In occasione del Giorno della Memoria è doveroso ricordare la storia di Liliana Segre, una delle più importanti testimoni della Shoah in Italia, sopravvissuta all’Olocausto, partendo proprio dal significato del termine ricordare.
Dal latino recordari, derivato di cor- cordis che significa cuore, “ricordare” significa proprio “rimettere nel cuore” luogo identificato dagli antichi come sede della memoria.
Nata a Milano il 10 settembre 1930 da una famiglia laica di ascendenza ebraica nel 1938, con l’emanazione delle leggi razziali fasciste, vide la sua vita cambiare radicalmente. Costretta a lasciare la scuola e a subire le discriminazioni e le violenze del regime, nel 1943 Liliana e il padre Alberto vennero arrestati e deportati al campo di concentramento di Auschwitz. Un viaggio durato sette giorni sul binario 21 della stazione di Milano Centrale.
Liliana aveva solo 13 anni. Nel campo di concentramento, fu costretta a lavorare duramente e a subire le violenze dei nazisti vedendo morire, giorno dopo giorno, chi le era accanto. Sull’avambraccio sinistro il suo numero di identificazione 75190 che non ha mai voluto cancellare.
Liliana sopravvive alla Shoah e viene liberata dai sovietici il 1º maggio 1945 ma, inevitabilmente, la sua vita è segnata per sempre. Dopo la guerra, Liliana torna in Italia, ma non riesce a dimenticare l’orrore vissuto ad Auschwitz e, per molti anni, decide di non parlare della sua esperienza.
A metà degli anni ’90, Liliana inizia a raccontare la sua storia nelle scuole consapevole del ruolo fondamentale della memoria affinché simili barbarie non si ripetano più. La sua testimonianza preziosa è un potente monito contro l’odio e la discriminazione che ancora oggi campeggia in tante forme diverse e che vede il rapido diffondersi di un nuovo antisemitismo.
Liliana Segre è stata insignita di numerosi premi, tra cui la Medaglia d’oro al merito civile e la laurea honoris causa in giurisprudenza.
Il 19 gennaio 2018, anno in cui ricadeva l’80º anniversario delle leggi razziali fasciste, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in base all’art. 59 della Costituzione, ha nominato Liliana Segre senatrice a vita “per avere illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale” divenendo la quarta donna ad assumere tale incarico, dopo Camilla Ravera (1982), Rita Levi-Montalcini (2001) ed Elena Cattaneo (2013).
“Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare.” – ha affermato Liliana Segre.


