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	<title>studenti Archivi - Pubblica Now</title>
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	<description>Articoli, news e consigli da Pubblica Now</description>
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	<title>studenti Archivi - Pubblica Now</title>
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	<item>
		<title>Maturità 2024, domani la prima prova: il toto-tracce da Matteotti ad Oppenheimer passando per Pirandello e D’Annunzio fino alla violenza di genere</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2024/06/18/maturita-2024-domani-la-prima-prova-il-toto-tracce-da-matteotti-ad-oppenheimer-passando-per-pirandello-e-dannunzio-fino-alla-violenza-di-genere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Imbimbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jun 2024 14:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si avvicina la “Notte prima degli esami 2024&#8243; che vedrà circa 526mila studenti vivere una delle notti più emozionanti della vita fatta di ansia, emozione e speranze per il futuro. Gli esami di maturità inizieranno domani mattina alle 8:30 con la prima prova, uguale per tutti, e si continuerà giovedì, sempre alle 8.30, con prove [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2024/06/18/maturita-2024-domani-la-prima-prova-il-toto-tracce-da-matteotti-ad-oppenheimer-passando-per-pirandello-e-dannunzio-fino-alla-violenza-di-genere/">Maturità 2024, domani la prima prova: il toto-tracce da Matteotti ad Oppenheimer passando per Pirandello e D’Annunzio fino alla violenza di genere</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Si avvicina la <strong>“Notte prima degli esami 2024&#8243;</strong> che vedrà circa 526mila studenti vivere una <strong>delle notti più emozionanti della vita</strong> fatta di ansia, emozione e speranze per il futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli <strong>esami di maturità</strong> inizieranno <strong>domani mattina alle 8:30</strong> con la <strong>prima prova</strong>, uguale per tutti, e si continuerà <strong>giovedì</strong>, sempre alle 8.30, con prove diverse secondo le <strong>discipline</strong> caratterizzanti i singoli <strong>percorsi di studio</strong>. Da <strong>lunedì prossimo</strong>, invece, inizieranno gli <strong>orari </strong>dove le commissioni ascolteranno al massimo 5 candidati al giorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>prima prova di domani</strong> avrà la <strong>durata di 6 ore</strong> e, già da giorni, è partito il <strong>toto tracce</strong> per cercare di individuare le <strong>7 tracce dei vari ambiti</strong> (artistico, letterario, storico, filosofico, scientifico, tecnologico, economico e sociale) che potrebbero presentarsi agli studenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le <strong>tracce più probabili</strong> spiccano <strong>Giacomo Matteotti </strong>di cui si è commemorato da poco il centenario dell’assassinio, la nascita 150 anni fa di <strong>Guglielmo Marconi</strong> e <strong>Robert Oppenheimer</strong> l’inventore della bomba atomica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Probabili anche un approfondimento sui temi del <strong>cambiamento climatico</strong> e le nuove frontiere aperte dall&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come <strong>autori</strong>, invece, tra i <strong>più gettonati</strong> ci sono <strong>Luigi Pirandello, Gabriele D&#8217;Annunzio, Alessandro Manzoni e Giuseppe Ungaretti</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le ricorrenze storiche spicca <strong>la Prima Guerra Mondiale </strong>ma si fa strada anche lo <strong>sbarco in Normandia </strong>da cui sono trascorsi da poco ottant’anni. <strong>Confitto israelo-palestinese e guerra in Ucraina,</strong> insieme ai <strong>20 anni di Facebook</strong> con tutto quello che riguarda i social network e la <strong>violenza di genere</strong>, sono, invece, in cima alla lista delle questioni di <strong>attualità </strong>favorite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono arrivati anche <strong>i numeri del ministero dell&#8217;Istruzione</strong> sulla <strong>percentuale di ammessi</strong> nelle varie <strong>regioni</strong>. In <strong>Campania</strong> ad essere <strong>ammessi agli esami di maturità sono stati il 96,4% degli studenti</strong>. La regione con più ammessi è, invece, il <strong>Molise</strong> con <strong>98,2%,</strong> seguito dalla <strong>Basilicata </strong>con <strong>il 97,1%</strong> e dal <strong>Veneto </strong>con il <strong>96,9%.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La regione con <strong>meno ammessi</strong>, invece, è la <strong>Sardegna</strong> con il <strong>7,4%</strong> degli studenti non ammessi alla procedura d’esame, seguita da <strong>Valle d&#8217;Aosta, Liguria, Toscana e Sicilia.</strong></p>
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		<title>Il caso di Treviso: studenti musulmani dispensati dallo studio della Divina Commedia</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2024/05/25/il-caso-di-treviso-studenti-musulmani-dispensati-dallo-studio-della-divina-commedia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Imbimbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 May 2024 08:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[DanteAlighieri]]></category>
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		<category><![CDATA[divinacommedia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La bellezza, la grandiosità e la complessità dell&#8217;opera dantesca non smetteranno mai di far discutere. A Treviso, infatti, l&#8217;ultimo caso di polemica sulla Divina Commedia. Alcuni genitori di studenti di credo musulmano, infatti, hanno chiesto e ottenuto che i propri figli vengano dispensati dallo studio della celeberrima opera. Il motivo? La Commedia è stata ritenuta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2024/05/25/il-caso-di-treviso-studenti-musulmani-dispensati-dallo-studio-della-divina-commedia/">Il caso di Treviso: studenti musulmani dispensati dallo studio della Divina Commedia</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">La bellezza, la grandiosità e la complessità dell&#8217;<strong>opera dantesca</strong> non smetteranno mai di far discutere. A <strong>Treviso</strong>, infatti, l&#8217;ultimo <strong>caso di polemica sulla Divina Commedia</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni <strong>genitori di studenti </strong>di credo musulmano, infatti, hanno chiesto e ottenuto che i propri <strong>figli</strong> vengano <strong>dispensati dallo studio della celeberrima opera</strong>. Il motivo? La C<strong>ommedia</strong> è stata <strong>ritenuta offensiva per i musulmani</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto parte dal <strong>dibattuto 28esimo canto dell&#8217;inferno</strong> in cui si ascrive <strong>l&#8217;incontro tra Dante e il profeta Maometto</strong> lì ubicato come <strong>seminatore di discordia</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dante</strong>, in pieno <strong>spirito medievale</strong>, dimostra di credere ad una <strong>leggenda nata in epoca crociata</strong> per cui <strong>Maometto</strong> sarebbe stato un prete cristiano che non è riuscito a far carriera e, arrabbiato per questo, quindi avrebbe <strong>fondato una nuova religione: l&#8217;islam.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Inevitabile, dunque, il malcontento da parte delle famiglie e studenti di tale credo religioso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Episodi analoghi</strong> si sono già verificati in passato sia in <strong>Italia </strong>e all&#8217;<strong>estero </strong>come <strong>in Olanda e Belgio</strong>, dove l’<strong>opera </strong>è stata <strong>ritradotta per evitare di urtare la sensibilità dei fedeli musulmani</strong>. In alcuni paesi islamici, invece, i versi su Maometto sono stati cancellati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I <strong>due studenti di Treviso</strong>, dispensati dunque dallo studio dantesco, <strong>vireranno su un altro autore: Giovanni Boccaccio.</strong></p>
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		<title>Torino, manifestazione studentesca pro Palestina durante il Career days</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Imbimbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2024 12:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[CareerDay]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Manifestazioni pro Palestina si sono svolte in occasione del Career days organizzato dal Politecnico di Torino dove, alcune decide di studenti, appartenenti ai collettivi universitari pro Palestina, si sono presentati nel piazzale di Duca degli Abbruzzi con diversi striscioni. Il noto evento del Career day, che ha lo scopo di mettere in contatto le aziende [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2024/05/22/torino-manifestazione-studentesca-pro-palestina-durante-il-career-days/">Torino, manifestazione studentesca pro Palestina durante il Career days</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Manifestazioni pro Palestina</strong> si sono svolte <strong>in occasione del Career days</strong> organizzato dal <strong>Politecnico di Torino</strong> dove, alcune decide di <strong>studenti, </strong>appartenenti ai <strong>collettivi universitari pro Palestina</strong>, si sono presentati nel <strong>piazzale </strong>di <strong>Duca degli Abbruzzi</strong> con diversi <strong>striscioni</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il noto evento del <strong>Career day</strong>, che ha lo scopo di mettere in contatto le <strong>aziende </strong>e gli <strong>studenti </strong>in un’ottica futura, ha visto la presenza di <strong>striscioni, bandiere e cartelli a sostegno della causa palestinese</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Career days: fai un passo verso la tua carriera nell&#8217;industria bellica. è questo il PoliTo che vuoi?” – </em>recitava uno degli striscioni srotolati. E ancora <em>“Stop accordi con guerra e Israele! Free&nbsp;Palestine!&#8221;</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I manifestanti, inoltre, hanno <strong>organizzato un sit in</strong> e sottolineato come, tra i tanti banchetti esposti ne mancasse uno che parli della <strong>Palestina</strong> e della resistenza del <strong>popolo palestinese</strong>.</p>
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		<title>Napoli: oltre seicento studenti in corteo per ricordare la Nakba palestinese</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2024/05/16/napoli-oltre-seicento-studenti-in-corteo-per-ricordare-la-nakba-palestinese/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Imbimbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2024 15:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[commemorazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Circa seicento studenti hanno manifestato a Napoli per esprimere solidarietà alla Palestina e commemorare la Nakba, l&#8217;esodo palestinese. Si trattó, infatti, di una diaspora forzata di circa 700.000 palestinesi costretti a lasciare le loro case a seguito della creazione dello Stato di Israele. I palestinesi considerano questo evento una catastrofe e ogni anno commemorano la [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2024/05/16/napoli-oltre-seicento-studenti-in-corteo-per-ricordare-la-nakba-palestinese/">Napoli: oltre seicento studenti in corteo per ricordare la Nakba palestinese</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Circa <strong>seicento studenti</strong> hanno<strong> manifestato</strong> a <strong>Napoli</strong> per esprimere<strong> solidarietà alla Palestina</strong> e <strong>commemorare la Nakba</strong>, l&#8217;esodo palestinese. Si trattó, infatti, di una <strong>diaspora forzata di circa 700.000 palestinesi </strong>costretti a lasciare le loro case a seguito della c<strong>reazione dello Stato di Israele</strong>. I palestinesi considerano questo evento una <strong>catastrofe e</strong> ogni anno commemorano la <strong>Nakba il 15 maggio</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La manifestazione di <strong>Napoli </strong>è uno dei tanti eventi che si sono svolti in tutto il mondo in occasione del <strong>76esimo anniversario della Nakba</strong>. Il <strong>corteo</strong>, partito d<strong>a Porta di Massa</strong>, ha attraversato il lungomare e si è diretto verso il <strong>consolato degli Stati Uniti in piazza della Repubblica</strong>, dove è stato accolto da un cordone di forze dell&#8217;ordine.<br>I giovani, con <strong>striscioni e cartelloni </strong>che recitavano slogan come <strong>&#8220;Libera Palestina&#8221; </strong>e <strong>&#8220;Stop all&#8217;occupazione israeliana&#8221;</strong> e <strong>&#8220;Dal fiume al mare&#8221; </strong>hanno chiesto lo <strong>stop agli accordi tra gli atenei </strong>italiani e quelli israeliani.</p>
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		<title>Napoli, tende pro Palestina all&#8217;Università Federico II: studenti occupano il chiostro di Porta di Massa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Imbimbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 May 2024 12:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
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		<category><![CDATA[proteste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Seguendo l&#8217;esempio di altri atenei, anche l&#8217;Università Federico II di Napoli si è resa protagonista di una mobilitazione studentesca in solidarietà alla Palestina con l’occupazione del chiostro della sede di Porta di Massa. L&#8217;iniziativa, promossa dalla rete &#8220;Napoli per la Palestina&#8221;, mira a sensibilizzare la comunità accademica e la cittadinanza sul conflitto in corso tra [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2024/05/08/napoli-tende-pro-palestina-alluniversita-federico-ii-studenti-occupano-il-chiostro-di-porta-di-massa/">Napoli, tende pro Palestina all&#8217;Università Federico II: studenti occupano il chiostro di Porta di Massa</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Seguendo l&#8217;esempio di altri atenei, anche l&#8217;<strong>Università Federico II di Napoli</strong>  si è resa protagonista di una <strong>mobilitazione studentesca</strong> in <strong>solidarietà alla Palestina</strong> con l’<strong>occupazione del chiostro della sede di Porta di Massa</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa, promossa dalla <strong>rete &#8220;Napoli per la Palestina&#8221;</strong>, mira a sensibilizzare la comunità accademica e la cittadinanza sul <strong>conflitto in corso tra Israele e Palestina</strong>, con particolare attenzione alla recente <strong>escalation di violenza nella Striscia di Gaza</strong> dovuta all’<strong>inizio dell’invasione di Rafah</strong>, <strong>zona designata come sicura</strong> e che ospita oltre <strong>1.500.000 rifugiati e 600.000 bambini</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli <strong>studenti</strong> chiedono <strong>un&#8217;azione concreta da parte delle istituzioni italiane ed europee</strong> per il rispetto dei <strong>diritti umani del popolo palestinese</strong> e la risoluzione pacifica del conflitto. Tra le loro richieste, la <strong>fine del blocco israeliano della Striscia di Gaza</strong>, <strong>la sospensione degli aiuti militari a Israele</strong> e il <strong>riconoscimento dello Stato palestinese</strong>, affinché possa essere <strong>libera</strong> <em>“dal fiume al mare”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli studenti hanno allestito uno <strong>spazio informativo con opuscoli e materiale</strong> multimediale sul conflitto, organizzando anche <strong>momenti di discussione e sensibilizzazione.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La mobilitazione studentesca all&#8217;Università Federico II è un segno tangibile della crescente <strong>attenzione verso la questione palestinese tra i giovani italiani</strong>. La <strong>protesta</strong>, così come dichiarato dalla rete studentesca per la Palestina, <strong>andrà avanti ad oltranza.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Resteremo qui fino a quando l’Università degli Studi di Napoli non rescinderà tutti gli accordi esistenti con università israeliane ed aziende belliche”</em> – <strong>si legge sui canali social della rete studentesca per la Palestina.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2024/05/08/napoli-tende-pro-palestina-alluniversita-federico-ii-studenti-occupano-il-chiostro-di-porta-di-massa/">Napoli, tende pro Palestina all&#8217;Università Federico II: studenti occupano il chiostro di Porta di Massa</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
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		<title>“Stop accordi con Israele”: occupato il rettorato dell’Università Federico II di Napoli</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2024/04/09/stop-accordi-con-israele-occupato-il-rettorato-delluniversita-federico-ii-di-napoli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Imbimbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2024 12:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo il precedente del 6 novembre scorso, dove un gruppo di ragazzi incappucciati aveva occupato l’ufficio del rettore dell’Università Orientale di Napoli per dimostrare il loro sostegno alla Palestina, ieri è stata la volta dell’Università Federico II. La rete studentesca per la Palestina ha occupato il rettorato, come avvenuto già anche a Roma, Torino e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2024/04/09/stop-accordi-con-israele-occupato-il-rettorato-delluniversita-federico-ii-di-napoli/">“Stop accordi con Israele”: occupato il rettorato dell’Università Federico II di Napoli</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dopo il precedente del 6 novembre scorso, dove un gruppo di ragazzi incappucciati aveva occupato l’ufficio del rettore dell’Università Orientale di Napoli per dimostrare il loro sostegno alla Palestina, ieri è stata la volta dell’<strong>Università Federico II</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>rete studentesca per la Palestina</strong> ha <strong>occupato il rettorato</strong>, come avvenuto già anche a Roma, Torino e Bologna, per <strong>protestare contro le collaborazioni dell’ateneo</strong> <strong>con quelle israeliane</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla <strong>finestra </strong>dello studio del rettore, in <strong>corso Umberto I</strong>, è stato esposto uno <strong>striscione</strong>: <em>“Stop accordi con Israele”</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Quanto sta accadendo in Palestina in questo momento porta per noi il nome di genocidio”</em> – <strong>dicono gli studenti in una nota</strong>&#8211; “<em>Il banco Maeci, la fondazione Med’or, gli accordi stretti tra Italia e Israele a livello accademico, economico, militare rappresentano per noi un punto di non ritorno circa la complicità dell’accademia con il criminale progetto di Israele di cancellazione del popolo palestinese”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli <strong>studenti</strong> del Collettivo autorganizzato universitario appaiono <strong>determinati</strong> a far sentire la loro voce fino a quando non avranno la <strong>garanzia di una rescissione</strong> degli <strong>accordi tra l’Università e l’entità sionista</strong>.</p>
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		<title>Uso eccessivo di chatbot di intelligenza artificiale: un rischio per le capacità critiche degli studenti</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2024/04/06/uso-eccessivo-di-chatbot-di-intelligenza-artificiale-un-rischio-per-le-capacita-critiche-degli-studenti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Imbimbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Apr 2024 09:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Chatbot]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[IntelligenzaArtificiale]]></category>
		<category><![CDATA[rischi]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;uso smodato di chatbot di intelligenza artificiale, come ChatGPT, potrebbe avere un effetto negativo sul rendimento degli studenti. È quanto emerge da uno studio condotto su un campione di centinaia di universitari, dai neofiti ai dottorandi, che evidenzia una tendenza preoccupante: chi si affida troppo a strumenti di questo tipo per svolgere compiti e progetti [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;uso smodato di chatbot</strong> di intelligenza artificiale, come <strong>ChatGPT</strong>, potrebbe avere un <strong>effetto negativo</strong> sul rendimento degli <strong>studenti</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È quanto emerge da uno <strong>studio </strong>condotto su un <strong>campione di centinaia di universitari</strong>, dai neofiti ai dottorandi, che evidenzia una <strong>tendenza preoccupante</strong>: chi si affida troppo a strumenti di questo tipo<strong> </strong>per svolgere compiti e progetti accademici rischia di perdere <strong>memoria</strong> e di vedere calare le proprie <strong>prestazioni scolastiche</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema principale potrebbe essere quello della <strong>procrastinazione</strong>. I<strong> chatbot</strong>, con la loro <strong>capacità di generare testi</strong> in modo rapido e preciso, infatti, potrebbe indurre gli studenti a <strong>rimandare lo studio</strong>, convinti di poter completare le loro attività all&#8217;ultimo minuto grazie all&#8217;aiuto dell&#8217;IA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, questa <strong>scorciatoia</strong> si rivela <strong>controproducente</strong>. L&#8217;apprendimento richiede tempo, fatica e dedizione. Se gli studenti non si impegnano a fondo nello studio, non solo non saranno in grado di memorizzare le informazioni correttamente, ma perderanno anche la capacità di ragionare criticamente e di risolvere autonomamente i problemi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infatti, l&#8217;uso <strong>eccessivo di </strong>programmi come<strong> ChatGPT</strong> può portare a una <strong>sorta di dipendenza</strong>: gli studenti che si abituano a ricevere risposte preconfezionate dall&#8217;IA potrebbero <strong>perdere la motivazione</strong> a cercare le informazioni da soli e a sviluppare il proprio <strong>pensiero critico</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò non significa che <strong>ChatGPT, </strong><em>et similia</em>,<strong> </strong>debbano essere <strong>demonizzat</strong>i. Se usati con <strong>criterio</strong>, possono essere  <strong>validi strumenti per supportare l&#8217;apprendimento</strong>. Ad esempio, possono essere utilizzati per: ricercare informazioni su un determinato argomento, generare bozze di testi ed esercitarsi a tradurre lingue diverse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, è importante che gli studenti non ne facciano un <strong>uso eccessivo</strong> e che sviluppino le proprie capacità di apprendimento autonomo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il consiglio degli esperti è quello di <strong>considerare i chatbot strumenti di supporto</strong>, non un sostituto del proprio impegno ed usare sempre il proprio <strong>senso critico</strong> per valutare le informazioni che i <strong>chatbot</strong> forniscono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In conclusione, ChatGpt e le altre applicazioni di intelligenza artificiale, si confermano un <strong>potente strumento</strong> che possono essere utilizzati <strong>per migliorare</strong> l&#8217;<strong>apprendimento</strong>, ma è importante <strong>non abusarne</strong>. </p>
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		<title>Il presidente di Libera Don Luigi Ciotti l’8 marzo all’Isis Alessandro Volta di Aversa in ricordo di don Peppe Diana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2024 17:39:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[aversa]]></category>
		<category><![CDATA[DonLuigiCiotti]]></category>
		<category><![CDATA[DonPeppeDiana]]></category>
		<category><![CDATA[libera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Don Luigi Ciotti, il presidente dell’Associazione Libera, venerdì 8 marzo alle ore 10.30, incontrerà gli studenti dell’Isis “Alessandro Volta” di Aversa. L’iniziativa, promossa dal Comitato don Peppe Diana e dal coordinamento di Libera Caserta, rientra nelle manifestazioni organizzate per ricordare don Giuseppe Diana, nel trentennale della sua uccisione per mano della camorra, avvenuta il 19 [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Don Luigi Ciotti, il presidente dell’Associazione Libera, venerdì 8 marzo alle ore 10.30, incontrerà gli studenti dell’Isis “Alessandro Volta” di Aversa. L’iniziativa, promossa dal Comitato don Peppe Diana e dal coordinamento di Libera Caserta, rientra nelle manifestazioni organizzate per ricordare don Giuseppe Diana, nel trentennale della sua uccisione per mano della camorra, avvenuta il 19 marzo 1994 e il giorno della memoria che cade il 21 marzo e che quest’anno prevede una manifestazione nazionale a Roma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’iniziativa, insieme con il dirigente scolastico, Michele Di Tommaso, parteciperanno anche Salvatore Cuoci, coordinatore del Comitato don Peppe Diana, Marisa Diana, sorella di don Diana e Augusto di Meo, il testimone oculare dell’omicidio di don&nbsp; Peppino. &nbsp;Coordina la mattinata, Gabriella Patricolo, del Comitato don Peppe Diana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Don Diana, quella mattina di trent’anni fa, dopo la messa, doveva andare al lavoro proprio all’Isis Volta di Aversa, dove insegnava. Aveva promesso ai suoi ragazzi e ai colleghi professori di offrire un dolce a tutti perché era il giorno di San Giuseppe, il suo onomastico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“A trent’anni dell’uccisione di don Diana – dice Salvatore Cuoci, coordinatore del Comitato don Peppe Diana – vogliamo ricordare don Peppe con una serie di manifestazioni, che culmineranno il 19 marzo prossimo in una grande marcia, che attraverserà le strade di Casal di Principe. Il corteo partirà da Piazza Villa e si snoderà fino al Cimitero, dove sono previsti gli interventi finali e la lettura di tutti i nomi delle vittime innocenti di mafia. Invitiamo le scuole a partecipare, per rafforzare sempre di più il movimento di resistenza che in tutti questi anni ha cercato di costruire un argine forte al dilagare della criminalità organizzata”.</p>
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		<title>Il diritto di contare, ecco cosa non va nella politica dei manganelli</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2024/02/25/il-diritto-di-contare-ecco-cosa-non-va-nella-politica-dei-manganelli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Pina Stendardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Feb 2024 12:44:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[diritto di manifestare]]></category>
		<category><![CDATA[Manganelli]]></category>
		<category><![CDATA[mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Pisa]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Italia Repubblica, Italia democratica. Ma è davvero così? Quanto accaduto appena due giorni fa a Pisa, ha destato sconcerto collettivo. Gli studenti minorenni manganellati in via San Frediano, di fronte al Liceo artistico Russoli sono stati trattati alla stregua di delinquenti. Un nutrito gruppo di ragazzini (più di un centinaio), stava manifestando per il cessate [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Italia Repubblica, Italia democratica. Ma è davvero così? Quanto accaduto appena due giorni fa a Pisa, ha destato sconcerto collettivo. Gli studenti minorenni manganellati in via San Frediano, di fronte al Liceo artistico Russoli sono stati trattati alla stregua di delinquenti. Un nutrito gruppo di ragazzini (più di un centinaio), stava manifestando per il cessate il fuoco in Palestina e gli agenti preposti al controllo della manifestazione hanno fatto partire ben tre cariche di manganellate contro coloro che si erano presentati con mani alzate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che possano essere volate o meno esternazioni verbali contro gli agenti, è lecito usare la violenza contenitiva rispetto all&#8217;uso della parola? Il risultato di questo scontro tra non Titani, è stata la prognosi dei minorenni che hanno ottenuto spalle doloranti, dita rotte, nuca sanguinante. E per che cosa? Per una protesta che doveva essere pacifica, mentre i giovanissimi sono stati accerchiati in un imbuto!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è anche questa politica repressiva? Verrebbe da rispondere al Ministro degli Esteri che solo ieri, mentre festeggiava il segretariato nazionale di FI ha bollato la politica russa del dissenso, come fortemente violenta!</p>



<p class="wp-block-paragraph">E mentre le Forze dell&#8217;Ordine, il cui operato è stato tutelato dal ministro Antonio Tajani, continuavano a manganellare i giovanissimi per reprimerne la voce del dissenso, una città intera è scesa la stessa sera in Piazza per rimarcare il proprio diritto di contare, alla maniera delle proteste pacifiste che sono state vessillo di libertà per popoli e generazioni, come ci hanno insegnato il Mahatma Gandhi e Martin Luther King. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per fortuna il Presidente della Repubblica Mattarella è intervenuto a riportare l&#8217;attenzione sul diritto a manifestare, condannando la politica dei manganelli, definendola &#8220;un fallimento&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma gli episodi repressivi nel nostro Paese non finiscono qui, tanto che un sottosegretario leghista, Alessandro Morelli, ha addirittura proposto un paio di settimane fa &#8220;un daspo per gli artisti che fanno politica sul palco dell&#8217;Ariston&#8221;. Atteggiamento incoerente, se si considera che il leader della Lega Matteo Salvini aveva denunciato la &#8220;follia&#8221; di censurare preventivamente una canzone che avrebbe dovuto partecipare all&#8217;Eurovision, solo perchè israeliana: October rain.  &#8220;Viva la libertà, viva la pace contro ogni bavaglio e censura&#8221;, aveva scritto Salvini in un post. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La domanda ora sorge spontanea. Fino a che punto siamo liberi nel nostro Paese? L&#8217;articolo 17 della Costituzione parla chiaro:  <strong>I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz&#8217;armi</strong>. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad esso si aggiunge l&#8217;articolo 21 secondo cui &#8220;tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora, i giovanissimi manganellati erano riuniti pacificamente; hanno trovato il coraggio di sostenere messaggi di pace, svincolandosi dalla bolla di &#8220;insensibili&#8221; ed &#8220;incapaci&#8221; a prendere consapevolezza come accadeva negli anni della protesta giovanile dei famosi Settanta. Hanno scelto la pace e non la guerra, in ogni senso e il mondo degli adulti invece di tutelarli, come hanno scritto in uno striscione, li ha percossi per metterli  a tacere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">D&#8217;altronde non dovremmo meravigliarci del risultato dell&#8217;argomentazione politica vigente che si sbandiera vicina ad Israele e non alla Palestina. Evidentemente infastidiscono le continue marce per il cessate il fuoco, come ha infastidito ciò che Ghali dal palco dell&#8217;Ariston ha bollato come &#8220;genocidio&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scriveva bene Platone nella &#8216;Repubblica&#8217; (428-347 A.C.): &#8220;Oggi il padre teme i figli. I figli si credono uguali al padre e non hanno stima dei genitori. Ciò che essi vogliono è essere liberi&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed i giovani italiani questa libertà di pensiero la rivendicano, oggi più che mai, sfiduciati dai quei padri (adulti che amministrano la politica in ogni sua forma), che sostengono il principio di forza, rispetto a quello della cooperazione egualitaria per la pace. Quanto ci piacerebbe allora, che oltre la retorica gli adulti fossero da esempio perseguendo valori e grazie ad essi, ideali che uniscano le genti e non le dividano! </p>
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		<title>Sicilia: a rischio il diritto allo studio degli studenti fuori sede tra caro-affitti e carenza di alloggi</title>
		<link>https://www.pubblicanow.it/2023/11/17/sicilia-a-rischio-il-diritto-allo-studio-degli-studenti-fuori-sede-tra-caro-affitti-e-carenza-di-alloggi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Chiara Imbimbo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2023 09:03:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[alloggi]]></category>
		<category><![CDATA[CaroAffitti]]></category>
		<category><![CDATA[fuorisede]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La vita degli studenti fuori sede diventa sempre più difficile non solo al nord dove gli studenti combattano contro il caro-affitti ma anche al sud e, particolarmente, in Sicilia. A dimostrarlo è un’indagine dal titolo “Senza casa senza futuro” realizzata su scala nazionale da Udu, Sunia e Cgil e presentata a Palermo con un focus [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pubblicanow.it/2023/11/17/sicilia-a-rischio-il-diritto-allo-studio-degli-studenti-fuori-sede-tra-caro-affitti-e-carenza-di-alloggi/">Sicilia: a rischio il diritto allo studio degli studenti fuori sede tra caro-affitti e carenza di alloggi</a> proviene da <a href="https://www.pubblicanow.it">Pubblica Now</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La <strong>vita </strong>degli <strong>studenti fuori sede</strong> diventa <strong>sempre più difficile</strong> non solo al nord dove gli studenti combattano contro il caro-affitti ma <strong>anche al sud</strong> e, particolarmente, in <strong>Sicilia</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A dimostrarlo è un’<strong>indagine</strong> dal titolo “<strong>Senza casa senza futuro”</strong> realizzata <strong>su scala</strong> <strong>nazionale da Udu, Sunia e Cgil e presentata a Palermo</strong> con un <strong>focus specifico</strong> <strong>sulla Sicilia</strong> dove tra <strong>caro-affitti e carenza di alloggi</strong> (molti dei quali fatiscenti e senza nemmeno impianti a norma) il <strong>diritto allo studio è messo a dura prova</strong>. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli <strong>studenti fuori sede</strong> tra <strong>Catania, Messina e Palermo</strong> sono <strong>33.930</strong> in confronto ai <strong>1.868 alloggi pubblici a disposizione</strong> e se ci si rivolge ai <strong>privati</strong> i <strong>prezzi </strong>schizzano <strong>alle stelle</strong> senza nemmeno la presenza di un regolare <strong>contratto di locazione</strong>. Il <strong>15%</strong> degli <strong>affitti a Palermo e Catania</strong> sono <strong>in nero</strong> mentre a <strong>Messina </strong>la percentuale scende al <strong>10%</strong> e trovare un proprietario disposto a fittare non è nemmeno tanto semplice a causa della diffidenza nei confronti degli studenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il quadro peggiora se si considera che <strong>a Messina</strong> esiste una <strong>“casa per gli studenti”</strong> con la <strong>capienza di 220 posti</strong> <strong>chiusa </strong>però <strong>da 17 anni</strong> così come tante altre <strong>strutture abbandonate</strong> che potrebbero essere riqualificate e destinate <strong>ad uso abitativo</strong> per gli studenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>governo</strong>, però, si è impegnato garantendo, <strong>entro il 2026</strong>, la <strong>realizzazione di 60 mila posti letto </strong>con i fondi del Pnrr <strong>per studenti in tutta Italia</strong>.</p>
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