In 21 di 27 paesi europei esiste il salario minimo. La Spagna non solo lo adotta, ma ne stabilisce anche un tetto in salita, pari a 1.134 euro lordi in 14 mensilità.
Il traguardo arriva dopo l’accordo stabilito tra il Ministero del Lavoro e i sindacati Ugt, che ne hanno decretato un incremento del 5%, con firma di tutti gli imprenditori.
Della nuova misura beneficieranno circa 2,5 milioni di lavoratori con effetti retroattivi dal 1° gennaio 2024.
La Spagna infatti è passata dal salario minimo del 2018, pari a 736 euro, a quello attualmente stabilito. L’incremento è stato del 54% nel corso del tempo.
Restano fuori dalla misura l’Italia, la Finlandia, la Danimarca, Austria, Svezia e Cipro.
Nel nostro paese il dibattito è stato aperto con la possibilità di guadagno di 9 euro all’ora, con il sostegno delle politiche europee.
Con la sentenza 27711/2023, la Cassazione ha sancito il diritto del lavoratore al salario minimo costituzionale, congruo e dignitoso, eppure nel nostro Paese nulla è stato ottenuto, mentre in Spagna la misura che incontrava la diffidenza delle banche, ha dimostrato una riduzione della disoccupazione con effetti di una economia rafforzata e del miglioramento della qualità di vita dei cittadini. Per questo il governo spagnolo si sta anche adoperando per una riduzione degli orari lavorativi.


