Il primo febbraio scorso l’Istat ha pubblicato i dati sull’andamento dell’occupazione in Italia a dicembre 2021. I dati sono alquanto confortanti. Rispetto al mese precedente (novembre), dicembre ha fatto emergere una diminuzione dei disoccupati e la sostanziale stabilità degli occupati e degli inattivi. Il numero di occupati a dicembre 2021 è superiore a quello di dicembre 2020 del 2,4% (+540mila unità). Tra i dati più interessanti, la crescita del numero di occupati tra le donne, i dipendenti a termine e le persone con meno di 50 anni d’età.
Confrontando il trimestre ottobre-dicembre 2021 con quello precedente (luglio-settembre), si osserva un livello di occupazione più elevato dello 0,3%, con un aumento di 70mila occupati.
A questi dati positivi vanno affiancati anche i dati dell’Osservatorio sul precariato, pubblicati dall’Inps a fine gennaio. Tra le varie informazioni risaltano quelle relative alle assunzioni che, nel periodo gennaio-ottobre 2021, hanno visto un balzo in avanti, rispetto allo stesso periodo del 2020, facendo risultare un saldo positivo di 990mila nuovi contratti di lavoro.
Di questi circa 774mila sono rapporti a termine o in somministrazione. Questa spinta, per quanto non stabile nel tempo, ha permesso a molte persone di riavvicinarsi al mondo del lavoro, anche solo per farsi conoscere ed apprezzare dalle aziende, nella speranza di una stabilizzazione futura.
L’aumento dell’occupazione, attraverso queste due tipologie contrattuali (contratto a tempo determinato e somministrazione a termine), è stato possibile anche grazie ad una serie di norme emergenziali che hanno “alleggerito” le numerose regole che in questi anni sono state disposte in materia, al fine di agevolare la ripartenza delle aziende.


