Il 1° giugno del 1970, a Milano, moriva Giuseppe Ungaretti, poeta e scrittore italiano. Nato ad Alessandria d’Egitto nel 1888, Ungaretti è stato il massimo rappresentante ed iniziatore dell’ermetismo. Precursore e pioniere, ma soprattutto maestro per quelli che lo hanno succeduto, parliamo di Salvatore Quasimodo ed Eugenio Montale. Dopo più di mezzo secolo dalla sua dipartita, questa grande figura letteraria del secolo scorso, attraverso le sue opere, traccia con vivido ardore solchi poetici di ampio respiro e soprattutto di grande riflessione, sentieri da intraprendere, il suo pensiero è ancora attuale, un patrimonio culturale inestimabile, lo ricordiamo dopo 52 anni con questa meravigliosa poesia.

VEGLIA (Giuseppe Ungaretti)
Un’intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d’amore
Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita


