Più di 700 morti dall’attacco di Hamas ad Israele. In soli due giorni, 2.150 israeliani sono stati feriti. Tra i palestinesi le vittime sono 413.
Anche Antonio Tajani, ministro degli affari esteri, è preoccupato e commenta ad Rtl, la situazione in Medio Oriente: “Hamas non vuole nessun tipo di dialogo, vuole allontanare tutto il mondo arabo da Israele. I patti di Abramo favoriscono il dialogo e il raggiungimento della pace. Hamas vuole ostacolare questo processo”.
La comunità del ghetto di Roma accoglie con mestizia la notizia ed è estremamente preoccupata per i parenti che vivono in Israele.
“Lasciateci in pace. Voi non potete capire”, dichiarano alcuni membri. Tra le saracinesche di alcuni esercizi commerciali abbassate e gli anziani seduti sulle panchine, c’è tanto scoramento.
Gli anziani del ghetto non si capacitano di quanto stia avvenendo in Medio Oriente ed interpellati dalle agenzie di stampa, ammettono: “Non è il momento di parlare, soffriamo. È un momento particolare: molti hanno i figli che fanno il servizio militare in Israele. Conosciamo gente che sta lì, amici e parenti chiusi in casa da giorni”.
Al dolore per gli attacchi si aggiunge l’incomprensione del gesto di Hamas. “L’unica ragione politica per cui accada è che palestinesi e Iran, dal quale Hamas ha dichiarato di essere stato coadiuvato, vogliano rallentare i rapporti di Israele con i paesi sunniti che si stavano concretizzando”, spiega un imprenditore.
Poi viene rivolto un pensiero anche ai palestinesi, perché non tutti vogliono questa guerra. Descrivendo una Israele indebolitasi nei valori, commercianti ed anziani, concordano su una cosa: se si è in guerra, non bisogna abbassare le difese.
Un esperto di tessuti nel ghetto, lancia la sua stoccata: “A chi difende i palestinesi, io direi: Vai lì a vedere come stanno le cose. Tutti se la prendono con gli israeliani, ma laggiù ci sono mai stati? Se ci andassero si renderebbero conto subito di una cosa che è lampante: i palestinesi non vogliono la pace”.


