È trascorso un anno dalla violenza sessuale ai danni di una minorenne, nella struttura sportiva in disuso del quartiere Bonola di Milano.
Era settembre 2022 e una ragazza di 14 anni, veniva affidata a una struttura protetta, una volta allontanata dalla famiglia.
Tre maggiorenni e due minori l’avevano segnata psicologicamente, oltre che fisicamente, abusando di lei dopo averla legata, ma la giovanissima aveva in primis taciuto ogni dettaglio sull’accaduto, finchè un’operatrice della comunità di accoglienza in cui si trovava, è riuscita a farla aprire confessando il suo malessere.
Da qui sono partite le indagini che hanno portato i 5 egiziani stupratori, dediti abitualmente a furti, a fare i conti con la Giustizia. A dicembre sono iniziati i primi accertamenti investigativi: la minorenne, sentita in audizione protetta, ha fornito dettagli sui tatuaggi particolarmente riconoscibili, sul corpo del branco.
I due adolescenti sono stati affidati dunque alla Procura minorile, mentre due uomini risultavano espulsi ed uno era ricercato con un mandato di cattura.
Di loro il GIP Nobile preposto alle indagini, aveva scritto che i giovani non avessero freni inibitori.
Lunedì invece, è scattato l’arresto per uno dei colpevoli, il 21enne che si trovava a Rimini presso amici.
Le indagini sono scaturite dalle intercettazioni telefoniche e dalle confidenze della minore che a un’educatrice che la seguiva, ha fornito descrizione degli autori della violenza di gruppo.


