Il Campo Largo prova a rafforzare la propria azione politica con interventi coordinati sui principali temi dell’attualità. Elly Schlein e Angelo Bonelli rilanciano le critiche al governo Meloni su salari, caro energia, sanità, legge elettorale e gestione dell’ordine pubblico, mostrando una sostanziale convergenza di posizioni
di Alessio Ramaccioni
Dal caso Fakir agli scontri in Val di Susa, da salari e caro energia alla legge elettorale: con una serie di interventi a stretto giro, Elly Schlein (PD) ed Angelo Bonelli (AVS) entrano nel merito di alcuni dei temi più caldi del dibattito pubblico, in questo caldissimo finale di luglio.
Il Campo Largo si muove, insomma, e prova a farlo in maniera sinergica, anche con le dichiarazioni: e sul terreno delle questioni di attualità, il coordinamento tra le forze del potenziale “centrosinistra” elettorale sembrerebbe anche esserci. Le posizioni appaiono spesso coincidenti, o quantomeno prossime, e la critica strutturale nei confronti del governo è unanime. Ma nella pratica, la situazione è un po’ diversa: infatti, mentre i sondaggi parlano di un lieve vantaggio dell’ipotetico schieramento di centrosinistra nei confronti del centrodestra, i dubbi sulla concreta possibilità di successo dell’ipotesi di Campo Largo permangono: dalla questione sulla leadership – tuttora irrisolta – al tema delle enormi differenze di visione tra “ala sinistra” e “centro” dell’ipotetica coalizione, passando per una certa frammentazione sui territori e una certa tensione che emerge anche pubblicamente, come ad esempio è avvenuto nel primo evento “unitario” a Napoli, qualche giorno fa.
Ma sui temi, dicevamo, il discorso appare coerente: sul caso della morte di Abderrahim Fakir, ad esempio, è Angelo Bonelli ad intervenire: “Sulla morte di Fakir chiediamo verità e giustizia” dichiara il leader di AVS, che poi prosegue, tirando in ballo la premier: «Giorgia Meloni ha introdotto il quarto grado di giudizio, come nel caso Ruggiero, e usa i fatti di cronaca come un bancomat per spostare l’attenzione dai problemi del Paese che non affronta».
Bonelli ribadire poi l’attacco nei confronti di Giorgia Meloni: «Di fronte agli stipendi, che sono tra i più bassi in Europa, ed al caro energia, che sta rendendo la vita impossibile a milioni di famiglie italiane insieme alla crisi climatica, che cosa fa la presidente Meloni? Parla di tutto, fuorché dei problemi degli italiani. È il segno del suo fallimento». Il concetto è sempre lo stesso: la comunicazione della Presidente del Consiglio tende (o prova a farlo) a spostare l’attenzione dell’opinione pubblica dalle emergenze reali che affliggono l’Italia in questa fase storica così difficile, continuando a parlare di questioni più afferenti alla propaganda che all’analisi della realtà.
Bonelli poi affronta la delicata questione delle violenze di qualche giorno fa in Val di Susa: «Condanniamo senza se e senza ma le violenze inaccettabili in Piemonte» afferma Bonelli, che aggiunge: «Ma la destra la smetta di farci inqualificabili accuse di connivenza, quando quei 60 ragazzi vestiti di nero sono conosciuti in tutta Europa, compresa in Italia. Dov’è il ministro Piantendosi? Perché non li ha fermati?».
Elly Schlein invece, in una dichiarazione di qualche tempo fa, ha attaccato il governo sulla questione della tanto discussa riforma della legge elettorale: «Con Conte, Fratoianni e Bonelli per parlare di salario minimo e di come contrastare la precarietà e il caro bollette, di come rilanciare la sanità pubblica e il Sud. Ci occupiamo noi dei problemi concreti degli italiani, visto che per la destra la priorità è cambiare la legge elettorale per garantirsi». Anche per la Schlein, Giorgia Meloni starebbe evitando di affrontare i grandi temi dell’emergenza nazionale per concentrarsi, in questo caso, su una riforma della legge elettorale che parrebbe favorire l’attuale governo, qualora venisse votata ed utilizzata. La verità, a prescindere da contenuti ed appartenenza politica di chi dichiara, appare una sola: siamo già in piena campagna elettorale, e saranno mesi bollenti (non solo per l’anticiclone africano).
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