Papa Bergoglio si esprime ancora una volta a sostegno dell’Ucraina e lo fa in un’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano. L’occasione è il decimo anniversario del suo pontificato, momento che lo porta a fare un bilancio non per se stesso, ma per il mondo: “L’augurio per il futuro è la pace – dice Papa Francesco – il mio pensiero va soprattutto alla pace nella martoriata Ucraina e in tutti gli altri Paesi che soffrono l’orrore della guerra”.
Il pontefice approfitta di questa ricorrenza per lanciare ancora una volta il suo monito all’umanità: “Una cosa che mi fa soffrire molto è la globalizzazione dell’indifferenza, girare la faccia dall’altra parte e dire ‘A me che importa?’ E pensare che se non si facessero armi per un anno, finirebbe la fame”.
Il suo discorso cade poi su un’altra piaga sociale: la corruzione, che a suo avviso “fa imputridire l’anima”. Pertanto tuona: “Nella Chiesa, come nella politica e nella società in generale, dobbiamo sempre mettere in guardia dal grave pericolo della corruzione”.
Resta poi inevitabile il passaggio sul tema della mafia. A riguardo il Papa parla senza indugi, in modo lapidario: “i mafiosi sono scomunicati: hanno le mani sporche di soldi insanguinati“.


