Dal 27 luglio appena trascorso molte famiglie italiane sono in subbuglio a causa della revoca del reddito di cittadinanza. I nuclei scendono in piazza; molti si rivolgono agli sportelli comunali per capire quale sarà la loro destinazione futura. Intanto i sindacati chiedono una proroga della misura almeno fino a dicembre di questo anno e il Movimento Cinque Stelle con Giuseppe Conte in testa che stato promotore dell’aiuto assistenziale per gli italiani, esige spiegazioni dal Governo e dalla Ministra per il Lavoro.
Marina Calderone nella fascia del question time parlamentare replica a Pd e M5S: “Questo governo impiega ogni ora del suo tempo per ridurre il disagio su cui qualcuno soffia per costruire dissenso. Ci sono 112 mila nuclei familiari che percepiscono il reddito di cittadinanza e che risultano attivabili sul Patto del Lavoro, dal primo settembre potranno usufruire delle misure di politiche attive per la formazione lavoro. Non c’è incertezza normativa né abbandono dei nuclei familiari che lo percepivano né dei territori“.
Vane le parole della ministra che non convincere l’Aula con le opposizioni che chiedono un ripensamento, né la gente delle piazze. L’appello di M5s e Pd è di fermare lo “scempio”. Conte spiega: “C’è rabbia, confusione sociale, state lasciando assistenti sociali, Comuni da soli e siete gli unici responsabili. State spaccando consapevolmente il Paese: dopo 8 mesi non avete fatto nulla, i divanisti siete voi”.
Insieme al PD parte il loro appello: “Ripensateci, convocate un consiglio dei ministri, fermatevi, mandate un sms a tutte queste persone e chiedete scusa”.
Intanto il M5S ha depositato una mozione alla Camera per ripristinare “con necessità e urgenza” l’erogazione del reddito di cittadinanza per le 169 mila famiglie che hanno ricevuto il messaggio telefonico di sospensione.
Nello specifico il PD propone un decreto immediato per dare a Regioni e Comuni il modo di far fronte alle difficoltà di gestione delle sospensioni. Maria Cecilia Guerra parla di tempistiche, “tre mesi nel nulla per coloro che sono in grave disagio sociale e il governo invece ha definito occupabili ma non lo sono, la disperazione esplosa in questi giorni non è colpa dell’improvvido sms dell’Inps, ma del fatto che dal governo non c’è risposta”.


