Ieri, mentre le forze armate dello stato ebraico intensificavano gli attacchi contro Gaza, Joe Biden ha telefonato agli altri “big” del mondo. Una telefonata con Rishi Sunak (Gran Bretagna), Justin Trudeau (Canada), Emmanuel Macron (Francia), Olaf Scholz (Germania) e la premier italiana Giorgia Meloni. Tutti i leader hanno ribadito il loro pieno sostegno ad Israele e al suo diritto di difendersi dal terrorismo chiedendo però il rispetto del diritto internazionale umanitario e la protezione dei civili. I leader hanno anche discusso dei propri cittadini intrappolati nel conflitto (tra cui 19 italiani) e in particolare di coloro che desiderano lasciare Gaza.
La notte scorsa è stata la più sanguinosa per gli abitanti della Striscia di Gaza dopo il 7 ottobre. Ad essere colpito, tra i diversi obiettivi, anche un campo profughi a Jabalia dove vivono circa 120 mila palestinesi. Secondo l’agenzia di stampa palestinese Wafa sono stati almeno 400 i morti nelle scorse 24 ore con attacchi alle case dei civili senza nessun preavviso.
Intanto gli Stati Uniti hanno aumentato la loro presenza militare in Medioriente e, mentre l’Iran continua ad attivare le sue milizie, anche Hezbollah continua ad infastidire Israele al confine facendo temere l’espansione del conflitto su scala regionale.
Secca e decisa la risposta di Israele sulla decisione di Washington di inviare flussi continui di aiuti a Gaza: “Israele non fornirà alcun aiuto umanitario a Gaza e impedirà qualsiasi fornitura controllata da parte di altri”.


