Ancora un episodio di bullismo, questa volta registrato al centro di Pavia. Un quattordicenne ha denunciato l’episodio avvenuto domenica scorsa tra Strada Nuova e Ponte Coperto.
Pestato e preso a sassate da un branco di età compresa tra i 15 e 17 anni, il ragazzino veniva perseguitato da lungo tempo, come racconta il padre del ragazzo alla stampa locale: “Da mesi è tormentato da questi giovani. Lo hanno preso di mira e non si capisce il perché. Ho già denunciato la situazione e sono costretto ad accompagnare mio figlio a scuola al mattino e a prenderlo all’uscita”.
L’adolescente ora è ricoverato al Policlinico di San Matteo con prognosi di trenta giorni per un trauma cranico e diverse contusioni.
L’atteggiamento sanzionabile, rientra nell’ampio spettro fenomenologico che coinvolge il 52% di ragazzi tra gli 11 e i 17 anni, vittime di offese e soprusi da parte dei coetanei.
Aggrediti in luoghi di aggregazione come scuole, parchi e piazze, o nel percorso da scuola a casa, i ragazzini bullizzati sono costretti a vivere nel terrore, proprio come la vittima di Pavia.
Le forze dell’ordine stanno indagando per identificare i responsabili anche attraverso le telecamere di videosorveglianza della zona.
Sulla vicenda si è espresso il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio: “Bisogna accertare fino in fondo cosa è successo e capire perché quei piccoli delinquenti sono stati liberi di picchiare ancora la loro vittima, nonostante fossero già stati denunciati. Poi mi auguro che si applicherà fino in fondo il nuovo decreto contro il bullismo anche per dare l’esempio ai loro coetanei e alle famiglie che ignorano o, peggio, coprono i comportamenti violenti dei loro figli”.
Il decreto aggiornato questa estate, prevede un inasprimento della legge 910 del 2017 su bullismo e cyberbullismo, inserendo fino a 7 anni di carcere per i bulli e multe fino a 2000 auro per i genitori.
Pene per Bullismo e Cyberbullismo
Il fatto di bullismo e cyberbullismo, “salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da uno a sette anni chiunque, con condotte reiterate, mediante violenza, atti ingiuriosi, denigratori o diffamatori o ogni altro atto idoneo, intimidisce, minaccia o molesta taluno, in modo da porlo in stato di grave soggezione psicologica, ovvero da isolarlo dal proprio contesto sociale.
“È punito con la reclusione da sei mesi a tre anni chiunque, trovandosi nella possibilità di impedire o denunciare i fatti di cui al primo comma, non si avvale di tale possibilità.
La pena è della reclusione da due a otto anni se i fatti di cui al primo comma sono commessi mediante la rete internet o la rete di telefonia mobile.
La pena è aumentata di un terzo se il fatto è commesso dal coniuge, anche se legalmente separato o divorziato, da un convivente o da persona che sia o sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa.
La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso da tre o più persone riunite o a danno di un minore o di una persona con disabilità o di una donna in stato di gravidanza.


