Traffico promiscuo e slalom tra pedoni, monopattini e mezzi pesanti. Spostarsi in bici in città o praticare ciclismo, diventa sempre più difficile.
Dopo la tragica morte della giovane ragazza che ha perso la vita a Milano, la ciclista di 28 anni, Francesca Quaglia, travolta da un camion in viale Caldara e deceduta mentre stava passando con il traffico fermo, si accende la polemica sulle piste ciclabili.
Un altro ciclista, ancora da identificare, è morto ieri sera sulla strada provinciale 192 a Gravellona, Pavia. Travolto da un Suv che procedeva dietro, nella stessa direzione, è sobbalzato sul parabrezza dell’auto per poi cadere in un campo di riso adiacente.
La vittima ha origini asiatiche ed il decesso è stato immediato all’impatto. Inutili i soccorsi del 118. I Carabinieri sono al lavoro con le loro indagini.
Ci si interroga intanto sulle possibili soluzioni strutturali urbane, per creare piste ciclabili attrezzate e soprattutto separate dal resto del traffico. Si fa leva sui finanziamenti europei stanziati per le Regioni, con la speranza che possano essere impiegati per una messa in sicurezza anche di ciclisti in strada.


