David di Donatello: vince la pellicola “Io capitano” di Matteo Garrone

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Notte di grandi trionfi per Matteo Garrone e Paola Cortellesi alla 69esima edizione dei David di Donatello che si sono aperti con l’omaggio all’indimenticabile Federico Fellini.

“Io capitano”, il film di Matteo Garrone che racconta le avventure di Seydou e Moussa che lasciano Dakar per raggiungere l’Europa, dopo essere stato premiato alla Mostra del cinema di Venezia e aver riportato l’Italia agli Oscar, si porta a casa ben sette statuette tra cui le due più importanti: miglior film, regia, fotografia, montaggio, suono, produttore ed effetti visivi, confermando il plauso della critica e del pubblico ricevuto fin dalla sua uscita. Garrone, già vincitore di due David di Donatello come miglior regista nel 2008 e 2013, ha dedicato il premio a tutta la sua squadra, alle persone che hanno contribuito alla realizzazione del film, e soprattutto a “tutte le persone che sono morte in mare” sottolineando l’importanza di un cinema che sappia raccontare storie vere e di denuncia sociale.

Paola Cortellesi, invece, ha brillato come protagonista e regista esordiente con la sua commedia “C’è sempre domani”, che racconta la storia di emancipazione di Delia nel secondo dopoguerra, conquistando ben 6 statuette sulle 19 candidature.

Un vero colpo di scena degno del cinema per tutti coloro che avevano già pensato che la vittoria fosse in tasca alla pellicola “C’è ancora domani”

Cinque premi, invece, a “Rapito” di Marco Bellocchio e tre a “Palazzina Laf” di Michele Riondino.

Oltre ai riconoscimenti a Garrone e Cortellesi, la serata ha visto trionfare anche altri grandi nomi del cinema regalando momenti di profonda emozione con il David speciale al giornalista Vincenzo Mollica, che ha raccontato per oltre 40 anni il mondo dello spettacolo, e il David alla carriera a Giorgio Moroder e a Milena Vukotic.

Chiara Imbimbo
Chiara Imbimbo
Laureata in Filologia Moderna alle Federico II di Napoli con una tesi in critica letteraria. Iscritta all’albo dei giornalisti come pubblicista coltiva la passione per il cinema, la lettura e la scrittura.

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