Degrado, Don Coluccia: «Istituzioni, nelle periferie romane impegnatevi di più»

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Don Antonio Coluccia, fondatore dell’Opera di San Giustino, ha partecipato alla fiaccolata organizzata dall’associazione Luce Sia a Torpignattara, invitando i cittadini a partecipare attivamente alla difesa della legalità, sottolineando l’importanza della democrazia, dell’amore e della solidarietà. Ha inoltre rivolto un appello alle istituzioni affinché si impegnino maggiormente per migliorare la sicurezza e la qualità della vita nei quartieri

di Alessio Ramaccioni

Ci sono strade dove la notte non porta silenzio ma paura. Piazze dello spaccio dove i ragazzi crescono troppo in fretta e dove lo Stato a volte arriva troppo tardi. C’è un uomo che in quelle strade ha scelto di andarci a piedi con un megafono in mano, armato solo della parola. Un prete che non aspetta i fedeli in chiesa, ma va a cercarli lì dove nessuno vuole guardare.

È don Antonio Coluccia, il fondatore dell’Opera di San Giustino, da anni impegnato nella lotta per la legalità e contro il degrado nei quartieri della periferia di Roma. Per questo suo coraggio vive sotto scorta. Eppure, continua a ricordarci che nessun quartiere è perduto finché qualcuno ha il coraggio di restarci.

Lo abbiamo incontrato a Torpignattara, alla fiaccolata organizzata dall’associazione Luce Sia. Un centinaio di persone hanno camminato insieme per le vie del quartiere, con le fiaccole accese, per dire che la legalità non si predica, si pratica. Con loro anche l’avvocato Tiziana Siano, coordinatrice di Luce Sia.

Proprio lì tra la gente. Abbiamo fatto qualche domanda a don Antonio Coluccia. «Questa fiaccolata è stata organizzata da Luce Sia: io ho accolto questo invito per dare voce anche ai cittadini di questo territorio, perché appunto più volte stanno sottolineando come qui ci siano delle criticità».

Così Don Coluccia, che poi ha proseguito: «Siamo stati insieme qui per dare voce a queste persone, perché ci sia partecipazione sociale. Mi sembra che le persone abbiano partecipato, non è come hanno raccontato sui social: la diversità di opinione secondo me è una grande ricchezza, e credo che tutti debbano avere il diritto – tutti – di poter manifestare le proprie opinioni e le proprie idee. Credo nella democrazia e credo in quello che io professo: sono un sacerdote, l’amore cambia i cuori, l’amore rinnova le generazioni».

Nel corso della fiaccolata, Don Coluccia, come è sua abitudine, ha quasi ininterrottamente parlato ai cittadini, sia quelli presenti in strada che quelli a casa, attraverso un megafono. In chiusura, si è rivolto a chi i territori li amministra. «Un messaggio alle istituzioni di esortazione, di esortazione: mi raccomando, impegnatevi di più!».

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