alla legge elettorale: con una serie di interventi a stretto giro, <strong>Elly Schlein (PD) </strong>ed<strong> Angelo Bonelli</strong> (AVS) entrano nel merito di alcuni dei temi più caldi del dibattito pubblico, in questo caldissimo finale di luglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Campo Largo si muove, insomma, e prova a farlo in maniera sinergica, anche con le dichiarazioni: e sul terreno delle questioni di attualità, il coordinamento tra le forze del potenziale “centrosinistra” elettorale sembrerebbe anche esserci. Le posizioni appaiono spesso coincidenti, o quantomeno prossime, e la critica strutturale nei confronti del governo è unanime. Ma nella pratica, la situazione è un po&#8217; diversa: infatti, mentre i sondaggi parlano di un lieve vantaggio dell’ipotetico schieramento di centrosinistra nei confronti del centrodestra, i dubbi sulla concreta possibilità di successo dell’ipotesi di Campo Largo permangono: dalla questione sulla leadership – tuttora irrisolta – al tema delle enormi differenze di visione tra “ala sinistra” e “centro” dell’ipotetica coalizione, passando per una certa frammentazione sui territori e una certa tensione che emerge anche pubblicamente, come ad esempio è avvenuto nel primo evento “unitario” a Napoli, qualche giorno fa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma sui temi, dicevamo, il discorso appare coerente: sul caso della morte di Abderrahim Fakir, ad esempio, è Angelo Bonelli ad intervenire: <em>“Sulla morte di Fakir chiediamo verità e giustizia”</em> dichiara il leader di AVS, che poi prosegue, tirando in ballo la premier: <em>«Giorgia Meloni ha introdotto il quarto grado di giudizio, come nel caso Ruggiero, e usa i fatti di cronaca come un bancomat per spostare l&#8217;attenzione dai problemi del Paese che non affronta».</em></p>



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<div class="youtube-embed" data-video_id="3heDVvXDM8Y"><iframe title="Bonelli (AVS): «Meloni parla di tutto fuorchè dei problemi degli italiani»" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/3heDVvXDM8Y?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p class="wp-block-paragraph">Bonelli ribadire poi l’attacco nei confronti di Giorgia Meloni: <em>«Di fronte agli stipendi, che sono tra i più bassi in Europa, ed al caro energia, che sta rendendo la vita impossibile a milioni di famiglie italiane insieme alla crisi climatica, che cosa fa la presidente Meloni? Parla di tutto, fuorché dei problemi degli italiani. È il segno del suo fallimento»</em>. Il concetto è sempre lo stesso: la comunicazione della Presidente del Consiglio tende (o prova a farlo) a spostare l’attenzione dell’opinione pubblica dalle emergenze reali che affliggono l’Italia in questa fase storica così difficile, continuando a parlare di questioni più afferenti alla propaganda che all’analisi della realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bonelli poi affronta la delicata questione delle violenze di qualche giorno fa in Val di Susa: <em>«Condanniamo senza se e senza ma le violenze inaccettabili in Piemonte» </em>afferma Bonelli, che aggiunge: <em>«Ma la destra la smetta di farci inqualificabili accuse di connivenza, quando quei 60 ragazzi vestiti di nero sono conosciuti in tutta Europa, compresa in Italia. Dov&#8217;è il ministro Piantendosi? Perché non li ha fermati?»</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Elly Schlein invece, in una dichiarazione di qualche tempo fa, ha attaccato il governo sulla questione della tanto discussa riforma della legge elettorale: «<em>Con Conte, Fratoianni e Bonelli per parlare di salario minimo e di come contrastare la precarietà e il caro bollette, di come rilanciare la sanità pubblica e il Sud. Ci occupiamo noi dei problemi concreti degli italiani, visto che per la destra la priorità è cambiare la legge elettorale per garantirsi».</em> Anche per la Schlein, Giorgia Meloni starebbe evitando di affrontare i grandi temi dell’emergenza nazionale per concentrarsi, in questo caso, su una riforma della legge elettorale che parrebbe favorire l’attuale governo, qualora venisse votata ed utilizzata. La verità, a prescindere da contenuti ed appartenenza politica di chi dichiara, appare una sola: siamo già in piena campagna elettorale, e saranno mesi bollenti (non solo per l’anticiclone africano).</p>



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		<title>“Tanto rumore per nulla”: così Antonio Tajani prova a disinnescare la polemica sulla legge elettorale.  E apre alla richiesta di grazia per Roggero</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/07/17/tanto-rumore-per-nulla-cosi-antonio-tajani-prova-a-disinnescare-la-polemica-legge-elettorale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 15:16:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Vicepremier Antonio Tajani respinge le accuse a Forza Italia sulla legge elettorale e minimizza la portata della bocciatura dell&#8217;emendamento sulle preferenze. «la priorità è che la legge elettorale garantisca stabilità per attrarre investimenti» spiega il Segretario azzurro di Alessio Ramaccioni «È stato fatto un grande rumore per nulla. Era un emendamento: ho sempre detto [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Vicepremier Antonio Tajani respinge le accuse a Forza Italia sulla legge elettorale e minimizza la portata della bocciatura dell&#8217;emendamento sulle preferenze. «la priorità è che la legge elettorale garantisca stabilità per attrarre investimenti» spiega il Segretario azzurro</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>di Alessio Ramaccioni</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«È stato fatto un grande rumore per nulla. Era un emendamento: ho sempre detto che il tema delle preferenze non è fondamentale, nella legge elettorale. L&#8217;ho detto prima che si votasse, e lo dico anche dopo». </em>Con queste parole il vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani – a margine della celebrazione dei 100 anni dell’agenzia ICE che si è svolta alla Camera – prova a ridimensionare le polemiche esplose dopo il clamoroso risultato della votazione su un emendamento della legge elettorale, che ha visto il governo andare sotto anche per la probabile votazione contraria di alcuni “franchi tiratori”.</p>



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<p class="wp-block-paragraph"><em>«È importante che ci sia una legge che garantisca stabilità al nostro Paese più di quanto garantisca la legge attuale. Stabilità significa che si possono attirare investimenti stranieri. E quello che dico sempre quando vado all&#8217;estero a presentare il sistema Italia come ho fatto anche ieri sera a Madrid»</em> ha aggiunto Tajani, esponendo chiaramente quali siano le reali prorità rispetto gli effetti di una buona legge elettorale dal punto di vista suo e di Forza Italia. <em>«La stabilità è una garanzia per tutti</em>» ha proseguito, <em>«e questo è il nostro obiettivo: sapere chi vince il giorno dopo e sapere con quali programmi poi governerà: sono quelli presentati alla vigilia delle elezioni. Una legge elettorale che va nella giusta direzione, insomma».</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>«Franchi tiratori in tutto lo schieramento, noi avevamo manifestato riserve»</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Incalzato dai giornalisti presenti, il vicepremier è tornato sulla votazione in aula: <em>«Ci saranno stati dei franchi tiratori, naturalmente, in tutto lo schieramento. Ma questo significa poco: non era un impegno sulla legge, era un impegno su un emendamento che si sapeva che non fosse firmato da noi: avevamo manifestato delle riserve. Poi per sostenere l&#8217;unità del centrodestra abbiamo dato il nostro assenso. Sul tema delle preferenze è chiaro che qualcuno, a scrutinio segreto, abbia espresso posizioni personali, ma questo vale per tutte le forze politiche. Quindi noi respingiamo al mittente qualsiasi accusa: siamo sempre stati leali, coerenti, io ero lì presente quindi nessuno può dire che Forza Italia non sia stata leale e coerente come siamo sempre stati. È un testo non del Governo”</em>, ha infine concluso, <em>«è un testo parlamentare: in Senato ne parleremo, discuteremo, siamo sempre pronti a confrontarci su tutto».</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Tajani apre alla grazia per Mario Roggero</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Tajani si è anche espresso, nell’occasione, sul tema della richiesta di grazia per Mario Roggero, il gioielliere recentemente condannato dalla Cassazione per l’omicidio dei suoi rapinatori: «<em>Condivido l&#8217;iniziativa di chiedere al Presidente della Repubblica la grazia per questa persona che ha sbagliato certamente, ma ha sbagliato in una condizione psicologica particolare, perché era stata vittima di tantissime aggressioni. Si era visto ancora una volta entrare dentro casa dei malviventi, è intervenuto per difendere la propria famiglia, sbagliando. Però credo che sia giusto concedere da parte della società italiana il perdonoa questa persona che già non è ragazzino, ed è condannato a vivere quasi fino alla fine dei suoi anni in carcere: quindi credo che sia giusto che gli venga concessa la grazia».</em></p>
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		<title>A chi fanno paura le preferenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 13:59:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La stanza delle opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;emendamento di Fratelli d&#8217;Italia e Noi Moderati per la reintroduzione delle preferenze nella legge elettorale è stato affossato per un solo voto alla Camera. Ecco perchè non è un bene per la nostra democrazia di Mattia Pascal Quanto accaduto alla Camera sul voto per la reintroduzione delle preferenze deve far riflettere perchè potrebbe avere un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><strong>L&#8217;emendamento di Fratelli d&#8217;Italia e Noi Moderati per la reintroduzione delle preferenze nella legge elettorale è stato affossato per un solo voto alla Camera. Ecco perchè non è un bene per la nostra democrazia</strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>di Mattia Pascal</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quanto accaduto alla Camera sul voto per la reintroduzione delle preferenze deve far riflettere perchè potrebbe avere un forte impatto sul futuro della nostra democrazia. In realtà, la portata dell’emendamento in di <a href="https://www.fratelli-italia.it/">Fratelli d’Italia</a> e Noi Moderati sarebbe stata assai limitata. Il metodo era semplice: capolista bloccati e solo dalla seconda posizione in poi sarebbe subentrato il sistema delle preferenze con tre scelte possibili in una lista di sei nomi. Per molti partiti di medie e piccole dimensioni, le preferenze avrebbero inciso per poco più del 5-6% degli eletti. Eppure, anche solo l’ipotesi di una reintroduzione delle preferenze, sistema adottato in tutta la seconda Repubblica, ha creato il panico in Parlamento. “Penalizza le donne”, “favorisce il voto di scambio”, “aumenta i costi della politica” le obiezioni più frequenti. Ma la realtà politica è diversa: le preferenze avrebbero fatto tabula rasa di tutta quella pletora di parlamentari che non ha consensi sul territorio e che passa gran parte del proprio tempo a cercare di ingraziarsi il leader di turno chiamato a comporre le liste. Un sistema che, a lungo andare, ha creato un vulnus democratico che oggi pesa sulla nostra democrazia: il distacco evidente tra la politica del palazzo e i cittadini che ormai da anni eleggono in Parlamento dei “nominati” che non hanno nessun collegamento con la base e dei quali nessuno ricorda il nome. Un metodo che a lungo ha fatto comodo ai leader di partito, evitando la nascita di robuste opposizioni interne, ma che col tempo sta generando nuovi mostri perché alimenta l’antipolitica e la convinzione che solo un leader forte possa cambiare le cose: prima Matteo Renzi, travolto dal referendum, poi Beppe Grillo, rientrato rapidamente nel suo blog, ancora Matteo Salvini e in futuro, chissà, gli italiani potrebbero affidarsi a <a href="https://www.pubblicanow.it/2026/06/15/futuro-nazionale-e-ufficialmente-nato-ed-e-esattamente-come-roberto-vannacci-laveva-annunciato-almeno-per-ora/">Roberto Vannacci</a>. Una valanga di meteore che quasi sempre si sono gonfiate sgonfiate nel giro di una tornata elettorale. Il punto è che gli italiani si sono stufati di consegnare una delega in bianco ai partiti: vogliono tornare a scegliere il proprio parlamentare, una persona di fiducia con la quale è possibile interloquire e alla quale poter in qualche modo mostrare i propri desiderata e le proprie priorità. Le preferenze non sono la panacea di tutti i mali, anzi hanno diversi difetti, ma contribuiscono a rendere i cittadini più partecipi della vita democratica come avviene per le Regioni e i Comuni. Purtroppo, il tentativo coraggioso di Giorgia Meloni si è scontrato con la volontà autoconservativa dei parlamentari, tutti nominati. Ma il tema non è più rinviabile e probabilmente entrerà nella prossima campagna elettorale: chi avrà il coraggio di porre questa volontà al centro del proprio impegno politico potrà probabilmente avere il favore di tanti italiani. La legge elettorale può sembrare un tema distante dalla vita dei cittadini, ma in realtà così non è: perché la qualità della democrazia dipende anche dalla capacità di Governo e Parlamento di attuare politiche pubbliche più vicine alle esigenze e alla volontà degli italiani. E questo può avvenire solo coinvolgendo al massimo grado i cittadini nel gioco democratico, compito al quale le preferenze assolvono molto bene perché danno la sensazione ai cittadini di rendere possibile astrattamente a chiunque la scalata verso il potere.</p>



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		<title>“Piazza Italia 2026”: FdI lancia la sfida per la riconquista del Campidoglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2026 10:48:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;edizione 2026 di &#8220;Piazza Italia&#8221;, la manifestazione di Fratelli d&#8217;Italia dedicata alle sfide di Roma, si è conclusa con un giorno di anticipo rispetto al programma. Nel corso dell&#8217;evento, esponenti del governo e del partito hanno affrontato temi come economia, mobilità, turismo e agricoltura, ribadendo l&#8217;obiettivo di conquistare il Campidoglio alle elezioni comunali del 2027 [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;edizione 2026 di &#8220;Piazza Italia&#8221;, la manifestazione di Fratelli d&#8217;Italia dedicata alle sfide di Roma, si è conclusa con un giorno di anticipo rispetto al programma. Nel corso dell&#8217;evento, esponenti del governo e del partito hanno affrontato temi come economia, mobilità, turismo e agricoltura, ribadendo l&#8217;obiettivo di conquistare il Campidoglio alle elezioni comunali del 2027</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>di Alessio Ramaccioni</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Si è concluso sabato 11 luglio – un giorno prima della data annunciata in partenza – “Piazza Italia”, l’ormai consueto evento estivo che <a href="https://www.fratelli-italia.it/">Fratelli d’Italia </a>organizza a Roma.  L&#8217;appuntamento, intitolato &#8220;Riscatto Capitale: le sfide della città reale&#8221;, si è svolto al Giardino degli Aranci a partire dal 9 luglio: a promuoverlo, Fratelli d&#8217;Italia Roma, il Coordinamento Regionale del Lazio e Gioventù Nazionale Roma. La giornata conclusiva, prevista per il 12 luglio, è stata annullata: lo ha comunicato la pagina Facebook di Fratelli d&#8217;Italia Roma, ringraziando il pubblico per la partecipazione e annunciando il ritorno dell&#8217;iniziativa il prossimo anno.</p>



<h1 class="wp-block-heading">La prima giornata: il governo incontra la &#8220;città reale&#8221;</h1>



<p class="wp-block-paragraph">I lavori sono iniziati giovedì 9 luglio con i saluti istituzionali introdotti dal capogruppo di FdI in Assemblea Capitolina, Giovanni Quarzo, a cui hanno fatto seguito gli interventi di numerosi esponenti regionali, tra cui il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il momento clou della prima serata è stato il panel &#8220;<strong>Il governo della Nazione incontra la città reale</strong>&#8220;. Dal palco, la responsabile della segreteria politica di FdI Arianna Meloni ha indicato apertamente l&#8217;obiettivo del partito per le elezioni comunali del 2027: riconquistare il Campidoglio, attualmente guidato dal sindaco dem Roberto Gualtieri. Nel corso del dibattito è stato più volte ribadito il tentativo di contrapporre alla gestione dell&#8217;attuale giunta un modello alternativo di amministrazione della città, fondato sul confronto tra governo, categorie produttive e società civile.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Significativo anche l’intervento del Vicepresidente della Camera dei Deputati Fabio Rampelli, che tra i vari temi ha toccato anche quello della casa.</p>



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<h1 class="wp-block-heading">Economia, agricoltura e immigrazione</h1>



<p class="wp-block-paragraph">Venerdì 10 luglio la kermesse è entrata nel vivo, con un confronto su commercio, agricoltura, artigianato e terziario, durante il quale il ministro dell&#8217;Agricoltura Francesco Lollobrigida ha sottolineato il ruolo di Roma come uno dei principali territori agricoli d&#8217;Europa, richiamando produzioni simbolo ed indicando nella valorizzazione di questo comparto una risorsa che l&#8217;amministrazione comunale avrebbe finora trascurato. Il Ministro si è anche soffermato sulla delicata situazione geopolitica ed alle conseguenze su agricoltura e produzione.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Da segnalare anche un approfondimento su Fondi Europei e Giubileo, con gli interventi – tra gli altri – della Sottosegretaria di Stato alla Difesa Isabella Rauti e del Viceministro all’Economia e alle Finanze Maurizio Leo.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Sempre all’interno del programma della seconda giornata, il dibattito sul libro “Senza Maschera – l’ascesa social di Giorgia Meloni raccontata dal suo stratega”, alla presenza dell’autore Tommaso Longobardi.</p>



<h1 class="wp-block-heading">L&#8217;ultima giornata: mobilità, turismo e casa</h1>



<p class="wp-block-paragraph">Sabato 11 luglio, ultimo giorno effettivamente andato in scena, il programma si è aperto con il panel &#8220;Mobilità sostenibile e città verdi: la città dei divieti contro la città reale&#8221;, introdotto dal senatore Andrea De Priamo, con il sottosegretario ai Trasporti Antonio Iannone e il copresidente del gruppo ECR al Parlamento europeo Nicola Procaccini: al centro, le critiche alle politiche di limitazione del traffico della giunta capitolina. È seguito il confronto sul turismo &#8220;Dall&#8217;overtourism al mare dimenticato: Instagram vs città reale&#8221;, con il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi e i rappresentanti delle principali associazioni di categoria del settore.</p>



<h1 class="wp-block-heading"><strong>La cancellazione dell&#8217;ultimo giorno</strong></h1>



<p class="wp-block-paragraph">Non si sono invece tenuti gli appuntamenti previsti per domenica 12 luglio, tra cui il panel su educazione e cultura con il presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone e l&#8217;incontro conclusivo &#8220;Arte e Sport&#8221;, che avrebbe dovuto vedere protagonisti i ministri Andrea Abodi e Alessandro Giuli. L’edizione 2026 di Piazza Italia è stata l’occasione per ribadire l’azione di governo sottolineandone l’efficacia, ma soprattutto per dichiarare la volontà di conquistare l’amministrazione della città di Roma: le elezioni sono previste nel 2027, che è anche l’anno in cui terminerà naturalmente l’attuale legislatura e – conseguentemente – il governo guidato da Giorgia Meloni. L’ambizione di Fratelli d’Italia, emersa abbastanza chiaramente nel corso della tre giorni, è quella di centrare il doppio obiettivo: la conferma alla guida del paese e la riconquista della poltrona di sindaco di Roma e della maggioranza in Campidoglio. L’ultimo sindaco di centrodestra della Capitale è stato Gianni Alemanno: era il 2008, Fratelli d’Italia ancora non esisteva ed il centrodestra era a “trazione berlusconiana”. Oggi è un’altra era politica, il partito di Giorgia Meloni è il primo a livello nazionale – sia in Parlamento che nei sondaggi – e la sfida al centrosinistra per Roma potrebbe essere effettivamente vinta: sarà importante indovinare il nome del candidato (o candidata) sindaco, che per il momento è ancora avvolto nel mistero.</p>



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		<title>Italia-Russia, è crisi diplomatica: espulsi due addetti militari di Mosca, l’ambasciatore attacca la Farnesina</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/07/09/italia-russia-e-crisi-diplomatica-espulsi-due-addetti-militari-russi-lambasciatore-russo-attacca-la-farnesina/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 14:09:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli addetti militari dell&#8217;ambasciata russa sono accusati di attività di spionaggio. La Farnesina concede loro tre giorni per lasciare il Paese: è crisi diplomatica tra Italia e Russia. L&#8217;ambasciatore Aleksej Paramonov attacca il governo italiano e Tajani lo convoca alla Farnesina per chiarimenti È crisi diplomatica tra Italia e Russia con il duro scontro innescato [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gli addetti militari dell&#8217;ambasciata russa sono accusati di attività di spionaggio. La Farnesina concede loro tre giorni per lasciare il Paese: è crisi diplomatica tra Italia e Russia. L&#8217;ambasciatore Aleksej Paramonov attacca il governo italiano e Tajani lo convoca alla Farnesina per chiarimenti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È crisi diplomatica tra Italia e Russia con il duro scontro innescato dall&#8217;espulsione di due addetti militari dell&#8217;ambasciata russa a Roma, accusati dalle autorità italiane di aver svolto attività di spionaggio. La decisione del governo italiano, arrivata all&#8217;indomani degli sviluppi dell&#8217;inchiesta della Procura di Roma, ha provocato una reazione immediata e durissima da parte di Mosca, aprendo un nuovo fronte di tensione nei già difficili rapporti tra i due Paesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad annunciare il provvedimento è stato il ministro degli Esteri <strong>Antonio Tajani</strong>, che ha comunicato l&#8217;espulsione di Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov. I due diplomatici dovranno lasciare il territorio italiano entro tre giorni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il titolare della <a href="https://www.esteri.it/it/">Farnesina</a>, i due addetti militari sarebbero responsabili delle attività di spionaggio emerse nell&#8217;inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma. Tajani ha definito l&#8217;episodio &#8220;una grave e inaccettabile ingerenza&#8221; contro le istituzioni italiane e la sicurezza nazionale, sostenendo che &#8220;Mosca continua a usare le sue armi ibride per attaccare l&#8217;Occidente e l&#8217;Italia&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;espulsione rappresenta uno dei più significativi provvedimenti adottati dall&#8217;Italia nei confronti della rappresentanza diplomatica russa negli ultimi anni e si inserisce nel più ampio confronto tra i Paesi occidentali e la Federazione Russa sul terreno dell&#8217;intelligence, della sicurezza e delle attività di influenza.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La reazione di Mosca</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">La risposta russa non si è fatta attendere. Il ministero degli Esteri di Mosca, attraverso un comunicato rilanciato dall&#8217;agenzia Tass, ha annunciato che la Russia &#8220;fornirà una risposta adeguata&#8221; alla decisione italiana, lasciando intendere possibili misure di ritorsione nei confronti della diplomazia italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A rincarare la dose è stato l&#8217;ambasciatore russo in Italia, Aleksej Paramonov, convocato alla Farnesina dopo la decisione del governo italiano. Sul proprio canale Telegram il diplomatico ha commentato con toni fortemente polemici l&#8217;iniziativa di Roma, accusando le autorità italiane di voler ridurre al minimo la presenza e l&#8217;influenza russa nel Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Paramonov, l&#8217;Italia starebbe cercando di &#8220;espellere dal Paese il maggior numero possibile di diplomatici russi&#8221; nel tentativo di limitare il peso politico di Mosca. Un obiettivo che, a suo giudizio, sarebbe destinato a fallire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ambasciatore ha quindi contrapposto la leadership russa a quella italiana, sostenendo che Mosca può contare su figure come il presidente Vladimir Putin e il ministro degli Esteri Sergej Lavrov, mentre l&#8217;Italia, &#8220;pur con il suo immenso patrimonio politico, culturale e umanistico&#8221;, non disporrebbe oggi di personalità di pari levatura. Paramonov ha infine auspicato il ritorno di una classe dirigente capace di restituire al Paese &#8220;l&#8217;autonomia e il prestigio&#8221; che, secondo la sua ricostruzione, avrebbe avuto in passato anche nella politica estera.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La replica del governo italiano e la convocazione dell’ambasciatore russo</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le dichiarazioni provenienti da Mosca hanno provocato una nuova risposta del ministro Tajani, che ha respinto con decisione l&#8217;ipotesi di una ritorsione diplomatica. &#8220;È una ritorsione priva di senso. I due non sono stati espulsi per un capriccio&#8221;, ha dichiarato il vicepremier, ribadendo che il provvedimento è stato adottato esclusivamente per motivi di sicurezza nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tajani ha&nbsp;<strong>poi convocato</strong> l&#8217;Ambasciatore della Federazione Russa in Italia Aleksej Paramonov per manifestare la più ferma protesta del Governo italiano a seguito delle attività illegali, compiute da due funzionari con status diplomatico dell&#8217;Ambasciata della Federazione Russa, recentemente individuate sul territorio nazionale, grazie alla segnalazione dell&#8217;AISI. «Nel corso dell&#8217;incontro, il Segretario Generale ha ribadito che tali azioni costituiscono un&#8217;ingerenza grave e inaccettabile per la sicurezza nazionale e per le istituzioni italiane. È stato inoltre sottolineato che l&#8217;Italia continuerà a contrastare con la massima determinazione ogni attività ostile condotta contro il Paese, in stretto coordinamento con i propri Alleati», aggiunge il ministero degli Esteri.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un nuovo punto di rottura</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;episodio segna un ulteriore deterioramento dei rapporti tra Roma e Mosca, già profondamente compromessi dopo l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina e il progressivo allineamento dell&#8217;Italia alle posizioni della NATO e dell&#8217;Unione europea sul sostegno a Kiev.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le accuse di spionaggio, le espulsioni reciproche di diplomatici e il crescente confronto sul terreno delle cosiddette &#8220;minacce ibride&#8221; confermano come anche le relazioni bilaterali tra Italia e Russia siano entrate in una fase di forte contrapposizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con Mosca che promette una risposta e Roma che rivendica la necessità di difendere la propria sicurezza nazionale, la crisi diplomatica appare destinata a proseguire, alimentando un clima di crescente diffidenza tra i due governi e rendendo sempre più complesso il dialogo tra le due capitali.</p>



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<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Elly Schlein alla Festa dell’Unità a Roma lancia la sfida al Governo: tutte le priorità Dem per la prossima campagna elettorale</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2026/06/25/elly-schlein-alla-festa-dellunita-a-roma-lancia-la-sfida-al-governo-tutte-le-priorita-dem-per-la-prossima-campagna-elettorale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2026 13:08:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Primo piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Villa Lazzaroni, nuova location della Festa dell’Unità a Roma, Elly Schlein traccia le priorità dei dem, dalla scuola all’energia. Per i dem parte la lunga volata verso le elezioni politiche che potrebbero svolgersi ad aprile di Alessio Ramaccioni Roma, Festa dell&#8217;Unità. Nella nuova e bellissima location di Villa Lazzaroni, nel quartiere Appio Latino, martedì [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>A Villa Lazzaroni, nuova location della Festa dell’Unità a Roma, Elly Schlein traccia le priorità dei dem, dalla scuola all’energia. Per i dem parte la lunga volata verso le elezioni politiche che potrebbero svolgersi ad aprile</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>di Alessio Ramaccioni</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Roma, Festa dell&#8217;Unità. Nella nuova e bellissima location di <strong>Villa Lazzaroni</strong>, nel quartiere Appio Latino, martedì 23 giugno si è consumato forse il più importante fra i riti di una comunità politica: l&#8217;intervento del segretario &#8211; in questo caso della segretaria &#8211; del <a href="https://partitodemocratico.it/">PD</a>. Ed Elly Schlein non ha tradito le attese delle centinaia di attivisti, militanti ed elettori accorsi ad ascoltarla.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="youtube-embed" data-video_id="HvclpTg1goQ"><iframe loading="lazy" title="A Villa Lazzaroni la festa dell&amp;apos;Unità, ospite la Segretaria Elly Schlein" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/HvclpTg1goQ?feature=oembed&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p class="wp-block-paragraph">Sanità pubblica, scuola, asili nido, lavoro femminile, università, ricerca, ambiente, energia, costi e bollette, imprese, burocrazia, integrazione europea ed investimenti comuni: la Schlein ha toccato tutti i punti più sensibili ed identitari di quello che è, di fatto, il programma elettorale del PD. E forse, chissà, di tutto il centro sinistra. Uno dei primi temi toccati dalla segretaria è stato proprio quello della sanità: «<em>Noi difenderemo la sanità pubblica universalistica dai tagli e dalla privatizzazione che porta avanti questa destra, senza nemmeno il coraggio di ammetterlo»</em> ha dichiarato dal palco, per poi prodursi in un attacco all’attuale governo. <em>«Avete sentito Meloni vantarsi del più grande investimento della storia della Repubblica sulla sanità? Il punto è che gli investimenti si calcolano in rapporto al PIL del Paese, e questo rapporto, da quando lei è a Palazzo Chigi, per i dati del Governo sta scendendo fino ai minimi storici degli ultimi 15 anni. Guardate che per smantellare la sanità pubblica non serve cambiare le leggi, basta fare questo: chiudere i rubinetti delle risorse!».</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Altro argomento delicato, e significativo per l’elettorato di centro sinistra: la scuola. Anche qui, dichiarazioni nette ed intenti chiari: <em>«Difenderemo la scuola pubblica dai tagli. Bisogna pagare meglio gli insegnanti, che sono tra i meno pagati d&#8217;Europa. Contrasteremo il dimensionamento scolastico, che dietro questo nome molto tecnico nasconde una ragione molto politica: rubare autonomia scolastica ai territori già più marginalizzati».</em> Immediato il passaggio ad un altro argomento delicato, e molto sentito non solo da chi vota Pd: asili nido e, di conseguenza, lavoro femminile. <em>«Perché siamo così ossessionati dal moltiplicare i nidi in tutto il territorio nazionale? Per due ragioni»</em>, ha argomentato la Schlein: <em>«Una è scientifica. Gli studi dimostrano che laddove ci sono i nidi, laddove le bambine e i bambini possono andare al nido, i loro percorsi educativi saranno molto più solidi. Ma la seconda ragione è quella che purtroppo duole di più dover ricordare quando c&#8217;è la prima Presidente del Consiglio donna di questo Paese: perché lo sa benissimo anche lei quello che accade quando mancano i nidi resta tutto sulle spalle delle famiglie, ma dentro le famiglie resta sproporzionatamente sulle spalle delle donne. La Banca d&#8217;Italia ci ha spiegato di quanto avremmo un ritorno di crescita del PIL se solo ci fosse più occupazione femminile»</em> ha proseguito, <em>«soprattutto avendo al Sud di questo Paese tra i dati più bassi d&#8217;Europa sull&#8217;occupazione femminile. Ecco, investire nell&#8217;educazione dell&#8217;infanzia nei nidi vuol dire anche dare lavoro di qualità a tante donne che lavorano in maniera qualificata in quel settore, e liberare il tempo di altre donne che se manca quel servizio rinunciano a lavorare»</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ambiente, energia e bollette: la versione di Elly</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo un passaggio sull’università e sulla ricerca, Elly Schlein si è concentrata su ambiente, energia e bollette: tre temi collegati tra loro che, oggettivamente, condizionano significativamente la vita degli italiani: <em>«C’è il diritto delle future generazioni a un ambiente vivibile: sta a noi costruire le politiche sulla mobilità sostenibile, sull&#8217;economia circolare, sull&#8217;efficientamento energetico. Noi non possiamo continuare ad avere le bollette più care d&#8217;Europa. È la prima questione che mi pongono tutte le industrie e le imprese che stiamo incontrando, ‘come faccio a competere con le altre imprese tedesche, francesi e spagnole se pago tre volte la loro bolletta?’ Noi, nella nostra strategia per la crescita, al primo posto abbiamo messo questa priorità: ridurre le bollette per le famiglie e per le imprese, come accelerare rinnovabili, accelerare le comunità energetiche su cui questo governo ha frenato:</em> <em>il che vuol dire ridurre la nostra dipendenza dalle fossili e ridurre subito le nostre bollette. Non è possibile che nel frattempo grandi società partecipate pubbliche continuassero a maturare larghi extraprofitti, mentre tutte le altre imprese e tutte le altre famiglie stavano in bolletta».</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Inevitabile anche il passaggio sugli investimenti, anche alla luce del fatto che il PNRR è alle sue battute conclusive: <em>«Nella nostra strategia per la crescita, naturalmente, c&#8217;è anche l&#8217;idea di far ripartire gli investimenti, perché il PNRR sta finendo. Ridurre la burocrazia, adottare il sistema dell&#8217;autorizzazione unica che ha funzionato nelle zone economiche speciali ed estenderlo a tutta Italia sugli investimenti innovativi, sul digitale, sull&#8217;ecologia. Investimenti innovativi che non si possono fermare altrimenti perdiamo competitività e non possiamo stare con la crescita allo zero, perché altrimenti vuol dire fare fatica anche a fare la terza cosa fondamentale, cioè finanziare i servizi pubblici fondamentali».</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Poi, l’Unione Europea, tema da sempre caro ai Dem, che per la segretaria del PD è ancor più urgente viste le ultime vicende di politica internazionale: <em>«Oggi l&#8217;Europa è sotto attacco, è circondata da aggressività militare ed aggressività commerciale anche da partner storici. Dobbiamo attrezzarci. Se non facciamo un salto in avanti l&#8217;integrazione europea rischiamo di essere messi al margine da chi ha tutto l&#8217;interesse a indebolire l&#8217;Unione europea. Noi dobbiamo proseguire gli investimenti comuni europei. Il next generation non si può fermare, altrimenti non avremo gli strumenti per competere con le grandi potenze come Cina e Stati Uniti che ci circondano».</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Parole chiare, e forse inevitabili: d’altronde ormai la campagna elettorale è di fatto partita, ed iniziare a dare certezze al proprio elettorato è il primo passo – per il primo partito di opposizione &#8211; per provare a costruire una base di elettori utile a pensare, almeno, di poter competere con il centrodestra.</p>



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