Sei giorni di guerra a Gaza, nel timore di ulteriori disordini e possibili attentati, per reazioni di rabbia di israeliani e palestinesi. La sicurezza è stata rafforzata nelle ambasciate israeliane in tutto il mondo.
Lo scontro tra Israele e Palestina si inasprisce soprattutto dopo l’ordine di evacuazione entro 24 ore, inviato a 1,1 milione di palestinesi che dovranno lasciare la parte nord di Gaza.
Si tratta di guerra conclamata a questo punto e l’Onu lancia il suo appello: “Fermatevi, sarebbe una catastrofe!”.
L’Organizzazione delle Nazioni Unite fotografa la situazione attuale: “Il sistema sanitario di Gaza è sul punto di crollare; il tempo sta scadendo per prevenire una catastrofe umanitaria”.
Nella notte sono stati bombardati 750 obiettivi di Hamas, che pare stesse progettando l’attacco ad Israele da circa due anni, avvalendosi di mappe accurate per capire dove colpire.
Sulla striscia di Gaza sono cadute più di 6 mila bombe. Hamas sostiene che 13 dei suoi ostaggi siano morti a causa degli attacchi israeliani nelle ultime 24 ore.
Intanto l’esodo da Gaza è iniziato, ma Hamas invita i palestinesi a restare. Anche l’Onu esorta Israele a fermare l’ultimatum per motivi umanitari.
Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, è arrivato stamane ad Amman, in Giordania, per incontrare il presidente palestinese Mahmoud Abbas e il re giordano Abdullaha.
Il bilancio attuale dello scontro è di 1.537 palestinesi morti nell’offensiva israeliana sulla Striscia di Gaza, di cui 500 bambini e 276 donne. I feriti sarebbero 6.612, tra cui 1.644 bambini.


