Papà over, in Italia genitorialità sempre più lontana

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È il giorno dedicato ai padri di tutta Italia, ma i dati Istat comunicano che nel nostro Paese l’esperienza della paternità è sempre più ritardata.

Un uomo su tre è ancora senza figli e la paternità arriva spesso dai 36 anni in poi. In un’ottica europea l’Italia sposta la lancetta temporale dell’esperienza genitoriale per gli uomini più in là negli anni.
In virtù del rapporto genitorialità-salute, la società italiana di andrologia ha realizzato un focus sulla paternità, legato ai dati di fertilità fin da giovani. L’invito della comunità scientifica è quello di non posticipare il tempo in cui diventare genitori. In Italia infatti la media della genitorialità è stata procrastinata di circa 10 anni rispetto al range del concepimento in Europa.

Dietro questa scelta sussistono motivi sicuramente culturali, ma anche economici. Gli uomini infatti rinviano la paternità ad una fascia di età tra i 45 e 50 anni, entrando nella categoria di padri-nonni, prima che figlio raggiunga la maggiore età.

L’incidenza tra una società economicamente salda come quella dei paesi scandinavi in cui le famiglie sono benestanti e naturalmente si fanno più figli, è importante soprattutto per il 70% di papà italiani.

Non gioca a favore da questo punto di vista, la normativa chi sostiene la paternità. Accanto ad eventuali misure di supporto al reddito, occorrerebbe infatti garantire ed estendere i congedi di paternità. Questo permetterebbe ai padri e non alle madri di poter accudire i figli mettendo in pausa il proprio lavoro, così da avvicinarsi all’ottica familiare in modo bilanciato in seno al concetto di pari opportunità, usufruendo di servizi che siano efficienti e non carenti.

Favorire la co-genitorialità dei padri servirà dunque alla costruzione del legame e del ruolo con i propri figli, nella prospettiva di una comunità più solidale nei confronti degli uomini che scelgono di allevare una prole.

I papà over sicuramente si avvicinano alla crescita dei figli con una maggiore responsabilità e con uno più grande senso di consapevolezza, garantendo così una crescita regolare secondo un indice geek, che testa il quoziente intellettivo non verbale di figli nati da genitori adulti (tra 45 e 50 anni).

Lo studio condotto al King’s College London, ha infatti dimostrato che figli di genitori più avanti con l’età hanno un indice più elevato: il valore è di 39,6 per i figli di 25enni o più giovani, di 41 per i figli di uomini tra i 35 e i 44 anni e di 47 per i figli di 50enni o più. Secondo la ricerca, la migliore posizione socio-economico dei padri adulti rispetto a quelli più giovani, permette spesso ai loro figli di avere migliore educazione, maggiori stimoli ed ambizioni più elevate.

La paternità over può dunque avere i suoi vantaggi, ma non occorre trascurare, secondo gli andrologi mondiali, la correlazione esistente tra età avanzata dei genitori e probabile rischio di malattie ereditarie per i figli.

Pina Stendardo
Pina Stendardo
Giornalista attenta ai fermenti quotidiani, raccontati con umanità. Convinta che scrivere sia un atto d’amore e responsabilità, ama divulgare il bello dell’Arte e del sociale, proponendo una narrazione alternativa sullo spaccato culturale.

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