‘Palestina Libera’, hanno gridato il 28 ottobre, fino alle 19.30, in 20mila a Roma.
Il grande corteo partito da Porta San Paolo, si è concluso a Piazza San Giovanni, in nome della pace e contro la guerra, appoggiando la Palestina.
La Comunità palestinese di Roma e del Lazio ha guidato la folla di manifestanti che si è opposta ai bombardamenti israeliani su Gaza seguiti al raid di Hamas del 7 ottobre scorso.
Tra tutte le forze dell’ordine di Roma Capitale, sventolavano le bandiere palestinesi. Una lunga sfilata dietro la riproduzione della ‘Chiave del Ritorno’, simbolo del ritorno dei palestinesi nelle loro terre, è diventata il volto della manifestazione che ha avuto anche momenti di tensione.
Davanti al Circo Massimo un manifestante si è arrampicato sulla sede Fao e ha sottratto dalle bandiere dei vari Paesi, quella di Israele, riportata al suo posto dalla polizia.
Il gesto rammenta che per quanto si manifesti per la pace, esistono sempre piccole fomentazioni di odio che andrebbero evitate.
Nel conflitto di Gaza infatti, non ci sono nè vincitori nè vinti, ma solo vittime. Sulla scia di sangue dei civili e soprattutto degli innocenti, muore il senso di umanità che non ha bandiere o colore politico. La terra, come luogo fisico, non andrebbe sottratta a nessuno.
Dove peraltro non ci sono bombardamenti, ci pensa la scarsità di mezzi a procurare vittime per malnutrizione e mancanza di acqua. L’Onu proprio per questo ha chiesto la tregua e numerose sono le petizioni in corso per il ‘fermate il fuoco’.


