Operazione Eurovision Contest, i Big della musica italiana puntano su San Marino

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Il palcoscenico di Una voce per San Marino sarà il terreno sul quale si cimenteranno gli artisti italiani per accedere all’Eurovision Song Contest che si terrà a maggio, a Malmö.

Il 24 febbraio parteciperanno alla kermesse Marcella Bella, Pago, i Jalisse, Aaron Sibley, Aime Atkinson, La Rua, Wlady con Corona, Ice MC e DJ Jad, Loredana Bertè.

Dopo il premio Mia Martini con il brano ‘Pazza’, la Bertè aveva espresso il desiderio di arrivare in Svezia all’Eurovision, per prendersi una rivincita sull’ex marito Bjon Borg, il tennista da cui si è separata anni fa, in modo poco amichevole.

Loredana, la cui canzone sarebbe risultata vincitrice anche per una eventuale giuria demoscopica allestita per un sondaggio sanremese, e di fatto eliminata dalla giuria ufficiale del festival, potrebbe avere la sua rivalsa, così come Marcella Bella, diva della canzone anni ’80, con 9 festival di Sanremo all’attivo, 14 partecipazioni al Festivalbar, numerosi premi conquistati dagli anni ’70 in poi, ed i Jalisse, che 27 anni fa calcarono il palco europeo.

I Big della musica italiana, spesso dimenticati, cercano di entrare dalla porta secondaria sul palco che potrebbe vederli rappresentare il nostro Paese in ambito europeo, per replicare il successo internazionale raggiunto dai Maneskin.

Oltre agli artisti citati, saranno in concorso Dana Gillespie (vincitrice di un contest), ed altri sette artisti emergenti, insieme ad un cantante sammarinese, selezionati nel corso delle semifinali che andranno in onda su San Marino RTV nel corso di questa settimana.

La finale presentata da Fabrizio Biggio e Melissa Greta Marchetto, avrà altri tre pezzi da novanta sul palco, in qualità di ospiti speciali: Riccardo Cocciante, Al Bano e Mogol.

Pina Stendardo
Pina Stendardo
Giornalista attenta ai fermenti quotidiani, raccontati con umanità. Convinta che scrivere sia un atto d’amore e responsabilità, ama divulgare il bello dell’Arte e del sociale, proponendo una narrazione alternativa sullo spaccato culturale.

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