Caivano, Pasquale Mennillo: “Verrà il tempo della verità”

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Caivano(NA). Dopo gli incresciosi ed orribili accadimenti che hanno visto Caivano rimbalzare nuovamente sulle cronache nazionali, raccogliamo e pubblichiamo la riflessione dell’ex assessore al Bilancio Pasquale Mennillo(in foto).

“Sono rimasto in silenzio per un periodo lungo sia sulla sfiducia al sindaco Enzo Falco che sui temi di attualità che hanno riportato Caivano al centro della cronaca nazionale. Sono rimasto in silenzio fino ad oggi per due motivi: il primo perché non mi piace parlare a vanvera, non è nel mio stile partecipare nel pollaio a polemiche sterili quanto inutili, a posizioni di comodo dietro le quali si celano solo interessi e rivendicazioni personali.

Ho preferito prima ascoltare gli altri e verrà anche il momento in cui faremo definitivamente chiarezza come piace a me, affrontando i temi sollevati e ripristinando una verità che manca in tutte le dichiarazioni che ho letto e sentito da parte degli addetti ai lavori. E come al solito entreremo nel cuore dei temi reali con nomi, cognomi, fatti e circostanze. In nome della chiarezza, affinché i cittadini possano conoscere le reali motivazioni di alcune scelte scellerate maturate sulla pelle di Caivano e dei caivanesi. Caivano e i caivanesi oggi devono avere una consapevolezza: il sindaco Enzo Falco non si è piegato né davanti ai ricatti, né davanti a rivendicazioni di tipo personale. Da questi valori e da questo esempio è nostro dovere ripartire.

In secondo luogo, sono rimasto in silenzio anche su un’altra vergogna che sta andando in scena: la speculazione finalizzata esclusivamente alla visibilità personale sui drammi che questa terra vive da decenni. Una speculazione, ripeto, che ha una sola finalità: la visibilità degli attori in campo. Si stanno accorgendo oggi che qui si sviluppano tutte le deviazioni che si sviluppano altrove ma a Caivano si esaltano in chiave mediatica offrendo una realtà addirittura alterata. E coloro che lo fanno sono innanzitutto chi non si è mai accorto di quello che accadeva, sono coloro che non hanno mai mosso un dito per cambiare le cose. Interessati solo a Tv e giornali, al ruolo che si può assumere infangando questa terra. Qui c’è chi millanta la lotta alla camorra senza mai fare nulla di concreto per contrastarla. Qui chi lavora sul serio resta nell’ombra mentre chi non ha fatto mai nulla di concreto esce allo scoperto nei momenti difficili per cercare di salire alla ribalta e mettersi al petto medaglie che non merita. Lo vogliamo negare?

Sono sincero: io e tanti cittadini come me siamo stufi di questo approccio. Siamo felici e onorati dell’attenzione che lo Stato finalmente ha riservato a questa terra ma mi chiedo: perché ci ha messo tanto tempo? Erano così lontani da non sapere cosa accadesse qui o semplicemente non hanno avuto tempo per rispondere alle richieste di aiuto che pure dal sindaco Enzo Falco sono arrivate in tempi non sospetti? Anche perché nonostante le emergenze di una terra martoriata, qui lo Stato c’è stato e lo Stato siamo noi. Ci sono atti, decisioni, delibere, scelte quotidiane, che lo dimostrano e che i commissari prefettizi arrivati al Comune dopo la sfiducia al sindaco lo possono testimoniare con quell’onestà che da sempre li caratterizza.

Lo dimostreremo anche noi, pubblicamente, punto per punto, carte alla mano, dimostrando quello che l’amministrazione uscente ha fatto pure sul “Parco Verde”, sul censimento delle abitazioni, sulla legalità, sulla “Delphinia”, sulla lotta all’evasione, sullo sviluppo, sulle opere pubbliche, sulla programmazione per migliorare vivibilità e sviluppo. Serve tempo affinché i risultati siano visibili. C’è chi ha pensato di interrompere questo processo solo per una poltrona o per chissà quale privilegio negato dalla nostra azione di ripristino della legalità. Abbiamo dimostrato che su questi valori non facciamo passi indietro.

Lo dimostreremo nell’unico modo possibile per affermare la verità: mostrando atti, carte sulle quali ci sono decisioni pure coraggiose che qui mancavano da anni e che noi pure abbiamo assunto. E su quelle carte, sul contenuto di quegli atti amministrativi facilmente consultabili, sui risultati raggiunti, chiederemo alla città un confronto serio, lontano dai teatrini e dalla pagliacciate cui pure molti attori locali ci hanno abituati e non da oggi.

Dimostreremo che lo Stato qui, a livello locale, ha iniziato a fare già da qualche anno il proprio lavoro e lo stava facendo bene. Come non mai. Per questo ritengo la sfiducia al sindaco Falco un delitto verso la comunità e verso quel processo di cambiamento che pure era iniziato.

Siamo felici che lo Stato ai diversi livelli si sia accorto finalmente di Caivano e noi continueremo a dare il nostro contributo, lontano dalle luci della ribalta alimentando quel processo di cambiamento, di serietà, di rigore e di efficienza amministrativa inaugurato dal sindaco Enzo Falco e da tutti coloro che in quel cambiamento ci hanno creduto e continuano a crederci. E questa volta lo faremo anche pubblicamente, parlando ai cittadini, mostrando cosa abbiamo fatto e cosa vogliamo continuare a fare, smentendo punto per punto tutti coloro che a questa terra non hanno dato nulla ma continuano ad utilizzarla e ad infangarla nell’intimo per ottenere visibilità. Non abbiamo bisogno di attori, di influencer, di professionisti dei drammi; qui abbiamo bisogno di preti che creano comunità pastorali come sta accadendo in tutte le parrocchie del paese, abbiamo bisogno di associazioni, di politici seri e onesti, di gente che come noi lavora per migliorare questa terra. Qui abbiamo bisogno di ripartire da un ritrovato spirito di comunità.

Fino ad oggi siamo stati soli, fino ad oggi ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo avviato e realizzato un cambiamento evidente e lo abbiamo fatto in silenzio, in pochi anni, tra mille ostacoli, con coraggio e competenza, avendo di fronte interlocutori sordi alle nostre richieste perché il Comune può arrivare fino ad un certo punto. Adesso vediamo che tutti sono finalmente interessati a Caivano, tutti si sono accorti di Caivano e non siamo più soli a lottare in questa arena. Una buona notizia. Ci sentiamo sicuramente più forti ma non consentiremo a nessuno di calpestare anche il tanto di positivo che questa terra ha pure espresso. Non lo consentiremo più perché siamo stanchi di rappresentare il classico palcoscenico di miseri avvoltoi.

Noi conosciamo la verità e questa verità la affermeremo goni giorno, punto per punto, forti di ciò che noi siamo stati e siamo, che abbiamo dimostrato di essere e che continueremo ad essere. Noi abbiamo lavorato sodo per anni. Da soli. È una certezza: tutti gli altri dov’erano?

La comunità di Caivano, quella perbene, laboriosa e che sta già reagendo da tempo, troverà la forza per dimostrare che questa battaglia di legalità e di civiltà la sta combattendo già da anni, una battaglia che vinceremo noi perché ne siamo di più e perché lo vogliamo per i nostri figli, per i nostri giovani, per i bambini che meritano di vivere qui e di farlo in totale libertà e normalità!”

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