Addio a Gigi Riva, il racconto della corsa disperata per tenerlo in vita

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Lutto cittadino a Cagliari, in Sardegna, per la morte dell’ex calciatore Gigi Riva.
La gloria calcistica che portó il Cagliari allo scudetto, si è spenta ieri per una sindrome coronarica acuta.

Ora la salma si trova in una camera mortuaria, ma l’ospedale Brotzu, ha raccontato gli ultimi istanti in cui il personale medico ha cercato di tenere in vita l’atleta.

Dopo il suo arrivo al pronto soccorso, intorno alle tre di notte, era stato sottoposto ad una coronografia, come raccontato dal direttore sanitario Raimondo Pinna.

Arrivato in ospedale, gli era stato proposto un intervento di angioplastica, che lui stesso ha rifiutato prima di avere un arresto cardiaco. A nulla è servita la manovra di rianimazione perché il decesso è avvenuto alle 19:10 di ieri.

L’ex calciatore si è sentito male mentre era intento a recarsi a cena a casa sua, insieme alla moglie. Il personale medico prima del decesso gli ha anche comunicato l’interesse della stampa nei suoi riguardi, e l’ex atleta era stato d’accordo nel divulgare notizie sul suo stato di salute.

Il decesso è stato consequenziale al diniego che lo stesso Riva aveva dato all’intervento chirurgico che probabilmente gli avrebbe potuto salvare la vita.

Consapevole del bene che tutta la città e la nazione gli voleva, Riva non aveva dato il consenso scritto all’intervento dei medici

I funerali delle settantanovenne avverranno domani alle ore 16:00 nella basilica di Bonaria, a Cagliari. Saranno presieduti dall’arcivescovo Giuseppe Baturi, in presenza anche del segretario generale della CEI.

Intanto Cagliari ha proclamato il lutto cittadino. A volerlo è stato il sindaco Paolo Teuzzu, con un’ordinanza specifica. Questa mattina invece il consiglio regionale della Sardegna ha osservato un minuto di silenzio in sua memoria. Gigi Riva, per quanto sardo di adozione e non di nascita, è ritenuto un isolano DOC che non ha mai voluto lasciare la squadra ed i suoi tifosi.

Pina Stendardo
Pina Stendardo
Giornalista attenta ai fermenti quotidiani, raccontati con umanità. Convinta che scrivere sia un atto d’amore e responsabilità, ama divulgare il bello dell’Arte e del sociale, proponendo una narrazione alternativa sullo spaccato culturale.

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