Giubileo, Gualtieri: “Basta degrado! Completato il Palasport, area per grandi eventi”

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Un’area per riunirsi in occasione del prossimo Giubileo a Roma. A lavorarci è il sindaco Roberto Gualtieri, in sinergia di intenti con la Commissione capitolina Giubileo, a cui ha partecipato.

“Ringrazio il demanio, perché quella è area demaniale – ha sottolineato il sindaco -; le Vele di Calatrava incompiute sono una delle vergogne della città, un’opera costata fior di risorse e di gran pregio. E’ positivo che sia stato trovato un equilibrio: c’è un intervento che consente la fruibilità di quello che esiste già. Non si farà la seconda Vela, ma quello che c’è, diventa fruibile. Se vinceremo Expo naturalmente l’intervento sarà più ambizioso”.

Grandi investimenti anche per Tor Vergata, pari a 70 milioni, derivati da gran parte del Demanio (12 i milioni ‘giubilari): “Tre gli interventi – ha spiegato il sindaco – Collaudo statico e arresto del degrado, completamento del Palasport, quello senza Vela, e opere esterne per 20 milioni per la fruibilità del sito. Il Palasport potrà essere utilizzato anche come arena scoperta, con un’area verde per l’accoglienza dei fedeli per i grandi eventi. Il rudere insomma cessa di essere tale: è un intervento significativo. Con la Regione stiamo valutando assieme: potrebbe non servire una altra Valutazione di impatto ambientale perché una c’era già stata. L’intervento dovrebbe iniziare a giugno”.
    “Inoltre
– ha aggiunto il sindaco – è previsto un intervento da 24 milioni per il collegamento dall’autostrada all’area, con la realizzazione di un ponte. Per il collegamento con Tor Vergata era previsto un collegamento tramviario, che diventerebbe metro in caso di Expo. Non è realizzabile per il Giubileo, per cui abbiamo previsto un sistema di navette aggiuntive tra le stazioni metro A e C e il sito di Tor Vergata”.

Pina Stendardo
Pina Stendardo
Giornalista attenta ai fermenti quotidiani, raccontati con umanità. Convinta che scrivere sia un atto d’amore e responsabilità, ama divulgare il bello dell’Arte e del sociale, proponendo una narrazione alternativa sullo spaccato culturale.

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