Elon Musk fa causa a OpenAI e Sam Altman

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La battaglia di Elon Musk contro l’intelligenza artificiale si arricchisce di un nuovo episodio. Il CEO di Tesla ha denunciato OpenAI, azienda che ha dato i natali a ChatGPT, e il suo CEO Sam Altman.

OpenAI non è di certo nuova a querele: la società è stata infatti chiamata in causa dal New York Times per una presunta violazione del copyright e solo la settimana scorsa AlterNet, The Intercept e Raw Story hanno separatamente denunciato l’azienda per le stesse questioni.

Elon Musk è stato uno dei primi sostenitori di OpenAI e ha contribuito anche alla sua fondazione, ma negli ultimi anni si è distaccato dall’azienda e ha mostrato una crescente ostilità nei confronti di quest’ultima, condividendo apertamente le sue riserve, fino alla svolta di giovedì scorso.

Musk ha infatti presentato una causa nei confronti di OpenAI. Per il fondatore di SpaceX l’azienda sarebbe venuta meno ai suoi principi costitutivi, come si legge nella denuncia: “[…]OpenAI, Inc. si è trasformata de facto in una filiale closed-source della più grande azienda tecnologica del mondo: Microsoft. Sotto il suo nuovo consiglio di amministrazione, non solo sta sviluppando, ma sta addirittura perfezionando un’intelligenza artificiale per massimizzare i profitti di Microsoft, piuttosto che per il bene dell’umanità. Questo è stato un grave tradimento dell’Accordo di Fondazione“.

Oltre ad OpenAI, la querela colpisce il CEO Sam Altman e il Co-Founder Greg Brockman, colpevoli secondo Musk di aver violato apertamente la visione originaria del 2015 e l’accordo costitutivo.

Dopo essersi dimesso dal consiglio di amministrazione nel 2018, Elon Musk non ha risparmiato le critiche nei confronti della sua ex-protetta, scagliandosi spesso contro i pericoli potenziali generati dal rapido sviluppo delle intelligenze artificiali. Musk è stato uno dei primi investitori di OpenAI, riversando nelle casse dell’azienda californiana oltre 44 milioni di dollari fino al 2020. In passato la “start-up” aveva proposto una partecipazione allo stesso Musk, che però ha rifiutato l’offerta.

Lo scopo di Musk sarebbe quello di ottenere un ordine del tribunale che costringa OpenAI a tornare sui suoi passi, rendendo facilmente accessibili al pubblico le ricerche e i progressi della società californiana. L’irrequieto imprenditore riuscirà a sconvolgere nuovamente lo scenario tecnologico mondiale.

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