Maurizio Costanzo, icona del giornalismo e della Tv

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di Luca Leone

Maurizio Costanzo, nasce a Roma il 28 agosto 1938, si diploma in ragioneria, decide di dedicarsi al giornalismo giovanissimo.

Ha firmato decine di programmi radiofonici e televisivi e commedie teatrali. Ha raggiunto la grande popolarità nel 1976, conducendo in Rai il talk-show Bontà loro, intervistando anche Wanda Osiris, la prima soubrette italiana. Ma il suo nome è legato anche al Maurizio Costanzo Show, in onda dal 1982 su Mediaset, cui era ospite abituale Giovanni Falcone, celebra la puntata in collaborazione con la Rai con Michele Santoro dove intervenne tra il palco Totò Cuffaro.

Maurizio Costanzo con il giudice Giovanni Falcone durante il ‘Costanzo Show‘

Celebre è anche la puntata in cui bruciò una maglietta con su scritto Mafia, ciò gli costo di essere inserito nella lista nera di Cosa Nostra.

Provarono ad ucciderlo a Roma, mediante un attentato, il 14 maggio 1993, in via Fauro, parcheggiando il giorno prima un’auto carica di tritolo, ma si salvo perché il suo autista si prese un giorno di riposo e ne arrivo un altro, con un’auto diversa:

Costanzo era atteso con un’Alfa Romeo 164, mentre l’altro autista è prelevò il giornalista e la futura moglie Maria De Filippi con una Mercedes blu.

Maurizio Costanzo e Michele Santoro

Quei secondi furono cruciali per salvargli la vita, tantoché, Costanzo dichiarò nell’immediato che non pensava nemmeno che fosse un attentato ma un’esplosione di una tubatura del gas

Tra i suoi programmi più noti, anche Buona Domenica. Ha scritto numerosi libri, tra i quali ‘Chi mi credo di essere’ (2004, in collaborazione con Giancarlo Dotto), ‘E che sarà mai?’ (2006), ‘La strategia della tartaruga’ (2009), ‘Sipario! 50 anni di teatro. Storia e testi’’ (2015), ‘Vi racconto l’Isis’ (2016) e ‘Smemorabilia‘. Catalogo sentimentale degli oggetti perduti’ (2022). Dal 1995 era sposato con Maria De Filippi.

Maurizio Costanzo con la moglie Maria De Filippi

Il nome di Costanzo nel 1981 finisce alla ribalta in quanto iscritto nelle liste della P2 di Licio Gelli, lista “Propaganda 2” rinvenuta il 17 marzo 1981 durante le perquisizioni nella villa e nella fabbrica di Licio Gelli a Castiglion Fibocchi (Arezzo) nell’ambito delle indagini sul presunto rapimento di Michele Sindona. La presidenza del Consiglio dei ministri la rese pubblica il 21 maggio dello stesso anno, immediatamente il Costanzo lasciò ogni incarico per poi ritornare dopo qualche mese, grazie all’insistenza dell’amico Sergio Zavoli, a fare interviste Da Videolina a Cagliari.

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