Elly Schlein alla Festa dell’Unità a Roma lancia la sfida al Governo: tutte le priorità Dem per la prossima campagna elettorale

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A Villa Lazzaroni, nuova location della Festa dell’Unità a Roma, Elly Schlein traccia le priorità dei dem, dalla scuola all’energia. Per i dem parte la lunga volata verso le elezioni politiche che potrebbero svolgersi ad aprile

di Alessio Ramaccioni

Roma, Festa dell’Unità. Nella nuova e bellissima location di Villa Lazzaroni, nel quartiere Appio Latino, martedì 23 giugno si è consumato forse il più importante fra i riti di una comunità politica: l’intervento del segretario – in questo caso della segretaria – del PD. Ed Elly Schlein non ha tradito le attese delle centinaia di attivisti, militanti ed elettori accorsi ad ascoltarla.

Sanità pubblica, scuola, asili nido, lavoro femminile, università, ricerca, ambiente, energia, costi e bollette, imprese, burocrazia, integrazione europea ed investimenti comuni: la Schlein ha toccato tutti i punti più sensibili ed identitari di quello che è, di fatto, il programma elettorale del PD. E forse, chissà, di tutto il centro sinistra. Uno dei primi temi toccati dalla segretaria è stato proprio quello della sanità: «Noi difenderemo la sanità pubblica universalistica dai tagli e dalla privatizzazione che porta avanti questa destra, senza nemmeno il coraggio di ammetterlo» ha dichiarato dal palco, per poi prodursi in un attacco all’attuale governo. «Avete sentito Meloni vantarsi del più grande investimento della storia della Repubblica sulla sanità? Il punto è che gli investimenti si calcolano in rapporto al PIL del Paese, e questo rapporto, da quando lei è a Palazzo Chigi, per i dati del Governo sta scendendo fino ai minimi storici degli ultimi 15 anni. Guardate che per smantellare la sanità pubblica non serve cambiare le leggi, basta fare questo: chiudere i rubinetti delle risorse!».

Altro argomento delicato, e significativo per l’elettorato di centro sinistra: la scuola. Anche qui, dichiarazioni nette ed intenti chiari: «Difenderemo la scuola pubblica dai tagli. Bisogna pagare meglio gli insegnanti, che sono tra i meno pagati d’Europa. Contrasteremo il dimensionamento scolastico, che dietro questo nome molto tecnico nasconde una ragione molto politica: rubare autonomia scolastica ai territori già più marginalizzati». Immediato il passaggio ad un altro argomento delicato, e molto sentito non solo da chi vota Pd: asili nido e, di conseguenza, lavoro femminile. «Perché siamo così ossessionati dal moltiplicare i nidi in tutto il territorio nazionale? Per due ragioni», ha argomentato la Schlein: «Una è scientifica. Gli studi dimostrano che laddove ci sono i nidi, laddove le bambine e i bambini possono andare al nido, i loro percorsi educativi saranno molto più solidi. Ma la seconda ragione è quella che purtroppo duole di più dover ricordare quando c’è la prima Presidente del Consiglio donna di questo Paese: perché lo sa benissimo anche lei quello che accade quando mancano i nidi resta tutto sulle spalle delle famiglie, ma dentro le famiglie resta sproporzionatamente sulle spalle delle donne. La Banca d’Italia ci ha spiegato di quanto avremmo un ritorno di crescita del PIL se solo ci fosse più occupazione femminile» ha proseguito, «soprattutto avendo al Sud di questo Paese tra i dati più bassi d’Europa sull’occupazione femminile. Ecco, investire nell’educazione dell’infanzia nei nidi vuol dire anche dare lavoro di qualità a tante donne che lavorano in maniera qualificata in quel settore, e liberare il tempo di altre donne che se manca quel servizio rinunciano a lavorare».

Ambiente, energia e bollette: la versione di Elly

Dopo un passaggio sull’università e sulla ricerca, Elly Schlein si è concentrata su ambiente, energia e bollette: tre temi collegati tra loro che, oggettivamente, condizionano significativamente la vita degli italiani: «C’è il diritto delle future generazioni a un ambiente vivibile: sta a noi costruire le politiche sulla mobilità sostenibile, sull’economia circolare, sull’efficientamento energetico. Noi non possiamo continuare ad avere le bollette più care d’Europa. È la prima questione che mi pongono tutte le industrie e le imprese che stiamo incontrando, ‘come faccio a competere con le altre imprese tedesche, francesi e spagnole se pago tre volte la loro bolletta?’ Noi, nella nostra strategia per la crescita, al primo posto abbiamo messo questa priorità: ridurre le bollette per le famiglie e per le imprese, come accelerare rinnovabili, accelerare le comunità energetiche su cui questo governo ha frenato: il che vuol dire ridurre la nostra dipendenza dalle fossili e ridurre subito le nostre bollette. Non è possibile che nel frattempo grandi società partecipate pubbliche continuassero a maturare larghi extraprofitti, mentre tutte le altre imprese e tutte le altre famiglie stavano in bolletta».

Inevitabile anche il passaggio sugli investimenti, anche alla luce del fatto che il PNRR è alle sue battute conclusive: «Nella nostra strategia per la crescita, naturalmente, c’è anche l’idea di far ripartire gli investimenti, perché il PNRR sta finendo. Ridurre la burocrazia, adottare il sistema dell’autorizzazione unica che ha funzionato nelle zone economiche speciali ed estenderlo a tutta Italia sugli investimenti innovativi, sul digitale, sull’ecologia. Investimenti innovativi che non si possono fermare altrimenti perdiamo competitività e non possiamo stare con la crescita allo zero, perché altrimenti vuol dire fare fatica anche a fare la terza cosa fondamentale, cioè finanziare i servizi pubblici fondamentali».

Poi, l’Unione Europea, tema da sempre caro ai Dem, che per la segretaria del PD è ancor più urgente viste le ultime vicende di politica internazionale: «Oggi l’Europa è sotto attacco, è circondata da aggressività militare ed aggressività commerciale anche da partner storici. Dobbiamo attrezzarci. Se non facciamo un salto in avanti l’integrazione europea rischiamo di essere messi al margine da chi ha tutto l’interesse a indebolire l’Unione europea. Noi dobbiamo proseguire gli investimenti comuni europei. Il next generation non si può fermare, altrimenti non avremo gli strumenti per competere con le grandi potenze come Cina e Stati Uniti che ci circondano».

Parole chiare, e forse inevitabili: d’altronde ormai la campagna elettorale è di fatto partita, ed iniziare a dare certezze al proprio elettorato è il primo passo – per il primo partito di opposizione – per provare a costruire una base di elettori utile a pensare, almeno, di poter competere con il centrodestra.

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