Primo maggio, scontro Meloni e sindacati su nuove misure del lavoro

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Per la festa del primo maggio arrivano nuove misure sul lavoro, illustrate dal governo Meloni ai sindacati.

Cgil, Cisl e Uil recepiscono la decisione come “un atto di arroganza e offensivo”. Lo afferma Maurizio Landini, a cui la premier Giorgia Meloni ha risposto: “Le parole di Landini sono incomprensibili. Se pensa davvero che sia diseducativo lavorare il primo maggio, allora il concertone la triplice dovrebbe organizzarlo in un altro giorno”.
Successivamente sono emerse parole più concilianti: “non è una mancanza di rispetto un Cdm il primo maggio per tagliare il costo del lavoro. È un segnale e mi sarei aspettata un ‘bravi’. Era un modo per dire ‘ci siamo e ci siamo tutti’, una mano tesa, un tentativo di dialogare e di lavorare insieme, perché sul taglio del cuneo fiscale credo che siamo d’accordo”.

Meloni definisce la scelta del primo maggio, per il suo esecutivo, “molto importante” ed “un bel segnale”, oltre che “un modo per onorare i lavoratori”.
Al tavolo dei sindacati la premier ha illustrato personalmente le misure da adottare per il lavoro: taglio del cuneo fiscale e contributivo che aumenterà di quattro punti arrivando fino a sette punti per chi guadagna fino a 25mila euro, al tetto per la detassazione dei fringe benefit dei lavoratori dipendenti con figli a carico che sale a 3.000 euro. Confermata poi la definitiva scomparsa del Reddito di cittadinanza dal prossimo anno e l’arrivo dal prossimo anno dell’Assegno di inclusione per una spesa complessiva calcolata in 5,4 miliardi di euro nel 2024. Mentre il cosiddetto Strumento di attivazione al lavoro, che partirà dal prossimo primo settembre, costerà 276 milioni nel quest’anno e 2,1 miliardi il prossimo. “La priorità del governo – ha ribadito la premier – è alleggerire la pressione fiscale sul costo del lavoro. Abbiamo approvato il Def, che ha liberato risorse che abbiamo dedicato completamente a taglio del cuneo fiscale. Avevamo già dato un segnale con la legge di bilancio, mantenendo i due punti di taglio già decisi dal precedente governo per i salari sotto i 35.000 euro e aggiungendo un ulteriore punto, esortando i sindacati a “un dialogo serio, costruttivo, sia sul lavoro ma anche su Pnrr, RepowerEU, politica salariale e lotta all’inflazione.

Pina Stendardo
Pina Stendardo
Giornalista attenta ai fermenti quotidiani, raccontati con umanità. Convinta che scrivere sia un atto d’amore e responsabilità, ama divulgare il bello dell’Arte e del sociale, proponendo una narrazione alternativa sullo spaccato culturale.

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