Non c’è retorica nella giornata del 25 aprile, o almeno non dovrebbe essercene, considerando che questa ricorrenza rappresenta storicamente, paradigmaticamente, ideologicamente, l’evoluzione di un sentimento tutto italiano, pregno di libertà e di democrazia. La Festa della Liberazione non è semplicemente snodo storico residuale, ma legittimazione di un riscatto nazionale che affonda le sue radici nel lontano 1945.
La fine dell’occupazione nazista sancì il ritorno ad un periodo di pace per l’Italia e fu suggellata dal tricolore sventolante come atto di consapevolezza di un Paese unito. Sono trascorsi 78 anni dal momento in cui le città italiane insorsero contro il dominio straniero. Quel momento affondava, a sua volta, radici ben piantate nell’armistizio del 1943, quando gruppi di partigiani di vario orientamento politico, iniziarono a dar vita alla resistenza italiana.
Fu proprio questa unione a spianare la strada all’intervento degli Alleati angloamericani che il 25 aprile portarono alla fine di ogni ostilità liberando lo stivale dall’occupazione tedesca. Era un mercoledì, non uno dei tanti, e Milano e Torino vennero attraversate per prime dalle truppe alleate. Dalle 8.00 del mattino il Comitato di Liberazione Nazionale (Cln), diede il via alla ribellione italiana. Si concludeva così la Seconda Grande Guerra che in cinque anni aveva seminato povertà e distruzione in lungo e in largo. Per alcuni furono giorni tragici, per altri gloriosi, fatto sta che sancirono l’atto di resa tedesco. Le armi furono consegnate nonostante il chiaro rifiuto di arrendersi ai partigiani. Quella che da alcuni storici è stata definita “guerra civile”, seminò un clima di condivisione nell’autocontrollo del Paese, con ferite che videro comunque opporsi italiani a italiani, in nome di due visioni politiche completamente differenti. Il 25 aprile portò vincitori e vinti, ma si predispose a diventare pietra miliare di un’Italia che ripudia la guerra e la contesta.
Dal 1949 una legge istituì definitivamente la festa nazionale della Liberazione. La decisione fu preceduta da un decreto del 1946 in cui si leggeva: “A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale”. Da allora ogni 25 aprile è un monito alla coscienza politica e comunitaria italiana, celebrato con una serie di eventi che si diramano lungo l’intero stivale.


