Mentre i fari del mondo sono puntati sulla lotta al terrorismo e sul rischio di ulteriori stragi che possono coinvolgere altri paesi dopo Mosca, l’opinione pubblica sta guardano all’esempio di un giovane quindicenne: Islam Kalilov.
Venerdì scorso ha infatti salvato 100 persone durante la strage al Crocus City hall. Il giovane si trovava sul posto come guardarobiere part-time del teatro. La sua è un’occupazione che svolge quando non va a scuola e in modalità part-time. Nei video che documentano la strage, il 15enne viene mostrato mentre guida un gruppo di spettatori verso una porta che conduce vicino ad un edificio affiancante il teatro.
Direzione Expo. È lì che fa convogliare tutti, nel palazzo che ospita un’altra manifestazione. Islam aspetta che tutti attraversino la porta, poi si mette in salvo.
Inizialmente aveva pensato, sentendo le prime urla, che si trattasse di un gruppo rumoroso; poi ha capito cosa stesse accadendo e ha iniziato a dare indicazioni di salvataggio.
“Ho realizzato che se non avessi reagito subito avrei perso la mia vita e quella di molti altri”, ha dichiarato il quindicenne che ha visto con i suoi occhi strage e l’uccisione di un uomo davanti i suoi occhi.
Ciò che ha spinto il ragazzo ad intervenire è stata l’immagine che si era profilato di quanto sarebbe potuto avvenire da lì a poco: “Ho pensato che i terroristi potessero arrivare dalle scale dell’ascensore uccidendoci tutti i con raffiche di mitra o lanciando una gran granata”. Islam non è l’unico giovane che ha cercato di salvare il paese, ma ha raccontato di aver incrociato nei momenti fatali, un altro ragazzo che ha disarmato un terrorista mettendo al sicuro una decina di spettatori.
L’esempio di questo giovane cittadino russo, premiato dalla squadra dello Spartax, suo team del cuore, che gli ha regalato una maglietta, insieme all’abbonamento alle partite del club, insegna al mondo che per salvarsi occorre agire non badando solo a se stessi, ma a sé in concomitanza con gli altri.
È questo il monito che arriva anche dall’ultime consultazioni del Cremlino. Oltre i dissidi con l’Occidente, la lotta al terrorismo riguarda il mondo intero ed è una paura che aleggia su ciascuno Stato, senza distinzione. L’attentato avvenuto nel luogo in cui si crede si tenda a falsificare tutto, mostra il buio di un’Europa dove è necessario agire prima che continuino a morire degli innocenti.
C’è una frase di Islam che dovrebbe essere da sprone per tutti noi: ‘Ho fatto solo il mio lavoro’. Se in questi momenti cruciali i governi badassero solo a compiere il proprio lavoro, capirebbero, con Mosca in testa, che la cooperazione è la sola strada da percorrere contro il terrorismo, dando priorità a una emergenza che per un po’ era risultata erroneamente accantonata.


