Era stata incendiata lasciando turisti e napoletani interdetti per lo scempio artistico verificatosi, ma ora è pronta a risorgere nello spazio antistante al Comune di Napoli, La Venere degli stracci.
La ricollocazione dell’opera è vera e propria testimonianza di resistenza che la città partenopea intende comunicare con questo ripristino, sorvegliato a vista, giorno e notte, onde evitare che accada nuovamente qualcosa prima della sua reinaugurazione.

Il 6 marzo sarà la data della sua rinascita al mondo. La statua che rappresenta la dea della bellezza e della grazia, è stata scaricata da un camion con una potente gru solo pochi giorni fa. L’opera di Michelangelo Pistoletto resterà per 3 mesi nello stesso posto dove fu collocata un anno fa, a piazza Municipio, dopo di che l’amministrazione comunale deciderà dove collocarla in maniera definitiva.
La Venere degli Stracci rimase esposta dal 28 giugno al 12 luglio, quando un clochard le diede fuoco con un accendino, alle 5.30 del mattino. Subito dopo fu indetta una raccolta fondi per la ricostruzione che coinvolse la città di Napoli, con uno spettacolo annesso presso il Teatro San Carlo.
Alta quasi dieci metri, la statua, che è una copia in gesso della Venere di Milo, ha diverse versioni e riproduzioni in molti musei del mondo. A Napoli rappresenta il contrasto della civiltà rispetto alla degenerazione della povertà intesa come imbarbarimento di valori, costumi, abitudini.
La Venere assurge ancora una volta, insieme a Napoli, al suo ruolo di portatrice di amore ed energia, tanto da risorgere simbolicamente nella città che i Greci scelsero di fondare come nuova colonia rappresentativa dei propri ideali: Neapolis.


