Sentenza storica del tribunale di Firenze che dice sì al diritto all’immagine dei beni culturali su ricorso della Galleria dell’Accademia per l’uso improprio dell’immagine del David.
La causa è stata intentata contro “una famosa casa editrice” che, senza la concessione all’uso dell’immagine del David e senza pagare alcun canone, ha pubblicato sulla copertina di una propria rivista la scultura modificata con la sovrapposizione dell’immagine di un modello, a scopi pubblicitari.
Il museo parla di “prima sentenza di merito dal momento che i giudici hanno riconosciuto che la riproduzione non autorizzata dell’immagine del David ha determinato un danno di carattere patrimoniale, legato al mancato pagamento del canone per l’uso del bene (e calcolato in 20.000 euro così come da tariffario del museo), ma soprattutto un danno di natura non patrimoniale, quantificato in 30.000 euro, poiché la società editoriale con la tecnica lenticolare ‘ha insidiosamente e maliziosamente accostato l’immagine del David a quella di un modello, così svilendo, offuscando, mortificando, umiliando l’alto valore simbolico ed identitario dell’opera d’arte e asservendo la stessa a finalità pubblicitarie e di promozione editoriale'”.
Si afferma così l’esistenza del diritto all’immagine dei beni culturali quale espressione dell’identità culturale della nazione e della sua memoria storica da tutelare ai sensi dell’art.9 della Costituzione” secondo cui: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione”.
Contenta del risultato anche la direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze, Cecile Holberg, che tuona: “Un altro grande traguardo! Ormai è stato affermato un principio che esula dal singolo caso”.


