Due generazioni a confronto il nome di un unico amore: il teatro. Una scelta comune non solo artistica, ma anche di amicizia fatta di complicità dietro le quinte per 12 anni.



















Lo scenografo Bruno Garofalo dedica al grande De Filippo una mostra intitolata ‘I miei colori per Eduardo’, allestita dal 15 gennaio all’8 marzo 2024 in via Vittoria Colonna, 4, a Napoli, presso palazzo Scarpetta.
Realizzata per l’anniversario dei 40 anni della scomparsa di Eduardo, e dei 70 anni dell’apertura del suo teatro, il San Ferdinando, in collaborazione con la fondazione Eduardo de Filippo, presieduta da Tommaso De Filippo, la mostra mette in risalto testimonianze, disegni in realizzazioni di Garofalo per 14 allestimenti teatrali, da Napoli milionaria fino Alle voci di dentro, alle Bugie con le gambe lunghe, cani gatti, a Sabato domenica e lunedì e così via.
Bruno Garofalo restituisce al grande pubblico la magia di un teatro indimenticabile definito da lui stesso un “sogno nella speranza di riuscire a condividere ogni emozione con chi ha amato e ama l’arte immortale di Eduardo di Filippo”.
L’iniziativa è stata caldeggiata da Tommaso De Filippo che un giorno chiese a Bruno Garofalo di organizzare un’iniziativa che riconoscesse la dedizione dello scenografo nei confronti di Eduardo e di Luca e del loro lavoro, ponendo in risalto il legame l’ artista napoletano con la maiuscola.
Bruno Garofalo conobbe il Maestro quando era appena ventenne, mentre il professionista del palcoscenico allora era già ultra settantenne. Il primo approccio tra i due avvenne con una messa alla prova di Eduardo nei confronti del giovane scenografo: gli affidò infatti il restauro di due presepi utilizzati per la sua commedia natalizia. Da quel momento in poi gli furono affidati le scene di tante commedie.
Nel 1971 il grande drammaturgo lasciò una sua dedica a Garofalo, definendolo “amico geniale ed interprete di certi amori e pensieri che sono dentro agli ambienti delle scene delle sue commedie”.
L’esposizione ad ingresso gratuito, sarà visitabile, dal lunedì al venerdì (ore 10 – 14, ma per gruppi organizzati sono possibili anche aperture straordinarie).
Il percorso espositivo, progettato e curato da Francesca Garofalo, offre al pubblico il raro privilegio di entrare nel Teatro di Eduardo, accolto all’ingresso dalla ricostruzione del botteghino, tra locandine e manifesti dell’epoca ( “Na Santarella”, “Questi fantasmi!”, “Cani e gatti”, “Ogni anno punto e da capo” e “Sabato, domenica e Lunedi”, tra le altre) in un allestimento che si avvale della collaborazione di Matteo Garofalo (per la parte tecnica), di Claudio Garofalo (per la realizzazione dei contributi video) e di Maria Procino storica e archivista conservatore nonché per anni curatrice dell’archivio Eduardo De Filippo (oggi conservato al Vieusseux di Firenze).
Dal botteghino si passa alla sala centrale che, oltre alle due installazioni video in cui si riproducono in loop frammenti di interviste (da Tommaso Bianco ad Angela Pagano e Isa Danieli, ad esempio) e di alcuni spettacoli teatrali, accoglie uno spaccato di palcoscenico. Praticabile per entrambi i lati mostra, sul davanti, la scena di “Napoli Milionaria” nonché alcuni costumi originali di varie commedie (conservati presso il CTN 75 di Canzanella) mentre sul lato opposto apre un possibile “retropalco”, tra bozzetti, un baule di sartoria, corde, cantinelle, teli e colori introducendo i visitatori “dietro le quinte” del teatro del Maestro.
“Entrando infine nell’ultima sala – conclude Bruno Garofalo – i visitatori troveranno al centro della stanza una piccola isola trafitta centralmente dall’albero maestro di un relitto di nave, circondata dal mare in tempesta. Questa è una parte della scena, mai realizzata, che avrei voluto proporre a Eduardo per l’allestimento de “La tempesta” di Shakespeare di cui, su invito dell’editore Giulio Einaudi, aveva, alla fine della sua parabola di vita e di teatro, ultimato la traduzione”.
Info: tel. 0812189577 –www.fondazionedefilippo.it
Credits Photo: Arturo Favella


