Imparare a prendersi una pausa per ricaricarsi. È quanto insegnano in Giappone alla Huto junior and senior High school gestita dalla prefettura.
Dopo la pausa pranzo alle 13:17 l’interfono annuncia il tempo di Utouto, il pisolino. Uno studente più anziano tira le tende oscuranti, spegne le lampade ed attiva una musica rilassante nell’aula scarsamente illuminata perché tutti riescano a rilassarsi.
C’è chi si chiude la sciarpa con il cuscino, che si copre la testa per cercare di riposare un po’; fatto sta che per 10 minuti dopo il pranzo, gli studenti devono riuscire a rinfrancarsi.
Dopo si riaprono le tende e gli studenti iniziano a pulire l’aula. Il pisolino energetico, è stato studiato da un insegnante di scienze, che lo ha valutato rigenerante, proponendo il sistema nove anni fa come modo per sconfiggere la sonnolenza post pranzo.
Il sonno non REM infatti dura 10 minuti e contribuisce a ridurre la stanchezza accumulata fin dal risveglio mattutino. Prima del ritorno alla lezione scolastica vera e propria il compito di pulizia serve invece ad educare l’alunno ad eliminare ragnatele di stanchezza persistenti, per poi portarlo nell’attività mentale più assidua.
Il metodo era stato testato nella scuola nel 2015, tenendo in considerazione l’orario di inizio lezioni intorno alle 7:30 e la relativa reazione degli studenti dopo cinque ore di attività.
L’insegnante di scienze per avvalorare la sua ricerca ha chiesto consiglio ad un professore del sonno dell’Università di Tsukuba. I test sugli alunni hanno dimostrato che se il 60% degli studenti si addormentava, l’80% si sentiva positivo alla fine della breve routine di riposo.
Il metodo testato sugli studenti adolescenti, potrebbe dunque avere effetto anche sugli adulti al lavoro.


