Sono mondi paralleli pericolosi quelli profilati dall’intelligenza artificiale. A dimostrarlo è l’ultima tendenza made in Cina che vede “replicare” come cloni, i cari defunti. L’idea è di vederli e sentirli vicini resuscitandoli dall’oltretomba.
La nuova alba dei morti viventi sta dilagando. Un avatar digitale in movimento della persona defunta, per soli 20 yuan viene creato in occasione dell’annuale festa ‘Quingiming’, durante la quale si rende omaggio alle tombe degli antenati. I familiari possono così immaginare di interagire con loro, ascoltando un messaggio-dedica. Anche nelle grandi aziende, i cui proprietari sono ormai defunti, sta affermandosi la tendenza di replicare un avatar del capo che pur essendo morto, rivolge i suoi messaggi ai dipendenti.
Il mercato AI di umani digitali è sempre più fiorente. Fin dall’inizio è stato già impiegato per i live streaming o per creare conduttori tv virtuali a cui affidare futuri programmi a costo zero. L’attuale fatturato di creature simil-umane è di 5 miliardi di yuan solo in Cina. Il problema resta nell’effetto boomerang che queste creature virtuali, non esistenti, crea nella mente della collettività e di chi pensa di rapportarsi ad esse.
Il rischio è di sprofondare in un limbo in cui realtà e finzione possono mescolarsi a tal punto da alterare le percezioni quotidiane. Il contatto umano potrebbe diventare un orpello accessorio; chiunque si sentirebbe in diritto di creare un altro sé o qualcuno di irraggiungibile, pur di vedere soddisfatto il desiderio effimero di usare l’AI per un proprio tornaconto.
Tutto ciò che è moda può infatti sfociare in abuso. Ecco che la pratica dilagante di scaricare App come ‘Io e il mio Avatar’ o ‘Crea il tuo Avatar parlante’, può sfuggirci di mano. Se consideriamo il largo impiego dell’AI in settori come la medicina in cui avatar umani potrebbero essere utilizzati per testare farmaci e trattamenti medici; l’intrattenimento; l’educazione, per simulare situazioni realistiche e fornire esperienze di apprendimento pratiche, e l’assistenza personale, non possiamo prescindere dal limite etico che questa pratica potrebbe far valicare. Il concetto di manipolazione potrebbe invischiarsi nella pratica quotidiana, generando un uso di AI poco ponderato o potenzialmente abusato ed abusante.


