Cardito(NA). Sempre più inconsistente e scialba la posizione del Consigliere Marco Mazza che ha deciso di andare al massacro ripudiando quanto promesso in campagna elettorale. Colui che nel 2020 si presentava ai confronti tra candidati con il pupazzo è finito per diventare il “pupazzino” della fascia tricolore Giuseppe Cirillo. Il primo cittadino, stando alle ultime indiscrezioni, gli avrebbe garantito “un posto al sole”, in un Pd carditese ormai al macero, vetusto e abbondantemente “avanti con gli anni”, rimpinguato da soggetti che vacillano tra l’innocuo e l’inutile, come i Consiglieri Bova e Marzano.
Marco Mazza proprio non riesce a rispondere sui contenuti e sulle tematiche, ci ha provato in tutti i modi a ribaltare lo stato delle cose e soprattutto la verità, quella verità che oggi tanto brucia e fa male, la verità, quella sconosciuta che nonostante il 14 agosto 2023 non va mai in ferie, urla sempre più forte. Chissà con quale fardello si presenterà al prossimo consiglio comunale, dopo aver deluso tutte le aspettative ed essere venuto meno alle alleanze e soprattutto aver tradito chi lo hanno sostenuto. Ormai sa di essere al capolinea della sua parentesi politica, conscio che nessuna compagine alternativa a Cirillo se lo caricherà sul groppone, poco affidabile sulla tenuta dei patti e degli accordi, un “alleato” politico sul quale non si può fare affidamento, troppo lunatico, in questi anni le sue virate e i suoi calcoli hanno prodotto più danni del Titanic e dello Stockholm messi insieme, insomma un vero suicidio per chi volesse stipulare con lui un accordo politico. Dimettersi nottetempo a questo punto sarebbe la migliore soluzione. Ne perderebbe nei banchi dell’aula consiliare il sindaco Cirillo; avere un infiltrato nella minoranza fa comodo, ma agli elettori, o meglio, quel che resta del suo elettorato, un giorno il diretto interessato dovrà dare conto.
Tra puc e pre-dissesto, storia ormai vecchia, sappiamo come il saggio e dotto avvocato carditese si è posto nell’aula Narciso; per non parlare della pace fiscale, uno schiaffo che ha disintegrato anche l’ultima briciola di dignità e credibilità politica. Ma quello che solo gli addetti ai lavori sanno e che sicuramente sarà motivo di dibattito dopo la pausa estiva, sono le assunzioni a tempo indeterminato mediante l’utilizzo delle graduatorie (sistema ormai ben rodato), per ora vi preannunciamo solo questo, San Giorgio potrebbe battezzare San Pasquale, dov’è ora Mazza, perché non più fedele alla linea nel pretendere dal ras Cirillo i concorsi invece di preferire le graduatorie a scorrimento dagli altri Comuni? Ma questa è un’altra storia che affronteremo dopo agosto.
Ed infine, immancabile l’ectoplasma, lo scudo di carta dove Mazza si rifugia, la “non firma”, colui che è ancora imbrigliato nella senilità della giurisprudenza e fermo alla giovinezza del giornalismo, un coito a metà per intenderci, un ibrido, la brutta copia di Houdini nel raccontare la verità, una stilo che annerisce il foglio (colore che gli si addice) di vaniloqui, la più scarsa forma di materia organica, almeno Totò e Peppino con la famosa lettera producevano ilarità, la “non firma” e Mazza invece solo pietà.


