Iniziato con gli sceneggiatori nel mese di maggio, il 13 luglio scorso, hanno aderito allo sciopero anche gli attori causando grandissimi disagi alla grande casa di produzione.
È la prima volta, dopo il 1960, che attori e sceneggiatori si fermano in contemporanea, causando il più grande sciopero della storia che riguarda oltre 65.000 attori. La perdita, indotta da questo stop, costerà solo agli studios di Los Angeles, 30 milioni di dollari al giorno.
I motivi dello sciopero sono due: stipendi non adeguati e utilizzo dell’intelligenza artificiale.
“Negli ultimi 10 anni -si legge nella nota del sindacato Sag-Aftra, che conta oltre 160 Mila membri– la retribuzione è stata gravemente erosa dalla crescita dell’ecosistema dello streaming, problema a cui si è aggiunta la minaccia esistenziale posta dall’intelligenza artificiale alle professioni creative. Da qui, la richiesta principale: tutti gli attori e tutti i performer “si meritano un contratto che li protegga dallo sfruttamento della loro identità e del loro talento senza consenso”.
Ieri al tavolo delle trattative si è seduto anche Tom Cruise che, questa volta, avrà una nuova “Mission Impossible”: cercare di mediare affinché la macchina produttiva possa ripartire.
Il noto attore ha chiesto a Alliance of Motion Picture and Television Producers di ascoltare le giuste preoccupazioni del sindacato sull’intelligenza artificiale e sui compensi degli stuntmen, e allo stesso tempo ha chiesto con forza al sindacato di rivedere l’atteggiamento per la promozione dei nuovi film preoccupato ancora per la salute dei botteghini.
Riuscirà Tom Cruise anche in questa nuova missione? Per ora un punto di accordo sembra ancora molto lontano.
Ancora ferma la macchina di Hollywood: in campo anche Tom Cruise
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